Posts Tagged ‘Natale’

I Natali di BlogVs: Emanuele

2 January 2012 - Commenti »

Natale le luci le canzoni i negozi splendenti i canti la gioia.

Natale i regali i pacchetti donare e ricevere. Regali, amore.

Natale la famiglia papà mamma nonni zii cuginetti e cuginoni vecchie e nuove generazioni.

Natale, anzi la domenica prima, il cappone, della nonna, poi della zia, dalla nonna dalla zia. Giù in campagna a prenderlo, e Natale coi nonni – i cappelletti in brodo ripieni di pane uovo parmigiano, con lo stesso ripieno, e fegatini e noce moscata, il cappone lesso per il brodo, con il manzo, la salsa di prezzemolo uovo pane aceto, la salsa di cipolle, la torta, i sapori del ricordo dell’amore dell’infanzia giovinezza adolescenza gioventù che sono ancora, adesso.

Natale la tavola. La lunga tavolata nel laboratorio di sartoria della zia Wanda in Montenapoleone e poi in via Bigli: famigliona allargata, lunghi pranzi che diventavano cene e tombolate senza soluzione di continuità; l’aragosta i paterini i trionfi di salumi del Salumaio di Montenapoleone, l’insalata russa della mamma di Donatella, il brodo i ravioli, il tacchino arrosto il ripieno la mostarda, dolci frutta secca panettone, l’uva che porta bene, i datteri che tieni via il nocciolo che se messo nel borsellino porta soldi, no è quello dei datteri di capodanno, non si sa mai teniamo anche questo. Le prelibatezze a casa dei cugini, nuovi riti nuovi piatti, ma sempre il mangiare insieme come comunione d’affetti, il ribollire delle chiacchiere e dei tortellini, l’abbondanza e l’eleganza del desco e del tacchino, il panettone suggello del pranzo come il bacio sulla porta del Natale.

Vi voglio bene, voi che ci siete tutti gli anni, voi che c’eravate. Nonni, papà. Amici. La zia Wanda lo zio Renato, dolci ultranovantenni. Arrivederci all’anno prossimo.

Emanuele Bonati

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Natali di BlogVs: cVs

25 December 2011 - Commenti »

Anche noi di BlogVs, di CibVs, di Agendafood vi facciamo gli auguri – di Buon Natale, buone feste, felicità e prosperità… E lo facciamo a modo nostro, raccontandovi i nostri Natali sul filo della memoria e dell’emozione…

Dallo scoccare della mezzanotte del 25 dicembre le emozioni di amplificano. Le cose negative e tristi, lo diventano ancor più. La serenità e la felicità, aumentano. Credo che tutti noi abbiamo passato Natali sereni e spensierati, e Natali tristi, magari per la perdita di alcuni cari.

Ho un ricordo vivido di queste emozioni che mi porterò dentro per tutta la vita.
La maratona di cartoni animati della vigilia, l’albero (quello vero), gli addobbi, le luci, le aspettative per i regali da scartare. Andavo a letto prima della mezzanotte ma non riuscivo a chiudere occhio. Nel buio ascoltavo ed aspettavo che Babbo Natale arrivasse a lasciare i doni per poi alzarmi nel cuore della notte ad aprirli… quasi sempre mi addormentavo, ma mi svegliavo presto al mattino seguente.
I pennarelli, i dischi, lo stereo nuovo, i dolci, i vestiti, i libri, pochissimi giocattoli.
Poi subito in cucina a preparare. Le emozioni del Natale erano anche quelle del cibo.
Il cibo speciale solo per questo giorno speciale – e poi bisognava aspettare l’anno successivo…. L’insalata russa, gli infiniti antipasti, le tartine, la pasta fresca, il cappone, la frutta secca, i lychees, gli amati panettone e pandoro, prima una fetta di uno poi una fetta dell’altro, accompagnati da un dito mignolo di moscato dolce.
Piccole grandi indimenticabili emozioni.
cVs
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Spigolature di BlogVs: fare scarpetta?

22 December 2011 - Commenti »


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Emanuele Bonati

Buon CibVs col Tè: il Tè Noël

20 December 2011 - Commenti »

Le festività natalizie sono associate, oltre ai piatti tipici della tradizione, alle “bollicine”. Da metà dicembre fino a Capodanno, la bevanda più bevuta nel corso delle varie feste, party, occasioni di incontro è lo spumante.
Non voglio negarne assolutamente la bontà – anche a me piace berlo in occasione di un brindisi, o il 31 dicembre; ma, per me, la bevanda di elezione di questo periodo è il Tè Noël.

