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	<title>BLOGVS &#187; tostatura</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 22:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
		<category><![CDATA[risotto]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[tostatura]]></category>

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		<description><![CDATA[E il risotto? Me lo pappo io!
 
Rifiutare recisamente un risotto anche se la carte propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente&#8230;! 
Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000080;">E il risotto? Me lo pappo io!</span></h1>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Rifiutare recisamente un risotto anche se </span><em><span style="font-size: small;">la carte </span></em></span><span style="font-size: small;">propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente&#8230;! </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – e sentirsi negare un piatto di riso scoccia, eccome. Per la verità, sempre più i locali offrono porzioni mono-riso. In pratica, hanno abdicato ai diktat del &#8220;<em>solo per due</em>&#8221; in favore di una maggiore elasticità culinaria.</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">A voler essere pignoli, qualche resistenza qua e la c’è ancora. Francamente non credo si tratti di perfidia. È indubbiamente vero che allestire una pietanza di riso a regola d’arte è una </span><em><span style="font-size: small;">mission</span></em></span><span style="font-size: small;"> piuttosto impegnativa – con riti (a volte veri e propri esorcismi) culinari intoccabili: preparare il soffritto, tostare il bianco cereale, mescolarlo sino alla fine, aggiungere il brodo bollente, mantecarlo con vigore&#8230; In parole povere, dedicarsi anima e corpo ad un risotto solo per un avventore è alquanto impegnativo. Missione in ogni modo fattibile, sia chiaro. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Anche di fronte a una sola ordinazione sarebbe auspicabile assecondare il desiderio del cliente che decide per il riso espresso – giustappunto, “espresso”, non precotto. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Un&#8217;altra considerazione è relativa alla presenza del riso nel menu. Imbattersi in </span><em><span style="font-size: small;">potage</span></em></span><span style="font-size: small;"> di riso, timballi, risotti all’onda, al salto, sembra ormai un prodigio. Ritengo che sarebbe opportuno proporlo come sostituto ai soliti primi piatti, restituendo così il buonumore a chi apprezza il riso in tutte le sue declinazioni. Insomma, una pacifica tenzone della buona tavola – perché il riso ci intriga, anche se siamo in momentanea solitudine. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">E se proprio il risotto è esclusivamente </span><em><span style="font-size: small;">solo per due</span></em></span><span style="font-size: small;">? In casi estremi, le istruzioni sono ovvie: mangiarne una doppia porzione!</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">Risotto e… risposte</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Tostare il riso: sì o no?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Certo che sì – la tostatura, piaccia o no, è una prassi importante. Dopo che il fondo (soffritto) si è rosolato e prima di coprire il riso di brodo (vegetale o di carne) bollente, o di sfumarlo con del buon vino, è fondamentale tostarlo a fiamma allegra. La tostatura serve per chiudere i pori del riso: in questo modo, tiene meglio la cottura e rimane al dente&#8230; altrimenti, avremmo del riso &#8220;bollito&#8221;&#8230;</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Mescolare il risotto continuamente?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Guai a non mescolare il risotto con un mestolo di legno. Si amalgama così l’amido alla preparazione che diversamente andrebbe sul fondo della casseruola facendo attaccare il riso.</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Quale consistenza deve avere il risotto?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Va da sé che dipende dagli ingredienti ma all’onda – cremoso e morbido – è sempre cosa buona e giusta. Troppo compatto o altresì liquido non sarebbe più risotto ma qualcosa d&#8217;altro…</span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Stefano Buso</em></strong></span></p>
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