Il Salone del Gusto è lo specchio di un’Italia dalle mille sfaccettature. Vi sono rappresentate tutte le nostre regioni, con la loro straordinaria ed ineguagliabile varietà di sapori, colori e tradizioni gastronomiche – vere ambasciatrici della diversità del nostro paese dal resto del mondo.
Provate ad infilarvi, come abbiamo fatto noi, tra i corridoi dedicati alla Sicilia e troverete tanti presìdi SlowFood quante sono le provincie della Francia; girovagate nell’area di Piemonte e Lombardia e troverete tante specialità artigianali, più di quante siano le contee dell’Inghilterra; perdetevi tra i profumi della Toscana e dell’Abruzzo, dove la varietà di salumi sfida per numero e qualità tutto ciò che potremmo importare dall’intera Spagna.
Siamo ricchi!! Questo è quello che dovrebbero imparare oggi i moltissimi ragazzi delle scolaresche presenti al Salone. Li vedo aggirarsi ed avventarsi su qualsiasi cosa capiti loro a tiro – alcuni sembrano coscienti delle risorse di cui disponiamo e vanno alla ricerca del tal formaggio che la zia spedisce sempre dalla Puglia…
Vedere tutte le diversità che sappiamo mettere in campo contro le pretese di omologazione dei burocrati della Comunità Europea, è la nostra sfida vincente alla globalizzazione ed alla clonazione orientale del made in Italy.
Centonovantatrè presìdi SlowFood può vantare l’Italia, anche se probabilmente la maggior parte di noi ne conosce a malapena una decina. Incredibile.
È la prima volta che partecipo al Salone, e devo dire che l’evento è organizzato molto bene – ormai siamo all’ottava edizione… Vale la pena visitarlo. Ma per favore andateci con un focus diverso da quello dell’abbuffata: capirete come, una volta tanto, la ricchezza della varietà si sposa con la ricchezza del PIL e la ricchezza del gusto.
E poi: simpatica l’area esterna con lo street food: farinata, focaccia di Recco, pollo speciale, le olive all’ascolana, la crema fritta, il pane con la milza, gli arancini, i cannoli…
E poi, Torino è la città giusta per ospitare questo Salone – forse perché è un po’ magica.
Ma è anche abitata da strani soggetti che si aggirano per strada, ai semafori, senza essere invadenti, come questo della foto, con il suo spettacolino.
Se lo vedete anche voi, dategli qualche euro…
Christian Sarti















