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	<title>BLOGVS &#187; ristorante</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Terraliva: un olio, un ristorante, un agriturismo&#8230;</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/09/25/terraliva/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 07:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
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		<category><![CDATA[cucina siciliana]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta di un olio, un'azienda, un agriturismo, un ristorante all'insegna dell'eccellenza in provincia di Siracusa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa storia è iniziata alcuni anni fa, quando, a cena nell&#8217;enoteca di un amico a  Milano, assaggio un olio di oliva che subito mi fa cadere in uno stato di estremo piacere, felicità, beatitudine. È amore, lo so.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/cherubino2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5267" title="cherubino2010" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/cherubino2010.jpg" alt="" width="222" height="225" /></a><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p style="text-align: justify;">Continuo a comprare questo  olio, buonissimo ed eclettico, in enoteca: e quando il mio amico lo ha finito, decido di chiamare il produttore per farmi dire dove  posso trovarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che il mio entusiasmo per quest&#8217;olio fosse percepibile anche per telefono, perché sono stato a parlare con il signor  Cavarra, il produttore di Terraliva (questo il nome dell&#8217;olio, dell&#8217;azienda agricola agriturismo ristorante ecc: <a href="http://www.terraliva.com/">www.terraliva.com</a>) per parecchio tempo, a  chiacchierare su produzioni, concorsi e molto altro.</p>
<div style="text-align: justify;">Dopo  aver conosciuto il &#8220;padre&#8221; di questo olio durante un viaggio in Sicilia lo scorso  maggio, torno in agosto per passare una notte nel loro agriturismo, che si trova a  Buccheri, in provincia di Siracusa. Un&#8217;antica dimora del Settecento, immersa nella campagna tra i monti Iblei. Un silenzio incredibile. Proprio quello che ci voleva, visto che quello era l&#8217;ultimo giorno di vacanza prima del rientro.</div>
<div style="text-align: justify;">Riprendiamo i discorsi dove li avevamo lasciati in maggio.</div>
<div><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1344+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5266" title="IMG_1344+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1344+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Parlare con il signor Cavarra mi fa capire quanto poco ne so dell&#8217;olio. Io mi sono sempre affidato al mio palato per gli acquisti, senza  tante indagini o elucubrazioni mentali, un po&#8217; come faccio per il vino: mi  trasmette qualcosa? Sì, allora bene. Diversamente, scarto il prodotto.</div>
<div style="text-align: justify;">Ma spesso mi piacerebbe saperne di più&#8230; e Cavarra mi ha aiutato.</div>
<div style="text-align: justify;">Ormai la qualità dell&#8217;olio italiano è davvero ad altissimi livelli, e i produttori sono molti. Durante  la mia permanenza in Sicilia, ho avuto modo di cenare in diversi locali che  proponevano degustazioni di uno, due, tre, quattro olii: ma nessuno ha, secondo me, mai  raggiunto la qualità, il gusto di questo <a href="http://www.terraliva.com/prodottitipici/olio/index.html">olio Terraliva</a>. Si tratta di un olio che partecipa abitualmente a tutti i più importanti concorsi, ottenendo numerosi <a href="http://www.terraliva.com/prodottitipici/riconoscimenti/index.html">riconoscimenti</a>, e che ha mantenuto per 2 anni consecutivi le 3 olive  nella guida Slow Food agli extravergini (2010 e 2011).</div>
<div style="text-align: justify;">La produzione dell&#8217;olio inizia ufficialmente nel 2003/2004,  dopo anni di prove e scarsi risultati. Finalmente Cavarra trova un frantoio che porta i primi risultati positivi, e nel quale affina le  tecniche e la produzione. &#8220;Arrivano subito i primi riconoscimenti, che fanno da stimolo per  migliorare continuamente la qualità. L&#8217;olio lo faccio prima di tutto per  i concorsi. Poi lo vendo&#8230; e fortunatamente è molto apprezzato&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;">Il signor Cavarra è una persona davvero speciale, dedita alla perfezione. Lo si vede in tutto ciò che fa. Anche  la sua cucina è frutto di grande passione, e i piatti che ci ha  proposto nel <a href="http://www.terraliva.com/agriturismo/ristorazione/index.html">ristorante</a> dell&#8217;agriturismo hanno conquistato il mio cuore oltre che il mio palato.</div>
<div style="text-align: justify;">Sono vecchie ricette del territorio, che Cavarra arricchisce e firma con un segno indelebile.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">..</span></div>
