Spaghetti… nottetempo
Una trasgressione un po’ stramba, complice l’insonnia, o un’improvvisa fame notturna. Una porzione di spaghetti nel cuore della notte, conditi alla meno peggio, forse aumentano la ciccia, e confermano che l’appetito non dorme mai… ma… che piacere…
Gli spaghi by night: un’abitudine, uno sfizio occasionale, un vizio… Pastasciutta di fortuna che ha saziato languori gastrici di plotoni di insonni, di amanti focosi (o incapaci), e di golosi recidivi.
Condimenti classici degli spaghetti fuori orario: l’aglio e olio, il burro, la scatoletta di tonno sgocciolata, il tubetto di conserva, la panna e tante altre cosette che il frigo elargisce ai nottambuli affamati.
Forse qualche ideologo di dogmi culinari vorrà illuminarci, fornendoci l’esatta ricetta degli spaghi notturni – nel caso, lo spuntino si ammanterebbe di una certa qual dignità, dovrebbe sottostare a una sua etichetta. Ma gli spaghetti antelucani non hanno citazioni nei ricettari di cucina, né si prestano a consumi modaioli, più inclini alle pappe asettiche o in qualche caso barocche.
Confesso che avevo giubilato questa “insana” consuetudine – tuttavia, incubi notturni e lavoro straordinario mi hanno riportato in piena notte in dispensa… Cosa dirvi? Coraggio gente, munirsi di spaghetti, pentola, scolapasta e riesumare quest’anomala prassi mangereccia. Un piatto di pasta mentre il resto della famigliola russa è quanto di più peccaminoso si possa concedere la gola!
Fate però attenzione a non svegliare nessuno, altrimenti la vostra pasta dovrà essere divisa con la famigliola suddetta… Il piatto diventa più ghiotto se spazzolato in compagnia? E chi lo ha detto, pensava il famelico avventore solitario, mentre in piena notte ingurgitava un piatto di pasta extralarge.
Spaghetti nottetempo (ricetta)
per due persone
180 g di spaghetti, uno spicchio d’aglio, 50 g di pecorino sardo, olio extravergine d’oliva, 3-4 foglie di basilico, 4 filetti di acciughe, abbondante pepe, ½ bicchiere di vino bianco, poco sale
Schiacciare l’aglio imbiondirlo con l’olio d’oliva in una padella. Unire le acciughe spezzettate, insaporire e sfumare con il vino bianco. Intanto cucinare la pasta. Scolarla al dente, unirla al fondo d’acciughe, aggiungere il pecorino a scaglie, il pepe, il basilico a pezzi e spadellare. Servire bollente su piatto piano o pirofila abbinando un Vermentino di Sardegna.

Stefano Buso



