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Posts Tagged ‘pasta’

Sunday, August 1st, 2010

Timballo di penne e melanzane

La ricetta, molto estiva, è stata segnalata da Marinella Tanzarella in un vecchio numero di Repubblica (pagine milanesi), e viene da Kilometrozero in via Donatello, a Milano appunto. Un locale interessante, a partire dal nome, che evoca appunto la territorialità dei prodotti utilizzati…

Ma vediamo come fare questo timballo, per quattro persone…

Friggere 200 gr di melanzane a cubetti.

Cuocere le penne al dente.

Saltarle con salsa di pomodoro e con le melanzane, e basilico fresco.

Mettere penne salsa melanzane basilico in un tegamino imburrato e cosparso di pangrattato, e foderato con fette sottilissime di melanzana cruda (io la griglierei leggermente…).

Aggiungere mozzarella a cubetti, parmigiano, un filo d’olio.

Gratinare in forno caldo a 220° per 9 minuti…

Wednesday, July 7th, 2010

CibVs legge…

Ingredienti:
• un cuoco inglese di un ristorante italiano a Londra: Jacob Kenedy di Bocca di Lupo
• un designer: Caz Hildebrand di Here Design

Prendere e mescolare, quindi spalmare il composto su 288 pagine: otterrete The Geometry of Pasta.

Scienza, storia, filosofia della pasta italiana: più di un libro, un’enciclopedia alfabetica di 100 tipi di pasta (si calcola che i diversi tipi possano essere oltre 300) con altrettante ricette, originali, ideate da Kenedy. Il tutto illustrato da Hildebrand con degli strepitosi disegni in bianco e nero, di estrema eleganza e sinteticità, come potete vedere…

Ma c’è anche un filmato..[Vimeo-8864263] The Geometry of Pasta

Emanuele Bonati

Monday, February 1st, 2010

Lardiata di “zuzzeri”

Riceviamo dalla Tenuta Monte Laura un’altra proposta interessante – e un altro scorcio su una zona e su un ambiente…

Lo “zuzzero” è una pasta fatta a mano tipica di Forino, il penultimo comune della provincia di Avellino che va verso Salerno. Le dimensioni di un singolo pezzo devono essere tali, secondo un’antica tradizione, che un suo lancio sia sufficiente  ad ammazzare un gatto…

Oltre alle dimensioni, le particolarità di questa pasta sono la grossa capacità di ritenzione del sugo, che avviene sia per la rugosità della superficie che per  la capiente gobba centrale, e una callosità tale che si può mangiarla anche riscaldata, che non scuoce.

La preparazione della pasta richiede una miscelazione di farine di grano tenero e di grano duro nel rapporto, rispettivamente, del 70% e del 30%. Se si volesse la pasta ancora più callosa, basta aumentare la percentuale di farina di grano duro.

L’impasto è il solito, a fontanella, aggiungendo solo acqua e lavorando ben bene la “pagnotta” ottenuta. Si formano dei rotolini di cm.1,5 di diametro che vengono poi tagliati a cm 4/5. Ogni piccolo cilindro deve essere “tirato” con il pollice in senso longitudinale e successivamente risvoltato con l’indice della mano destra ed il medio della mano sinistra.

Riposti poi singolarmente i zuzzeri  allineati su di un vassoio di cartone da pasticceria, procediamo alla preparazione del sugo che essendo abbastanza veloce, ci autorizza a mettere già sul fuoco l’acqua per la pasta. Per il sugo mettiamo un filo d’olio nella padella e facciamo un soffritto con 1/2 cipolla e 100 gr di lardo a tocchetti (si devono vedere).

Calare successivamente cinque o sei  pomodorini tagliati in quattro e sfumare con mezzo bicchiere di Fiano di Avellino.

Gli zuzzeri, vista la consistenza, necessitano di una cottura che duri almeno 20 minuti,dopodiché scolare la pasta, spadellarla  e impiattarla con sopra una “neve” di ricotta di pecora salata.