<div><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1349+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5269" title="IMG_1349+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1349+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Un passaggio di ricchi antipasti: salsiccia stagionata, bruschette con pomodorini piccadilly, pecorino ed olio.</div>
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">Polpette di patate farcite con mozzarella, frittelle di patate con   cipolla, involtini di zucchine, le sue olive leggermente piccanti.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">..</span></div>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1350+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5268" title="IMG_1350+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1350+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></p>
<div>La sua  rivisitazione del formaggio all&#8217;argentiera con cipollotto origano ed  olio.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<div><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1351+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5270" title="IMG_1351+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1351+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
<div>La scacciata con le erbe.</div>
<div><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1352+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5271" title="IMG_1352+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1352+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Ravioli con pesto di fiori di zucca e ricotta di pecora conditi con olio, pane abbrustolito e mandorle.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1353+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5272" title="IMG_1353+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1353+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;involtino  di manzo panato, farcito con verdure croccanti e scamorza ed  accompagnato da una strepitosa insalata di arance arricchita da pinoli e  uvetta di Pantelleria, oltre che la cipolla rossa.</div>
<div style="text-align: justify;">Accompagniamo il tutto con il suo gradevole vino, un nero d&#8217;Avola.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1354+.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5273" title="IMG_1354+" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/09/IMG_1354+.jpg" alt="" width="400" height="536" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Finiamo  la cena con un dolce che dice essere brutto ma che è davvero  ottimo: una torta al cacao e nero d&#8217;Avola con ricotta di pecora  leggermente salata, salsa di cioccolato al vino e mandorle tostate.</div>
<div style="text-align: justify;">Il ritorno a Milano sarà drammatico dopo queste cene  siciliane e il rilassante silenzio di questo posto – nel quale del resto non  funzionano i cellulari. Favoloso!</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>cVs</strong></em><br />
</span></div>
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		<title>Le Italie a tavola: Al ristorante, di Francesco Piccolo</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/03/23/al-ristorante/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 05:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[cameriere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Piccolo]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

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		<description><![CDATA[Comportamenti conviviali controcorrente nelle parole di uno scrittore italiano contemporaneo, Francesco Piccolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/momenti-di-trascurabile-felicita.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4094" title="momenti-di-trascurabile-felicita" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/momenti-di-trascurabile-felicita-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Quando si va a cena in tanti in un ristorante, faccio tutte le manovre per evitare che il cameriere proponga un misto di primi per tutti, da dividere; perché la mia serata diventa tesa ad aspettare che arrivi questo misto di primi per accaparrarmi la maggiore quantità possibile e questa comporta una tale frenesia nella consumazione, che la masticazione diventa approssimativa e di conseguenza anche la digestione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi preferisco ordinare solo per me, mangiare tutto quello che mi piace e se qualcuno mi vuole far assaggiare il piatto che ha scelto, dico di no, così poi ho il diritto di non fare assaggiare niente agli altri.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><strong>Francesco Piccolo, <em>Momenti di trascurabile felicità</em>, Torino, Einaudi, 2010</strong></span></p>
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		<title>Il Marchesino a Milano e l&#8217;iPad</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è di questi giorni: il Marchesino, il (relativamente) nuovo ristorante di Gualtiero Marchesi a Milano, nell&#8217;edificio del Teatro alla Scala, propone il suo menu (anche) su iPad.

