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	<title>BLOGVS &#187; sangiovese</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Alla Sagra del Porcello a Brisighella: secondo giorno</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2009/11/13/alla-sagra-del-porcello-a-brisighella-secondo-giorno/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Villa Abbondanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo servizio dal nostro inviato alla Sagra del Porcello a Brisighella]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La mattina dopo ci svegliamo &#8211; e piove. Penso subito alla Sagra del Porcello e mi sale una rabbia&#8230; soprattutto per i poveri mercanti ma anche per chi come me aspettava questa festa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173985_07603989b0_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-810" title="Mattino uggioso a Villa Abbondanzi." src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173985_07603989b0_o-300x225.jpg" alt="Mattino uggioso a Villa Abbondanzi." width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ci prepariamo e scendiamo per la colazione: coppie in accappatoio, ciabatte e ombrello vagano per il giardino sotto la pioggia scrosciante. Siamo perplessi. Realizziamo poco dopo che si stanno dirigendo verso la SPA&#8230; Villa Abbondanzi è un relais con campo da golf, palestra e sala benessere; e ha un ristorante che a occhio e croce non sembra niente male. Siamo in un posto veramente incantevole, dove si sta molto bene e dove ci si può davvero <em>scaldare il cuore con nuove emozioni</em>, come recita la loro brochure. Soggiornare qui con questo tempo piovoso e grigio non le rende giustizia. Immagino solo cosa possa essere durante il periodo estivo, quando tutti gli alberi sono in fiore, il verde dei campi da golf è acceso e la piscina è popolata di persone&#8230;</p>
<p>La sala ristorante è a vetrate che danno sul giardino ed è tutta legno e drappi di stoffa di un bianco candido. Mi piace. Facciamo colazione  con salumi, formaggi, delle semplici ma gustose torte (plumcake, ciambella con marmellata di albicocche) e delle brioche davvero ottime, caffè, un succo – e siamo pronti per partire.</p>
<p>Mi riprometto di tornare qui in primavera, soprattutto per provare il ristorante <em>Cinque cucchiai</em>, che promette bene. Organizzano anche serate con degustazione di vini e champagne abbinati a raffinati menù di pesce piuttosto che specialità gastronomiche del territorio.</p>
<p>Torniamo da Bulzaga per fare acquisti e per salutare Alberto (il proprietario), Sonia (direttore artistico nonché organizzatrice di eventi) e tutto il simpaticissimo staff. Ci vediamo l’anno prossimo. Chissà quale sarà il tema&#8230; penso tra me e me.</p>
<p>Ha smesso di piovere e noi stiamo andando a Brisighella che è proprio su questa strada&#8230; la via che porta a Firenze.</p>
<p>Mentre Lidia guida io sono intento a guardarmi attorno. Vedo colline dolcissime, alberi secolari, tonalità di verde, di rosso, di giallo che passano dal più scuro e intenso al più chiaro, paragonabile quasi ad un acuto di un cantante in grado di infrangere il vetro.  Pini marittimi la in alto e lungo la strada, che è fatta di curve e saliscendi  gentili. Sono rapito da questa bellezza. Che posti! Dico a chi mi sta accanto senza staccare gli occhi dal paesaggio.</p>
<p>Scorgo i tre colli di Brisighella , la torre dell’orologio la Rocca  e Monticino. Parcheggiamo e non faccio in tempo a scendere dall’auto che vengo avvolto da un profumo delicato di&#8230; porcello: infatti dall’8 al 29 novembre ci sono le <strong><em><a href="www.brisighella.org"><span style="color: #0000ff;">Quattro sagre per tre colli</span></a>.</em></strong> Oggi appunto è l’8 quindi è la giornata <em>Le delizie del porcello</em>.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173243_4fd34f2788_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-816" title="4092173243_4fd34f2788_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173243_4fd34f2788_o-300x225.jpg" alt="4092173243_4fd34f2788_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Camminiamo per le stradine in salita fino a raggiungere la piazza dove c’è il ristorante albergo <em>Gigliolè</em>. Continuiamo la nostra camminata tra le bancarelle di formaggi, salumi, dolci, frutta e verdura&#8230; olio, vino&#8230; Punti di ristoro dove preparano porchetta e tante specialità  a base di porcello che solo a sentirne il profumo ci si inebria.</p>
