Posts Tagged ‘massimo Bottura’

The S.Pellegrino World’s 50 Best Restaurants

19 April 2011 - Commento (1) »

Che bello! Per la prima volta in streaming la proclamazione dei 50 migliori ristoranti del mondo, proclamati uno ad uno, davanti a una platea di cuochi festanti e – almeno apparentemente – contenti. Mi sono prenotato e – uno dei diecimila  on line – mi son messo davanti al computer. Bravo bravo il presentatore, Mark Durden-Smith: anche perché ho capito (quasi) (be’ insomma un po’ meno di quasi) tutto…

Una ‘cerimonia’ semplice, proclamazione della classifica, dei vincitori dei vari premi speciali, consegna, nessuno che dicesse niente – i ringraziamenti e così via erano sottintesi, direi, e il tutto è stato molto molto leggero e piacevole.

E cosa è successo? Al n. 1 Noma di Rene Redzepi, Copenhagen, una mandria di premiati con copricapi cornuti alla vichinga – per il secondo anno mi sembra. Seguono due locali spagnoli, El Celler De Can Roca e Mugaritz. E al quarto, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura – The Chefs’ Choice, salutato da grandi applausi e ovazioni.

Massimo Bottura (foto Bruno Cordioli)

Gli altri italiani? Combal Zero al 28° posto, Le Calandre (ahimé sceso di una dozzina di posti) al 32°, Cracco al 33° (anch’egli particolarmente acclamato), Dal Pescatore e Il Canto 38 e 39… e La Pergola 86°.

Carlo Cracco (foto di Bruno Cordioli)

Emanuele Bonati

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Identità Golose 2011: cuochi di mano…

8 February 2011 - Commenti (3) »

Alcuni cuochi da Identità Golose 2011 nelle foto di Bruno Cordioli

Massimiliano Alajmo

Massimo Bottura

Chicco Cerea

Antonello Colonna

Gennaro Esposito

Loretta Fanella

Mehmet Gürs

Josean Martinez Alija

Davide Scabin

Elio Sironi

Luigi Taglienti

Tatsuya Iwasaki

Yoshihiro Narisawa

Foto Bruno Cordioli per CibVs

http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/collections/72157625944218612/

CibVs @ Le Grand Fooding

18 October 2010 - Commenti (8) »
Devo assolutamente disintossicarmi dall’uso della parola “top“. Quindi per descrivere questa serata conierò un nuovo termine: occhi bianchi. Avete presente quando assaggiando qualcosa di particolarmente delizioso, si tende a socchiudere gli occhi e a rivoltarli all’indietro facendo intravedere il bianco della pupilla? Ecco gli occhi bianchi…

Già sulla carta Le Grand Fooding Milano mi aveva entusiasmato. Il Manuale di sopravvivenza illustrato di Paolo Ulian lo trovo geniale (e divertenti i ritratti de Le Grtand Casting.) L’evento era ben organizzato. Gli ingressi erano quelli,  1500. Non di più. In effetti chi si è presentato all’ingresso convinto di poter acquistare il biglietto  sul posto, ha dovuto abbandonare il campo. La coda di sfortunati era davvero lunga…
Io e Vittoria siamo entrati appena hanno aperto i cancelli – alle 19.10. L’atmosfera ci è piaciuta subito – gente molto easy. Calice di Veuve Clicquot in mano.
Abbiamo approfittato del fatto che non ci fosse coda ed abbiamo rotto il ghiaccio iniziando il nostro Grand Tour dalla sfoglia di nocciole e rosmarino cubi di fassone, sale affumicato e aceto tradizionale di Cesare Battisti del Ratanà, a Milano, mangiata a morsi, come da manuale – occhi bianchi al primo assaggio.

Sfoglia Battisti - Ratanà

Polpetta Momofuku

Subito dopo ci  siamo fiondati  da David Chang del Momofuku New York. Ho assaporato la sua polpetta di riso arrosto con nori e  subito la memoria ha richiamato l’intera cena che mi ero gustato nel suo noodle bar di New York lo scorso Aprile. WOW. Spero di tornarci presto. Occhi bianchi.

