Posts Tagged ‘spaghetti’

Il CibVso della Domenica

10 October 2010 - Commenti (11) »

Spaghetti neri, anzi, nerissimi

Una preparazione affatto complicata, ma che richiede comunque estro e concentrazione, e che non mancherà di stuzzicare il palato del gourmet più riluttante. In questa versione proponiamo l’aggiunta di basilico a pezzetti per non scordare l’estate appena trascorsa!

Degustare questo prelibato primo piatto equivale a un’autentica iniziazione. Si tratta in effetti di una delle ricette a base di pesce più gustose in assoluto…

Ingredienti (per tre commensali):

300 g di spaghetti

un paio di seppie medie (attenzione a conservare il loro sacchettino di nero)

una cipolla intera

uno spicchio di aglio

salsa di pomidoro e/o concentrato

olio di oliva extravergine

½ bicchiere di vino bianco secco

due foglie d’alloro

5 foglie di basilico

pepe qb

Procedimento:

Pulire con parsimonia le seppie (meglio se piccole) conservando i sacchetti con il “prezioso” nero e tagliarle a fettine sottili, regolari. Attenzione: i filetti devono essere tutti della stessa grandezza, per evitare una cottura non omogenea. Se in difficoltà in questa operazione, chiedere lumi al pescivendolo o rivenditore, di solito sempre disponibili e gentili!

Tritare la cipolla e lo spicchio d’aglio, e rosolare il tutto in un tegame dopo aver aggiunto l’olio d’oliva extravergine.

Il fondo deve essere soffritto a fuoco “gentile”. Aggiungere le seppie, le foglioline di alloro, mescolare il tutto e iniziare la cottura. Aggiungere  ½ bicchiere di vino bianco e far evaporare. Nel frattempo unire un paio di cucchiaini di sauce di pomodoro. Proseguire la preparazione con l’aggiunta delle vescichette di nero, cercando di romperle con un mestolo di legno. Dopo qualche istante le seppie saranno nascoste da uno stupendo nero ermetico, tenebroso.

Cucinare piano, senza fretta. Evitare il sale, per carità. Più di qualcuno “scivolando” con l’aggiunta di sale ha dovuto gettare le seppie oramai pronte per essere gustate. Quando la sauce avrà terminato la sua tribolazione sul fuoco, iniziare la cottura degli spaghetti. Scolarli al dente e adagiarli in padella. Iniziare subito a saltarli con fiamma sbarazzina. Gli spaghetti dovranno esser cremosi e… nerissimi.

Aspergere di pepe. Sporzionare su piatto piano, irrorare con un filo di olio e pezzettini di basilico. Servire caldissimi con fette di pane abbrustolito all’aglio (a parte) e un profumatissimo vino Corvo Bianco servito attorno ai 10 gradi. Buon appetito!


Relativamente alle preparazione di questa leccornia abbiamo chiesto lumi allo chef Marco Boscarato dell’Amelia. La famiglia Boscarato da tanti anni gestisce questo storico locale (Dall’Amelia), dedicato al gusto e alle cose buone. Piatti che rispecchiamno la tradizione ma forieri di estro e creatività.

Marco, vermicelli al nero di seppia. Ammettilo, è quasi un piatto esoterico. Da voi come lo fate?

Certo, un piatto esoterico, intrigante, misterioso e seducente! Noi lo prepariamo con spaghetti non troppo grossi e un fondo di seppie al nero tagliate fini a dadotti: quindi la base del sugo è di seppie, olio extravergine, cipolla, salsa di pomodoro (eventualmente, fuori stagione, irrobustita con del doppio concentrato), poi il nero della seppia; sale e pepe, ovviamente.

Questo piatto è molto apprezzato anche all’estero. Ci sarà pur un motivo?

Si diceva di un piatto intrigante e particolare: il colore così nero e lucido, che può inquietare ed essere anche rifiutato da qualcuno (come di fatto succede), al tempo stesso può costituire un elemento di attrattiva. Ma anche il sapore dolce e speziato (serve un po’ di generosità col pepe) forse porta ad avvicinare palati, come quelli anglosassoni o nord-europei, abituati a questi gusti.

Per la salsa meglio le seppie piccole o grandi?

Credo che siano decisamente meglio le piccole. Tra l’altro, se si avesse modo di preparare la salsa con le seppioline piccole “di porto”, non servirebbe neppure aggiungere il “nero”, perché il sacchetto del liquido sarebbe talmente piccolo da non poterlo togliere. Ovviamente sto parlando di seppie fresche e da pulire, non di quelle sbiancate che spesso si trovano in pescheria.

Un grazie alla famiglia Boscarato e un appuntamento all’Amelia di Venezia per i  lettori di CibVs.

Stefano Buso

Considerazioni al dente di Stefano Buso

14 March 2010 - Commenti (14) »

Spaghetti… nottetempo

Una trasgressione un po’ stramba, complice l’insonnia, o un’improvvisa fame notturna. Una porzione di spaghetti nel cuore della notte, conditi alla meno peggio, forse aumentano la ciccia, e confermano che l’appetito non dorme mai… ma… che piacere…

Gli spaghi by night: un’abitudine, uno sfizio occasionale, un vizio… Pastasciutta di fortuna che ha saziato languori gastrici di plotoni di insonni, di amanti focosi (o incapaci), e di golosi recidivi.

