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CibVs al Salone del Gusto: uno di tutto, grazie!

22 October 2010 - Commenti (5) »

Il Salone del Gusto è lo specchio di un’Italia dalle mille sfaccettature. Vi sono rappresentate tutte le nostre regioni, con la loro straordinaria ed ineguagliabile varietà di sapori, colori e tradizioni gastronomiche – vere ambasciatrici della diversità del nostro paese dal resto del mondo.

Provate ad infilarvi, come abbiamo fatto noi, tra i corridoi dedicati alla Sicilia e troverete tanti presìdi SlowFood quante sono le provincie della Francia; girovagate nell’area di Piemonte e Lombardia e troverete tante specialità artigianali, più di quante siano le contee dell’Inghilterra; perdetevi tra i profumi della Toscana e dell’Abruzzo, dove la varietà di salumi sfida per numero e qualità tutto ciò che potremmo importare dall’intera Spagna.

Siamo ricchi!! Questo è quello che dovrebbero imparare oggi i moltissimi ragazzi delle scolaresche presenti al Salone. Li vedo aggirarsi ed avventarsi su qualsiasi cosa capiti loro a tiro – alcuni sembrano coscienti delle risorse di cui disponiamo e vanno alla ricerca del tal formaggio che la zia spedisce sempre dalla Puglia…

Vedere tutte le diversità che sappiamo mettere in campo contro le pretese di omologazione dei burocrati della Comunità Europea, è la nostra sfida vincente alla globalizzazione ed alla clonazione orientale del made in Italy.

Centonovantatrè presìdi SlowFood può vantare l’Italia, anche se probabilmente la maggior parte di noi ne conosce a malapena una decina. Incredibile.

È la prima volta che partecipo al Salone, e devo dire che l’evento è organizzato molto bene – ormai siamo all’ottava edizione… Vale la pena visitarlo. Ma per favore andateci con un focus diverso da quello dell’abbuffata: capirete come, una volta tanto, la ricchezza della varietà si sposa con la ricchezza del PIL e la ricchezza del gusto.

E poi: simpatica l’area esterna con lo street food: farinata, focaccia di Recco, pollo speciale, le olive all’ascolana, la crema fritta, il pane con la milza, gli arancini, i cannoli…

E poi, Torino è la città giusta per ospitare questo Salone – forse perché è un po’ magica.

Ma è anche abitata da strani soggetti che si aggirano per strada, ai semafori, senza essere invadenti, come questo della foto, con il suo spettacolino.

Se lo vedete anche voi, dategli qualche euro…

Christian Sarti

Dulcinea 2010 a Legnano

7 September 2010 - Commenti »
Sono 4 anni che a Legnano, nella fantastica cornice del Castello Visconteo (dico “cornice” perché purtroppo del Castello sono rimaste solo le mura…), si tiene la rassegna golosa DULCINEA.
Gli organizzatori sono i soci ed i responsabili della condotta Slowfood di Legnano in colaborazione con il Palio di Legnano. Non ho ancora avuto modo di conoscere molte persone della condotta perché non ho mai il tempo per partecipare alle riunioni, ma le poche che conosco devo dire che hanno una grande passione; ho potuto notarlo nelle scorse edizioni, passeggiando tra gli stand: tutti erano in gran movimento, alle prese con spiegazioni esaurienti su questo o quell’ingrediente, informazioni, indicazioni…
Quest’anno la manifestazione si terrà sabato 11 e domenica 12 settembre. Tra gli eventi principali, il Palio delle Torte, laboratori sul pane e sul cannolo siciliano, e un confronto tra gelato artigianale e gelato industriale.
La modalità d’ingresso è la seguente: l’accesso è gratuito, e si acquistano dei bollini (1€ cadauno) con i quali si comperano i vari dolci proposti, abbinandovi magari un vino da meditazione o una birra.
Assaggiate pure più dolci che potete, tanto, a due passi dal Castello, c’è il parco, che vi permetterà di smaltire con una corsa tutto l’accumulo di grassi…
Consiglio a chi è in zona di fare un giro a DULCINEA 2010 per gustare le specialità d’Italia.
Christian

Dall’Osteria del Treno alla Gelateria Paganelli: 300 metri di gusto…

5 July 2010 - Commento (1) »
L’Osteria del Treno a Milano, si sa, è un’istituzione – è stata una delle prime osterie, se non la prima in assoluto, a sposare la filosofia Slowfood, e quindi a proporre tutti prodotti appartenenti ai presidi.
Si mangia bene, si sta bene. L’oste, di cui non ricordo il nome perché ci chiamiamo con vari aggettivi e simpatici insulti, poi è una sagoma. Risate, grandi risate. Ha sempre la battuta pronta.
Grazie a loro ho conosciuto la Gelateria PAGANELLI, distante poche centinaia di metri: alla fine di ogni pasto all’Osteria, pressoché sempre, mangio un gelato al pistacchio e peperoncino – un vero elisir! – e parlando mi hanno svelato chi fosse il fornitore.
Potevo non andare a vedere di persona?
Una volta lì, conosco la signora Natalia, la quale, a sua volta, mi presenta Francesco, il figlio nonché il “Maestro” del gelato – e la moglie di Francesco, Elena. Molto simpatici tutti. Deve essere la zona che sforna gente così forte.
Mi accorgo subito che sono stati da poco premiati da Paolo Massobrio e quindi sono stati recensiti sul Golosario. La cosa mi fa molto piacere!
Mi fanno assaggiare diversi gusti, prima di scegliere quelli che saranno i gusti che finiranno sul mio cono.
Dalla frutta, ottima, alle meravigliose creme che Francesco crea. Alla fine vado con una crema di riso e zafferano e l’ormai rodato pistacchio al peperoncino.
Buono, cremoso ma non troppo, direi… leggero. Adoro. Ecco che subito diventa il MIO gelato.
Resto un po’ a chiaccherare con loro e mi emoziono perché, come dico sempre, non ci si può non emozionare di fronte a degli artigiani che parlano del loro mestiere con un amore smisurato.
Mi raccontano la loro storia. Il nonno che girava le vie di Milano col carrettino dei gelati, il padre che a sua volta apre il negozio ed ecco il prosieguo della storia, lì in quel momento.
Mi raccontano dei loro gusti, delle materie prime, delle ispirazioni che traggono durante i loro viaggi nel mondo, di quante varietà si possano creare e di come si possono abbinare ai cibi salati, cioè ai nostri pasti quotidiani.
Meravigliosi anche i sorbetti di vino, Lacrima di Morro d’Alba (peraltro il mio vino preferito), Moscato giallo dell’Alto Adige…
Insomma, bisogna provare per credere.
Andate da Francesco, Elena e Natalia.
Sono sicuro che vi entusiasmerà.
Fatemi sapere.
Christian Sarti
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