Posts Tagged ‘vino’

La frase della settimana

18 July 2011 - Commenti »

“Investite nel vino. Male che vada, potrete sempre berlo.”

Gianni Agnelli

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Milano Food Week: il container enocratico

10 May 2011 - Commenti »

Milano Food Week + Enocratia: ovvero, bianchi container con simpatici giovani sommelier ristoratori che propongono assaggi di bottiglie che vanno da quelle legate al territorio a una selezione di vini spagnoli (la Spagna è la prima nazione ospite della MFW, in vista naturalmente dell’Expo 2015) e sudafricani, a una scelta di bottiglie “interessanti” – bottiglie che cioè rispecchiano la filosofia di Enocratia, che si può condensare in un semplice concetto: “io conosco questa bottiglia, il vino che c’è dentro, le persone che lo producono, la loro storia e la storia delle loro viti e delle loro vite – e sono qui per farli conoscere anche a te, e per cercare di trasmetterti qualcosa di tutto questo.”


Qualche ora passata con Davide e Anna in San Fedele – ma del resto anche con Chiara & c. sui Navigli – fanno capire meglio, forse, cosa intendo: non sono dei distributori automatici di vino, ma trovano sempre, anche nei momenti di maggior affollamento, il tempo per farti vedere, conoscere e capire le bottiglie che ti propongono, cosa c’è dentro ma anche chi c’è dentro, o dietro; riescono a stabilire un rapporto con l’assetato interlocutore dal bicchiere in mano, che va al di là della degustazione; e soprattutto adempiono alla loro “missione”, che è quella di far conoscere vini e bottiglie e realtà produttive che sono al di fuori dei circuiti normali, e proprio per questo hanno desiderio di farsi conoscere. Ma poi il rapporto che si stabilisce è paritetico, coinvolge anche i degustatori, che si raccontano e fanno parte del racconto…

Emanuele Bonati

La frase della settimana

21 February 2011 - Commenti »

Un amico nuovo è come il vino nuovo: invecchierà e lo berrai con delizia.

Ecclesiastico

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Lettere dalla Renna

6 December 2010 - Commenti (2) »

Vino per tutti col monopolio di stato

Forse non tutti sanno che nei paesi scandinavi (Svezia, Finlandia e Norvegia) vige il monopolio di stato per la vendita degli alcolici – in parole povere, questo significa che il vino non si compra al supermercato, e nemmeno in enoteca (non esistono enoteche!). Si va nei negozi del monopolio di stato che vendono tutte le bevande che hanno un contenuto alcoolico superiore a 3 o 4 gradi (a seconda dei paesi).
In Svezia il monopolio si chiama Systembolaget, in Norvegia Vinmonopolet, in Finlandia Alko, mentre in Islanda c’è Vinbudin (o giù di lì… mi mancano i caratteri islandesi).
Brevi cenni storici: il monopolio della vendita di alcolici è nato nel 1850 nella cittadina di Falun, in Svezia, per controllare e limitare l’eccessivo consumo di vodka e aquaviti, ma anche per evitare che privati facessero profitti con la vendita di questi prodotti e quindi ne stimolassero il consumo. Nel 1905 fu poi esteso a tutta la Svezia.
Fino a 3 o 4 anni fa non si poteva fare alcuna pubblicità agli alcolici; adesso è possibile, ma si devono sempre riportare chiari riferimenti ai potenziali danni derivanti dal consumo eccessivo (proprio come si fa con le sigarette).

"Metà delle persone che affogano hanno alcool nel sangue" si legge nella pubblicità di questo Champagne.

