Non solo canta il vino,
anche l’olio canta
vive in noi con la sua luce matura
e fra i beni della terra faccio mia,
o Olio,
la tua inesauribile pace, la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’olivo.
Non solo canta il vino,
anche l’olio canta
vive in noi con la sua luce matura
e fra i beni della terra faccio mia,
o Olio,
la tua inesauribile pace, la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’olivo.
A una settimana dalla scomparsa di Alda Merini, grande poetessa, grande donna, grande essere umano, CIBVS vuole ricordarla con uno dei suoi testii che abbiamo trovato su Enotecaletteraria: “Le osterie”.
A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.
Emanuele Bonati