Posts Tagged ‘Ladurée’

Per un gelato “giusto”…

25 October 2010 - Commenti (3) »

Tutto è cominciato dal nonno: a quanto pare, non sono solo le mamme, o le nonne, a marcare la prole con il loro imprinting – nel mio caso, è stato mio padre, che la domenica mattina si metteva a cucinare il brasato, o il risotto alla certosina, tagliuzzando verdure, riempiendo la cucina di piatti zuppiere utensili, e l’intera casa di aromi e profumi; nel caso di Vittoria, invece, è stato il nonno.

Ma – diranno i miei piccoli lettori – chi è Vittoria? Facile: Vittoria è Gelato Giusto. Beh, certo, è anche Piri Piri. E un’ottima pasticcera. E la nipote del nonno.

Andiamo con ordine. Vittoria nasce in Italia, cresce tra Milano e Londra, scuole, l’università a Milano interrotta per ri-partire per Londra a inseguire un sogno col cappello da cuoco – da pasticcere, anzi, o meglio pasticcera… Un sogno che si chiama Le Cordon Bleu, ma anche William Curley. Un sogno che la porta da Ladurée, quello londinese ovviamente, all’interno di Harrods, e poi da Lenotre a Parigi, e poi all’Accademia Valrhona. Vittoria torna in Italia – dove incontra Alessandro, fotografo, che in realtà vuol fare il gelataio. Si sa come vanno queste cose… una parola tira l’altra, si arriva alle paroline… che in questo caso (posso dirlo?) sono due – Piri Piri.

[OK – digressione: perché Piri Piri? Memoria di una vacanza nella località costiera tarantina, vicino a Manduria? O dal nome della varietà di peperoncino detta anche diavolo africano, che forse trova una qualche corrispondenza nell’essere persona piccante di Vittoria? O magari per estensione dell’accezione piccante dal nome della salsa piri piri, estrusione all’ennesima potenza della capsicina, ai comportamenti di Vittoria? Un nomignolo ottenuto raddoppiando il cognome della prima concorrente eliminata dal grande fratello 1, Francesca Piri? Una reminiscenza classica, del guerriero troiano ucciso da Patroclo nel XVI libro dell’Iliade? Mah…]

Insomma, un incontro che non può rimanere senza seguito. Deve per forza venirne fuori qualcosa. Che cosa, diranno i miei venticinque lettori, un po’ spazientiti. Ma è semplice: nasce Gelato Giusto. Poiché Alessandro non fa Giusto di cognome, ne deriva che non si tratta di un pargolo.

Quindi sarà una gelateria. Anzi, è una gelateria, in via San Gregorio a Milano. Ottima, piccola, deliziosa, accogliente – “giusta”. Anche cioccolateria, poi. (Piri Piri… ricordate? l’avete letto qualche riga fa… è il nome della linea di cioccolati di Gelato Giusto…) Quale miglior connubio?

I gelati sono una meraviglia. Gli ingredienti sono quelli che sono – i pistacchi di Bronte, le mandorle di Noto, la vaniglia del Madagascar, i cioccolati… Ma è la fattura, la presentazione dei gelati, la cremosità, che uniti agli ingredienti si sublimano in una serie di sensazioni che – insomma, sono una meraviglia (l’ho già detto?), buonissimi… Assaggiato: il sorbetto al cioccolato, pera, cachi, tè Earl Grey, noce, marron glacé, crema al passito di pantelleria e cantucci, e non so cos’altro – ah, anche le fette di arancia candita al cioccolato, i fichi al cioccolato, il cioccolato al sesamo… Tutto rigorosamente fatto a mano da Piri Piri.

Ne è passato del tempo dalla bimba che osservava il nonno cucinare…

Vittoria è una nostra amica. Gelataia gelatiera cicoccolataia – ma anche pasticcera. E ci proporrà i suoi dolci, e consigli, e varie amenità e sfiziosità, nella sua nuova rubrica su BlogVs – il blog di CibVs: Victoria’s Secrets

[PS – e Piri Piri? dirà il mio ultimo esasperato lettore… ma è semplice – da “pirottina”… non è romantico?]