<p>Tra un assaggio e l’altro acquisto qualcosa. Immancabile l’olio <strong>il Brisighello</strong>, che mi piace moltissimo.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937966_d6d7d5fbdf_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-819" title="4092937966_d6d7d5fbdf_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937966_d6d7d5fbdf_o-300x225.jpg" alt="4092937966_d6d7d5fbdf_o" width="300" height="225" /></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092801946_5def74e50d_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-821" title="4092801946_5def74e50d_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092801946_5def74e50d_o-225x300.jpg" alt="4092801946_5def74e50d_o" width="225" height="300" /></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937364_e0d412f96c_o.jpg"></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092801872_1b7e4399ca_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-822" title="4092801872_1b7e4399ca_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092801872_1b7e4399ca_o-300x225.jpg" alt="4092801872_1b7e4399ca_o" width="300" height="225" /></a><img class="aligncenter size-medium wp-image-820" title="4092937364_e0d412f96c_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937364_e0d412f96c_o-300x225.jpg" alt="4092937364_e0d412f96c_o" width="300" height="225" /></p>
<p>Entriamo in un vicolo in salita a fianco alla strada degli asini (uno stupendo porticato rialzato) e ci dirigiamo al ristorante <a href="http://www.linfinito.191.it/">L’Infinito</a> – chissà perchè hanno dato questo nome a un posto in cima al colle vicino alla Rocca&#8230;.</p>
<p>Il ristorante è disposto su tre piani e parrebbe ricavato scavando le pietre locali che si intravedono ogni tanto. All’entrata c’è bancone con la cassa ed i bagni, si sale al primo piano dove ci sono due salette  poi al secondo piano una piccola sala con 3 tavoli (dove siamo noi) e la cucina. Salendo al terzo piano si può uscire in “terrazza” che è un pezzo di monte con piccoli terrazzini su più livelli, dove in estate vengono disposti dei tavoli. La vista da qui dove oltretutto si è  immersi nel verde, è impagabile.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173097_4f0835196c_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-823" title="4092173097_4f0835196c_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092173097_4f0835196c_o-300x225.jpg" alt="4092173097_4f0835196c_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dopo il tour rientriamo in sala ed iniziamo il pranzo: ricotta fresca con olio brisighello e pane ai semi di papavero&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036637_0fd0b127f4_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-824" title="4092036637_0fd0b127f4_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036637_0fd0b127f4_o-300x225.jpg" alt="4092036637_0fd0b127f4_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>cappelletti in brodo da sballo&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937826_1c3cda28ab_o1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-826" title="4092937826_1c3cda28ab_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092937826_1c3cda28ab_o1-300x225.jpg" alt="4092937826_1c3cda28ab_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>un secondo piatto di carne Mora romagnola al forno con patate&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036793_2ba43622c8_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-827" title="4092036793_2ba43622c8_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036793_2ba43622c8_o-300x225.jpg" alt="4092036793_2ba43622c8_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>accompagnati dal vino Sangiovese della casa, per terminare con un bis di dolci composto da torta al cioccolato morbida e semifreddo al caffè&#8230;</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036905_3a5814dca4_o.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-828" title="4092036905_3a5814dca4_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092036905_3a5814dca4_o-300x225.jpg" alt="4092036905_3a5814dca4_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Si mangia davvero bene qui, senti tutta la genuinità di questa terra e di questa gente in questi piatti.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092938544_0a93bf41b3_o1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-830" title="4092938544_0a93bf41b3_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/4092938544_0a93bf41b3_o1-300x225.jpg" alt="4092938544_0a93bf41b3_o" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La giornata volge al termine perchè è quasi ora di rientrare. Quindi ci rimettiamo in strada per Faenza. Sulla strada ci fermiamo a salutare un&#8217;amica, la vulcanica <a href="http://www.villaemaldi.it/">Viola</a>, che ci accoglie mentre sta facendo i preparativi per un incontro culturale che avverrà di li a poco. Ma si sta facendo tardi ed io ho il treno per il rientro a Milano.</p>