Non è il primissimo, mi sembra di capire leggendo in giro (carta dei vini da Gordon Ramsay&#8230;, ad esempio) &#8211; ed è abbastanza evidente che non sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La notizia è di questi giorni: il Marchesino, il (relativamente) nuovo ristorante di Gualtiero Marchesi a Milano, nell&#8217;edificio del Teatro alla Scala, propone il suo menu (anche) su iPad.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/185707499-e4bddadd-8ce3-43fb-a31f-db71af62c485.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2629" title="185707499-e4bddadd-8ce3-43fb-a31f-db71af62c485" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/185707499-e4bddadd-8ce3-43fb-a31f-db71af62c485-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è il primissimo, mi sembra di capire leggendo in giro (carta dei vini da Gordon Ramsay&#8230;, ad esempio) &#8211; ed è abbastanza evidente che non sarà l&#8217;ultimo. Data la celebrità del locale e dello chef, e la &#8216;novità&#8217; della novità, se ne parla già molto in rete e nei media. E ovviamente nei blog, nei commenti dei lettori&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se non avessi letto i primi commenti, avrei potuto scriverne uno-tipo: &#8220;Ah, no, ma come, il piacere di leggere, di toccare la carta, scorrere con gli occhi le lunghe liste di piatti, girare avanti e indietro le pagine alla ricerca di non si sa cosa&#8230; La sorpresa del piatto che arriva&#8230; La tecnologia rovina il gusto il sapore la convivialità&#8230; ci serviranno i robot&#8230;&#8221;. Non avevo messo in conto il rimpianto per l&#8217;ineffabile piacere dell&#8217;attesa, trascorsa a immaginarsi come saranno mai i piatti ordinati, come saranno disposti i singoli elementi, che colore e forma avranno, che ho letto in un commento a un post su <a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/argh-se-anche-gualtiero-marchesi-si-converte-allipad-significa-che-sono-questi-i-ristoranti-del-futuro/">dissapore</a> (sembra che sia questa un&#8217;occupazione comune fra i commensali &#8211; io in tanti anni l&#8217;ho praticata soltanto -e per poco tempo, peraltro- in attesa di piatti indicati sul menu come &#8220;sorpresa dello chef&#8221; -cosa sarà? boh-, anziché parlare di sé, della propria vita e di quelle altrui, del mondo, di politica arte letteratura gossip&#8230;). Si ipotizzano tavolate di commensali in questi nuovi locali ipertecnologici intenti a chatteae e quant&#8217;altro con iPhone iPad iPod e iChissàcosa (ma dove? se esco con i miei amici, dubito che essi sopportino più di un paio di telefonate o sms &#8211; eliminandomi dai loro addressbook alla terza chiamata&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, come già per il cellulare, ad esempio. Sembrava che dovesse essere la fine della civiltà occidentale, la morte di ogni tipo di comunicazione orale e non, la decadenza dei rapporti interpersonali &#8211; ma non mi sembra sia avvenuto nulla di tutto questo, anzi, incrocio anche alle due di notte gente attaccata al telefonino che parla parla parla&#8230; e se parla immagino lo faccia con qualcuno&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo perdere. L&#8217;idea mi piace, è una novità, è una cosa in più, diversa. Non mi impedirà di usare menu cartacei, e di godere della sorpresa di un piatto nuovo. Vedere i piatti prima non toglie né aggiunge un gran che (e immagino si possano lasciare le icone relative in piccolo anziché ingrandirle, se proprio&#8230;); è una possibilità, un&#8217;opportunità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/tablet-ipad.jpg"><br />
</a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/ipad-al-ristorante.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2637" title="ipad-al-ristorante" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/ipad-al-ristorante-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/apple-ipad-menu.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2638" title="apple-ipad-menu" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/apple-ipad-menu-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dice Gualtiero Marchesi, <a href="http://c6.tv/video/10207-il-menu-del-marchesino-finisce-sullipad-la-scelta-hi-tech-di-gualtiero-per-la-sua-cucina-totale">intervistato da Claudia Bellante</a> per <a href="http://c6.tv/">c6.tv</a>: &#8220;Abbiamo voluto dare al cliente l&#8217;opportunità di vedere il piatto prima che arrivi&#8221;, garantendogli quindi che quello che arriverà sarà proprio come è stato stabilito, e permettendogli di fare una scelta precisa, anche basandosi sugli ingredienti, e sulle eventuali allergie, che l&#8217;ipad evidenzierà appunto per ogni piatto. Alla faccia degli ottant&#8217;anni, festeggiati con una bella mostra al Castello Sforzesco poche settimane fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/marchesino.