Da Cracco abbiamo provato la tartare di rognone alle ostriche. Non posso dire di essermi lasciato prendere completamente, come da manuale, perché il mio limite è quello di non amare particolarmente il rognone né le ostriche. A giudicare dai volti soddisfatti che mi circondavano credo proprio sia piaciuto. Ho visto anche facce diciamo non molto soddisfatte. Credo che Cracco abbia voluto un po’ provocare…

Tartare di rognone - Cracco

Intanto, qua e là si vedevano passare volti noti – fra i tanti, Elvio Gorelli di IWCA Suisse, Fiammetta Fadda, Paolo Marchi, Danilo Ingannamorte, Sara Porro… Personaggi ai quali, un po’ per timore reverenziale (sentendomi un “pivello” del settore), un po’ perché impegnati a conversare, non sono riuscito ad avvicinarmi più di tanto.

Abbiamo continuato il nostro percorso, col sorriso sulle labbra, contenti di esserci.

Dopo aver seguito attentamente la brochure illustrativa fornitaci col kit , abbiamo versato il condimento, agitato il tutto e mangiato la Shake pizza margherita di Scabin. Ogni tanto riguardo i filmati di alcuni piatti preparati da lui e lo trovo davvero un grande. Divertente.

Shake pizza Scabin

Una tavola verde, completamente coperta di foglie di acetosa, quella di Renè Redzepi. Interessante. Ho mangiato la foglia… che avvolgeva i sei cereali dimenticati mantecati con piante selvatiche e  salsina di calamaro. Gnam. Per la cronaca, non sapevo dell’esistenza della foglia di acetosa.

La crudaiola di Arturo e Roberto Maggi della Latteria (Milano) ci ha realmente abbeverati di natura fresca. Un piatto semplice ma davvero squisito. Da riprodurre! Occhi bianchi…

Crudaiola

Dopo questa parentesi vegetariana, siamo tornati ad abbandonarci ai piaceri della carne. Però trovare Bottura è stata un’impresa. Si era ben nascosto. Un piccolo passaggio con tenda di velluto nera. Il cartello con il suo nome era barrato con lo scotch e quindi quasi illeggibile. Entriamo, buio. Religioso silenzio. Come dei minatori, lui e lo staff, indossano una torcia sulla testa per illuminare il tavolo di creazione. Decanta  tutta la sua poesia mentre compone la lingua del mondo. E noi tutti assorti. Un vero nighiri con lingua di vitello mostarda di mele campanine kren e sale nero. Quest’uomo non affascina solo me: vedo tutti quasi in adorazione davanti a lui. Una cosa inspiegabile. Occhi bianchi.

La lingua del mondo di Bottura

Intanto fuori comincia ad esserci coda un po’ ovunque. Seguo Vittoria per andare da Aimo e Nadia che sono accanto a Aizpitarte – focalizzo la mia attenzione sul fattoc he Aizpitarte non è in divisa bensì veste in modo informale, molto parigino, molto cool. Mi piace.

Non so come abbia fatto,  ma mentre aspettiamo in coda per assaggiare la bombetta di maiale vitello e frattaglie con pomodoro marinato al timo, limone e focaccia di grano arso dei coniugi Moroni, ed immergerci nei sapori senza pentircene -confermo-, mi ritrovo in mano il piatto di noce di vitello con crema di fegato di baccalà ed erbe di Aizpitarte. Non perdiamo tempo noi.

Bombetta di Aimo e Nadia

Mi guardo attorno e vedo solo facce contente, sorridenti. Chi canta, chi trotterella in giro, chi gioca, chi muove la testa a ritmo grazie alla colonna sonora di un altro mito, una vecchia conoscenza: Nicola Guiducci del Plastic. Una musica perfetta. Bravissimo Nicola, bravi anche i Crookers! Molti non ci pensano, ma essendo anch’io Dj, posso dire che certamente la serata è riuscita così bene anche grazie al contorno musicale. Non ci sarebbe stata la stessa atmosfera solo con il vocìo o con due casse gracchianti orrenda musica commerciale…

Terminiamo gli assaggi  “salati” con la carrellata di formaggi francesi molto molto buoni.

Le gentilissime ragazze del “Cipria Cafè” di Arabeschi di latte offrivano cocktail elisir di San Bitter o Chinò accompagnati con spezie o erbe. Ho scelto il Chinò con il rametto di timo – interessante (mi spiegano che gli antichi romani usavano il timo in varie forme prima delle loro orge…).