<p>Eviterò di raccontarvi l’Odissea Trenitalia del viaggio di ritorno, perchè alla fine il weekend  è andato alla grande. Me ne resto seduto sugli scalini (sporchi) per scendere dal treno, semicalpestato, alla fine di un vagone in seconda classe, con la gente che continua a passare per andare al bagno nonostante la calca, la porta del vagone rotta che fatica a  chiudersi e la gente che ogni minuto la apre per andare chissà dove e a far che salvo ritornare dopo 30 secondi, ed ascolto musica dolce che aiuta la mia testa a viaggiare ripensando a tutto quello che ho vissuto nelle ore precedenti.</p>
<p>Arrivederci Brisighella, Faenza, porcelli&#8230;</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Christian </strong></em></span></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Le pere volpine</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 22:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBVS]]></category>
		<category><![CDATA[DOLCI]]></category>
		<category><![CDATA[FRUTTA E VERDURA]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[pere volpine]]></category>
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		<category><![CDATA[vino rosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Le pere volpine fanno parte dei frutti "di una volta"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le pere volpine fanno parte di quei frutti &#8220;di una volta&#8221; che, grazie all&#8217;opera di pochi appassionati, stanno tornando sulle nostre tavole. Si tratta di un tipo di pere piccine, sode, rugose e bruttine. Un mio amico romagnolo, Pietro, lo scorso weekend è stato a Brisighella e me ne ha portate 1 kilo.</p>
<div>Non avendole mai assaggiate, e nemmeno cucinate, sono andato a cercare ricette e consigli e ho trovato un bel blog, <span style="color: #000080;"><strong><em>Les madeleines di Pous</em></strong></span>t, che <a href="http://lesmadeleinesdiproust.blogspot.com/2009/10/i-frutti-dimenticati-e-le-pere-volpine.html">parlava di questo frutto</a> e di come utilizzarlo in cucina.</div>
<div>La ricetta delle <strong>pere volpine al vino rosso </strong>richiede:</div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; font-size: 13px; color: #333333; line-height: 20px;">kg 1 di pere volpine possibilmente con il picciolo<br />
gr 600 di zucchero<br />
1 cucchiaio colmo di miele di castagno<br />
2 stecche da circa 10cm l&#8217;una di cannella<br />
1 cucchiaio di chiodi di garofano<br />
1/2 litro di vino rosso Sangiovese</span></div>
<div>1/4 di litro di acqua<span style="font-family: Georgia,serif; color: #333333;"><span style="line-height: 20px;"> </span></span><span style="font-family: Georgia,serif; color: #333333;"><span style="line-height: 20px;"> </span></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; color: #333333;"><span style="line-height: 20px;">bucce di arancia.</span></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; font-size: 13px; color: #333333; line-height: 20px;"> </span></div>
<div>Naturalmente, potete leggere la ricetta per intero su Les madeleines di Proust.</div>
<div>Ho seguito la ricetta, aggiungendo solo un po&#8217; di scorza di arancia, e le ho cotte in una pentola alta. Ho anche fatto il sugo più denso rispetto a quello della ricetta, proseguendo più a lungo la cottura.</div>
<div>Mi sono piaciute molto. Volendo si possono arricchire con del cioccolato fuso ma credo che così al vin brulè come una volta siano proprio il massimo.</div>
<div>Grazie a Pietro per avermele portate, e a Sabrina do Les madeleines per la ricetta&#8230;</div>
<div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; font-size: 13px; color: #333333; line-height: 20px;"><em><strong>Christian</strong></em></p>
<p></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; color: #333333;"><span style="line-height: 20px;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC014631.JPG"><img class="aligncenter size-medium wp-image-700" title="DSC01463" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC014631-300x225.jpg" alt="DSC01463" width="300" height="225" /></a><br />
</span></span></div>
<div><span style="font-family: Georgia,serif; color: #333333;"><span style="line-height: 20px;"><br />
</span></span></div>
</div>
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