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Posts Tagged ‘negozi’

Thursday, June 24th, 2010

Eataly in festa

Milano mi scorre intorno, affrettata e accaldata. Sono qui da Coin in 5 giornate. Allora… se mi tolgo il golf, e magari cerco di raccogliere i capelli sotto questo berretto da baseball… senza occhiali… magari non mi riconoscono, e posso comprare ancora qualcosa a 1 euro o 2… poi… invece del bancomat uso la carta di credito… i contanti… e se chiedo in prestito questo bambino e faccio prendere qualcosa a lui? però non può prendere la birra, il vino… e… beh… entro dall’altra porta, giusto caso…

E insomma – Eataly festeggia (il suo compleanno, mi sembra) con una serie di offerte di prodotti a 1 o 2 euro, appunto – dalle mozzarelline agli yogurt, al dolcetto, alla pasta, ai biscottini di Novara…

Le uova biologiche prodotte da una gallina in una nursery sul retro… I tagliolini tagliati lì in diretta… Le acciughe convinte a diliscarsi e a infilarsi nel vasetto in modo etico e biosensibile…

E la soddisfazione di dire ho speso 20€ ma ne avrei spesi 35, o 42… anche se poi ne spendi di più perché c’è lì anche quel formaggio unico fatto a mano dalle mucche d’alpeggio, quella cremina marmellatosa…

Scherzi a parte, prodotti ottimi, scontati – e io, in preda a shopping compulsivo, che mi aggiro con aria famelica…

Emanuele Bonati

foto www.eataly.it

Thursday, May 27th, 2010

I macaron di Ladurée

Gnam.

Questo probabilmente è il succo di tutto il post. Posso specificare che Ladurée ha aperto una sua boutique a Milano alla fine di aprile, in via Spadari, ma ne hanno già parlato tanti, tutti, qualcuno magari in modo approssimativo: qualcuno l’ha collocata nel cuore del quadrilatero della moda, che però è da tutt’altra parte, Montenapo-Manzoni-Spiga-Venezia, ed è riuscito a non dire che cosa sono i macaron… a parte che sono dei dolci, almeno quello…; secondo alcuni c’è la sala da tè, secondo altri ci sarà, secondo altri ancora non saranno mai consumati in loco, come nelle pasticcerie parigine, che assolutamente non hanno posti a sedere, ma peraltro alcuni commentano avere distese di tavolini; sulla composizione (meringa o pasta di mandorle?) altre versioni contrastanti, e per il prezzo si parla di 8 euro al kg (in realtà 80, ovvero circa 1.60€ cad); si danno ricette (in diverse versioni, anche una filmata) e nomi di produttori alternativi, in altre città…

E allora – qualche notizia su Ladurée, pasticceria (anzi originariamente panificio) fondata nel 1862, che ben presto si specializza nei macaron, diventati suo prodotto-simbolo e grande successo internazionale (oltre a Parigi e Milano, negozi a Londra, Monaco, Tokyo, Dublino, Nagoya, Zurigo Losanna Ginevra…). Sembra che i macaron milanesi arrivino da Monaco.

I macaron peraltro sono di origine medievale (e italiana, come suggerisce il nome); citato da Rabelais (1552), fu dolce di corte sin dal 1682, e il dolce preferito di Maria Antonietta (si veda il bel film omonimo di Sophia Coppola).

E allora – a una prima veloce occhiata nessuno li ha mangiati e descritti. Io sì. Diversi macaron, diversi gusti – meraviglia vaniglia, gustosa mimosa, delizia liquirizia (e a me la liquirizia piace ma come dire solo a volte, a tratti)…

Non credo siano descrivibili più di tanto, in realtà – si metta insieme sulle papille gustative della memoria il dolce, la consistenza della meringa e quella del ripieno morbido e consistente a un tempo, perfettamente amalgamato al contenitore, e il gusto riconoscibile del ripieno con le sue sfumature diverse…

Insomma – gnam.

Emanuele

Monday, October 19th, 2009

Il tè Lapsang Souchong

Una tazza di tè  propriamente consiste in un infuso di foglie di Camelia sinensis, una pianta legnosa coltivata soprattutto in Cina, in India, nello Sri Lanka, ma anche in Giappone e in Kenya. A seconda dei diversi processi di fermentazione e trattamenti si distinguono sei tipi principali di tè: il tè nero e il tè rosso (a fermentazione completa), il tè blu o oolong e il tè bianco (a fermentazione parziale), il tè verde (a fermentazione non avvenuta) e il tè giallo (a fermentazione moderata).

In Cina quelli che noi chiamiamo “tè neri” sono classificati come “tè rossi” (sono i tè che hanno subito un completo processo di ossidazione), mentre i “tè neri” sono quelli che hanno subito un processo di vera e propria fermentazione.

Il Lapsang Souchong è un tè nero (rosso in Cina), affumicato e ossidato; si abbina a pesci robusti (tonno, merluzzi nordici) o carni alla brace, alla piastra, al vapore; a piatti speziato o molto saporiti; ai formaggi; rinvigorente, è ideale dopo una lunga passeggiata o un’intensa attività fisica; può accompagnare, al posto dell’acqua, uno Scotch Single Malt.

Oltre alla ricetta del riso mantecato http://blog.cibvs.com/2009/10/16/riso-mantecato-al-lapsang-souchoung-e-mela/ segnalo i maccheroncini di Campofilone con pesto e salmone affumicato al LS, da Senza Panna (http://senzapanna.blogspot.com/2009/07/maccheroncini-di-campofilone-con-pesto.html) e da Un tocco di zenzero i gamberi al LS con asparagi (http://www.untoccodizenzero.it/index.php/ricette/appetizer/gamberi-al-lapsangpurea-di-asparagi-al-vapore-e-olio-evdi-pianogrillo/).

Volendo, ci si può iscrivere al gruppo dedicato a LS su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Lapsang-Souchong/22031541839#/pages/Lapsang-Souchong/22031541839?v=wall

Qualche negozio dove comprare il tè? A Milano, templi, boutique, meravigliose teierie: L’arte di offrire il the in via M. Melloni 53 (www.artedelricevere.com), L’essenza del the, Via Cerva 12  (www.essenzadelthe.it), La teiera eclettica in p.le Bacone 2 (www.teieraeclettica.it) e Montresor in viale Montenero 5 (www.montresor.mi.it).

lapsang-souchong

Emanuele Bonati