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Sunday, January 10th, 2010

Gli strangozzi

Intravista ieri in TV – la preparazione di un piatto tipico da Cantalice, paesino in provincia di Rieti: gli strangozzi alle erbe.

Gli strangozzi (o strozzapreti o simili) sono una pasta lunga tipica della zona di Foligno e Spoleto, e più in generale di Umbria-Marche-Lazio (e sono un prodotto agroalimentare tradizionale). Sono simili ai tagliolini ma, a differenza di questi, non sono una pasta all’uovo.

Sono anche una pasta interessante, al di là delle sue varianti locali, più spessa meno spessa, più o meno larga, con o senza sale… Sembra che il nome derivi dalle stringhe di cuoio con cui venivano strangolati o strozzati che dir si voglia i preti che al tempo dello Stato pontificio si opponevano al potere temporale della Chiesa… e strangozzi deriverebbe appunto da un insieme di “stringhe”, “strozzare”, “strangolare”.

Questa e altre notizie interessanti su Vita di donna (da cui prendo in prestito l’immagine…). In giro si trovano diverse ricette: sono una pasta versatile, che ben si accompagna a sughi importanti, dai sapori forti, di carne, al tartufo (nero…), ai funghi porcini.

Un sugo tipico è la tartufaglia: olio extravergine d’oliva, fettine di tartufo nero, pecorino (umbro anch’esso…).

Per la pasta la ricetta di base dovrebbe essere:

Farina 00: gr 200
Farina di grano duro: gr 100
Acqua q.b.

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La ricetta televisiva spiegava che vengono fatti con farina, acqua, un poco d’olio e sale: si impastano come il pane, ma non molto a lungo. Si spiana l’impasto con un mattarello, non troppo sottile, lo si piega due o tre volte mantenendo la larghezza di un palmo di mano, e si taglia tipo tagliatelle, ma di sbieco.

Il sugo che le accompagnava era a base di pomodoro, erbe selvatiche del luogo, non meglio identificate (da me spettatore distratto, ovvio…), e peperoncino.

Altre ricette interessanti: gli strangozzi al poker di funghi di Andrada da VeganBlog.it, gli strangozzi porri e code di mazzancolle su DiarioDiCucina, gli strangozzi alla norcina, e gli strangozzi scampi e chiodini di Bian su L’osso e la lisca.

Emanuele Bonati

Tuesday, October 27th, 2009

Dieci motivi per mangiare pasta più uno

1. I carboidrati sono alla base di ogni dieta equilibrata e naturale

2. L’apporto calorico della pasta è contenuto

3. La pasta sazia subito ed è perciò alleata preziosa nei regimi ipocalorici

4. La pasta è facilmente digeribile e grazie ai carboidrati fornisce immediatamente energia pronta per l’uso

5. Il suo basso indice glicemico favorisce il lento assorbimento del glucosio.

6. Aiuta a mantenere più basso il livello dei trigliceridi nel sangue

7. Il basso contenuto di amido aiuta, attraverso la serotonina, a migliorare l’umore

8. Mangiata regolarmente nel contesto di una dieta meditterranea, contribuisce a prevenire l’Alzheimer

9. Nelle varie preparazioni gastronomiche è fonte di nutrimento completo.

10. Alimento simbolo della dieta mediterranea, la pasta è sinonimo di salute e prevenzione.

Anna Lombardi, il venerdì di Repubblica, 23 ottobre 2009

11. Perché è duttile, veloce, polimorfica, divertente, versatile, attraente, estrosa, e buona…………..

Emanuele

pasta

Saturday, October 24th, 2009

WORLD PASTA DAY 2009

Domani a New York il WORLD PASTA DAY 2009 (e ottobre è il mese della pasta…). Un convegno, con studiosi cuochi esperti americani, relazioni su dieta mediterranea, pasta e Alzheimer, sullo stato della ricerca scientifica sui carboidrati, e un incontro in cui alcuni protagonisti del mondo culinario d’oltreoceano parleranno dei loro ricordi e delle loro esperienze legate alla pasta. E naturalmente diversi sponsor (Barilla),un sito veloce ma interessante http://www.worldpastaday.com/index.html soprattutto per avere un’idea di com’è la pasta oggi negli USA.

