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Posts Tagged ‘riso’

Sunday, March 7th, 2010

Tenuta Montelaura interpreta la primavera incipiente: Risotto ortiche e menta

La primavera è da sempre un’esplosione di colori, odori e sapori. Specialmente in campagna, dove si può toccare con mano questo miracolo della natura. Fanno capolino le prime margheritine, si rinnovano le piante officinali e diffondono nell’aria un intenso effluvio aromatico.

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In cucina si riprova a “comporre” i piatti secondo le più antiche tradizioni, attingendo a piene mani da questa meravigliosa esplosione della natura. La mentuccia selvatica è una di questa essenze aromatiche, che abbiamo raccolto per abbinarla, insieme alla “spigolosa” ortica, al riso “Superfino” varietà Arborio.  Nel raccogliere le ortiche, mi raccomando solo le punte più tenere, fare ben attenzione a non urticarsi le mani. Usare dei guanti perché questa pianta possiede delle proprietà urticanti che peraltro perde non appena viene calata nell’acqua bollente per lessarla.

Intanto iniziamo a tostare il riso in un soffritto di burro, olio e cipolla. Dopo circa dieci minuti incominciare ad aggiungere brodo vegetale precedentemente preparato con cipolle, patate, carote, sedano, zucchine, e qualche pomodoro. Contemporaneamente in una padella a parte “saltate” le ortiche lesse con poco olio, cipolla e sale, e poi aggiungetele nella pentola dove state cuocendo il riso, aggiungendo sempre brodo vegetale a copertura. Dopo una ventina di minuti assaggiate e se cotto, aggiungete al risotto uma generosa manciata di caciocavallo podolico di media stagionatura (dolce, non piccante) e un’altra manciata di mentuccia selvatica appena raccolta. Rimestate il tutto per due minuti e servite in un piatto con una corona di ortiche e qualche foglia di mentuccia al centro.

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In abbinamento propongo un Fiano di Avellino annata 2007 di Ciro Picariello.

Ricetta a cura di www.tenutamontelaura.it

Sunday, January 24th, 2010

Considerazioni al dente di Stefano Buso

E il risotto? Me lo pappo io!

Rifiutare recisamente un risotto anche se la carte propone altre allettanti opportunità? Ma scherziamo? Con qualsiasi ingrediente – resta sempre un bocconcino assolutamente fidato. Impossibile dire no – quando ti viene proposto, naturalmente…!

Ad esempio, il sottoscritto è spesso costretto a sfamarsi da solo, quasi in isolamento – e sentirsi negare un piatto di riso scoccia, eccome. Per la verità, sempre più i locali offrono porzioni mono-riso. In pratica, hanno abdicato ai diktat del “solo per due” in favore di una maggiore elasticità culinaria.

A voler essere pignoli, qualche resistenza qua e la c’è ancora. Francamente non credo si tratti di perfidia. È indubbiamente vero che allestire una pietanza di riso a regola d’arte è una mission piuttosto impegnativa – con riti (a volte veri e propri esorcismi) culinari intoccabili: preparare il soffritto, tostare il bianco cereale, mescolarlo sino alla fine, aggiungere il brodo bollente, mantecarlo con vigore… In parole povere, dedicarsi anima e corpo ad un risotto solo per un avventore è alquanto impegnativo. Missione in ogni modo fattibile, sia chiaro.

Anche di fronte a una sola ordinazione sarebbe auspicabile assecondare il desiderio del cliente che decide per il riso espresso – giustappunto, “espresso”, non precotto.

Un’altra considerazione è relativa alla presenza del riso nel menu. Imbattersi in potage di riso, timballi, risotti all’onda, al salto, sembra ormai un prodigio. Ritengo che sarebbe opportuno proporlo come sostituto ai soliti primi piatti, restituendo così il buonumore a chi apprezza il riso in tutte le sue declinazioni. Insomma, una pacifica tenzone della buona tavola – perché il riso ci intriga, anche se siamo in momentanea solitudine.

E se proprio il risotto è esclusivamente solo per due? In casi estremi, le istruzioni sono ovvie: mangiarne una doppia porzione!