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2639" title="marchesino" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/09/marchesino-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo vorrei accennare a Marchesi di un&#8217;altra novità, di cui peraltro parlerò in un prossimo post: <a href="http://www.fiddme.com/"><strong>fiddme</strong>.com</a>. Si tratta di un sito israeliano, il cui slogan è &#8220;eat drink &amp; tell the world&#8221;: attraverso un&#8217;applicazione (disponibile per iPhone, iPod e iPad a tutt&#8217;oggi) è possibile fotografare i piatti che si stanno mangiando, identificare il locale in cui ci si trova attravero la geolocalizzazione, inserire una descrizione, un commento o un  giudizio e inviare il tutto a <strong><span style="color: #ff0000;">fidd</span>me</strong>, che lo pubblica e lo rende disponibile per tutta la comunità. All&#8217;inverso, si può usare <strong><span style="color: #ff0000;">fidd</span>me</strong> per avere informazioni su cosa si può trovare nei locali, su cosa pensano i clienti dei vari piatti, per vedere che locali ci sono nelle vicinanze, sempre con i relativi piatti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Dell&#8217;applicazione è uscita la versione 1.5, disponibile su <a href="http://itunes.apple.com/il/app/fiddme/id347826178?mt=8#">iTunes</a> &#8211; e tra le novità più importanti &#8211; anzi, a parer mio, la più importante &#8211; c&#8217;è la versione in italiano dell&#8217;applicazione stessa, curata dal team di <strong>Cib<span style="color: #ff0000;">V</span>s</strong> &#8211; cioè da noi, tanto per essere chiari&#8230; Siamo felici e orgogliosi di aver potuto collaborare con gli amici di <strong><span style="color: #ff0000;">fidd</span>me</strong>, e di partecipare con loro a questa avventura&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele Bonati</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno a elBulli: la cucina di Ferran Adrià</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[elBulli]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Il volume che rivela per la prima volta i processi creativi, la filosofia innovativa e le straordinarie tecniche del pluri-premiato ristorante elBulli e del suo leggendario chef Ferran Adrià...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2449" title="un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria.jpg" alt="" width="400" height="500" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Dopo il successo della prima edizione pubblicata a marzo 2009 ed esaurita in meno di un mese,<em> Phaidon</em> annuncia una nuova edizione in brossura del bestseller <em>Un giorno a elBulli</em>, il volume che rivela i processi creativi, la filosofia innovativa e le straordinarie tecniche del pluri-premiato ristorante <strong>elBulli</strong> e del suo chef <em><strong>Ferran Adrià</strong></em>.</p>
<p>Situato in un’isolata baia sulla costa nord-est della Spagna, elBulli è famoso per essere meta di pellegrinaggio degli appassionati di cibo, tanto che è quasi impossibile riuscire a prenotare una cena. Il locale infatti è aperto per soli sei mesi l&#8217;anno e riceve più di due milioni di richieste per soli 8.000 coperti disponibili.</p>
<p>Il ristorante è rinomato per il suo menù degustazione di 30 portate, che viene annualmente modificato e aggiornato con nuovi e originali piatti. Negli ultimi 10 anni le pionieristiche tecniche culinarie di <em>Ferran Adrià</em> sono state applaudite – e imitate – dai migliori cuochi del mondo e <em>Ferran</em> è stato nominato dalla rivista “<em>Time”</em> una delle 100 persone più influenti dei nostri tempi. Dal 2006 al 2009 elBulli è stato nominato per quattro anni consecutivi il <em>“Number One Best Restaurant in the World”</em> nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo stilata da San Pellegrino.</p>
<p><em>Un giorno a elBulli</em> alla scoperta delle idee e della creatività di <em>Ferran Adrià</em> – nuova edizione in brossura (<strong>limited edition – edizione limitata</strong>) – 632 pagine, 1100 illustrazioni a colori, grafica elegante, raffinata – come  Phaidon da sempre propone i suoi libri. Un libro che ogni gourmet dovrebbe avere nella propria <em>cucinolibroteca</em> per comprendere sino a dove possa arrivare l’esplorazione gastronomica</p>
<p>Il primo volume che svela il retroscena del miglior ristorante al mondo e indaga la mente del suo creatore, <em>Ferran Adrià</em>. Un’opera elegante  che apre le porte ad un mondo peculiare e originale.</p>
