Posts Tagged ‘fiddme’

Pizza a Legnano…

7 February 2011 - Commenti (3) »
Ne hanno parlato in molti, Appunti di Gola di Stefano Caffarri, Luciano Pignataro, Paolo Massobrio, Il Gambero Rosso…
Ed io no. Pur essendo Legnanese.
Conosco e frequento il posto da molti anni. Se ne avessi parlato prima, avrei potuto essere un precursore.
Il motivo per cui non ne ho mai scritto?
Semplice.
Sono quei posti per cui si diventa molto gelosi. Quei posti in cui porti gli amici, possibilmente quelli che abitano lontano, per stupirli.
Perché una pizza del genere non l’hanno mai mangiata in vita loro!
Perché poi magari se spargi la voce, si perde l’esclusività, si riempie di gente. Insomma, di fronte a queste pizze diventi il classico snob, che vede con occhio malevolo i forestieri arrivati nei tuoi posti come se volessero “depredare”.
Perché parlarne? Ci sono dei buoni motivi:
• le pizze fanno paura (tutte indistintamente), sono ottime
• gli ingredienti delle pizze sono di primissima qualità e superselezionati
• i dolci sono ottimi
• anche i piatti del ristorante sono buoni, nonostante quasi tutti mangino la pizza
• Massimo, il cameriere con la barba,  che è un mito. Guai se non ci fosse!
• Bruno, il titolare nonché il Maestro, che ogni volta che mi racconta di nuovi abbinamenti e nuovi ingredienti quasi si commuove e mi trasmette tutta la sua passione.
Cerco sempre di andarci sul presto, quando ancora non c’è nessuno, proprio perché così Bruno può venire al tavolo e raccontarmi del suo lavoro, dei nuovi ingredienti e dei nuovi impasti – anche se in realtà mi sta raccontando emozioni.
Gli impasti delle sue pizze sono molti e diversi: al finocchietto selvatico, alla farina di mais, al grano saraceno, al basilico, allo zafferano, alle noci, al peperoncino, alla farina di ceci…
Proprio quello alla farina di ceci ho provato per la prima volta l’altra sera.
Il nome della pizza è FRIGGITELLI: fior di latte, pomodorini passiti, peperoni friggitelli, alici del Mar Cantabrico, scaglie di Grana Trentino, olio extravergine.
Commovente. Come sempre.
Come sempre resta la voglia di mangiarne una seconda. Diversa. Giusto per assaggiare qualcos’altro.
Ma alla fine si chiude con uno dei dolci di De Riso o con un dolce della casa, una pastiera napoletana, un babà.
Quando esco non vedo l’ora di ritornarci. Sempre così.
Grande Bruno, continua così e grazie per il tuo lavoro e la tua passione!
Christian Sarti
PS Che noiosi che siete! Sempre lì a chiedere… Allora:

Pizzeria Tric Trac

Via Grigna 12

20025 Legnano MI

0331 546173

La trovate anche su fiddme.com:

http://www.fiddme.com/place/1983031

e su facebook…

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Che cos’è fiddme?

21 September 2010 - Commenti (5) »

Che cos’è fiddme?
fiddme è una guida ai ristoranti, è un gioco, è una comunità di amici, è… fiddme. eat drink & tell the world

fiddme è nato per caso, dall’ispirazione di un giovane israeliano, Yosi Taguri, a Parigi: appena arrivato in città, ha mangiato una meravigliosa millefoglie presa in una brasserie, e ha mandato la foto del dolce agli amici – e quando gli è stato chiesto cos’era, e dov’era – ecco che è nata l’idea, lo startup di fiddme.
Si tratta quindi di un social network che unisce gli amanti del cibo  in tutto il mondo e consente loro di scambiarsi informazioni ed esperienze pubblicando su fiddme le foto dei piatti direttamente e istantaneamente dai ristoranti o dal luogo in cui si trovano, con una descrizione del piatto, o anche la ricetta, o un giudizio, e il nome del luogo o del locale, e condividerli con la comunità.
Le segnalazioni aiutano i membri della comunità a orientarsi fra i locali e i piatti (sul sito è possibile visualizzare ad es. tutti i piatti postati dal singolo utente, ma anche i piatti proposti in un dato locale, in una sorta di menu per immagini, con gradimento e informazioni utili).

Chi è fiddme?
fiddme nasce in Israele dall’iniziativa di un gruppo di giovani che lavorano nel campo dell’informatica:

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Yosi Taguri
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Eran Kampf
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Udi Milo
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Naor Suki

Ma fiddme è anche italiano: la versione nella nostra lingua dell’app di fiddme 1.5 (disponibile – gratuitamente – sull’iTunes Store) è curata dal team di CibVs:

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Emanuele Bonati
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Kumi Matsuda
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Christian Sarti

fiddme viene presentata in questi giorni a Milano all’Urban Center del Comune in Galleria Vittorio Emanuele nell’ambito della Social Media Week Milano.

