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Il food porn di Scatti di Gusto e un vecchio sporcaccione

3 January 2012 - Commenti (2) »

Scatti  di Gusto: due anni on line, e circa 20.000 foto – che poi sono quelle che hanno ispirato a Vincenzo Pagano il nome del blog. Inutile dire che la foto, oggetto voyeuristico per eccellenza, che fissa l’attimo nell’eternità, in questo caso, come foto enogastronomica, si offre come un vero e proprio feticcio del porno più puro: evoca suscita provoca lasciandoti a distanza, ti ritrovi bramoso di un possesso che non puoi avere, almeno ora subito, se non surrogato… Porno, appunto.
Vincenzo ha pubblicato una summa di questo anno food-porno, come saluto al 2011 che ci ha abbandonato, illacrimato ospite, e come augurio per il 2012. E noi ci permettiamo di riportarla, e di commentarla, con la nostra esperienza di “vecchi” e “sporcaccioni”, salutando dipartita (del 2011) e ripartenza (2012) con un apprezzamento al lato più cochon della cucina…

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1. Cosa c’è di più porn nel food di una cozza con prosciutto? La realizza Carmelo Chiaromonte alla festa di Longino&Cardenal, un appuntamento ineludibile per gli appassionati e gli operatori che partecipano a Identità Golose di Paolo Marchi.

Una cozza con prosciutto? Siamo nel porno di lusso, patinato, alla Jenna Jameson, per intenderci.

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2. Forse più lasciva è la maialata, altro appuntamento imperdibile che la famiglia Tinari di Villa Maiella organizza ogni anno. Troppo forte.

Maialata. Porno centroitalico, con quel che di casareccio, ruspante, maialoso: zona Renzo Montagnani, un grande.

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3. Una veste elegantissima e indimenticabile per le cozze con il latte di mozzarella nera preparate da Rosanna Marziale de Le Colonne.

Cozze con latte di mozzarella nera. Porno multietnico, alla Mandinga: la nera che piace.

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4. Ogni volta che la rivedo penso che sia la minestra più sexy del pianeta: quella con crostacei e piccoli pesci di Gennaro Esposito.

Minestra con crostacei e piccoli pesci: porno poetico, delicato, alla Bilitis di davidhamiltoniana memoria, alla Patti d’Arbanville…

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5. Il concetto di esclusività può trascendere dal soggetto? Voi pensereste al caviale o al tartufo? Io penso alle lumache di Oliver Glowig, due stelle Michelin nella nuova location di Roma al primo colpo, che mi regala anche il riconoscimento della cartolina di auguri.

Lumache? Bruttine a vedersi, ma una sorpresa di bellezza al palato. Ma l’apparenza inganna – e l’apparenza non ha impedito a Ron Jeremy di offfrire il meglio di sé con il gotha delle femmine del porno, l’ingresso del fisicamente scorretto nell’empireo dell’esclusività.

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6. Eleganti i due gamberi rossi al sale di Gianfranco Pascucci, nuova stella Michelin a Fiumicino (Roma).

Gamberi rossi al sale. Eleganti, eppure sfacciatamente porno. la stessa eleganza che hanno conservato Carmen Villani, Karin Schubert e le altre nelle loro performance a luci rosse – il rosso dei nostri gamberi, delle nostre vergogne, ipocrisie; il sale amaro della vergogna, ma anche della sapidità, del sapore della vita.

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7. Pensi al cibo che fa innamorare e non puoi fare a mano di pensare a un’ostrica. Come quella di Salvatore Tassa (le Colline Ciociare). Uno scatto che profuma di mare e di terra.

Ostrica. Porno sontuoso, di cui riempirsi la bocca, la vita. Un attimo, e non c’è più, scivola via. Ma il gusto rimane e ti accompagna. Chi altra? Moana Pozzi, no? Sontuosa, eppure normale, sensuale e preziosa. Troppo poco tra noi, eppure ancora qui.

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8. Il movimento in cucina. Marzia Buzzanca sembra volare leggera con la pizza fritta preparata in occasione di una delle Cene a 4 Mani il cui cartellone Scatti di Gusto ha seguito in diretta.

La pizza fritta di Marzia Buzzanca. Porno come voglia di vivere, di ricominciare, pulsione vitale, natura che lotta per sopravvivere nelle avversità. Porno come vita.

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9. La verdura. Da Pomarius a prendere gli ingredienti per una vignarola da manuale.

Vignarola. Vitalità esplosa, la primavera, la natura, la grazia, la sostanza, l’innocenza della stagione nuova, la potenza degli ingredienti freschi. Cicciolina, Ilona Staller, fresca ventata nel porno nostrano.

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10. La pizza per antonomasia. La Margherita nella splendida esecuzione di Gino Sorbillo.

Pizza. Italianità alla massima potenza. La potenza di Rocco Siffredi, ovvio: il porno moderno, sdoganato anche nel cinema d’autore, come la pizza nei ristoranti stellati.

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11. La pizza più antica. La Mastunicola di Franco Pepe, antica pizzeria a Caiazzo.