<p>Grazie a Michela Beretta e all’ufficio stampa Italy Phaidon</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></span></p>
<p><strong><em>Press and Publicity in Italy Phaidon</em></strong><em> </em><em><br />
</em><em>Corso Sempione, 33</em><br />
20145 Milano<br />
T  + 39 02 43994680<br />
Fax +39 02 43990450<br />
<a href="mailto:mberetta@phaidon.com">mberetta@phaidon.com</a><br />
www.phaidon.com</p>
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		<title>CibVs ComicVs</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 06:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2048" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/100750.gif"><img class="size-full wp-image-2048" title="100750" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/100750.gif" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;IL SUO CONTO... SU UN LETTO DI POLENTA&quot;</p></div>
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		<title>Clandestino al Clandestino&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 12:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Cucina Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Christian racconta il suo Brunch box al Clandestino Milano di Moreno Cedroni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho passato un&#8217;ora, l&#8217;altro giorno, dopo aver pranzato al <a href="http://www.hotelphilosophy.net/ristorante_clandestino_moreno_cedroni_milano-2895.html">Clandestino Milano</a>, il  locale di Moreno Cedroni, a cercare online i  commenti e soprattutto le critiche che gli sono state rivolte.</p>
<div style="text-align: justify;">Nelle  settimane scorse avevo già letto qualcosa di non particolarmente positivo, ma questo naturalmente non ha frenato il  mio desiderio di provare  a ficcarci il naso di persona.</div>
<div style="text-align: justify;">La facciata della palazzina  liberty è molto anonima, questo sì. Ed effettivamente, ci si accorge subito che l&#8217;ambiente non sembra reggere il  contesto &#8220;lusso&#8221; nel quale dovrebbero identificarsi l&#8217;hotel ed il  ristorante. Le bocchette dell&#8217;areazione (molte) in bella vista, lì vicino  all&#8217;illuminazione. La cassetta antincendio lì anch&#8217;essa visibile, gli  infissi che diciamo che di classe proprio non sono, con i maniglioni  antipanico&#8230; il pavimento non proprio bellissimo&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">Devo ammettere che mi trovo d&#8217;accordo con le critiche all&#8217;ambiente: non è propriamente adeguato al livello.</div>
<div style="text-align: justify;">Non  mi trovo assolutamente d&#8217;accordo invece con le critiche rivolte alla cucina e al personale. Premetto che non mi ritengo un gourmet, non  sono un critico e non voglio esserlo, ma devo dire  che questo pranzo o brunch è stata proprio una bella esperienza.</div>
<div style="text-align: justify;">Ho provato il percorso degustativo &#8220;<strong>Brunch</strong> <strong>box</strong>&#8220;.</div>
<div style="text-align: justify;">Gusti  decisi, ma con delicatezza. Gusti &#8220;puliti&#8221;. Il  tutto accompagnato dalla competenza e dalla passione del personale in sala, per niente invadente, ma che, appena entrati in sintonia, si è &#8220;aperto&#8221;, trasmettendomi passione e amore per il proprio lavoro.</div>
<div style="text-align: justify;">Arriva il primo box: il pane di Cedroni. Al  nero di seppia, grissini, focaccia da &#8220;scarpettare&#8221; nel favoloso olio  alla mentuccia servito in una ciotolina bianca.</div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;<br />
</span></div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2020" title="1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></span></p>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;">Mentre aspetto il secondo box, degusto un calice di <a href="http://www.fattoriasanlorenzo.com/html/verdicchio_vigna_delle_oche_cl.html">Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Vigna  delle Oche”</a> della <a href="http://www.fattoriasanlorenzo.com/index.html">Fattoria San Lorenzo</a> di Montecarotto, Ancona, che scopro essere davvero molto interessante.</div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/21.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2022" title="2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/21-90x300.jpg" alt="" width="90" height="300" /></a></span><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;">Arriva poi  la seconda  scatola, bella e bianca: davanti agli occhi  una deliziosa carrellata di piattini&#8230; ovvero, come recita il menu, e come ci ha raccontato la deliziosa Eva, &#8220;un percorso salato con alcune note dolci&#8221;: verdure crude e cotte, pasta, pesce, carne, formaggi e dolci. Cito: &#8220;Otto piccole creazioni che contengono tutto il meglio di un sano pasto appagante al gusto e leggero nella digestione. Il mos kit brunch viene servito all’interno di un  prezioso cofanetto bianco che riproduce con un tocco di ironia una scatola da scarpe (25€).&#8221;</div>
