Posts Tagged ‘cuochi’

Cucina con uso di salotto

25 March 2011 - Commenti »

“Con uso di cucina” – un tempo era la possibilità offerta a chi affittava una stanza di utilizzare la cucina padronale. Ma ormai è la cucina il locale principale della casa – sta assumendo un ruolo sempre più centrale. E non solo la cucina nelle nostre case: l’arte culinaria nel suo insieme, nella società, in televisione, per radio, nella vita di tutti i giorni, nella pubblicità, nell’editoria… Nelle librerie, scaffali e scaffali di volumi dedicati all’arte culinaria in tutte le sue declinazioni – e al Mondadori Multicenter di Milano, in piazza Duomo, dove lo spazio dedicato ai libri d’arte al terzo piano è in ristrutturazione, e viene annunciato al suo posto un cook & books, libreria accessori scuola di cucina…

E naturalmente si moltiplicano le scuole e i corsi più o meno estemporanei, dalla Cucina Italiana a Teatro7 Lab a California Bakery e così via, giusto per restare a Milano.

Ma anche la pubblicità vede i cuochi come testimonial – di prodotti, ovviamente, dai dadi da brodo alla Nutella, alle cucine e fornelli, ma anche fuori dall’ambito culinario, vedi Filippo La Mantia recente testimonial della campagna della LILT con vendita di bottiglia d’olio…

O anche Davide Oldani per Oviesse…

Insomma, tutto quello che è cucina e culinaria va alla grande…

Sarà un bene o un male?

Emanuele Bonati

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Identità Golose 2011: lo scoop di Bruno

10 February 2011 - Commenti »

Certo, è stato difficile, ma il fotografo di CibVs è riuscito a fotografare, per una volta, tutti i grandi cuochi che hanno partecipato all’edizione 2011 di Identità Golose – assieme!!!!

Foto Bruno Cordioli per CibVs

http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/collections/72157625944218612/

Identità Golose 2011: cuochi di mano…

8 February 2011 - Commenti (3) »

Alcuni cuochi da Identità Golose 2011 nelle foto di Bruno Cordioli

Massimiliano Alajmo

Massimo Bottura

Chicco Cerea

Antonello Colonna

Gennaro Esposito

Loretta Fanella

Mehmet Gürs

Josean Martinez Alija

Davide Scabin

Elio Sironi

Luigi Taglienti

Tatsuya Iwasaki

Yoshihiro Narisawa

Foto Bruno Cordioli per CibVs

http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/collections/72157625944218612/

Alessandro Cogliati miglior chef emergente del Nord Italia 2010

18 November 2010 - Commenti (4) »

Tra domenica 14 e lunedì 15 novembre, alla Certosa Cantù di Casteggio (PV), è stato assegnato il premio al miglior chef emergente d’Italia 2010 – e ha vinto Alessandro Cogliati, chef del ristorante Due Scale di Luino, Varese.

Il premio era organizzato da Witaly, con la collaborazione e il supporto della Camera di Commercio di Pavia e presentato dal giornalista Luigi Cremona – potete leggere il suo resoconto della competizione qui – mentre la giuria di giornalisti ed esperti del settore era presieduta da Fausto Arrighi, direttore della guida Michelin.

I giovani chef protagonisti della manifestazione erano: per la Lombardia, Lorenzo Santi del ristorante La Maniera di Carlo di Milano, Luigi Gandola del Salice Blu di Bellagio (Co), Massimiliano Limadori del ristorante La Cave di Casteggio (Pv) e appunto Alessandro Cogliati del Due Scale di Luino (Varese). Per le altre regioni del Nord, Daniele Lunghi del ristorante Locanda Canevari a Volpedo (Al), Christian Milone del ristorante Zappatori a Pinerolo (To), Davide Cannavino del ristorante La Voglia MattaC’era una volta di Cussignacco (Ud), Giuseppe Nasti del ristorante Alla Fortuna di Grado (Go) e Marianna Pillan del ristorante Zenzero di Grumolo (Vi). di Genova, Mattia Manetti del C’era una volta di Cussignacco (Ud), Giuseppe Nasti del ristorante Alla Fortuna di Grado (Go) e Marianna Pillan del ristorante Zenzero di Grumolo (Vi).

Il giovane (veramente giovane: 26 anni…) chef ha alle spalle una carriera tutto sommato breve ma ricca di esperienze, comprese alcune apparizioni in tv, e si presenta con un menu decisamente intrigante.

La vittoria è stata ottenuta grazie a un “Risotto zucca Hokaido con lo sminuzzato di capriolo al cioccolato fondente profumato al timo-limone” e “L’insalatina di trota affumicata al tiglio con crescioni di ruscello e dressing al Primo Mugo”. Niente da dire: anche solo il nome e la faccia dei piatti meritano…

Mi sa tanto che ne riparleremo.

