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	<title>BLOGVS &#187; Franco Cazzamali</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>CIBVS legge&#8230; IL LIBRO DELLE FRATTAGLIE di Roberta Schira</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBVS]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura culinaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Franco Cazzamali]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Schira]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro di cucina che sembra un libro di poesia: IL LIBRO DELLE FRATTAGLIE di Roberta Schira]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto l&#8217;ultimo libro di Niccolò Ammaniti, <em>Che la festa cominci</em>, Einaudi: bello, divertente, ben scritto, ben costruito, grottesco&#8230; e non mi è nemmeno dispiaciuto <em>Abbiamo sempre vissuto nel castello </em>di Shirley Jackson, Adelphi: intrigante, morboso, anche se si capiva subito che&#8230;</p>
<p>Ma il libro veramente più bello e ben scritto ben costruito entusiasmante ricco piacevole interessante intrigante e quant&#8217;altro di questi ultimi tempi è senz&#8217;altro <em><strong>IL LIBRO DELLE FRATTAGLIE storia scienza e cucina </strong></em>di Roberta Schira con Franco Cazzamali, nella collana di Allan Bay <em>Il lettore goloso</em> edita da Ponte alle Grazie, 352 pagine, 18 euro (costo a pag 0,051, contro i 0,089 di Adelphi, 0,054 Einaudi). Lo sto leggendo in questi giorni: un&#8217;inesauribile e metodica e accurata miniera di notizie, curiosità, dati e terminologie scientifiche, ma anche tradizione, cultura, folklore, una marea di ricette e varianti, istruzioni nomi locali procedure storia e storie, e insomma mi piace mi piace mi piace moltissimo, brava bravissima Roberta ( a una che scrive così, e questo, non si può non dare del tu&#8230;)&#8230;</p>
<p>In effetti, non lo faccio quasi mai, di cucinarmi delle frattaglie (a parte d&#8217;intende il fegato, il rognone, il cervello, la trippa, le cose &#8220;semplici&#8221;); devo proprio andare dal macellaio e chiedergli un po&#8217; che cos&#8217;ha del &#8220;quinto quarto&#8221;, un esofago, delle animelle, che so&#8230; un guanciale, un piedino&#8230;</p>
<p>Bene o male, ho dei ricordi delle frattaglie fin da piccolo (a parte forse la trippa, che ho iniziato a mangiare un po&#8217; più tardi): il fegato, il cervello (anche quello della gallina: la testa era sempre la mia, e la nonna me la passava, e io la dividevo in due e con uno stuzzicadenti pulivo la cavità con attenzione&#8230;), la lingua con la salsa verde preparata da mio padre, il magone, o ventriglio, del pollo, e le creste e i bargigli, che la nonna faceva in umido, mi sembra, che meraviglia&#8230;</p>
<p>E poi, ricordi sparsi: le interiora d&#8217;agnello alla piastra mangiate in un delizioso ristorante in una conca dietro Cala Luna in Sardegna, il pani ca&#8217; meusa dell&#8217;Antica Focacceria San Francesco a Palermo, l&#8217;<em>haggis</em> scozzese&#8230; e una serie di cose strane mangiate ancora in Sardegna, a un pranzo di nozze in un paesino di montagna (di cui racconterò un&#8217;altra volta), e i crostini toscani, e il midollo dell&#8217;ossobuco, e&#8230;</p>
<p>Mi sta venendo fame. Basta, anche di questo ne riparleremo&#8230; Ora vado a leggermi qualche altra pagina&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-939" title="frattagliegrande" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/12/frattagliegrande.jpg" alt="frattagliegrande" width="173" height="250" /></p>
<p><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele Bonati</strong></em></span></p>
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