Risotto e… risposte

Tostare il riso: sì o no? Certo che sì – la tostatura, piaccia o no, è una prassi importante. Dopo che il fondo (soffritto) si è rosolato e prima di coprire il riso di brodo (vegetale o di carne) bollente, o di sfumarlo con del buon vino, è fondamentale tostarlo a fiamma allegra. La tostatura serve per chiudere i pori del riso: in questo modo, tiene meglio la cottura e rimane al dente… altrimenti, avremmo del riso “bollito”…

Mescolare il risotto continuamente? Guai a non mescolare il risotto con un mestolo di legno. Si amalgama così l’amido alla preparazione che diversamente andrebbe sul fondo della casseruola facendo attaccare il riso.

Quale consistenza deve avere il risotto? Va da sé che dipende dagli ingredienti ma all’onda – cremoso e morbido – è sempre cosa buona e giusta. Troppo compatto o altresì liquido non sarebbe più risotto ma qualcosa d’altro…

Stefano Buso

Tuesday, October 20th, 2009

La ricetta del riso mantecato con Lapsang Souchong

Dosi per 4 persone
320 gr di riso Carnaroli
2 scalogni piccoli
burro
olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 l brodo chiaro
parmigiano reggiano 24 mesi
2 tazze di tè nero affumicato Lapsang Souchong
2 mele Golden
1 cucchiaio di fecola di patate o maizena
Preparare il tè lasciando le bustine in infusione nell’acqua bollente per almeno 5 minuti. Mettere il tè in un pentolino basso e riportare sul fuoco vivo per farlo ridurre. Una volta ridotto della metà lasciar raffreddare leggermente ed aggiungere il cucchiaio di maizena o fecola per addensare, ottenendo così una salsina.
Lavare e privare del torsolo la mela. Tagliare la mela a cubettini e poi mettere in una padella o su una padella grigliata e farla scottare leggermente.
Preparare il brodo con carota, sedano, cipolla, 2 grani di pepe.
Dopo che si è ristretto, togliere le verdure e filtrare. Rimettere sul fuoco basso in modo da tenerlo sempre molto caldo.
Far ammorbidire a fuoco dolce lo scalogno con una noce di burro ed un filo di olio extravergine.
Aggiungere il riso e tostare, mescolando, per alcuni minuti.
Aggiungere il vino e lasciar evaporare.
Aggiungere tutto il brodo e lasciar cuocere a fuoco medio finchè il riso non sarà cotto.
Togliere dal fuoco e mantecare con burro e parmigiano grattugiato a volontà.
Impiattare e guarnire con la salsa di tè nero affumicato e i cubetti di mela scottata.
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Christian
christian@cibvs.com
Monday, October 19th, 2009

CIBVS per la mente

Il miglior modo per cucinare il riso senza che questo si attacchi è cucinare un chicco separato dall’altro

Ashleigh Brilliant

Friday, October 16th, 2009

Riso mantecato al Lapsang Souchong e mela

Un po’ di tempo fa mi hanno regalato del tè dal nome complesso – Lapsang Souchong – della COMPAGNIE du SAMOVAR, la marca che utilizzo di solito e che consiglio caldamente.
Si tratta di un tè nero affumicato.
Infatti aprendo la scatola sono stato quasi immediatamente travolto da un intenso profumo di affumicato che mi ha suscitato una forte curiosità. Ho provato subito a prepararne una tazza. Mmmh… molto profumato… ma un po’ strano… insomma, bevuto da solo non mi fa propriamente impazzire; però accompagnato alla giusta pietanza deve essere ottimo, ho pensato.
Alla fine, invece di abbinarlo ad una pietanza, ho deciso di usarlo direttamente nella preparazione della stessa: e ho provato un pollo arrosto cotto nel tè. Interessante.
Però quello che volevo creare era un primo piatto. Anzi, un risotto.
Subito mi sono venuti in mente certi risotti di Davide Oldani: un riso mantecato, un giro di salsa (vaniglia, cacao, zafferano, caffè…), un altro ingrediente abbinato (frutta, verdura…).
Quindi, un po’ sulla linea del mio chef preferito, ho dato indegnamente vita al mio Riso Carnaroli mantecato, tè nero affumicato, mela stufata in cubi. Il risultato non è male, sicuramente è da migliorare la restrizione di tè; dovrei farla un po più densa perchè la sua (quella doi Oldani, intendo) resta sopra al riso e non “cola” finchè non ci si sforchetta dentro.
Ah, evito di elencare la sequela di parolacce proferite quando, preparato il piatto, volevo scattare la foto con la macchina e mi sono accorto che le batterie erano esaurite e non avevo modo di ricaricarle… E ho dovuto usare il telefonino…
Appena l’avrò perfezionata, pubblicherò qui la ricetta.
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Christian
christian@cibvs.com