Posts Tagged ‘Il Salumaio di Montenapoleone’

I Natali di BlogVs: Emanuele

2 January 2012 - Commenti »

Natale le luci le canzoni i negozi splendenti i canti la gioia.

Natale i regali i pacchetti donare e ricevere. Regali, amore.

Natale la famiglia papà mamma nonni zii cuginetti e cuginoni vecchie e nuove generazioni.

Natale, anzi la domenica prima, il cappone, della nonna, poi della zia, dalla nonna dalla zia. Giù in campagna a prenderlo, e Natale coi nonni – i cappelletti in brodo ripieni di pane uovo parmigiano, con lo stesso ripieno, e fegatini e noce moscata, il cappone lesso per il brodo, con il manzo, la salsa di prezzemolo uovo pane aceto, la salsa di cipolle, la torta, i sapori del ricordo dell’amore dell’infanzia giovinezza adolescenza gioventù che sono ancora, adesso.

Natale la tavola. La lunga tavolata nel laboratorio di sartoria della zia Wanda in Montenapoleone e poi in via Bigli: famigliona allargata, lunghi pranzi che diventavano cene e tombolate senza soluzione di continuità; l’aragosta i paterini i trionfi di salumi del Salumaio di Montenapoleone, l’insalata russa della mamma di Donatella, il brodo i ravioli, il tacchino arrosto il ripieno la mostarda, dolci frutta secca panettone, l’uva che porta bene, i datteri che tieni via il nocciolo che se messo nel borsellino porta soldi, no è quello dei datteri di capodanno, non si sa mai teniamo anche questo. Le prelibatezze a casa dei cugini, nuovi riti nuovi piatti, ma sempre il mangiare insieme come comunione d’affetti, il ribollire delle chiacchiere e dei tortellini, l’abbondanza e l’eleganza del desco e del tacchino, il panettone suggello del pranzo come il bacio sulla porta del Natale.

Vi voglio bene, voi che ci siete tutti gli anni, voi che c’eravate. Nonni, papà. Amici. La zia Wanda lo zio Renato, dolci ultranovantenni. Arrivederci all’anno prossimo.

Emanuele Bonati

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Un post triste… chiude Il Salumaio di via Montenapoleone

30 July 2010 - Commenti (3) »

Proprio così – “Il Salumaio di via Montenapoleone”.

Chiude.

Si tratta di una cosa triste – al di là della cosa in sé, chiude con il Salumaio un pezzo di Milano, quella più vera e più antica, ‘popolare’ a dispetto della posizione in pieno centro (la location…), e dei prezzi, e anche un pezzo della mia vita…

Andiamo per ordine. Il Salumaio ecc è (ormai quasi ‘era’…) una vecchia salumeria (anzi, giovane salumeria: è nata, come me -ehm-, nel 1957…) milanese, al 12 di via Montenapoleone – la via più famosa della città – con tre vetrine su strada nel Palazzo Mariani (dal 1996 si sono trasferiti nel cortile interno). Un salumiere nella via del lusso e della moda: ai tempi, uno scandalo, ma la famiglia Travaini non si arrese e si impose. I pochi negosi di alimentari (un droghiere, un fruttivendolo)  per i del resto pochi abitanti della zona erano seminascosti nelle viuzze laterali di Montenapo.

Federica Cavadini ne traccia brevemente la storia in un bell’articolo sul Corriere della Sera del 28 luglio.

E io cosa c’entro? Oltre alla vicinanza anagrafica, e all’essere entrambi pieni di cose buone (loro le vendono, io le mangio), sono legato al Salumaio da una serie di ricordi d’infanzia (e anche d’adolescenza e d’adultità): mia zia, Wanda Ferrari, era titolare dell’omonima sartoria in Montenapoleone 27 (poi in via Bigli 19, il palazzo di dietro), e in quanto residente della zona si serviva da loro, e io ricordo quando da bimbo accompagnavo la nonna a far la spesa dall’ortolano, o dal cervelè, e di quando entravamo in questo palazzo delle meraviglie, ricolmo di cose buone buonissime e di personale gentilissimo, che tanto per dire ti salutava quando ti vedeva entrare e uscire (quanti oggi nei pur lussosi negozi danno anche solo segno di accorgersi della tua presenza?), e competente e attento. E le cene natalizie, con tutta la famiglia riunita, prevedevano sempre una serie di piatti di provenienza salumaiesca…

Inutile dire che le varie preparazioni erano buone, anzi, ottime.

Potrei fare una serie di considerazioni sul tempo che passa feroce, o sulle dure leggi economiche che son dure da una parte sola, e fan sempre prevalere le ragioni del denaro su quelle del cuuore, e che vedranno probanilmente le vetrine dell’ormai ex Salumaio riempirsi di scarpeborseabitini di qualche grande griffe (le vetrine che davano sulla via sono ora piene di abiti di Corneliani), una bellezza per carità, e una realtà economica e produttiva sicuramente interessante, ma che potevano forse lasciare un poco di spazio alle terrine di patè o alle insalate russe, ai prosciutti di parma langhirano sandaniele, il marbre e il tacchino ripieno, i sottoli sottaceti volauvent formaggini…

Che tristezza.

Emanuele Bonati