Finalmente è iniziato Taste of Milano, al Parco Sempione: una bella area recintata, piena di tende tendine tendoni leccornie negozietti produttori tavolini (pochini) (ma pochini) sedioline (pochine di più) e quant’altro…
Naturalmente CibVs è andato, e vi racconterà con calma come cosa e tutto quanto – ma prima di tutto un’osservazione. Bello il sistema dei ducati per comprare i vari piattini nei vari ristorantini (a che pro però? a parte il consumo di carta per stampare i ducati, se io invece di dare 5 biglietti da un ducato ne davo solo uno, cartaceo anch’esso, ma già esistente, con scritto su “5€”, non era lo stesso? e visto che non sono rimborsabili, se sbaglio i calcoli e me ne rimane uno o due, devo comprarne altroi dieci per fare un piatto da 6 + uno da 5 o due da 6… – ok, magari ci sono profonde motivazioni fiscali, o la necessità di pagare l’affitto dello spazio, delle tensostrutture, dell’elettricità, il gas, o che so io, ma insomma…). E allora: perché pagare 22€ solo per entrare? Capisco che probabilmente (non ho controllato, la mia è stata un’incursione rapida) i vari “eventi” (dalle presentazioni di libri alle dimostrazioni degli chef, alle degustazioni di vini) sono gratuiti (anche se il libro, ad esempio, si fa pubblicità), ma perché devo pagare per andare a un banco del cioccolataio o del pastaio che magari mi fanno sì assaggiare qualcosa, ma che comunque vogliono vendermi (o presentarmi in vista di una futura possibile vendita) il loro prodotto?

Ormai questa cosa si sta diffondendo – si paga per andare a Orticola, in cui espositori di piante e fiori vendono gli stessi), ho pagato per una fiera del biologico a Villa Necchi (un tendone con una ventina di banchetti che vendevano i loro prodotti: pago per comprare!) – non ho pagato al Mercato della Terra, strano…?
Ma il fatto che l’abitudine si diffonda non la rende meno sgradevole – è vero che si paga l’ingresso alla Fiera Campionaria (ricordo quando ci andavo da bambino), e forse lo capisco (si paga anche all?Artigiano in Fiera? non ricordo), e che si è sempre pagato, e che insomma le cose si fanno e organizzano sì per diffondere l’alta cucina il gusto e tutto ma anche per fare soldi… ma!
Emanuele Bonati