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Sunday, March 28th, 2010

Considerazioni al dente di Stefano Buso

Una scarpetta… bloccata!

La porzione di tagliatelle al ragù sopraggiunge fumante. Sono bellissime, irresistibili. Non è possibile resistere al ricatto della gola. Sarebbe da matti indietreggiare dinnanzi a questa cuccagna.

La prima forchettata s’infila decisa attraverso la pasta, senza prestare troppa attenzione agli sguardi altrui. La mossa successiva è trasportare il carboidrato alla bocca. Il dado è tratto! Spariscono ansie, tensioni e ogni sorta di tormenti.

È la magia del cibo, a cui ho già accennato qualche mese fa in queste Considerazioni qui su CibVs. In un mondo in cui imperversano problematiche e noie all’ennesima potenza, il cibo diventa un antidoto necessario. Anzi, fondamentale.

Ma – sorvolando sulle tragiche vicissitudini umane e ritornando al cruciale piatto di tagliatelle, dopo diverse forchettate arriva l’inesorabile fine. Ciò che resta della pasta è qualche frantumato rimasuglio e un bel po’ di ragù. Un peccato abbandonarlo, per poi pentirsene – e così si prospetta una scelta amletica: lasciare o mangiare? Afferrato un tocco di pane uno subito s’immagina di lì a poco il succoso ragù tra le fauci…

Nemmeno il tempo di toccare il piatto che uno zelante cameriere lo afferra e sparisce in direzione della cucina.

Poi, flemmatico, torna indietro e con un sorriso chiede: prende qualcos’altro signore?

Come concludere al meglio questo pezzo? beh… ma è ovvio.. con un

Ricettario minimo…


Ragù alla bolognese

Carne macinata di manzo, di maiale (proporzione 3 e 1), sedano, carota, cipolla, concentrato di pomodoro o pelati, vino rosso, olio d’oliva, burro, sale e pepe.

Tritare le verdure al coltello, iniziando dalla carota perché è la più coriacea. In una casseruola di terracotta imbiondire il fondo con poco burro e l’olio, quindi aggiungere la carne macinata con la precauzione di schiacciare bene eventuali grumi che potrebbero formarsi durante la prima rosolatura. Bagnare con il vino rosso ed evaporare. In seguito, aggiungere i pelati e/o il pomodoro concentrato. Utilizzando i pomodori pelati spezzettarli con una frusta quando si uniscono alla carne macinata. Cucinare il ragù per circa un’ora e mezza a fuoco molto basso, tenendo ben mescolato. Alla fine salare e pepare.

Con questa salsa senza tempo, dalle caratteristiche inconfondibili, si possono condire paste di varia forma e misura, usarla come saporito ingrediente per lasagne, cannelloni e crespelle… e persino fare semplicemente scarpetta, senza paura di essere interrotti…

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Ragù (alla mia moda)

Uguale a quello alla ricetta felsinea come ingredienti e modus operandi , con la differenza di un trito di salvia e rosmarino assieme alle carote, al sedano e cipolla e una spolverata di farina 00 alla carne macinata durante la rosolatura. In più – tocco proibito finale – una copiosa spruzzata di noce moscata grattugiata.

Ah, sono in vena di elargire segreti. Nella salsa sia pelati che concentrato di pomodoro – questo per rendere il ragù più tentatore dal punto di vista estetico…

Stefano Buso

foto di Barbara Torresan

Saturday, September 12th, 2009

Tagliatelle al pomodoro della Trattoria La Pesa

Una ricetta dello chef Silvano Ghezzi della Trattoria La Pesa (via Fantoni 26, tel. 024035907), pubblicata recentemente su Repubblica Milano.

Tagliatelle fresche – 500 gr farina bianca, 4 uova, 1 cucchiaio d’olio, sale.

Togliere la pelle e i semi a 4 pomodori ramati maturi, tagliarli a cubetti e condirli con sale, basilico, erba cipollina, aglio, olio.

Cuocere le tagliatelle e condirle con il pomodoro basilico ecc.

Qualche fogliolina di basilico per guarnizione.

lapesa