Posts Tagged ‘DOLCI’

Spigolature di BlogVs: fare scarpetta?

22 December 2011 - Commenti »


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Emanuele Bonati

Tutti a Dulcinea

9 September 2011 - Commenti »
Come ogni anno, ci si ritrova sabato 10 e domenica 11 settembre nella cornice del Castello di Legnano per l’evento Dulcinea, giunto quest’anno alla 5a edizione.
Organizzato dalla locale condotta Slowfood con il patrocinio del Comune, l’evento è  “messo in piedi” fisicamente dai soci, con l’aiuto di volontari che si arruolano  e sposano la causa.
La manifestazione nel corso degli anni è migliorata parecchio, devo dire, e sono molto curioso di vedere quella di quest’anno: ve la racconterò nei prossimi giorni.
Qui trovate tutte le informazioni del caso:
Fossi in voi, andrei a stomaco vuoto perché il percorso degustativo è davvero ricco: dal tè, all’enoteca, alla vasta proposta di birre artigianali, allo street food – mai e poi mai mi perderò le olive ascolane – e naturalmente i dolci, prodotti da artigiani di tutta italia.
CvS
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La Pumpkin Pie: la torta di zucca americana

31 October 2010 - Commenti (13) »

Da una lezione di dolci americani tenuta alla Scuola della Cucina Italiana dal pasticcere Gabriele Magni.

Ingredienti

panna liquida 474ml

zucca (bollita) in purea 250gr

zucchero di canna 130gr

noci pecan in pezzetti 40gr

uova 3

cannella in polvere 1 cucchiaino

zenzero in polevere 1/2 cucchiaino

noce moscata in polvere 1/2 cucchiaino

chiodi di garofano in polvere un pizzico

sale un pizzico

per la pasta

farina 165gr

burro 115 gr

acqua fredda 30-45ml

sale 1/2 cucchiaino

Procedura

Scaldare il forno a 220°C.

Preparare la pasta: setacciare la farina e il sale in un recipiente, unire il burro e lavorare grossolanamente. L’impasto non dovrà risultare liscio e omogeneo, ma un po’ granuloso.

Unire un po’ d’acqua all’impasto, piano piano, sufficiente per formare una palla.

Stendere l’impasto (dopo avere passato un po’ di farina sulla spianatoia) a uno spessore di 5mm e disporlo in una tortiera da 23 cm.

Tagliare i bordi in eccesso e cospargere il fondo con le noci pecan tritate.

Lavorare insieme la purea di zucca, la panna, lo zucchero, il sale, le spezie e le uova.

Versare il composto sulla pasta.

Infornare per 10′ a 220°C, poi abbassare la temperatura a 180° e cuocere per altri 45′.

Fra raffreddare sformare e servire.

PHOTO ENDLESS BEAUTY/FLICKR.COM

Buona!!!

Emanuele Bonati

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Victoria’s Secrets

26 October 2010 - Commenti (3) »
Un dolce ricordo: Crumble di Mele e More
Questo semplice ma gustosissimo dolce a base di mele cotte e frolla sbriciolata riesce sempre al primo boccone a catapultarmi nel passato, quando ero ancora una bambina e tutta la famiglia abitava  sotto lo stesso tetto nella campagna inglese sulle rive del Tamigi.
Mi veniva servito regolarmente alla mensa del collegio nella sua versione più economica, ma la sua esecuzione migliore potevo gustarmela la domenica quando tutta la famiglia, cani compresi, si recava al Red Lion Pub per il tradizionale Sunday Lunch.


