Posts Tagged ‘teatro’

A CibVs piace…

12 June 2010 - Commenti »

Una serata all’insegna della sicilianità mercoledì 16 giugno 2010: due spettacoli, con inizio alle ore 21,00,  al Piccolo Teatro Studio, provenienti dal Teatro Garibaldi di Palermo:  Lucio, di e con Franco Scaldati, sotto forma di lettura, un testo visionario e poetico in lingua siciliana, e Sutta Scupa di Giuseppe Massa, immerso nella realtà del precariato e della disoccupazione. Gli spettacoli, della durata di un’ora circa l’uno, sono ad ingresso gratuito, e fanno parte del progetto Masterclass 2010 – La casa delle scuole di teatro.

Da segnalare la proposta per il dopo teatro del Ristorante Bassa Marea, in via Anfiteatro, che propone dalle 23 un buffet di specialità siciliane. Si tratta di una sinergia interessante, intelligente, che unisce la cultura teatrale e quella materiale, culinaria, che probabilmente potrà fornire spunti ulteriori di riflessione…

A CibVs piace l’unione, la mescolanza di linguaggi e media diversi, ma con una cultura comune, come in questo caso…

Emanuele Bonati

CibVs a teatro: Föch a Bergamo…

5 January 2010 - Commenti »

Segnaliamo questa iniziativa teatrale di una giovane – in tutti i sensi – compagnia bergamasca, Araucaìma Teater (amici di amici… di cui non avremmo mai sentito parlare, forse, se non per queste vie traverse…): uno spettacolo – Föch appunto – che parla di contadini, di campagna, di famiglia, di vita dura, di “Fame, freddo e lavoro. Pance vuote che urlano polenta, facce tagliate dal vento e segnate dal sudore, mani gonfie di zappa, badile e falce.”

Leggiamo dalla presentazione dello spettacolo:

“Nei primi anni del secolo XX la famiglia contadina era unità allargata, estesa. Comprendeva i discendenti di una stessa linea familiare, ma poteva altresì far convivere al suo interno diversi nuclei familiari. Nella famiglia rurale, inserita in un sistema economico di tipo artigianale, prevalevano schemi di autorità patriarcale. Il governo degli affari familiari era affidato ai più anziani. La famiglia contadina si distingueva perché fondata su uno stato di fatto: l’affetto dei suoi componenti. Grande nucleo famigliare rappresentativo di un sistema sociale autarchico, ma non solo, anche intreccio di relazioni, amori, intrighi, faide e vendette. Luogo di importanza fondamentale, che assume significato sacro, era la stalla, dove, durante le lunghe sere d’inverno, si svolgeva la veglia. Attraverso il recupero della lingua parlata, il dialetto, con storie, leggende e canzoni popolari tradizionali e la costruzione dei personaggi, secondo le dinamiche relazionali interne, si vuole raggiungere la rappresentazione di un affresco storico popolare dell’Italia del secolo scorso.”

Il tutto all’interno di una stalla, una notte d’inverno. Il tutto in bergamasco. Il tutto appunto a Bergamo, per tre sere. La prima sera preceduto da una degustazione curata da SlowFood Bergamo, e da alcuni interventi su cultura popolare, teatro e sacro con la partecipazione fra gli altri di Franco Brevini, Renato Palazzi e Gabriele Allevi. L’occhio attento di CibVs si è fermato subito, ovviamente, sulla sctitta “degustazione” – ma probabilmente vale la pena di gustare anche quello che viene dopo…

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Emanuele