Emanuele Bonati

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Il Marchesino a Milano e l’iPad

4 September 2010 - Commenti (5) »

La notizia è di questi giorni: il Marchesino, il (relativamente) nuovo ristorante di Gualtiero Marchesi a Milano, nell’edificio del Teatro alla Scala, propone il suo menu (anche) su iPad.

Non è il primissimo, mi sembra di capire leggendo in giro (carta dei vini da Gordon Ramsay…, ad esempio) – ed è abbastanza evidente che non sarà l’ultimo. Data la celebrità del locale e dello chef, e la ‘novità’ della novità, se ne parla già molto in rete e nei media. E ovviamente nei blog, nei commenti dei lettori…

Anche se non avessi letto i primi commenti, avrei potuto scriverne uno-tipo: “Ah, no, ma come, il piacere di leggere, di toccare la carta, scorrere con gli occhi le lunghe liste di piatti, girare avanti e indietro le pagine alla ricerca di non si sa cosa… La sorpresa del piatto che arriva… La tecnologia rovina il gusto il sapore la convivialità… ci serviranno i robot…”. Non avevo messo in conto il rimpianto per l’ineffabile piacere dell’attesa, trascorsa a immaginarsi come saranno mai i piatti ordinati, come saranno disposti i singoli elementi, che colore e forma avranno, che ho letto in un commento a un post su dissapore (sembra che sia questa un’occupazione comune fra i commensali – io in tanti anni l’ho praticata soltanto -e per poco tempo, peraltro- in attesa di piatti indicati sul menu come “sorpresa dello chef” -cosa sarà? boh-, anziché parlare di sé, della propria vita e di quelle altrui, del mondo, di politica arte letteratura gossip…). Si ipotizzano tavolate di commensali in questi nuovi locali ipertecnologici intenti a chatteae e quant’altro con iPhone iPad iPod e iChissàcosa (ma dove? se esco con i miei amici, dubito che essi sopportino più di un paio di telefonate o sms – eliminandomi dai loro addressbook alla terza chiamata…).

Insomma, come già per il cellulare, ad esempio. Sembrava che dovesse essere la fine della civiltà occidentale, la morte di ogni tipo di comunicazione orale e non, la decadenza dei rapporti interpersonali – ma non mi sembra sia avvenuto nulla di tutto questo, anzi, incrocio anche alle due di notte gente attaccata al telefonino che parla parla parla… e se parla immagino lo faccia con qualcuno…

Lasciamo perdere. L’idea mi piace, è una novità, è una cosa in più, diversa. Non mi impedirà di usare menu cartacei, e di godere della sorpresa di un piatto nuovo. Vedere i piatti prima non toglie né aggiunge un gran che (e immagino si possano lasciare le icone relative in piccolo anziché ingrandirle, se proprio…); è una possibilità, un’opportunità.


Dice Gualtiero Marchesi, intervistato da Claudia Bellante per c6.tv: “Abbiamo voluto dare al cliente l’opportunità di vedere il piatto prima che arrivi”, garantendogli quindi che quello che arriverà sarà proprio come è stato stabilito, e permettendogli di fare una scelta precisa, anche basandosi sugli ingredienti, e sulle eventuali allergie, che l’ipad evidenzierà appunto per ogni piatto. Alla faccia degli ottant’anni, festeggiati con una bella mostra al Castello Sforzesco poche settimane fa.

Proprio per questo vorrei accennare a Marchesi di un’altra novità, di cui peraltro parlerò in un prossimo post: fiddme.com. Si tratta di un sito israeliano, il cui slogan è “eat drink & tell the world”: attraverso un’applicazione (disponibile per iPhone, iPod e iPad a tutt’oggi) è possibile fotografare i piatti che si stanno mangiando, identificare il locale in cui ci si trova attravero la geolocalizzazione, inserire una descrizione, un commento o un  giudizio e inviare il tutto a fiddme, che lo pubblica e lo rende disponibile per tutta la comunità. All’inverso, si può usare fiddme per avere informazioni su cosa si può trovare nei locali, su cosa pensano i clienti dei vari piatti, per vedere che locali ci sono nelle vicinanze, sempre con i relativi piatti…

Dell’applicazione è uscita la versione 1.5, disponibile su iTunes – e tra le novità più importanti – anzi, a parer mio, la più importante – c’è la versione in italiano dell’applicazione stessa, curata dal team di CibVs – cioè da noi, tanto per essere chiari… Siamo felici e orgogliosi di aver potuto collaborare con gli amici di fiddme, e di partecipare con loro a questa avventura…

Emanuele Bonati

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