Conoscevo benissimo la tattica da adottare, sedersi vicino a papà e a mio fratello Enrico, non grandi amanti dei dolci, e il più lontano possibile da mamma, che sicuramente avrebbe tentato un “Me ne dai una cucchiaiata?”. A malincuore – e con la certezza che se avessi detto no, avrei sicuramente ricevuto un rimprovero dal papà, – cedevo parte del mio dolce alla mamma, ma in fin dei conti le porzioni erano sempre così abbondanti che non sarei mai riuscita a finirlo tutta sola.
Al pub veniva tradizionalmente servito con la English Custard, sorella della crema pasticcera, meno densa perché priva di farina o fecola, che la fa addensare durante la cottura. Si ha cosi il contrasto fra il caldo dell’apple crumble e il freddo della salsa (che può anche essere sostituita con del buon gelato alla vaniglia).
Di crumble ce ne sono molti, in base alla stagione si possono usare tipi di frutta diversi, ad esempio in estate delle buone varianti sono pesca e granella di amaretti, oppure fragole e rabarbaro, mentre d’inverno pere e prugne, o mirtilli e mele e more o altri frutti di bosco.
La ricetta che vi propongo oggi, fatta e strafatta, è con mele e more. Un’accoppiata vincente, dove il sapore dolce della mela viene bilanciato dalla nota un po’ più acidula della mora.
La sua semplice esecuzione e il limitato numero di ingredienti fa sì che anche il più inesperto di voi sia in grado di realizzarla, conquistando il palato di tutti i commensali.

Crumble di mele e more

dosi per 6 persone
Per il ripieno:
4 mele grosse tagliate a cubotti
225 g more

1 noce di burro

3 cucchiai pieni di zucchero
cannella q.b.
Per il crumble:
180 g farina
100 g burro freddo tagliato a cubetti
100 g zucchero
scorza di limone q.b.
Esecuzione
Riscaldare il forno a 180°C.
Far sciogliere il burro in una padella, aggiungere  mele, zucchero e cannella e far  cuocere fin quando le mele diventano morbide. Correggere di zucchero qualora le mele fossero un po’ acerbe. Fare intiepidire a aggiungere le more.
Trasferire il composto in una pirofila o in contenitori monoporzione.
Per fare il crumble lavorare il burro freddo con le mani insieme alla farina fino a quando non assume una consistenza sabbiosa; aggiungere lo zucchero.
Sbriciolare il crumble sulla frutta in modo da coprirla tutta, mettere in forno e cuocere per 30-45 minuti per la pirofila oppure 20 minuti per le monoporzioni. Il crumble sarà pronto quando la superficie sarà ben dorata e il sughetto della frutta incomincerà a fuoriuscire e sobbollire ai bordi della pirofila.
Servire caldo con la English Custard oppure con del gelato alla vaniglia.

English Custard

dosi per 4-6 persone
250ml latte intero
250ml panna liquida
6 tuorli d’uovo
90g zucchero
1 bacca di vaniglia aperta
Portare latte, panna e i semi di vaniglia ad ebollizione.
Mischiare bene i tuorli d’uovo con lo zucchero. Aggiungere 1/3 del composto liquido sui tuorli e mescolare bene.
Versare il composto con i tuorli sul latte rimanente e cuocere delicatamente fin quando si addensa sufficientemente da velare il cucchiaio.
Filtrare bene con un colino grande per rimuovere eventuali grumi.
Coprire con pellicola trasparente a contatto e lasciar raffreddare.

Vittoria Bortolazzo

Gelato Giusto

Foto di Alessandro Iamone

L’AntipatiCibVs e i macarons

7 October 2010 - Commenti (4) »

Qualche mese fa sono arrivati a Milano i macarons – ne abbiamo parlato qui – direttamente da Parigi, con Ladurèe.

Dopo qualche giorno c’erano anche da Princi, a due passi dal negozio di Ladurèe in via Spadari – poi li ho visti in un negozio panetteria nuovo fra via Broletto e via Cusani, l’altro giorno in una pasticceria (ottima) in via Castelvetro, Namura – stasera in un altro bar pasticceria in via Spadari. E allora. direte voi?

Allora niente. I macarons hanno una preparazione lunga e complessa, probabilmente qualche trucco segreto che li rende particolari – ho assaggiato quelli di Ladurèe, una meraviglia; quelli di Princi, non all’altezza – non so se inizierò un tour di assaggi. Sta di fatto che uno si chiede: ma dov’erano i macarons fino a qualche mese fa? A Parigi – ma perché nessuno me li ha portati a Milano prima? E perché adesso ce li hanno tutti?