Emanuele Bonati

foto di www.porzionicremona.it e Ufficio Stampa

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Tanto CibVs QuantoBasta

4 November 2010 - Commenti (5) »

Voglio fare il cuoco in televisione

Trent’anni di tv commerciale hanno portato ad una frittata globale di neuroni:  la vita reale è la vita in diretta ed esisti solo se appari, visto che una copertina scandalistica, oramai, non la si nega a nessuno.

Non è il solito pippone post-sfrantumamento da omicidio Scazzi, l’ennesima dimostrazione che il buon senso, l’etica sono variabili utili per una sceneggiatura tipo Cime Tempestose e non certo per Vita Quotidiana.

Ma quando uno degli Unni – l’affettuoso nomignolo con cui ho battezzato i miei nipoti gemelli – in trasferta da me, alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” mi ha risposto “Il cuoco in televisione”, mi è montato un nervoso che non vi dico.

Mia sorella non è certamente un’appassionata di cucina, e mia madre di certo non passa il tempo a confezionare torte di mele con i nipotini. E allora? Cosa ha colpito il piccolo terremoto di 6 anni?

Semplicemente, è rimasto affascinato dagli sguardi, dai pianti, dalle contumelie, dai drammi, dalle urla, dal vilipendio del buonsenso, ddai colori degli studi tv e dallo sfondo rosso della sigla – con tanto di occhiata demoniaca e forcone diabolico che, si badi bene, non ha neppure il più terribile dei Gormiti.

“Sei sicuro che quello è un cuoco?”

“Certo, ha una camicia [giacca ndr] come la tua.”

“E ti piace cucinare?”

“L’ho fatto solo una volta [con me], ma mi piacerebbe tanto fare come fa lui”, ovvero casino, e senza finire a letto senza cena e senza gormiti.

Siamo partiti da Apicio, passando per Caterina de’ Medici, Bartolomeo Scappi, Pellegrino Artusi, arrivando poi a Gualtiero Marchesi, per ridurci ad ascoltare presentatrici giuggiolanti, cuochi di ogni forma e dimensione e capacità e presenza fisica, e Gordon Ramsay urlare nelle orecchie a poveri sfessati in imbarazzante sovrappeso (significa che quanto meno ignorano l’esistenza della cucina mediterranea) offese e rimproveri che neanche il perfido sergente che fece saltare la pazienza  a Rambo si sarebbe sognato di snocciolare. Non è che siamo nella segreta attesa del terzo suicidio tra i partecipanti, così da poter successivamente assistere alla rappresentazione di un nuovo  plastico?

Mi domando cosa c’entra tutto questo con la cucina, con il significato del termine “cucina” ovvero “stanza della casa dove si cuociono e si preparano le vivande, e tutte le cose che cuociono, e il modo di cuocere”.

Nulla, direi proprio nulla.

Come non c’entra nulla l’autosbrodolamento che oramai trasuda da tantissimi programmi o manifestazioni legate all’enogastronomia.

“Tutta invidia” mi si potrebbe obiettare “tu sei li che spadelli per 4 gatti mentre Gordon o chi per esso ha milioni di fans e muove milioni in pubblicità”.

Forse avete ragione, anzi quasi sicuramente avete ragione. Ma di un’altra cosa sono sicura: che io senza certe trasmissioni o autocelebrazioni posso serenamente vivere. Mentre Gordon, o chi per esso, senza di me (e della pubblicità che gli porto) potrebbe fare anche fatica a farlo.

Anna Maria Pellegrino

lacucinadiqb

Libri: Bartolomeo Scappi

10 December 2009 - Commenti (2) »

Da buon gastrofanatico in erba, acquisto continuamente tutta una serie di cose legate al mondo dell’enogastronomia: libri che forse resteranno sempre lì sullo scaffale o appoggiati su qualche mobile, utensili di vario tipo, gastrodiavolerie spaziali (tipo l’argento alimentare, che giace in dispensa da chissà quanto…).

Soprattutto libri…

Appena vedo un libro interessante, che parli di vino, di cucina, di alimentazione, di ricette, lo acquisto, sempre con la speranza di utilizzarlo, prima o poi.

Al primo posto della mia wish list ce n’è uno in particolare, a cui faccio il filo da un po’ – da quando lo ho scoperto nel catalogo di una casa editrice bolognese, specializzata in ristampe anastatiche, la Forni Editore.