Il Tè Noël, o tè di Natale, è un tè nero, aromatizzato principalmente con scorzette d’arancia, vaniglia e mandorle. A questi ingredienti, si possono aggiungere altre spezie, quali il pepe, la cannella, l’anice stellato, i chiodi di garofano.
Di solito lo preparo partendo da un tè già aromatizzato, al quale aggiungo altre spezie, o da un tè nero puro, che aromatizzo.


Lo preparo ormai da così tanti anni, che per me, insieme ad alcune ricette tipiche della mia zona, nel corso del tempo ha finito con l’assumere un valore fortemente simbolico, diventando una vera e propria tradizione.
Quando sento l’odore del tè aromatizzato, magari accompagnato da quello dei biscotti appena sfornati, avverto, dentro di me, lo spirito del Natale.
E ritrovo la magia delle feste, che gli anni, inevitabilmente, appannano.

L’infuso presentato è stato realizzato partendo da un tè nero aromatizzato alla vaniglia, al quale ho aggiunto scorzette d’arancia, anice stellato, pepe di Sechuan, stecca di cannella e chiodi di garofano.
Una miscela profumatissima e corroborante. Deliziosa da abbinare a biscotti, panettoni, pandori, dolci tipici e tronchetto natalizio.


Tè Noel
per 1/2 litro di tè:
1/2 litro di acqua minerale
5 g di tè nero alla vaniglia
un paio di chiodi di garofano
un paio di semi di pepe di Sechuan
un paio di frutti di anice stellato
una stecca di cannella
qualche scorzetta d’arancia

In una teiera ponete i vari ingredienti, aggiungete l’acqua alla temperatura di 95°, ponete in infusione per 4 minuti, filtrate e bevete caldo.
Il tè dev’essere preparato con la teiera scoperta, in modo che possa ossigenarsi.

Giovanna
la cuoca eclettica

L’AntipatiCibVs: Il Fleur de glace Häagen-Dazs

15 December 2011 - Commenti »

I comunicati stampa, al di là della forma spesso un po’ involuta o convoluta, spesso ci fanno conoscere prodotti di cui avremmo altrimenti ignorato l’esistenza, o che ci avrebbero colto impreparati. Magari a volte un po’ in anticipo…


Chi di noi non desidera ricevere in dono un bel mazzo di fiori? E chi, fra i più golosi, non spera di ricevere, invece, una torta speciale per festeggiare una ricorrenza? Häagen-Dazs ha messo insieme il regalo per antonomasia e il dolce & familiare territorio dei dessert, per festeggiare il prossimo Natale in un modo nuovo con un dessert dalla forma floreale. Per realizzare la creazione Häagen-Dazs si è rivolta a una giovane designer europea, Kiki Van Eijk, con l’ambizione di ripetere la sfida di creare uno oggetto di design fatto di gelato. Il risultato è un prodotto di raffinata eleganza, dal tocco semplice e delicato.

La Häagen-Dazs “Fleur de Glace” è un piacere da provare in due versioni diverse, per accontentare tutti i gusti e i palati. La prima, dai petali giallo intenso, è a base di Macadamia Nut Brittle e sorbetto al mango con un cuore delizioso di coulis di frutto della passione, adagiato su un letto di biscotti alla nocciola, che aggiunge una nota esotica e seduce il palato. La seconda, in bianco candido, è un matrimonio tra il dolce Häagen-Dazs Caramel Biscuit & Cream, lo Speculoos e la vaniglia, con un cuore cremoso al caramello, dolcemente adagiato su un letto di croccanti praline. L’importanza che Kiki Van Eijk da alla tradizione del Natale e la sua estetica femminile hanno conquistato Häagen-Dazs: il suo stile incarna lo spirito di condivisione e la voglia di lasciarsi andare al piacere, che sono da sempre i punti fermi del brand. Per realizzare il dessert Kiki Van Eijk si è ispirata al paesaggio invernale, alle forme eleganti dei cristalli di ghiaccio e ai fiori di montagna, come la stella alpina, disegnando un fiore di ghiaccio, i cui petali sono impilati uno sopra l’altro in modo scultoreo. Questa giovane designer, il cui desiderio è quello di rendere ogni elemento della vita quotidiana una vera opera d’arte, mescola design contemporaneo e femminilità conferendo alle sue creazioni un duplice significato, legato non solo alla forma ma anche al significato intrinseco dell’oggetto. Haagen-Dazs, che quest’anno festeggia 50 anni, ha scelto il design e lo stile contemporaneo di Kiki Van Eijk per comunicare i suoi valori, primi fra tutti il gusto e il piacere.

FLEUR DEL GLACE HÄAGEN-DAZS al momento è disponibile solo in Francia e Benelux.


