Posts Tagged ‘gelaterie’

Gelati famosi delusi :(

10 July 2010 - Commento (1) »

Serata bleah – microlitigio con la ragazza (fatto tutto lei…),  cià che mi vado a prendere un gelato…

Prima tappa: Delice, in via Beato Angelico, qui a Milano. Posto relativamente nuovo, aperto da un ex ibm che ha cambiato vita: già stato, molto buono, attenzione agli ingredienti bio-eco-natur, e così via. Alcuni gusti ottimi.

Marroni di cuneo stracciatella crema millegusti, grazie.

Uhm… crema millegusti davvero, non se ne sente uno. Stracciatella così, buono il cioccolato, ma il resto anonimo, poco comunicativo. Marroni non male…

Peccato – ma sarò io che ho la bocca storta…

Pochi passi e sono da Rossi, viale Romagna: un tempio del gelato milanese, un pannafiocco che fa venire l’acquolina solo al pensiero…

Tutto pannafiocco, grazie.

Un qui pro quo con la ragazza che mi porge il gelato mentre io le do i soldi, un sorriso – la parte migliore della serata.

Un gelato freddo, anonimo, insapore, lontano le mille miglia dal trionfo di sapore dolcezza scioglievolezza gusto dell’ultima volta e cioè sempre…

Che tristezza…

Emanuele Bonati

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Dall’Osteria del Treno alla Gelateria Paganelli: 300 metri di gusto…

5 July 2010 - Commento (1) »
L’Osteria del Treno a Milano, si sa, è un’istituzione – è stata una delle prime osterie, se non la prima in assoluto, a sposare la filosofia Slowfood, e quindi a proporre tutti prodotti appartenenti ai presidi.
Si mangia bene, si sta bene. L’oste, di cui non ricordo il nome perché ci chiamiamo con vari aggettivi e simpatici insulti, poi è una sagoma. Risate, grandi risate. Ha sempre la battuta pronta.
Grazie a loro ho conosciuto la Gelateria PAGANELLI, distante poche centinaia di metri: alla fine di ogni pasto all’Osteria, pressoché sempre, mangio un gelato al pistacchio e peperoncino – un vero elisir! – e parlando mi hanno svelato chi fosse il fornitore.
Potevo non andare a vedere di persona?
Una volta lì, conosco la signora Natalia, la quale, a sua volta, mi presenta Francesco, il figlio nonché il “Maestro” del gelato – e la moglie di Francesco, Elena. Molto simpatici tutti. Deve essere la zona che sforna gente così forte.
Mi accorgo subito che sono stati da poco premiati da Paolo Massobrio e quindi sono stati recensiti sul Golosario. La cosa mi fa molto piacere!
Mi fanno assaggiare diversi gusti, prima di scegliere quelli che saranno i gusti che finiranno sul mio cono.
Dalla frutta, ottima, alle meravigliose creme che Francesco crea. Alla fine vado con una crema di riso e zafferano e l’ormai rodato pistacchio al peperoncino.
Buono, cremoso ma non troppo, direi… leggero. Adoro. Ecco che subito diventa il MIO gelato.
Resto un po’ a chiaccherare con loro e mi emoziono perché, come dico sempre, non ci si può non emozionare di fronte a degli artigiani che parlano del loro mestiere con un amore smisurato.
Mi raccontano la loro storia. Il nonno che girava le vie di Milano col carrettino dei gelati, il padre che a sua volta apre il negozio ed ecco il prosieguo della storia, lì in quel momento.
Mi raccontano dei loro gusti, delle materie prime, delle ispirazioni che traggono durante i loro viaggi nel mondo, di quante varietà si possano creare e di come si possono abbinare ai cibi salati, cioè ai nostri pasti quotidiani.
Meravigliosi anche i sorbetti di vino, Lacrima di Morro d’Alba (peraltro il mio vino preferito), Moscato giallo dell’Alto Adige…
Insomma, bisogna provare per credere.
Andate da Francesco, Elena e Natalia.
Sono sicuro che vi entusiasmerà.
Fatemi sapere.
Christian Sarti
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DE GUSTIBVS 2

7 August 2009 - Commenti »

Ancora gelato. Potrei fare delle prove comparate di gelato: l’altro giorno, da Grom via Boccaccio, fiordilatte e cioccolato all’arancia; oggi, dal Massimo del gelato via Castelvetro (Milano sempre…), fiordilatte e fiji (cioccolato con arancia e…). Meglio il fiordilatte di Massimo, più ‘lattoso’ forse; con qualche differenza i due cioccolati, non mi sembra il caso di fare classifiche…

Cioccolato – anzi, cioccolati. Notato la crescita esponenziale di tipi di cioccolato, non solo in gelateria? Per restare in questo ambito – bianco, nero, bacio, al 70%, 90%, all’arancia, con pagliuzze d’oro, con le pere, alla cannella, allo zenzero, con noci macadam e quant’altro… Rispetto al ‘cioccolato’ e basta dei miei tempi, una proliferazione (in qualche caso eccessiva) di gusti sapori varianti più o mneo fantasiose originali… Non sto parlando di nostalgia dell’antico – ma forse a volte il gusto di stupire attrarre vendere viene in parte a distogliere in qualche modo l’attenzione, a giustificare abbinamenti di ogni tipo… Non so, mi fa un effetto strano…

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