<div style="text-align: justify;">Ovvero?</div>
<div style="text-align: center;">Ovvero:</div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/31.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2023" title="3" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/31-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• pinzimonio di germogli finocchi e alfa alfa con crema di formaggi fresco</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• simmenthal di pesce (rombo branzino gelatina di pesce e pomodoro)</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• spinosini al salmone, polvere di yuzu, mayonese di rapa rossa e salsa al cocco e lime </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• frittatina all’amatriciana con alice sott’olio</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• tataki di tonno con conditella di pomodorini, cipolla e colatura d’ alici, riso susci</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• insalata, pollo rosolato salsa soya e zenzero</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• ricotta di capra con confettura di prugne</em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>• mousse di cioccolato fondente, sale di cipro, olio alle clementine </em></strong></span></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Squisito! Ottimo!</div>
<div style="text-align: justify;">Direi  che come pausa pranzo non c&#8217;è proprio male.</div>
<div style="text-align: justify;">Non pago, ho voluto provare il famoso tiramisù,  proprio perché le critiche lo avevano cassato brutalmente. No, non  mi trovo d&#8217;accordo nemmeno in questo caso.</div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2024" title="4" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/06/4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></div>
<div style="text-align: justify;">Si tratta di un  elisir che mi ha ridato le energie per rientrare al lavoro sorridente e  contento sia per l&#8217;esperienza, sia perché ho compiuto la mia missione  &#8220;San Tommaso&#8221;, ma soprattutto perché sono sempre molto contento quando  ho di fronte delle persone che si emozionano mentre trasmettono la loro  passione per questo lavoro, per la materia prima che toccano e che  servono.</div>
<div style="text-align: justify;">Grazie mille, e continuate così, nonostante le  critiche negative.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em><strong>Christian Sarti</strong></em></span></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Dalle stelle al firmamento: Una tovaglia più grande</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lidia Bastianich]]></category>
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		<description><![CDATA[Appunti sparsi dall'incontro del 10 maggio in Triennale a Milano "Una tovaglia più grande. La crescita della Cucina Italiana d’autore"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come ho <a href="http://blog.cibvs.com/2010/05/11/dalle-stelle-al-firmamento/">già detto</a>, ho partecipato all’incontro di lunedì scorso 10 maggio alla Triennale di Milano <em><strong>Una tovaglia più grande. La crescita della Cucina Italiana  d’autore</strong></em> &#8211; della serie <strong>Dalle stelle al firmamento. La cucina italiana e la sfida della crescita</strong>. Molto interessante &#8211; stasera si terrà il secondo incontro, <span style="color: #800000;"><em><strong>Tra pop art e crescita  industriale. Standard, prototipi e replicazione nella ristorazione di   qualità<span style="color: #000000;"> </span></strong></em><strong><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></strong></span>con Rossella  Cappetta, Moreno   Cedroni, Oscar Farinetti, Gianni Lorenzoni, Gualtiero  Marchesi, Davide Paolini e  Davide Scabin.<span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #000000;"><br />