Quando parte il primo treno per Groninga?  Ce l’avranno già a Mentone?

Grazie comunque per l’informazione…

Emanuele Bonati

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E il panettone?

9 January 2011 - Commenti (7) »

Fette briciole brandelli lacerti di panettone ovunque, in sacchetti contenitori piattini cestini. Penso che sia uno spettacolo comune, anche alla fine del periodo festivo (l’epifania tutti i dolciumi si porta via?), nelle nostre case. Almeno a casa mia.

Che fare?

Beh – come prima cosa, si mette via l’avanzo del panettone tagliato il giorno di Natale, e appositamente lasciato da parte (o diciamo sottratto di nascosto ai voraci commensali), da mangiare il giorno di san Biagio, il 3 febbraio, per proteggere la gola dalle varie malattie. Tradizione mi dicono viva in particolare nel milanese, dove in questo giorno, una volta, venivano venduti appunto i panettoni avanzati dai giorni di festa.

Ma naturalmente ci sono mille altri modi per riutilizzare il panettone. In primis, quello di annegarlo in una vasca di crema al mascarpone, nella simpatica teorizzazione per cui caloria ammazza caloria, e quindi… Quindi ecco una bella cremina al mascarpone (500 grammi, con 5 rossi d’uovo e 5 cucchiai di zucchero – dosi peraltro variabili, e integrabili variamente…), per una specie di tiramisu che forse potrebbe dare il colpo finale ai bagordi festivi. Variante: tagliare a strati e farcire il panettone, usando magari anche una crema al cioccolato o vaniglia o… una bella coppetta di zabaione accanto alla fetta appena riscaldata (magari vicino al calorifero)? Magari anche una serie di coppette (mascarpone, cioccolato, zabaione, crema di ricotta, di nocciole, granella di frutta secca…) in cui intingere il panettone, magari tagliato a listarelle…

Oppure… oppure vediamo cosa troviamo su CibVs.

Anzitutto, un tiramisu vegano su Veganblog. Quindi si va dai muffin al panettone di Dolcitorte, al panettone alla frutta di Ginger and Tomato (che propone anche uno strudel di panettone e crema), riproposto anche da Gustoblog, che lo riempie di macedonia, o lo cubetta e cosparge di cioccolato fuso, o ancora ne fa un semifreddo; Pianetaricette lo farcisce di ricotta e mascarpone; The gustibus ci fa un pudding; un po’ più complesse le delizie al panettone di La tana del coniglio; notevoli direi il tortino di panettone di Scatti di gusto e la creme brulée al panettone di Feel cook, e le coppe di panettone e crema di ricotta del Giardino dei golosi. E via elaborando destrutturando ricomponendo.

Dolcitorte propone un concorso, Ricicliamo il Natale, fino al 31 gennaio: chissà se arriveranno altre ricette col panettone…

E poi… ci sono anche i panettoni in saldo, gli invenduti, che vengon via con poche lire e vanno avanti fino ad aprile inoltrato…

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BUON NATALE

25 December 2010 - Commenti »

Auguri di buon Natale

di un Natale di amicizia e d’amore

di un Natale che mitighi il dolore

di un Natale tranquillo e generoso

di un Natale dolce e gustoso

di un Natale di buon cibo e di buon vino

di un Natale con i tuoi cari vicino

di un Natale ben apparecchiato

di un Natale rosso e dorato

Auguri di un Natale buono

Auguri da CibVs

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Tanto CibVs QuantoBasta

23 December 2010 - Commenti (11) »

Restoquiconte

Amo il cinema. Quand’ero piccola – ma veramente anche ora – adoravo i musical con i mitici Gene Kelly, Fred Astaire e Ginger Rogers (non è stata lei a dire “Sulla scena facevo tutto quello che faceva Fred Astaire, e per di più lo facevo all’indietro e sui tacchi alti”…? grande donna!). E la saga di Star Trek, con un antenato del cellulare che il nostro astronauta Paolo Nespoli, in missione in questi giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale, usa per comunicare via Twitter con i suoi numerosissimi fan… E la cucinoterapia di Come l’acqua per il cioccolato, la diversità come valore aggiunto in Forrest Gump, le arie struggenti cantate dalla Callas in Philadelphia come ultimo canto del cigno…

Il cinema ha sempre visto prima e più lontano – è forse questo che mi piace di più. Cosa che non accade con la televisione, inguardabile e pur guardato surrogato di vita del nostro quotidiano, concentrato di triti e ritriti format televisivi che rimbalzano da una nazione all’altra, da una rete all’altra. Tutti che urlano contro tutti, che spingono e sgomitano nel disperato tentativo di far durare più a lungo il quarto d’ora di celebrità contrattuale.