Al martedì sotto il mio ufficio c’è il mercato – a quando sacchettini di macarons sul banchetto dei dolci confezionati?

Emanuele Bonati

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Dulcinea 2010 a Legnano

7 September 2010 - Commenti »
Sono 4 anni che a Legnano, nella fantastica cornice del Castello Visconteo (dico “cornice” perché purtroppo del Castello sono rimaste solo le mura…), si tiene la rassegna golosa DULCINEA.
Gli organizzatori sono i soci ed i responsabili della condotta Slowfood di Legnano in colaborazione con il Palio di Legnano. Non ho ancora avuto modo di conoscere molte persone della condotta perché non ho mai il tempo per partecipare alle riunioni, ma le poche che conosco devo dire che hanno una grande passione; ho potuto notarlo nelle scorse edizioni, passeggiando tra gli stand: tutti erano in gran movimento, alle prese con spiegazioni esaurienti su questo o quell’ingrediente, informazioni, indicazioni…
Quest’anno la manifestazione si terrà sabato 11 e domenica 12 settembre. Tra gli eventi principali, il Palio delle Torte, laboratori sul pane e sul cannolo siciliano, e un confronto tra gelato artigianale e gelato industriale.
La modalità d’ingresso è la seguente: l’accesso è gratuito, e si acquistano dei bollini (1€ cadauno) con i quali si comperano i vari dolci proposti, abbinandovi magari un vino da meditazione o una birra.
Assaggiate pure più dolci che potete, tanto, a due passi dal Castello, c’è il parco, che vi permetterà di smaltire con una corsa tutto l’accumulo di grassi…
Consiglio a chi è in zona di fare un giro a DULCINEA 2010 per gustare le specialità d’Italia.
Christian

La pasticceria secca di Tenuta Montelaura: caprese alla nocciola

10 April 2010 - Commenti »

La caprese alla nocciola con fonduta di cioccolata all’arancia

Ingredienti: 500gr di burro, 500gr di zucchero, 500gr di nocciole tostate, 18 uova (per lievitare useremo gli albumi montati a neve), 70gr di farina 00, 150gr di cacao, 300gr di cioccolato fondente, la buccia di un’arancia.

In una ciotola, unire il burro con lo zucchero e lavorare fino a quando il composto non diventa cremoso, quindi unire i tuorli d’uovo tenendo da parte gli albumi  e continuare nella lavorazione per circa dieci minuti. Successivamente aggiungere il cacao, le nocciole tostate e tritate, e continuare la lavorazione per altri 5 minuti. In un pentolino a parte sciogliere metà del  cioccolato con mezzo bicchiere di latte e mezza buccia d’arancia.

Unire all’impasto la cioccolata sciolta e continuare a lavorare per altri 10 minuti, quindi unire gli albumi montati a neve per la lievitazione, e versare in una teglia imburrata e infarinata. Cuocere in forno per 45 minuti  a 150°C.

Prima di servire sciogliere l’altra metà del cioccolato avanzato, aggiungere la buccia d’arancia grattugiata finemente  e cospargere la caprese con il composto ottenuto.

Per l’abbinamento preciso ci starebbe un Barolo chinato, ma qualcuno qui in Irpinia non faceva un passito di Aglianico?

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La pasticceria secca di Tenuta Montelaura: zeppole di San Giuseppe

29 March 2010 - Commenti »

Le zeppole di San Giuseppe

Ingredienti per circa 15 zeppole:  1kg di farina 00, 500gr di patate, 5uova, 100gr di burro, 150 gr di zucchero, 50gr di criscito (pasta acida), 30gr di vaniglia, 20gr di sale, 1 bicchierino di liquore Strega, la buccia di un limone, la buccia di un’arancia.