</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa si è detto lunedì scorso? Riporto qui qualche appunto sparso, tanto per dare un&#8217;idea &#8211; si tratta di spunti e temi che verranno sicuramente ripresi nei prossimi incontri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Immag0121.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1757" title="Immag012" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Immag0121-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Severino   Salvemini (Docente di Organizzazione Aziendale, Università  Bocconi) ha messo in evidenza le carenze economico-amministrative della ristorazione italiana, e lo scarso confronto che essa ha con le altre industrie creative. Esiste una nuova generazione di cuochi di cui si conoscono magari benissimo le motivazioni culinarie ma non quelle imprenditoriali; e forse l&#8217;imprenditorialità in senso stretto è &#8220;frenata&#8221; anche da critici e giornalisti prigionieri del &#8220;mito&#8221; della piccola dimensione, del discorso per cui la quantità è nemica della qualità, della retorica della valenza positiva della regionalità, della conduzione familiare, delle tovaglie a scacchi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo Bergami   (Docente di Organizzazione Aziendale, Università di   Bologna) ha sottolineato da un lato l&#8217;identità, cioè l&#8217;esistenza di diverse cucine italiane, legate al territotio, che riproducono le vicende storiche del paese, dall&#8217;altro la presenza dei giovani chef, del loro rapporto con la tradizione e con l&#8217;innovazione, ma senza purtroppo &#8220;contaminazioni&#8221; imprenditoriali: la loro motivazione è ancora &#8220;artistica&#8221; (assecondata probabilmente dalle guide, che sembrano vedere con sospetto l&#8217;ingresso degli chef nel campo economico-manageriale).</p>
<p style="text-align: justify;">Enzo  Vizzari (Direttore Guida  de  l’Espresso) ha parlato delle caratteristiche degli chef della &#8220;nuova cucina italiana&#8221;: 30/50enni che intendono la ristorazione come cultura gastronomica, in cui trovano le radici del proprio modo di lavorare; utilizzo &#8220;laico&#8221; dei prodotti, capacità di iniziare a &#8220;fare sistema&#8221;, a parlarsi e a scambiare esperienze, a vedere cosa viene fatto, a copiarlo e a rielaborarlo. Con qualche punta polemica: ad esempio, secondo lui il cuoco non è un artista, magari al più un eccellente artigiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Lidia Bastianich (Felidia e Gruppo Bastianich), in videoconferenza dagli  Stati Uniti, ha raccontato la sua esperienza, che dal primo impiego nel 1971 la ha portata alla creazione di un vero e proprio gruppo, composto da ristoranti, libri, programmi tv &#8211; estrema simpatia e semplicità, e comunicativa, oltre all&#8217;indubbia capacità come cuoca, gli strumenti del suo successo, a cui si sono aggiunti l&#8217;attenzione nella scelta dello staff, l&#8217;opera di <em>mentoring</em>, la cura della cucina.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti anche gli interventi di Antonio Santini (Dal Pescatore) &#8211; importanza della comunicazione, degli scambi tra gli chef, della valorizzazione del personale &#8211; e, dalla platea, di Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi), entrambi ricchi di riferimenti alle proprie esperienze e alla propria storia personale&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CibVs ComicVs</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/03/30/cibvs-comicvs-14/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 06:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBVS]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
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		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

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		<description><![CDATA[CHI HA IL NANOFILETTO, E CHI IL PIATTO DEL DIGIUNO?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-2.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1518" title="Immagine 2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-2-300x278.png" alt="" width="300" height="278" /></a>CHI HA IL NANOFILETTO, E CHI IL PIATTO DEL DIGIUNO?</p>
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		<title>CibVs comicVs</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/03/26/cibvs-comicvs-13/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 14:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1472" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-1472" title="101432" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/03/101432.gif" alt="Ma perché dobbiamo sempre mangiare fuori?" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ma perché dobbiamo sempre mangiare fuori?</p></div>
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		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/01/24/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-4/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 22:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<category><![CDATA[tostatura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1191</guid>
		<description><![CDATA[E il risotto? Me lo pappo io!
