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	<title>BLOGVS &#187; tradizioni</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Le Italie a tavola: &#8220;Tavola&#8221; di Michele Serra</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 21:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Serra]]></category>
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		<category><![CDATA[tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la serie "Le Italie a tavola", un breve scritto di Michele Serra: la tavola come simbolo e come storia comune]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Povera o ricca, la tavola imbandita è l&#8217;anima di ogni casa italiana. Infelice la casa dove non si apparecchia per gli amici. Le cucine regionali italiane sono un&#8217;enciclopedia vivente della sconfitta della penuria, dell&#8217;abbandono, della fame. La recente tendenza a unificare cucina e soggiorno rende omaggio alla nostra storia contadina e smentisce il vezzo borghese di separare il cibo, con i suoi odori e i suoi fumi, dalla conversazione. Ci sono tavoli pluricentenari che hanno visto molte generazioni discutere, litigare, odiarsi, amarsi. Nei letti si nasceva e si moriva, ma è attorno al tavolo che si viveva.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/1202395716245_michele_serra.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4062" title="1202395716245_michele_serra" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/1202395716245_michele_serra-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Michele Serra, <em>1861-2011: Alfabeto italiano</em>, &#8220;la Repubblica&#8221; 17/03/2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
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		<title>CibVs a teatro: Föch a Bergamo&#8230;</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/01/05/cibvs-a-teatro-foch-a-bergamo/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 23:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBVS]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[polenta]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni popolari]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno spettacolo teatrale e culinario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo questa iniziativa teatrale di una giovane &#8211; in tutti i sensi &#8211; compagnia bergamasca, <a href="http://www.araucaimateater.it/index.htm">Araucaìma Teater</a> (amici di amici&#8230; di cui non avremmo mai sentito parlare, forse, se non per queste vie traverse&#8230;): uno spettacolo &#8211; <a href="http://www.araucaimateater.it/at_foch.htm"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Föch</strong></em></span></a> appunto &#8211; che parla di contadini, di campagna, di famiglia, di vita dura, di &#8220;Fame, freddo e lavoro. Pance vuote che urlano polenta, facce tagliate dal vento e segnate dal sudore, mani gonfie di zappa, badile e falce.&#8221;</p>
<p>Leggiamo dalla presentazione dello spettacolo:</p>
<p>&#8220;Nei primi anni del secolo XX la famiglia contadina era unità allargata, estesa. Comprendeva i discendenti di una stessa linea familiare, ma poteva altresì far convivere al suo interno diversi nuclei familiari. Nella famiglia rurale, inserita in un sistema economico di tipo artigianale, prevalevano schemi di autorità patriarcale. Il governo degli affari familiari era affidato ai più anziani. La famiglia contadina si distingueva perché fondata su uno stato di fatto: l’affetto dei suoi componenti. Grande nucleo famigliare rappresentativo di un sistema sociale autarchico, ma non solo, anche intreccio di relazioni, amori, intrighi, faide e vendette. Luogo di importanza fondamentale, che assume significato sacro, era la stalla, dove, durante le lunghe sere d’inverno, si svolgeva la veglia. Attraverso il recupero della lingua parlata, il dialetto, con storie, leggende e canzoni popolari tradizionali e la costruzione dei personaggi, secondo le dinamiche relazionali interne, si vuole raggiungere la rappresentazione di un affresco storico popolare dell’Italia del secolo scorso.&#8221;</p>
<p>Il tutto all&#8217;interno di una stalla, una notte d&#8217;inverno. Il tutto in bergamasco. Il tutto appunto a Bergamo, per tre sere. La prima sera preceduto da una degustazione curata da SlowFood Bergamo, e da alcuni interventi su cultura popolare, teatro e sacro con la partecipazione fra gli altri di Franco Brevini, Renato Palazzi e Gabriele Allevi. L&#8217;occhio attento di CibVs si è fermato subito, ovviamente, sulla sctitta &#8220;degustazione&#8221; &#8211; ma probabilmente vale la pena di gustare anche quello che viene dopo&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1085" title="debutto_foch_sito" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/01/debutto_foch_sito.jpg" alt="debutto_foch_sito" width="556" height="595" /></p>
<p><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele</strong></em></span></p>
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