La vendita di alcoolici a chi non abbia compiuto 20 anni è vietata, e i commessi di Systembolaget devono chiedere un documento per controllare l’età degli acquirenti “sospetti”. Nella vita di uno svedese, il giorno in cui non gli viene più richiesta la carta di identità è diventato un vero e proprio spartiacque – e non vi dico la gioia delle signore intorno ai trenta quando capita che un commesso chieda loro il documento (secondo me si divertono a farlo apposta di tanto in tanto…).
Inoltre, fino al 2001 i negozi erano rigorosamente chiusi il sabato per limitare il consumo di alcolici durante il fine settimana (quando si tende ad alzare un po’ di più il gomito).
Quanto durerà ancora questa situazione di monopolio non è chiaro, visto che evidentemente contrasta con le normative europee, cui anche la Svezia è soggetta. Quanto poi questo sistema aiuti effettivamente a limitare il fenomeno dell’acolismo, non mi è chiaro: in parte infatti il monopolio alimenta il problema della distillazione clandestina e il relativo mercato nero (sopratutto nel nord), e questi prodotti dalla dubbia qualità, se non addirittura pericolosi per la salute, finiscono talvolta nelle mani degli adolescenti.

In Svezia vige una tassazione sui prodotti alcolici che si basa solo sul grado alcolico, e quindi impatta molto sul prezzo dei superalcolici, che sono molto cari, e sui vini di fascia medio-bassa, dove la tassa in percentuale pesa parecchio rispetto al prezzo di vendita. Un Sassicaia non ne risente…
Il monopolio ha pregi e difetti: così nel 1999 per me, italiano appena arrivato a Stoccolma e neo-sommelier, fu un trauma poter comprare solo quello che il catalogo offriva. In realtà, il catalogo propone migliaia di etichette da tutto il mondo

(e per me è stata un’occasione per conoscere i vini di altri paesi – e adesso quando torno in Italia e visito un’enoteca rimango spiazzato della limitatissima scelta di vini esteri); però se ti interessano i vini di qualità, e magari quelli italiani, ci vuole poco tempo a provare tutti quelli presenti nel catalogo… Così si aspetta con ansia di vedere se il nuovo catalogo porta qualche new entry.
Il catalogo infatti viene aggiornato quasi ogni mese, nuovi vini vengono aggiunti, altri rimossi… ma è proprio nel periodo invernale che in tre o quattro negozi della Svezia si mettono in vendita piccole quantità dei migliori vini al mondo. Proprio questo è il bello del sistema svedese: chiunque, se vuole, può andare a comprarsi un Romanee Conti on Petrus andando a mettersi in fila la mattina del primo giorno del mese in questione per accaparrarsi le agognate bottiglie.

E i prezzi? Visto il carattere no-profit del monopolio, i vini costosi, diciamo dai 30-40 euro in su, sono un po’ meno cari che in Italia. Oggi un’Ornellaia 2007 si vende a 100 euro – e questo prezzo non cambierà con il tempo, anche se fosse l’ultima bottiglia in tutto il paese, o se domani Wine Spectator titolasse che si tratta del vino del secolo. In effetti Systembolaget è il più grande cliente al mondo per i produttori e i distributori di vino – anche se la Svezia conta solo 9 milioni di abitanti, nessuno al mondo acquista vini per un intero paese!

Un altro vantaggio del monopolio di stato e della sua rete di vendita sta nel fatto che si può cercare via Internet in tempo reale qualunque vino in catalogo, e verificare la sua disponibilità fra tutti i negozi del paese. Se ci interessa proprio quell’ultima bottiglia disponibile basta prenotarla e farcela recapitare al negozio più vicino.

Un sistema quasi comunista viene da dire; nessuna via preferenziale, nessuna raccomandazione o conoscenza vi aiuterà a rimediare un Grange sottobanco.
Il monopolio annuncia per tempo quando e cosa verrà venduto, quante bottiglie sono disponibili ed eventuali contingentamenti per persona. Mi ricordo l’anno in cui di Sassicaia e Solaia 1997, con mio grande disappunto, ne davano solo una bottiglia a testa. Gente senza scrupoli arruolò amici, nonne e zii e li mandò al gelo a fare la fila pur di accaparrarsi qualche bottiglia in più.
Dopo un po’ ci si abitua anche alla fila e al freddo. A volte i commessi impietositi hanno servito del caffè caldo ai clienti infreddoliti… (non sto scherzando!).
In fila si riconoscono un po’ di facce, si incontra qualche amico e ci si confronta sulla lista della spesa….
Questa mattina il rito si è ripetuto. Il monopolio metteva in commercio svariate etichette del Bordeaux, alcuni baroli, champagne e vini della Tenuta di Ornellaia – nel solo negozio di Stoccolma, già alle 9:30 del mattino una trentina di persone erano in fila… fuori, all’aperto… a -11 gradi! Io ero uno di loro.
Dopo pochi minuti di attesa la fila era già di oltre 100 persone e la morsa del freddo si faceva sentire. I commessi ci hanno graziato aprendo le porte alle 9:57. Tutti rigorosamente in fila, senza sgomitare, siamo entrati nel negozio dirigendoci verso la sezione dove si trovano i vini pregiati. Diversi commessi servivano i clienti uno alla volta, e alle 10:30 e’ giunto il mio turno.

