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Tanto CibVs Quanto Basta

7 October 2010 - Commenti (4) »

Donne con le gonne

Quest’estate un articolo di “Repubblica”, sul declino del latin lover italiano, ha segnalato come le donne straniere snobbino l’uomo italiano, ritenuto troppo piagnone, troppo dedito alla cura del proprio corpo, quasi efebico, rimpiangendo i neppure troppo lontani anni ‘60, quando nella riviera romagnola le bionde fanciulle teutoniche si lasciavano sedurre da un corteggiamento serrato, galante, mai volgare, romantico e soprattutto soddisfacente (visto che ora non lo è più). Per contro, gli uomini lamentano di essersi dovuti mettere sulla difensiva a causa della palese aggressività del genere femminile. Non solo donne con le gonne, dunque.

È anche vero che ciò che viene richiesto a una donna oggi non ha avuto eguali nella storia dell’evoluzione della specie. Pensiamo ad una giornata tipo di 10mila anni fa: uomini in battuta di caccia a correre dietro alle prede di turno e donne a casa, pardon, in caverna, a badare al fuoco, alla prole e al pranzo, e anche alla pratica della coltivazione dei campi, visto che l’agricoltura (invenzione prettamente donnesca, diciamolo) non era ancora stata sostituita dal bridge del giovedì pomeriggio.

Ed oggi? L’uomo parte alla mattina, da solo o in gruppo, per cacciare la sua preda (il capo, il cliente), in branco con altri colleghi, per poi rientrare incolume alla sera, dopo aver affrontato momenti di puro terrore in palestra o al bar per l’aperitivo.

E le donne? Beh, stanno con la prole (istruzione, colloqui con il maestro/santone, esercizi fisici per il superamento dell’iniziazione, relazioni con i membri delle altri tribù), si occupano della casa (manutenzione ordinaria e straordinaria della caverna) e del cibo (il fuoco) – oltre ad andare a cacciare con altre femmine della tribù, vera novità degli ultimi diciamo cinquant’anni. Non bisogna quindi stupirsi di fronte alla sensazione di inadeguatezza maschile, in quanto le femmine del branco svolgono entrambi i compiti, e se qualcuno fa qualcosa al posto tuo perdere il ruolo è la prima conseguenza. Sarebbe bastato che gli uomini, invece di sublimare la perdita della carica soffrendo come dei cani con la ceretta inguinale, si fossero offerti di dividere i compiti per sollevare il carico che le donne, nel mondo tecnologico del terzo millennio, devono ancora sopportare. Dite un po’, è più maschio occuparsi dei figli e passare l’aspirapolvere o depilarsi il sopracciglio? E siccome le giornate sono ancora e sempre della medesima lunghezza (anche se le donne italiane lavorano 27 ore al giorno, fonte Sole 24Ore) da qualche parte bisogna pur tagliare e la scure è caduta sulla gestione del fuoco: no tempo (per me), no cibo (per te).

Non so se questo consiglio potrà essere d’aiuto, ma urge trovare una soluzione, come cucinare qualcosa insieme. Beh, lo so, c’è anche di meglio – per chi apprezza – tipo uscire e darsi alla pazza gioia, ma alle volte con la tuta extralarge e i calzettoni non stanno bene i sandali tacco 12.

E cosa si può cucinare? Un piatto che profuma grazie agli aromi del balcone ed alle spezie dell’amore e che, proprio per la tipologia della cottura, lascia un po’ di tempo da dedicare, perché no, anche a se stessi.

Terrina di pollo aromatizzato con cumino e cardamomo

Ingredienti

600 gr di petto di pollo

3 uova

150 gr di ricotta vaccina

150 gr di mascarpone

3 scalogni

1 cipolla grande

un mazzetto aromatico (timo, salvia, rosmarino, erba cipollina…)

un sospetto di cardamomo e di cumino

sale e pepe nero macinato al momento

il succo di un limone non trattato e la sua buccia grattugiata

olio evo

Procedimento

Accendere il forno statico a 180°.