Ma nel palinsesto 2010 una trasmissione è stata come una boccata di aria fresca, di quell’aria che si respira a 8000 metri di altezza, così rarefatta da far girare la testa: sto naturalmente parlando di “Vieniviaconme”, un raro esempio di televisione intelligente.

Mi è piaciuta la pacatezza educata di chi leggeva le proprie liste, i sorrisi timidi di Saviano, il calore sincero del pubblico, i commenti su Twitter, i dibattiti successivi, le critiche anche feroci. Per questo vorrei anch’io proporre la mia personale lista, quasi un saluto al 2010 oramai alla fine ed un augurio per l’atteso 2011.


I miei personali sentimenti – e motivi – sul perché continuerò a parlare di cibo:

• la mia inappetenza congenita

• il toast della domenica sera con il candelabro acceso al centro del tavolo della sala da pranzo

• il cervello fritto che doveva farmi diventare intelligente

• le calze che portava la Befana con i cioccolatini a forma di moneta dorata e il carbone immangiabile

• la prima big babol

• il latte caldo bevuto subito dopo averlo munto – schivando le codate della mucca

• il pranzo della domenica

• il primo sorso di vino deglutito facendo mille facce schifate

• i fichi mangiati seduta sull’albero

• il mio latte materno – dolce e caldo al punto giusto: un miracolo di take away

• McDonalds – perché senza i suoi panini io non saprei con chi prendermela

• il primo piatto cucinatomi dai miei figli

• il primo post ed il primo commento, qualche post dopo

• il rito tutto femminile nell’annuale preparazione della pummarola a casa della zia Maria

• la prima ricetta inventata e provata positivamente da un altro

• il primo sms che chiedeva un consiglio gastronomico

• le donne della Casetta delle pesche e de I sapori dei sassi

• le librerie straripanti di libri – e la speranza che gli editori continueranno a pubblicare libri per riempirle

• la dispensa straripante di formine per tartellette e di stampi per biscotti – e la consapevolezza che te ne mancherà sempre una

• il bagagliaio della mia auto con le oramai perenni tracce di farina, formaggio, terra delle verdure, rami e foglie

• la macchina fotografica vicina alla matita vicina al mestolo vicino alla planetaria

• gli amici di CibVs e la voglia di continuare a condividere una passione.

Magari se ne può fare un film.

Anna Maria Pellegrino

lacucinadiqb

L’AntipatiCibVs: Uffa

16 September 2010 - Commenti (5) »

Uffa. Comincio a essere stufo delle imprecisioni, delle approssimazioni, del dire tanto per dire, di questa tendenza generale – in tutti i campi – che ci sta ormai inesorabilmente trascinando verso il basso…

Questo è un blog che parla di food, alimentazione, enogastronomia e quant’altro. E allora segnaliamo le approssimazioni imprecisioni in cui ci si imbatte di continuo…

Ricevo da Poinx la mail con l’offerta giornaliera (si tratta di un sito che ogni giorno ti propone un’offerta di sconto molto interessante su locali negozi ristoranti e altro): oggi sconto del 55% al Bar Brando, in via Washington 52 – “nel pieno centro di Milano”. In pieno centro di Milano? No, mi spiace: “in pieno centro” vuol dire piazza del Duomo, le vie circonvicine, diciamo la circonvallazione più interna – e via Washington è mooolto più in là. Questo non mi impedirà di andarci, ovvio…

Un’altra mail, dal ristorante Bassa Marea (questo sì in centro, in via Anfiteatro), un buon locale – che in occasione delle prossime festività comunica che rimarrà aperto tutto il mese di dicembre. Prossime festività? A parte il fatto che ora di dicembre dubito di ricordarmene (e comunque, se volessi andare, e fosse chiuso una sera, cambierei semplicemente data), che senso ha parlare di prossime festività? Capisco si riferissero al 4 ottobre, che ai miei tempi era festa, o a un’altra data più o meno imminente… ma Natale?

Uffa

Emanuele Bonati

La frase della settimana

27 December 2009 - Commenti »

Come? …pranzare in casa?

Pranzare in casa è male

Oggi ch’è la vigilia di Natale!

Mentre il Quartiere Latino le sue vie

Addobba di salsicce e leccornie?

Mentre un olezzo di frittelle imbalsama

Le vecchie strade? È il dì della vigilia!

Là le ragazze cantano contente

Ed han per eco ognuna uno studente!

Un po’ di religione, o miei signori:

Si beva in casa, ma si pranzi fuori.

Giacomo Puccini, La Bohème