 
Rifiutare recisamente un risotto anche se la carte propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente&#8230;! 
Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #000080;">E il risotto? Me lo pappo io!</span></h1>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Rifiutare recisamente un risotto anche se </span><em><span style="font-size: small;">la carte </span></em></span><span style="font-size: small;">propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente&#8230;! </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – e sentirsi negare un piatto di riso scoccia, eccome. Per la verità, sempre più i locali offrono porzioni mono-riso. In pratica, hanno abdicato ai diktat del &#8220;<em>solo per due</em>&#8221; in favore di una maggiore elasticità culinaria.</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">A voler essere pignoli, qualche resistenza qua e la c’è ancora. Francamente non credo si tratti di perfidia. È indubbiamente vero che allestire una pietanza di riso a regola d’arte è una </span><em><span style="font-size: small;">mission</span></em></span><span style="font-size: small;"> piuttosto impegnativa – con riti (a volte veri e propri esorcismi) culinari intoccabili: preparare il soffritto, tostare il bianco cereale, mescolarlo sino alla fine, aggiungere il brodo bollente, mantecarlo con vigore&#8230; In parole povere, dedicarsi anima e corpo ad un risotto solo per un avventore è alquanto impegnativo. Missione in ogni modo fattibile, sia chiaro. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Anche di fronte a una sola ordinazione sarebbe auspicabile assecondare il desiderio del cliente che decide per il riso espresso – giustappunto, “espresso”, non precotto. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Un&#8217;altra considerazione è relativa alla presenza del riso nel menu. Imbattersi in </span><em><span style="font-size: small;">potage</span></em></span><span style="font-size: small;"> di riso, timballi, risotti all’onda, al salto, sembra ormai un prodigio. Ritengo che sarebbe opportuno proporlo come sostituto ai soliti primi piatti, restituendo così il buonumore a chi apprezza il riso in tutte le sue declinazioni. Insomma, una pacifica tenzone della buona tavola – perché il riso ci intriga, anche se siamo in momentanea solitudine. </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">E se proprio il risotto è esclusivamente </span><em><span style="font-size: small;">solo per due</span></em></span><span style="font-size: small;">? In casi estremi, le istruzioni sono ovvie: mangiarne una doppia porzione!</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">Risotto e… risposte</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #0000ff; font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Tostare il riso: sì o no?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Certo che sì – la tostatura, piaccia o no, è una prassi importante. Dopo che il fondo (soffritto) si è rosolato e prima di coprire il riso di brodo (vegetale o di carne) bollente, o di sfumarlo con del buon vino, è fondamentale tostarlo a fiamma allegra. La tostatura serve per chiudere i pori del riso: in questo modo, tiene meglio la cottura e rimane al dente&#8230; altrimenti, avremmo del riso &#8220;bollito&#8221;&#8230;</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Mescolare il risotto continuamente?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Guai a non mescolare il risotto con un mestolo di legno. Si amalgama così l’amido alla preparazione che diversamente andrebbe sul fondo della casseruola facendo attaccare il riso.</span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Quale consistenza deve avere il risotto?</span></strong></span><strong><span style="font-size: small;"> </span></strong></span><span style="font-size: small;">Va da sé che dipende dagli ingredienti ma all’onda – cremoso e morbido – è sempre cosa buona e giusta. Troppo compatto o altresì liquido non sarebbe più risotto ma qualcosa d&#8217;altro…</span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong><em>Stefano Buso</em></strong></span></p>
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