Pulire il petto di pollo, tagliarlo a dadini e lasciarlo marinare una mezz’ora con il succo di limone, un po’ di olio evo ed una macinata di pepe nero.

Tritare gli scalogni e la cipolla e rosolarli in poco olio evo per 5′, facendoli appassire.

Passare la ricotta al setaccio, unire il mascarpone e la buccia di limone. Tritare il mazzetto aromatico (un paio di cucchiai di aromi di solito bastano).

Frullare la dadolata di pollo con le uova, unire la crema di formaggi, il trito profumato, lo scalogno e e la cipolla, regolare di sale e versare il composto in una pentola da terrine (oppure in uno stampo per plumcake foderato di carta forno e sigillato con dell’alluminio, al quale verrà fatto un piccolo foro per far uscire il vapore durante la cottura) e cucinare a bagnomaria per almeno un’ora.

Lasciar raffreddare e servire tiepido o freddo con una fresca misticanza o con una caponatina leggera.

Anna Maria Pellegrino

lacucinadiqb

Tonno totonno

24 August 2010 - Commenti »

Ricettina veloce: filetti di tonno, si possono marinare in olio e limone, oppure no, e a piacere, e cuocerli sulla griglia o in padella (con un filo d’olio…).

Ho spolverato il primo con un trito di erbe miste liguri (non ho mai chiesto cosa c’è… direi basilico salvia prezzemolo rosmarino magari timo maggiorana e quant’altro) che compro a Rapallo (da Gianello in via Mazzini).

Il secondo (seguendo un consiglio di Lamberto Sposini a Chef per un giorno su La7) con un trito di aglio e menta.

Su entrambi un filo d’olio e qualche grano di sale di Cervia.

Emanuele Bonati

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Cucina internazionale al PIME Milano

30 November 2009 - Commenti »

Volevo segnalare un’iniziativa del PIME di Milano: un ciclo di incontri, presso il Museo Popoli e Culture del Centro Pime, via Mosè Bianchi, 94, alla scoperta dei legami fra cibi e culture. Cito dal loro sito:

“La tradizione gastronomica di un’area del mondo lontana da noi, non esprime solo ingredienti, immagini e sapori, insoliti e originali. E’ anche una porta aperta sul mondo che, nei secoli, l’ha creata. E’ un modo diverso di scoprire i valori culturali di un popolo attraverso l’estetica, i legami sociali, le tradizioni religiose che la cucina veicola. Il cibo in ogni cultura, è uno straordinario momento collettivo: a esso sono legate cerimonie, feste, momenti di convivialità. Conoscere i piatti significa anche entrare nel complesso mondo di relazioni fra le persone che li hanno ideati e da sempre li degustano. Quasi sempre, custodi di questo patrimonio sono le donne: la cucina è ovunque un regno femminile, con importanti regine. E’ anche un viaggio virtuale attraverso un territorio sconosciuto: ogni piatto tradizionale è legato alla natura del luogo, al clima e alle varietà vegetali e animali che entrano nella composizione della gastronomia.

Il primo incontro, martedì scorso, ha visto sul palco Bernadette Djea, cuoca e auttrice di libri per Pappamondo, nativa della Costa d’Avorio, che ha parlao di Spezie, igname e gombo: sapori misteriosi e tradizioni antiche in Africa Occidentale.

Martedì prossimo sarà la volta della cucina giapponese: Graziana Canova Tura, esperta gastronoma e conoscitrice del Giappone, parlerà con la giornalista Maria Tatsos, che presenta gli incontri, sul tema Non solo sushi: sapori ed estetica del cibo nel mondo giapponese, mentre martedì 15 dicembre toccherà all’Amenia, con la scrittrice armena Sonya Orfalian, che parlerà di Un ponte fra Oriente e Occidente: la tradizione gastronomica dei cristiani d’Armenia.

L’esplorazione di luoghi, saperi, sapori, esperienze è sempre interessante: e la presenza in Italia di tante culture ancvhe gastronomiche diverse è una delle esperienze più interessanti vuoi della modernità, vuoi della globalizzazione, vuoi della immigrazione.

cibo_etnico

Emanuele Bonati