Versare su di una spianatoia la farina a fontana e distribuire le patate lesse e schiacciate, aggiungere le uova, il burro sciolto, zucchero, sale, vaniglia, criscito e liquore. Dopo aver impastato il tutto, lasciare riposare per un’ora, quindi formare delle ciambelle e far riposare per un’altra ora.

Quando saranno raddoppiate di volume, friggerle in abbondante olio e sugna in rapporto di 1/2 e ½. Attenzione alla cottura  e quindi cospargerle generosamente di zucchero.

[NOTA: il "criscito", detto qui pasta acida, non dovrebbe essere altro che la "pasta madre" o lievito naturale - Emanuele]

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Considerazioni al dente di Stefano Buso

10 January 2010 - Commenti (8) »

Polpettone politically correct

Dopo i giorni delle festività, le famiglie si ritrovano a fare i conti con una quantità di rimasugli culinari. Inizia così il periodo della cucina del recupero – o per meglio dire del polpettone quotidiano…

Le scorpacciate natalizie ormai risalgono al recente passato. Attuali sono invece gli avanzi culinari di ogni risma: dalle carni di ogni genere fino a una serie di dolci assortiti. Come comportarsi? Relativamente alla “cucina economica” sono stati scritti fiumi d’inchiostro, con qualche spunto interessante, altri un po’ meno. E allora via con le ricette: polpette, polpettine, polpettone, pasticci, arancini, sformati, lesso di manzo rifatto, insalate, cannelloni con farcia di carne… E poi… dolci estrosi, inzuppati di liquori, ricoperti di creme e glasse, che utilizzano panettoni e frutta secca…

Sembrerebbe in questi giorni che la riconversione alimentare sia una tecnica indispensabile per tirare avanti. Forse sarebbe preferibile a priori cucinare un po’ meno, per evitare di essere perseguitati dagli avanzi natalizi fino agli ultimi giorni di carnevale… – della serie è meglio pianificare prima, piuttosto che mangiare piatti “restaurati” per intere settimane poi.

Certo, più facile a dirsi che a farsi… In tutte le cucine domestiche aleggia il sacro terrore che il cibo preparato non basti, oppure che cucinare la giusta quantità di cibarie equivalga a fare figure da poveracci. Il risultato? Via libera in maniera smodata ad antipasti in quantità, orde di primi piatti, brodi interminabili, creme, carni che sembrano rigenerarsi sul piatto, dolci sfarzosi… Nessuna lagnanza se poi il frigo si riempie di roba avanzata – è concesso solo un serafico mea maxima culpa!

Alla fine, però, poco importa se il vitto “in più” diventa un polpettone o uno sformato! È invece fondamentale comprendere che cucinare equivale a non sperperare tempo e denaro. Infatti, anche se la chiamiamo “cucina del recupero”, va tenuto presente che questa cucina è pur sempre, in qualche misura, costosa, poiché necessita di altri ingredienti, o di una nuova cottura…

Nel polpettone: che almeno non manchino prezzemolo e aglio… (auspicio del condannato a mangiar avanzi)

Proporre la ricetta del polpettone dopo un articolo così sembrerebbe una presa per i fondelli. In realtà, anche il polpettone è come una tradizione familiare. In ogni famiglia infatti esiste un modo differente di realizzarlo, con trucchi, scorciatoie e accorgimenti occulti, segreti della nonna e trucchetti della prozia. In effetti, è una ricetta del risparmio, tramandata dalle nonne alle figlie alle nipotine. Un segreto da custodire gelosamente, da non svelare.

Mi permetto solo un piccolo suggerimento: usate ciò che volete, carne macinata, tocchi di arrosto o avanzi di bolliti improbabili – ma non scordate il prezzemolo, e soprattutto non scordate l’aglio!