Voltandomi ho visto che c’erano almeno altre 200 persone ad attendere pazientemente. Dall’amministratore delegato, al famoso giornalista enogastronomico, all’ex cantante degli Abba, al muratore appassionato di vini, tutti hanno avuto la loro opportunità di acqusitare Ornellaia 2007, tutti allo stesso prezzo.
Adesso, finito il primo giorno di vendita, sul sito vedo che nell’area di Stoccolma è rimasta una sola bottiglia di Ornellaia. In tutta la Svezia ne restano altre 35, tutte in un negozio a Gôteborg. Un fatto di altissima democrazia e trasparenza, direi! Ma chi tardi arriva…
A proposito… Il vino sa di tappo? non buttatelo nel lavandino, lo si riporta indietro e ci cambiano la bottiglia!
Alessandro
larennaincucina

Senza Veronelli

29 November 2010 - Commenti (8) »

Il 29 novembre di sei anni fa moriva Luigi Veronelli. In ordine sparso: uomo colto, libertario, cuoco, gastronomo, filosofo, anarchico, editore, enologo, personaggio televisivo, giornalista.

Ha pubblicato libri e riviste, scritto su Il Giorno, Corriere della Sera, Panorama, Epoca, Amica, l’Espresso, TV Sorrisi e Canzoni, Wine Spectator, Decanter, A – Rivista Anarchica, Capital e mille altre testate, ha pubblicato De Sade e per questo è stato condannato a tre mesi di reclusione (e il libro al rogo), ha fondato la casa editrice Veronelli Editore, ha istigato i contadini piemontesi alla rivolta contro i nuovi disciplinari  che favorivano la grande industria del vino a scapito dei piccoli produttori, è stato uno dei pionieri della cucina in televisione, con A tavola alle 7, ha pubblicato cataloghi di vini oli champagne, compresa la prima guida ai vini d’Italia (nel 1961…), libri sui cibi perduti (anche qui, un precursore), sui vignaioli, ha collaborato con centri sociali come il Leoncavallo di Milano e La Chimica di Verona dando vita al movimento Terra e libertà / Critical Wine…

E altro ancora. Qualcosa racconta Gianni Mura in un articolo su A – Rivista Anarchica. Che spiega anche la – criticatissima – iniziativa veronelliana legata ai centri sociali: “Degustazioni di vini pregiati al Leoncavallo: inaudito, il vecchio maestro dev’essersi bevuto il cervello. No. Il vecchio maestro, ormai quasi cieco, ci vedeva benissimo e il cervello ce l’aveva perfettamente funzionante. Il movimento Terra e Libertà, che insieme ad altri aveva fondato, pensava criticamente alla terra come pianeta e alla terra come suolo. E di grazia, con chi avrebbe dovuto schierarsi Veronelli, da sempre cavaliere solitario? Con le multinazionali che ovunque fissano il costo del caffè, del cacao, dei pomodori, delle olive? Coerente con tutta la sua vita, s’era scelto compagni di strada (e di lotta) legati dagli stessi sentimenti e dalla stessa visione di una terra divisa più equamente tra ricchi e poveri, di uno sviluppo sostenibile, di una trasparenza della filiera produttiva, di costi più accessibili per le tante cose buone (vino compreso) che passano per troppe mani ingorde prima di arrivare al consumatore. Contro la globalizzazione e gli OGM Veronelli era in prima fila.”

