Un’invasione, un’alluvione, una fiumana, una massa di gelaterie sta invadendo Milano. A volte sembravno spuntare come funghi – caratteristica peraltro comune agli esercizi pubblici di vario tipo: apre un locale o un ristorante bello, che attira pubblico pagante, ed ecco che se ne apre una pletora nei dintorni, saturando la zona (spesso addirittura l’isolato)…
Vale per tutti – l’isolato di fronte al mio ufficio per un certo periodo ha potuto vantare tre agenzie immobiliari e due agenzie di viaggi distribuite sui vari lati…
Ma – torniamo ai gelati. Perché la catena di gelaterie latoG ha aperto a fianco di Grom qui a Milano, in via Santa Margherita (ma mi dicono anche in un altro punto della città)? Certo, affari loro – anche se la coda fuori ce l’ha Grom. Ma è come sempre leggermente irritante, ha un po’ l’aria della casualità, un po’ nonsisacosa…
Poi, uno si chiede comunque perché.
Non c’erano altri locali disponibili? Ok, ma non è che la via Santa Margherita sia una delle arterie commerciali più ambite e frequentate…
Vogliamo accaparrarci i clienti che non vogliono fare la fila? Obiettivo fallito…
Marketing estremo? Siamo di fianco alla famosissima gelateria, magari si impietosiscono e vengono da noi, vedendo che c’è meno gente, o perché hanno fretta…
Sfida qualitativa? Non mi sembra niente di speciale il gelatoG, preferisco Grom – ma qui è una questione di gusti personali.
Abile manovra economica? Costano uguali…
Boh.
Emanuele Bonati
Tutto è cominciato dal nonno: a quanto pare, non sono solo le mamme, o le nonne, a marcare la prole con il loro imprinting – nel mio caso, è stato mio padre, che la domenica mattina si metteva a cucinare il brasato, o il risotto alla certosina, tagliuzzando verdure, riempiendo la cucina di piatti zuppiere utensili, e l’intera casa di aromi e profumi; nel caso di Vittoria, invece, è stato il nonno.
Ma – diranno i miei piccoli lettori – chi è Vittoria? Facile: Vittoria è Gelato Giusto. Beh, certo, è anche Piri Piri. E un’ottima pasticcera. E la nipote del nonno.
Andiamo con ordine. Vittoria nasce in Italia, cresce tra Milano e Londra, scuole, l’università a Milano interrotta per ri-partire per Londra a inseguire un sogno col cappello da cuoco – da pasticcere, anzi, o meglio pasticcera… Un sogno che si chiama Le Cordon Bleu, ma anche William Curley. Un sogno che la porta da Ladurée, quello londinese ovviamente, all’interno di Harrods, e poi da Lenotre a Parigi, e poi all’Accademia Valrhona. Vittoria torna in Italia – dove incontra Alessandro, fotografo, che in realtà vuol fare il gelataio. Si sa come vanno queste cose… una parola tira l’altra, si arriva alle paroline… che in questo caso (posso dirlo?) sono due – Piri Piri.
[OK – digressione: perché Piri Piri? Memoria di una vacanza nella località costiera tarantina, vicino a Manduria? O dal nome della varietà di peperoncino detta anche diavolo africano, che forse trova una qualche corrispondenza nell’essere persona piccante di Vittoria? O magari per estensione dell’accezione piccante dal nome della salsa piri piri, estrusione all’ennesima potenza della capsicina, ai comportamenti di Vittoria? Un nomignolo ottenuto raddoppiando il cognome della prima concorrente eliminata dal grande fratello 1, Francesca Piri? Una reminiscenza classica, del guerriero troiano ucciso da Patroclo nel XVI libro dell’Iliade? Mah…]
Insomma, un incontro che non può rimanere senza seguito. Deve per forza venirne fuori qualcosa. Che cosa, diranno i miei venticinque lettori, un po’ spazientiti. Ma è semplice: nasce Gelato Giusto. Poiché Alessandro non fa Giusto di cognome, ne deriva che non si tratta di un pargolo.
Quindi sarà una gelateria. Anzi, è una gelateria, in via San Gregorio a Milano. Ottima, piccola, deliziosa, accogliente – “giusta”. Anche cioccolateria, poi. (Piri Piri… ricordate? l’avete letto qualche riga fa… è il nome della linea di cioccolati di Gelato Giusto…) Quale miglior connubio?
I gelati sono una meraviglia. Gli ingredienti sono quelli che sono – i pistacchi di Bronte, le mandorle di Noto, la vaniglia del Madagascar, i cioccolati… Ma è la fattura, la presentazione dei gelati, la cremosità, che uniti agli ingredienti si sublimano in una serie di sensazioni che – insomma, sono una meraviglia (l’ho già detto?), buonissimi… Assaggiato: il sorbetto al cioccolato, pera, cachi, tè Earl Grey, noce, marron glacé, crema al passito di pantelleria e cantucci, e non so cos’altro – ah, anche le fette di arancia candita al cioccolato, i fichi al cioccolato, il cioccolato al sesamo… Tutto rigorosamente fatto a mano da Piri Piri.
Ne è passato del tempo dalla bimba che osservava il nonno cucinare…
Vittoria è una nostra amica. Gelataia gelatiera cicoccolataia – ma anche pasticcera. E ci proporrà i suoi dolci, e consigli, e varie amenità e sfiziosità, nella sua nuova rubrica su BlogVs – il blog di CibVs: Victoria’s Secrets…
[PS – e Piri Piri? dirà il mio ultimo esasperato lettore… ma è semplice – da “pirottina”… non è romantico?]
[PS2 la foto, ovviamente, è di Alessandro Iamone - e chi è, sbraiterà il mio ultimo unico se c'è ancora esasperato lettore - beh, lo diremo in un prossimo post...]
Emanuele Bonati