Basta così per questa volta. Al diavolo i suggerimenti e i consigli a pancia piena. In attesa delle prossime Feste, ovviamente…

Stefano Buso

Considerazioni al dente di Stefano Buso

13 December 2009 - Commenti (5) »

A Natale siamo tutti più buoni e… più golosi

In questi giorni e fino all’Epifania faremo una scorpacciata di golosità. Come mai? Stanno per aprirsi la danze mangerecce di Natale, periodo idilliaco ma anche drammatico per chi, superate le feste, dovrà fare i conti con la bilancia…

Il periodo delle festività è anche quello delle promesse e delle belle intenzioni – della serie “siamo più buoni e più bravi ma particolarmente corruttibili dal punto di vista culinario”. È il momento del totale godimento gastronomico al quale tutti (sì, proprio tutti) sono invitati ad abbandonarsi. Una parte significativa del periodo natalizio infatti è dedicata alla buona pappa: dagli antipasti fino ai dolci, torrone compreso. Senza scordare i vini, vera sfilata di annate storiche e di esclusivi millesimati, carrellata di bollicine in grado di gonfiare persino un dirigibile.

Non è mia intenzione dilungarmi con questa premessa, né porre alcun veto o dispensare l’ennesimo vademecum di sopravvivenza alle feste; tuttavia…

In verità, mi sembra di ascoltarli i soliti discorsi di questo periodo, conditi di sane intenzioni e propositi rassicuranti! «Quest’anno rinuncio all’antipasto ma non al panettone…» oppure «Non assaggerò nulla di dolce o di cremoso, però al resto no, perbacco…». Il motivo è sempre lo stesso: il terrore di accumulare ciccia superflua, mettendo in serio pericolo i progetti estetici per la prossima primavera-estate. Tuttavia, così facendo, si rischia davvero di rovinare convivio e cibo, cadendo in angoscianti rimorsi post-festivi.

Ma c’è più di qualche considerazione da fare in vista dell’imponente operazione gustativa natalizia. Tra queste, l’esclusività dei piatti che caratterizzano le festività, ai quali è difficile negarsi, e la possibilità di assaggiare una miriade di leccornie in compagnia di persone care e amici.

Non è semplice offrire indicazioni igienico-salutiste, né comportamenti corretti, gastronomicamente parlando. La dritta migliore è sempre quella di mangiare e bere con pacatezza e moderazione, evitando di rimpinzarsi in modo ingordo – in particolare di vivande scontate, o già assaporate durante l’anno. Nella pratica, concedere “asilo gastrico” alle portate emblematiche (i passatelli o i cappelletti in brodo di carne, la tacchinella bollita oppure arrostita, il bollito misto con mostarda di rinforzo e salsa verde), senza rinunciare a una fetta di panettone o pandoro che (ricordate…) reclamano spumanti dolci e non secchi!

Sterili raccomandazioni? Fisime pallose di un umile gastronomo in vena di consigli? Nient’affatto – solo l’aspirazione che le prossime feste possano essere godute pienamente anche a tavola. Perciò via ad ansie, patemi e tabù restrittivi, e si proceda senza esitazione (ma con attenzione e moderazione…) agli imminenti balletti mangerecci!

In ogni caso, tenete a casa una congrua scorta di bicarbonato di sodio, ché non si sa mai. Battute a parte, per una volta non conteggiate calorie, grassi e oli in eccesso, magnificando con occhi e palato questo il tripudio di cose buone che stanno per arrivare, perché è dannatamente vero che se siamo più buoni è giusto essere anche più golosi.

Il panettone con…? Ogni anno si ripropone il solito dilemma: come presentare a tavola il panettone? Crema, zabaione, mousse, oppure una glassa? E, perché no, anche ricoperto di cioccolato caldo potrebbe essere un’idea.

Un consiglio franco e soprattutto gratuito: il fato vi ha concesso un buon panettone? Volete divederlo con i vostri cari? Tagliatelo e gustatelo così – nature – appena scartato (magari appena intiepidito vicino a una fonte di calore…), in fin dei conti è la cosa più semplice e saggia da fare.

L’autore e la rubrica augurano ai lettori di CibVs buone feste con il cibo e vino buono, cioè quello che più ci piace.

Stefano Buso