[PS2 la foto, ovviamente, è di Alessandro Iamone - e chi è, sbraiterà il mio ultimo unico se c'è ancora esasperato lettore - beh, lo diremo in un prossimo post...]

Emanuele Bonati

Pubblicato in locali | 3 Comments »

L’AntipatiCibVs e i macarons

7 October 2010 - Commenti (4) »

Qualche mese fa sono arrivati a Milano i macarons – ne abbiamo parlato qui – direttamente da Parigi, con Ladurèe.

Dopo qualche giorno c’erano anche da Princi, a due passi dal negozio di Ladurèe in via Spadari – poi li ho visti in un negozio panetteria nuovo fra via Broletto e via Cusani, l’altro giorno in una pasticceria (ottima) in via Castelvetro, Namura – stasera in un altro bar pasticceria in via Spadari. E allora. direte voi?

Allora niente. I macarons hanno una preparazione lunga e complessa, probabilmente qualche trucco segreto che li rende particolari – ho assaggiato quelli di Ladurèe, una meraviglia; quelli di Princi, non all’altezza – non so se inizierò un tour di assaggi. Sta di fatto che uno si chiede: ma dov’erano i macarons fino a qualche mese fa? A Parigi – ma perché nessuno me li ha portati a Milano prima? E perché adesso ce li hanno tutti?

Al martedì sotto il mio ufficio c’è il mercato – a quando sacchettini di macarons sul banchetto dei dolci confezionati?

Emanuele Bonati

Pubblicato in AntipatiCibVs | 4 Comments »

I macaron di Ladurée

27 May 2010 - Commenti (4) »

Gnam.

Questo probabilmente è il succo di tutto il post. Posso specificare che Ladurée ha aperto una sua boutique a Milano alla fine di aprile, in via Spadari, ma ne hanno già parlato tanti, tutti, qualcuno magari in modo approssimativo: qualcuno l’ha collocata nel cuore del quadrilatero della moda, che però è da tutt’altra parte, Montenapo-Manzoni-Spiga-Venezia, ed è riuscito a non dire che cosa sono i macaron… a parte che sono dei dolci, almeno quello…; secondo alcuni c’è la sala da tè, secondo altri ci sarà, secondo altri ancora non saranno mai consumati in loco, come nelle pasticcerie parigine, che assolutamente non hanno posti a sedere, ma peraltro alcuni commentano avere distese di tavolini; sulla composizione (meringa o pasta di mandorle?) altre versioni contrastanti, e per il prezzo si parla di 8 euro al kg (in realtà 80, ovvero circa 1.60€ cad); si danno ricette (in diverse versioni, anche una filmata) e nomi di produttori alternativi, in altre città…

E allora – qualche notizia su Ladurée, pasticceria (anzi originariamente panificio) fondata nel 1862, che ben presto si specializza nei macaron, diventati suo prodotto-simbolo e grande successo internazionale (oltre a Parigi e Milano, negozi a Londra, Monaco, Tokyo, Dublino, Nagoya, Zurigo Losanna Ginevra…). Sembra che i macaron milanesi arrivino da Monaco.

I macaron peraltro sono di origine medievale (e italiana, come suggerisce il nome); citato da Rabelais (1552), fu dolce di corte sin dal 1682, e il dolce preferito di Maria Antonietta (si veda il bel film omonimo di Sophia Coppola).

E allora – a una prima veloce occhiata nessuno li ha mangiati e descritti. Io sì. Diversi macaron, diversi gusti – meraviglia vaniglia, gustosa mimosa, delizia liquirizia (e a me la liquirizia piace ma come dire solo a volte, a tratti)…

Non credo siano descrivibili più di tanto, in realtà – si metta insieme sulle papille gustative della memoria il dolce, la consistenza della meringa e quella del ripieno morbido e consistente a un tempo, perfettamente amalgamato al contenitore, e il gusto riconoscibile del ripieno con le sue sfumature diverse…

Insomma – gnam.

Emanuele