Condimenti classici degli spaghetti fuori orario: l’aglio e olio, il burro, la scatoletta di tonno sgocciolata, il tubetto di conserva, la panna e tante altre cosette che il frigo elargisce ai nottambuli affamati.

Forse qualche ideologo di dogmi culinari vorrà illuminarci, fornendoci l’esatta ricetta degli spaghi notturni – nel caso, lo spuntino si ammanterebbe di una certa qual dignità, dovrebbe sottostare a una sua etichetta. Ma gli spaghetti antelucani non hanno citazioni nei ricettari di cucina, né si prestano a consumi modaioli, più inclini alle pappe asettiche o in qualche caso barocche.

Confesso che avevo giubilato questa “insana” consuetudine – tuttavia, incubi notturni e lavoro straordinario mi hanno riportato in piena notte in dispensa… Cosa dirvi? Coraggio gente, munirsi di spaghetti, pentola, scolapasta e riesumare quest’anomala prassi mangereccia. Un piatto di pasta mentre il resto della famigliola russa è quanto di più peccaminoso si possa concedere la gola!

Fate però attenzione a non svegliare nessuno, altrimenti la vostra pasta dovrà essere divisa con la famigliola suddetta… Il piatto diventa più ghiotto se spazzolato in compagnia? E chi lo ha detto, pensava il famelico avventore solitario, mentre in piena notte ingurgitava un piatto di pasta extralarge.


Spaghetti nottetempo (ricetta)

per due persone

180 g di spaghetti, uno spicchio d’aglio, 50 g di pecorino sardo, olio extravergine d’oliva, 3-4 foglie di basilico, 4 filetti di acciughe, abbondante pepe, ½ bicchiere di vino bianco, poco sale

Schiacciare l’aglio imbiondirlo con l’olio d’oliva in una padella. Unire le acciughe spezzettate, insaporire e sfumare con il vino bianco. Intanto cucinare la pasta. Scolarla al dente, unirla al fondo d’acciughe, aggiungere il pecorino a scaglie, il pepe, il basilico a pezzi e spadellare. Servire bollente su piatto piano o pirofila abbinando un Vermentino di Sardegna.

spaghetti

Stefano Buso

WORLD PASTA DAY 2009

24 October 2009 - Commenti »

Domani a New York il WORLD PASTA DAY 2009 (e ottobre è il mese della pasta…). Un convegno, con studiosi cuochi esperti americani, relazioni su dieta mediterranea, pasta e Alzheimer, sullo stato della ricerca scientifica sui carboidrati, e un incontro in cui alcuni protagonisti del mondo culinario d’oltreoceano parleranno dei loro ricordi e delle loro esperienze legate alla pasta. E naturalmente diversi sponsor (Barilla),un sito veloce ma interessante http://www.worldpastaday.com/index.html soprattutto per avere un’idea di com’è la pasta oggi negli USA.

Siamo abbastanza lontani (almeno in superficie) dai cliché della pasta collosa, dai nomi improbabili, in ricette fintoitaliane – anche se naturalmente non sappiamo cosa ci sia davvero nei piatti di pasta della gente comune, a Plains Georgia, a Cabot Cove, a Milwaukee, nei paesi della provincia più sperduta. Ma questo – la distanza fra la superficie, il popolo dei critici dei cuochi dei blogger di quelli che parlano e scrivono e il mangiatore reale, per quanto molto ma molto ridotta negli ultimi anni anche in America – è sempre un punto oscuro. Certo che dagli italiani “mangiaspaghetti” a oggi se ne è fatta di strada…

Le paste preferite negli USA? Linguine, ravioli e spaghetti.

Le ricette preferite? Agnolotti alla parmigiana, paccheri ripieni di carne e ricotta, spaghetti alla bottarga, fusilli alla norma.

Quanta pasta mangia un americano all’anno? Nove kili (ventisei un italiano).

Il 77% degli americani mangia pasta almeno una volta alla settimana.

Michelle e Barack Obama hanno festeggiato il loro ultimo anniversario di matrimonio mangiando stringozzi alla carbonara con uova di quaglia, carciofi e tartufo preparati dallo chef Tony Mantuano.

Gli abitanti del nordest degli US sono i maggiori consumatori di pasta, seguiti da quelli dei Mid-Atlantic States; mangiano meno pasta invece gli abitanti della West Coast.

Negli USA ci sono 15000 ristoranti italiani (oltre 500 a New York).

Nel 2008 la pasta è entrata nell’85% delle case americane.

Se l’Italia è il primo produttore mondiale di pasta, gli USA sono il secondo – seguono Brasile, Russia, Turchia.

Il primo torchio per fare i maccheroni fu importato nel 1789 da Thomas Jefferson, che aveva conosciuto la pasta da diplomatico, durante un viaggio.

Il primo pastificio d’America venne aperto nel 1848 a Brooklyn da Antonio Zerega – i suoi discendenti sono ancora attivi nel ramo.

Beh… vado a farmi una pastasciuttina…

immagine-11Emanuele Bonati