Posts Tagged ‘Fausto Arrighi’

Diego Rigotti Miglior Chef Emergente per il Nord

17 November 2011 - Commenti »

Tempo di guide di stelle di cappelli di bicchieri di ruote d’oro, che incoronano realtà consolidate, certezze confermate, blasoni sicuri. La cronaca di questi giorni ne è piena. A lato, ma neanche tanto, di tutto ciò, ci sono giovani scalpitanti un po’ in tutta Italia, che iniziano a mettersi in gioco. Gioco ormai vuol dire anche partecipazioni televisive, certo; ma soprattutto sfide, come quelle organizzate da Witaly con Luigi Cremona per trovare, ogni anno, il miglior chef emergente. Sfide vere e proprie: giovani chef (devono avere meno di trent’anni) incrociano i mestoli in una serie di scontri prima a livello regionale, poi per grandi aree geografiche, fino ad arrivare alla finale nazionale (che sarà nell’ottobre 2012).

La prima tappa del Premio Miglior Chef Emergente 2012, che riguardava il Nord, si è svolta fra il 12 e il 14 novembre a Casteggio, in provincia di Pavia, presso la Certosa Cantù, con la collaborazione della Camera di Commercio di Pavia, presentata da Luigi Cremona. La giuria, presieduta da Fausto Arrighi, il direttore della Guida Michelin, era composta da giornalisti del settore.

Riporto qui l’elenco dei partecipanti: mi sa che sarà il caso di tenerli d’occhio, nei prossimi anni.

Lombardia: Nicola Locatelli dell’ “Opera Restaurant” a Mozzo (BG); Andrea Mainardi di “Officina Cucina” a Brescia; Luca Sacchi del  “Ristorante Cracco” a Milano;  Andrea Bertarini del  “Conca Bella” a Vacallo Canton Ticino (che non è proprio Lombardia in senso stretto, ma più in senso lato… ah ah)

Piemonte: Davide Odore  “Io e Luna” a Guarene (CN); Enrico Zanirato del “Tajut” a San Mauro (TO);

Val D’Aosta: Enrico Facco del “AD Gallias di Bard” ad Aosta;

Liguria: Gaya Molino “Trattoria del Falco” a Finale Ligure (SV);

Emilia Romagna: Lorenzo Barsotti “Barsotti Trattoria Enoteca” a Marzabotto (BO); Andrea Molinelli “La Palta” a Piacenza; Angelo Durante dell’ “Antica Corte Pallavicina” di Parma; Giacomo Amicucci del  “Vicolo Santa Lucia” a Cattolica (RN);

Trentino Alto Adige: Julian Seeber dell’”Alpine Dolomites” in Alpi di Siusi;

Veneto: Alessandro Dal Degan del “La Tana” ad Asiago (VC), Francesco Massenz della “Dolada” di Pieve d’Alpago (BL).

C’è qualcosa che non mi torna… ah, sì, certo, manca il vincitore! Eccolo qui a sinistra, con Arrighi e Cremona:

Si tratta del trentino Diego Rigotti del “Castel Toblino” di Sarche, Trento (dove lavora come sous-chef con Stefano Bertoni), che si è aggiudicato la vittoria con questi due piatti:

Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

Chissà se avrà voglia di raccontarci qualcosa di sè… Noi ci proviamo, e nel caso vi faremo sapere…

Emanuele Bonati

..

Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

Pubblicato in chef cuoco, concorsi | Comments »

Dalle stelle al firmamento: Una tovaglia più grande

17 May 2010 - Commenti »

Come ho già detto, ho partecipato all’incontro di lunedì scorso 10 maggio alla Triennale di Milano Una tovaglia più grande. La crescita della Cucina Italiana d’autore – della serie Dalle stelle al firmamento. La cucina italiana e la sfida della crescita. Molto interessante – stasera si terrà il secondo incontro, Tra pop art e crescita industriale. Standard, prototipi e replicazione nella ristorazione di qualità con Rossella Cappetta, Moreno Cedroni, Oscar Farinetti, Gianni Lorenzoni, Gualtiero Marchesi, Davide Paolini e Davide Scabin.

Cosa si è detto lunedì scorso? Riporto qui qualche appunto sparso, tanto per dare un’idea – si tratta di spunti e temi che verranno sicuramente ripresi nei prossimi incontri.

Severino Salvemini (Docente di Organizzazione Aziendale, Università Bocconi) ha messo in evidenza le carenze economico-amministrative della ristorazione italiana, e lo scarso confronto che essa ha con le altre industrie creative. Esiste una nuova generazione di cuochi di cui si conoscono magari benissimo le motivazioni culinarie ma non quelle imprenditoriali; e forse l’imprenditorialità in senso stretto è “frenata” anche da critici e giornalisti prigionieri del “mito” della piccola dimensione, del discorso per cui la quantità è nemica della qualità, della retorica della valenza positiva della regionalità, della conduzione familiare, delle tovaglie a scacchi…

Massimo Bergami (Docente di Organizzazione Aziendale, Università di Bologna) ha sottolineato da un lato l’identità, cioè l’esistenza di diverse cucine italiane, legate al territotio, che riproducono le vicende storiche del paese, dall’altro la presenza dei giovani chef, del loro rapporto con la tradizione e con l’innovazione, ma senza purtroppo “contaminazioni” imprenditoriali: la loro motivazione è ancora “artistica” (assecondata probabilmente dalle guide, che sembrano vedere con sospetto l’ingresso degli chef nel campo economico-manageriale).

Enzo Vizzari (Direttore Guida de l’Espresso) ha parlato delle caratteristiche degli chef della “nuova cucina italiana”: 30/50enni che intendono la ristorazione come cultura gastronomica, in cui trovano le radici del proprio modo di lavorare; utilizzo “laico” dei prodotti, capacità di iniziare a “fare sistema”, a parlarsi e a scambiare esperienze, a vedere cosa viene fatto, a copiarlo e a rielaborarlo. Con qualche punta polemica: ad esempio, secondo lui il cuoco non è un artista, magari al più un eccellente artigiano.

Lidia Bastianich (Felidia e Gruppo Bastianich), in videoconferenza dagli Stati Uniti, ha raccontato la sua esperienza, che dal primo impiego nel 1971 la ha portata alla creazione di un vero e proprio gruppo, composto da ristoranti, libri, programmi tv – estrema simpatia e semplicità, e comunicativa, oltre all’indubbia capacità come cuoca, gli strumenti del suo successo, a cui si sono aggiunti l’attenzione nella scelta dello staff, l’opera di mentoring, la cura della cucina.

Interessanti anche gli interventi di Antonio Santini (Dal Pescatore) – importanza della comunicazione, degli scambi tra gli chef, della valorizzazione del personale – e, dalla platea, di Antonino Cannavacciuolo (Villa Crespi), entrambi ricchi di riferimenti alle proprie esperienze e alla propria storia personale…

Emanuele

Pubblicato in CIBVS, ristorazione | Comments »