Io invece voglio ricordare brevemente le performance televisive di Veronelli, A tavola alle 7 appunto, che vedevo la sera prima di cena, adolescente 15-18enne. Ricordo Ave Ninchi, grandissima simpaticissima attrice, che qui trovava una sua dimensione nuova ma che era sempre la stessa dei film, la moglie, la donna di casa; ricordo gli interventi di Veronelli, che spiegava interpretava puntualizzava; ricordo i continui battibecchi fra i due – in gran parte recitati, ma assolutamente deliziosi (e non voglio far paragoni con le trasmissioni contemporaneee, non c’è proprio gara – a proposito, perché non si è mai ripreso questo programma, invece di inventarsene altri, anzi, di comprarli immagino a caro prezzo, e di qualità diciamo inferiore?).

Cito da un forum: “A tavola alle sette ” continuava l’esperienza di “Colazione allo studio 7 “, che partì da Roma nell’aprile del 1971 con la conduzione di Umberto Orsini per poi trasferirsi definitivamente a Torino l’anno dopo con Delia Scala. Solo nel 1973 arrivò Ave Ninchi [se non sbaglio la Scala aveva lasciato per i primi sintomi della malattia, un tumore, con la quale combatté per il resto della sua vita] e fu allora che il programma decollò. Nel ‘74 avvenne lo spostamento alle 19 sul Secondo Canale (ecco quindi il titolo “A tavola alle sette”): la rubrica venne ripresa nel ‘75 (ricordo una memorabile disquisizione di Bruno Pizzul sui piatti tipici del suo Friuli) e si concluse nel 1976 con l’altrettanto memorabile partecipazione di Gigi Radice, Francesco Graziani e Paolino Pulici, freschi di scudetto (bei tempi… !), alle prese con il pesce azzurro.

Grazie di tutto, Veronelli. Le idee che hai difeso, che hai iniziato a far circolare, spesso sono state stravolte e sono degenerate. Ma il tuo lavoro resterà.

Emanuele Bonati

Mi sto domandando come taggare questo mio post. Forse mi conviene creare una categoria ad hoc…

La frase della settimana

28 November 2010 - Commenti »

Il vino è il canto della terra verso il cielo.

Luigi Veronelli

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CibVs per la mente

30 August 2010 - Commenti »
È il primo vino:
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua.
Edoardo Sanguineti, Corollario 1992-1996, Feltrinelli 1997

CibVs per la mente

23 August 2010 - Commenti »

Il vino è una specie di riso interiore che per un istante rende bello il volto dei nostri pensieri

Henri de Régnier

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Wine Kiss – Eccellenze sotto le stelle

1 June 2010 - Commenti »

WINE KISS – Eccellenze sotto le stelle è il nome di una serata che si terrà il 9 giugno 2010 sulla terrazza del Boscolo Hotel Exedra, P.zza della Repubblica 47 a Roma.

La serata  prevede la degustazione di  vini e liquori italiani, accompagnati da una selezione di prodotti della nostra tradizione alimentare, e si propone, in questa prima edizione, come luogo ideale di incontro tra gourmandises, appassionati di vini, chef e aziende produttrici in un’atmosfera “Slow time”, con una finalità precisa: sostenere AMREF (www.amref.it), la principale organizzazione sanitaria privata africana, senza fini di lucro, presente in Africa Orientale dal 1957.

I protagonisti della serata, organizzata da  Agency – Eventi & Comunicazione, una società specializzata nell’organizzazione di eventi, fiere, congressi e serate, e dalle riviste LUXURYfiles e FASHIONfiles, saranno quindi case vitivinicole, cantine, produttori di distillati, produttori di raffinatezze varie – ma speriamo davvero soprattutto AMREF

La frase della settimana

17 May 2010 - Commenti »

“Me lo ha detto il vin e il vin non erra”
Emilio Praga, Notti di carnevale

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