A questo punto, il desiderio di dolce si fa prepotente e ci dedichiamo agli assaggi dei dolci di Galdina della Seta, con una bavarese con le arance amare che trovo semplicemente divina. Anche i muffin cioccolato, zenzero e quello al limone sono davvero buoni. Segue un assaggio di cioccolato bianco di Cioccolati italiani – Vittoria assaggia il loro sorbetto al cioccolato (deformazione professionale?). Chiudiamo con un Nespresso; mentre mi godo il mio buon caffè fingo di non sentire “qualcuno” che chiede alla ragazza dello stand… “Ma scusa… George non è venuto?”.

Complimenti agli organizzatori, agli operatori, ai partner, che hanno anche deciso di devolvere il 40% del ricavato al Centro di aiuto al bambino maltrattato ed alla famiglia in crisi http://www.caf-onlus.org/. Chi volesse contribuire, pur non avendo partecipando all’evento, può inviare un sms al 45502 al costo di 2€.

Chissà se hanno già previsto un nuovo evento per il prossimo anno… e soprattutto… se questa edizione era chiamata extra vergine – la prossima? Occhi bianchi!

Christian Sarti

CIBVS e la guida di Identità Golose

29 September 2009 - Commenti (2) »

Siamo andati alla presentazione della guida di Identità Golose alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, ieri 28 settembre – letto il trafiletto sul giornale, di corsa… Paolo Marchi, la mente di IG, ha presentato al sua opera con Massimo Bottura e Davide Oldani, e ha consegnato una serie di premi.

La guida – appena sfogliata, ho cercato qualche locale che non ho trovato, qualcun altro c’era – 19€, oltre 750 pagine – contiene a dire di Marchi 619 locali visitati da 70 collaboratori, che firmano le loro schede, non dà voti o cappellini, riporta i nomi dei cuochi chef sommelier e così via. Attenzione particolare ai giovani 20-30enni (come dimostrano peraltro i premi assegnati tutti under 40) e ai (giovani) pasticceri; itinerari in 12 città italiane e mondiali…

Interessante l’idea di riportare nomi di cuochi chef maitre sommellier e così via – attenzione alle persone, importante (molto bella l’idea di indicare in guida cosa piace e non piace cucinare allo chef, si possono fare considerazioni interessanti), anche se l’idea di “andare a conoscere i cuochi” propugnata dal giornalista e prefatore Roberto Perrone (seguendo peraltro quello che dice anche Alaimo) ha quel che di insomma strano elitario (andiamo tutti dal cuoco? o ci andiamo noi giornalisti critici? e noi timidi come facciamo?) che lascia un po’ perplessi – forse forse è meglio che il cuoco mescoli il sugo… Anche se naturalmente è piacevole parlare anche solo per qualche momento con lo chef – Oldani gira fra i tavoli, ed è comunque bello dirgli che buono, scambiare due parole (una volta mi ha detto che forse avrebbe visto bene su un certo piatto di riso dei cubetti di barbabietola magari alla piastra mi sembra… e mi sto ancota domandando se poi lo ha fatto)

Comunque: presentazione con spunti interessanti (ancora Perrone: cucina come la letteratura, il piacere di mangiar bene come il piacere di un bel libro), la premiazione dei giovani ha avuto momenti simpatici e interessanti al di là dei ringraziamenti, della commozione o degli imbarazzi – fra i premiati, Pietro Zito (Antichi Sapori di Montegrosso, Andria) che parla di “emozionare con la semplicità” (una parola d’ordine ormai), i due simpatici sous-chef di Aimo e Nadia, Fabio Pisani e Alessandro Negrini, lo chef Alija del Guggenheim Cafè all’interno del museo a Bilbao (meno di trent’anni…)… Massimo Bottura, uno dei presentatori, ha annunciato la “pace” fra Grana Padano e Parmigiano Reggiano (se di “guerra” si poteva parlare), e Davide Oldani ha anticipato il suo intervento al prossimo congresso di IG: prenderà alcuni dei piatti raffinati ed elaborati che faceva da Giannino una decina d’anni fa e li rivisiterà alla luce della sua attuale esperienza e filosofia…

Magari ne riparleremo – per ora aspettiamo il congresso…

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Emanuele Bonati