Siamo abbastanza lontani (almeno in superficie) dai cliché della pasta collosa, dai nomi improbabili, in ricette fintoitaliane – anche se naturalmente non sappiamo cosa ci sia davvero nei piatti di pasta della gente comune, a Plains Georgia, a Cabot Cove, a Milwaukee, nei paesi della provincia più sperduta. Ma questo – la distanza fra la superficie, il popolo dei critici dei cuochi dei blogger di quelli che parlano e scrivono e il mangiatore reale, per quanto molto ma molto ridotta negli ultimi anni anche in America – è sempre un punto oscuro. Certo che dagli italiani “mangiaspaghetti” a oggi se ne è fatta di strada…

Le paste preferite negli USA? Linguine, ravioli e spaghetti.

Le ricette preferite? Agnolotti alla parmigiana, paccheri ripieni di carne e ricotta, spaghetti alla bottarga, fusilli alla norma.

Quanta pasta mangia un americano all’anno? Nove kili (ventisei un italiano).

Il 77% degli americani mangia pasta almeno una volta alla settimana.

Michelle e Barack Obama hanno festeggiato il loro ultimo anniversario di matrimonio mangiando stringozzi alla carbonara con uova di quaglia, carciofi e tartufo preparati dallo chef Tony Mantuano.

Gli abitanti del nordest degli US sono i maggiori consumatori di pasta, seguiti da quelli dei Mid-Atlantic States; mangiano meno pasta invece gli abitanti della West Coast.

Negli USA ci sono 15000 ristoranti italiani (oltre 500 a New York).

Nel 2008 la pasta è entrata nell’85% delle case americane.

Se l’Italia è il primo produttore mondiale di pasta, gli USA sono il secondo – seguono Brasile, Russia, Turchia.

Il primo torchio per fare i maccheroni fu importato nel 1789 da Thomas Jefferson, che aveva conosciuto la pasta da diplomatico, durante un viaggio.

Il primo pastificio d’America venne aperto nel 1848 a Brooklyn da Antonio Zerega – i suoi discendenti sono ancora attivi nel ramo.

Beh… vado a farmi una pastasciuttina…

immagine-11Emanuele Bonati

Thursday, September 3rd, 2009

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Tuesday, July 14th, 2009

Ricettina semplice: conchiglioni di pasta con purea di fave

Ricettina / esperimento, rielaborazione di un piatto cucinato dalla cugina Donatella – che magari avrà un ingrediente segreto, ma mi sembra (e mi dicono gli assaggiatori, ancora tutti vivi e vitali) che non venga male…

Niente dosi – a gusto, a piacere…

Diciamo due etti e mezzo di conchiglioni, un kilo abbondante di fave (da pulire), menta, pecorino fresco e stagionato, magari qualche foglia di basilico e un po’ di parmigiano.
Da un lato, cuocere la pasta al dente.
Dall’altro, far bollire le fave (volendo qualche aroma), in acqua o brodo vegetale, con un po’ di menta. Io non le sbuccio, né prima né dopo…
Frullare le fave aggiungendo pecorino fresco.
Riempire i conchiglioni e metterli in una pirofila leggermente imburrata.
Cospargere di pecorino (stagionato) grattugiato, volendo anche di parmigiano, qualche foglia di basilico e/o di menta, qualche ricciolo di burro.
Infornare fino alla doratura voluta.

Che ve ne pare? come vi è venuto? avete suggerimenti? fatemi sapere…

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