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Il libro (anzi, a dire il vero i volumi sono due, per quasi mille pagine) di cui sto parlando è un trattato di cucina rinascimentale datato 1570 (e più volte ristampato nei settant’anni successivi), Opera. Dell’arte del Cucinare di Bartolomeo Scappi, cuoco famoso ma di cui si conosce poco: cucinò un banchetto nel 1536 in onore di Carlo V, fu cuoco di papa Pio V, e nel 1570 pubblicò il suo trattato, un vero e proprio libro di testo, se, come dichiara lo stesso autore, egli opera in modo diverso dagli altri cuochi suoi colleghi , che tengono “celati i lor secreti, non solo col mezzo della penna ricusano pubblicarli, ma anco con la parola verso a particolari avari se ne mostrano”.

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Gli storici parlano di un grande professionista, all’avanguardia, il primo a codificare nel suo trattato l’utilizzo dei prodotti importati dalle Americhe, oltre a dare una sistemazione organica alla cucina del tempo – tecniche, strumenti (e la prima raffigurazione di una forchetta), oltre mille ricette… Un codificatore, insomma – il punto più alto, il punto d’arrivo della cucina del Rinascimento, e al tempo stesso il punto finale: dopo di lui la cucina italiana perderà il suo primato fra le cucine europee.

Scappi Bartolomeo

Si veda quanto detto in proposito da Stefano Buso su Taccuini Storici e un sito originale e interessante, Summa Gallicana, nella voce del Lessico dedicata a Scappi.

Sfogliando il catalogo, sul sito di Forni editore, ci sono molti altri volumi interessanti. Questa, ora che ci penso, potrebbe essere, anzi è sicuramente, un’ottima idea per un regalo natalizio.

Beh, adesso sapete cosa potete regalarmi!

Christian

con la collaborazione di Emanuele

CIBVS e la guida di Identità Golose

29 September 2009 - Commenti (2) »

Siamo andati alla presentazione della guida di Identità Golose alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano, ieri 28 settembre – letto il trafiletto sul giornale, di corsa… Paolo Marchi, la mente di IG, ha presentato al sua opera con Massimo Bottura e Davide Oldani, e ha consegnato una serie di premi.

La guida – appena sfogliata, ho cercato qualche locale che non ho trovato, qualcun altro c’era – 19€, oltre 750 pagine – contiene a dire di Marchi 619 locali visitati da 70 collaboratori, che firmano le loro schede, non dà voti o cappellini, riporta i nomi dei cuochi chef sommelier e così via. Attenzione particolare ai giovani 20-30enni (come dimostrano peraltro i premi assegnati tutti under 40) e ai (giovani) pasticceri; itinerari in 12 città italiane e mondiali…

Interessante l’idea di riportare nomi di cuochi chef maitre sommellier e così via – attenzione alle persone, importante (molto bella l’idea di indicare in guida cosa piace e non piace cucinare allo chef, si possono fare considerazioni interessanti), anche se l’idea di “andare a conoscere i cuochi” propugnata dal giornalista e prefatore Roberto Perrone (seguendo peraltro quello che dice anche Alaimo) ha quel che di insomma strano elitario (andiamo tutti dal cuoco? o ci andiamo noi giornalisti critici? e noi timidi come facciamo?) che lascia un po’ perplessi – forse forse è meglio che il cuoco mescoli il sugo… Anche se naturalmente è piacevole parlare anche solo per qualche momento con lo chef – Oldani gira fra i tavoli, ed è comunque bello dirgli che buono, scambiare due parole (una volta mi ha detto che forse avrebbe visto bene su un certo piatto di riso dei cubetti di barbabietola magari alla piastra mi sembra… e mi sto ancota domandando se poi lo ha fatto)

Comunque: presentazione con spunti interessanti (ancora Perrone: cucina come la letteratura, il piacere di mangiar bene come il piacere di un bel libro), la premiazione dei giovani ha avuto momenti simpatici e interessanti al di là dei ringraziamenti, della commozione o degli imbarazzi – fra i premiati, Pietro Zito (Antichi Sapori di Montegrosso, Andria) che parla di “emozionare con la semplicità” (una parola d’ordine ormai), i due simpatici sous-chef di Aimo e Nadia, Fabio Pisani e Alessandro Negrini, lo chef Alija del Guggenheim Cafè all’interno del museo a Bilbao (meno di trent’anni…)… Massimo Bottura, uno dei presentatori, ha annunciato la “pace” fra Grana Padano e Parmigiano Reggiano (se di “guerra” si poteva parlare), e Davide Oldani ha anticipato il suo intervento al prossimo congresso di IG: prenderà alcuni dei piatti raffinati ed elaborati che faceva da Giannino una decina d’anni fa e li rivisiterà alla luce della sua attuale esperienza e filosofia…

Magari ne riparleremo – per ora aspettiamo il congresso…

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Emanuele Bonati