La pizza antica. Il sapore di quei filmini, quelle foto in bianco e nero, d’inizio secolo, signorine polpose, uomini mustacchiuti. Ma anche le bellezze pasoliniane dei film della Trilogia della vita, ricerca di un eden lontano dall’intellettualità, eppure forse tutto mentale, eppure su una salda base – di lievito madre…

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12. La carne. Le salsicce di maiale nero ripiene di broccoli di Sabatino Cillo. Le mangeresti crude.

Salsicce di maiale nero. Porno glorioso, sfacciato: John Holmes nel suo pieno rigoglio, una vita per il cinema, diceva Elio. Ma anche il Supersex di Gabriel Pontello, l’Ifix-tchen-tchen come momento supremo dell’accoppiamento qui celebrato fra la carne di porco e il broccolo.

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Un inno al porno, dunque, quello di Scatti di Gusto, al quale ho associato qualche puntualizzazione pornografica anch’essa, anche se di segno leggermente spostato: all’insegna comunque, io e Vincenzo, del godimento, della sensualità nel senso dell’accarezzare i sensi, del vellicare il vellicabile, e soprattutto dell’augurio per un buon 2012…

Emanuele Bonati

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Identità Golose 2011: cuochi di mano…

8 February 2011 - Commenti (3) »

Alcuni cuochi da Identità Golose 2011 nelle foto di Bruno Cordioli

Massimiliano Alajmo

Massimo Bottura

Chicco Cerea

Antonello Colonna

Gennaro Esposito

Loretta Fanella

Mehmet Gürs

Josean Martinez Alija

Davide Scabin

Elio Sironi

Luigi Taglienti

Tatsuya Iwasaki

Yoshihiro Narisawa

Foto Bruno Cordioli per CibVs

http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/collections/72157625944218612/

Dalle stelle al firmamento 3: Dai fornelli al territorio

31 May 2010 - Commenti »

Termina stasera alla Triennale a  Milano il ciclo di incontri Dalle stelle al firmamento.

Lunedì scorso 24 maggio l’incontro era intitolato Dai fornelli al territorio. Il ruolo dei ristoranti stellati nella propulsione del distretto territoriale eno-gastronomico, appunto sul rapporto che può e/o deve intercorrere fra un distretto eno-gastronomico e un polo ristorativo.

Una parte dell’incontro è stata dedicata a un collegamento via satellite con la “Festa a Vico” di Gennaro Esposito (Chef, Torre del Saracino) a Vico Equense, con gli interventi, coordinati da Massimo Bergami, di Stefano Bonilli (Giornalista e critico); Norbert Niederkofler (Chef, St. Hubertus, San Cassiano in Badia, BZ); Massimo Spigaroli (Chef, Antica Corte Pallavicina e Presidente Euro-Toques Italia, Presidente del Consorzio del culatello di Zibello), e Paolo Parisi. Molto interessanti, ma un po’ offuscati dal contesto e dall’occasione – pensavo, ma guardali là, belli contenti, a mangiare chissà che bontà…

Tornando a Milano, gli interventi degli economisti hanno evidenziato le difficoltà di riuscire a identificare nelle statistiche ufficiali le interazioni alta ristorazione / territorio, a parte elementi quali la presenza di ristoranti stellati in zone ricche di rodotti DOP; ed è anche stata avanzata l’obiezione – è giusto che la nicchia (il prodotto di nicchia) debba cercare di uscire dalla nicchia?

Al di là comunque dei vari interventi tecnici, sono risultate particolarmente interessanti le testimonianze di due imprenditori del centro Italia.

Riccardo Baracchi, il Patron del Relais Il Falconiere, a Cortona, provincia di Arezzo, ha illustrato la storia della sua impresa, nata dalla ristruttazione di una villa di famiglia del Seicento, bellissima, in una posizione splendida, e dalla successiva riqualificazione del territorio circostante, con la reintroduzione di vigneti (da cui vengono fra l’altro vini in purezza come lo Smeriglio Sangiovese, e Astore, un trebbiano vinificato con le sue bucce) e olivi, una spa, scuole di cucina, e insomma un centro che ha veramente influenzato il territorio intorno, e ne è stato influenzato, anche a livello economico. Baracchi poi è un bravo comunicatore, ed è riuscito a raccontare la sua storia facendoci capire soprattutto la passione che di questa storia è il filo conduttore – ho scambiato due parole, casualmente, con lui, e penso proprio che prima o poi da quelle parti ci dovrò andare…

Lo stesso discorso vale per Marco Caprai, Amministratore Delegato Azienda agricola Arnaldo Caprai a Montefalco, Perugia: artefice di una rivalutazione del Sagrantino, vino del territorio, attraverso la ricerca e la comunicazione (come si può vedere sul sito, le iniziative spaziano dalle partecipazioni e fiere ed eventi alle cantine aperte a un Motorhome, un camion ristorante su cui, operano chef di spicco…), che è stata un vero e proprio motore economico per la zona di Montefalco, divenuta Distretto del Vino.

Emanuele Bonati

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