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	<title>BLOGVS &#187; cucina internazionale</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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			<item>
		<title>I consigli di Malafarina: “A tavola con Abramo&#8221;</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2012/02/03/i-consigli-di-malafarina-%e2%80%9c/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[I consigli di Malafarina]]></category>
		<category><![CDATA[Le rubriche di CibVs]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina ebraica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Un manuale di cucina ebraica ispirato dirtettamente dalla Bibbia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2012/02/9788821572890g.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6404" title="9788821572890g" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2012/02/9788821572890g.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Andrea Ciucci – Paolo Sartor</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>A tavola con Abramo</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Le ricette della Bibbia</strong><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: center;">con una prefazione di Ezio Santin<em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>San Paolo<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong>176 pagine, 18,00€</p>
<p><span style="color: #ffffff;">**</span></p>
<div style="text-align: justify;">Sessanta ricette per riproporre la tradizione gastronomica tramandata nella  Bibbia. Alcuni piatti sono descritti con precisione dal testo sacro,altri sono soltanto citati, altri ancora appartengono al patrimonio  culinario dell’antico Vicino Oriente.</div>
<div style="text-align: justify;">Un modo inusuale di approfondire le Scritture e di provarne concretamente i  sapori cercando, per quanto possibile, di restituire un clima e un ambiente  culturale che sono alla radice della nostra storia. Un libro di  ricette bibliche,  quindi, presentate nel modo più fedele possibile, sia nella scelta degli  ingredienti sia nei metodi di cottura.</div>
<p><span style="color: #ffffff;">***</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.libreriagastronomica.it/"><em><strong>Malafarina</strong></em></a></p>
<p style="text-align: center;">Libreria di cultura gastronomica</p>
<p style="text-align: center;">20129 Milano – Via B. Cellini, 21  Tel. e Fax: 02.36584864</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tanto CibVs QuantoBasta</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/11/25/tanto-cibvs-quantobasta-9/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/11/25/tanto-cibvs-quantobasta-9/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 06:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tanto CibVs QuantoBasta]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Pellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[sushi]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte la mode ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong><em>Tonno sui miei passi</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il mondo della gastronomia, come qualsiasi altro, vive di mode – ma fortunatamente riesce, di solito, a superarle senza troppi danni.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, siamo sopravvissuti all’apoteosi, al trionfo di panna nella quale venivano affogate improbabili scaloppine, abbiamo messo la rucola ovunque, abbiamo fatto il risotto con le fragole ed il dessert con il gorgonzola. Abbiamo combattuto il junk food a colpi di focaccia e non abbiamo fatto prigionieri (anche se non bisogna mai abbassare la guardia…). Siamo arrivati a pensare che “cucina etnica” sia ogni cosa dove si mette il curry (che si trova, ben confezionato, pressoché ovunque, tranne che nelle cucine delle famiglie indiane), o anche ogni cosa che si possa mettere nello stesso piatto con couscous o burghul, fosse anche una fetta di pizza – o comunque ogni cosa che abbia nel nome almeno una <em>k</em> o <em>w</em> o <em>j</em>, o finisca in consonante – dimenticando che l’etimologia di <em>etnico</em> è più vicino al concetto di  “popolo, gente” che non di “potpourri di luoghi comuni”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">E adesso è arrivato il pesce crudo: che è ugualmente etnico ma molto più figo. Vuoi mettere tra un piatto di labna ed uno di sushi o sashimi? Ed il wasabi? E la radice di zenzero tagliata come se fosse tartufo? Nel giro di pochi anni siamo passati dalla pausa pranzo  a base di pizza bollente mangiata in piedi ed arrotolata (con relativo pericolo sbrodolamento…) ad un momento di break freddo e minimalista con – irrinunciabili! – Chopsticks o Hashi che dir si voglia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma mentre l’eccesso di consumo di pizza finisce nel girovita, che, eventualmente, è possibile combattere con qualche sessione aggiuntiva di addominali, la passione travolgente per la tartare di tonno, e per il pesce crudo in generale, ha travolto anche un ecosistema preziosissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3381" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/11/3198723653_74be2597a5_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-3381" title="3198723653_74be2597a5_o" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/11/3198723653_74be2597a5_o-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Foto http://www.flickr.com/photos/bass_nroll/</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Oggi il 75% delle riserve ittiche sono a rischio estinzione. <em>Il settantacinquepercento a rischio estinzione</em> vuol dire che i nostri figli leggeranno del passaggio su questa Terra (o, meglio, nei nostri mari) di molte specie ittiche solo nei libri di scienze, come noi oggi leggiamo del Dodo, abitante pacifico delle Mauritius che grazie ai portoghesi prima ed agli olandesi poi si estinse in meno di 10 anni: cacciato perché preda facile (pur essendo le sue carni disgustose), il suo habitat naturale distrutto. E tutto questo ben prima dell’arrivo dei villaggi turistici…</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un’alternativa potrebbe essere l’allevamento (magari evitando di nutrire il pesce con le stesse farine animali che si danno ai polli), ma i puristi giapponesi storcono il naso e lo snobbano sdegnati. Dalle nostre parti ci sono forse più estimatori modaioli che puristi, e si potrebbe iniziare a riflettere sulla questione da persone sensate, sollecitate più da un senso etico che estetico…</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em><strong>Anna Maria Pellegrino</strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.lacucinadiqb.com/">lacucinadiqb</a><br />
</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Pumpkin Pie: la torta di zucca americana</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/10/31/la-pumpkin-pie-la-torta-di-zucca-americana/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/10/31/la-pumpkin-pie-la-torta-di-zucca-americana/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 17:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[cucina americana]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[DOLCI]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Magni]]></category>
		<category><![CDATA[Halloween]]></category>
		<category><![CDATA[Pumpkin pie]]></category>
		<category><![CDATA[torta di zucca]]></category>
		<category><![CDATA[torte]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una lezione di dolci americani tenuta alla Scuola della Cucina Italiana dal pasticcere Gabriele Magni.
Ingredienti
panna liquida 474ml
zucca (bollita) in purea 250gr
zucchero di canna 130gr
noci pecan in pezzetti 40gr
uova 3
cannella in polvere 1 cucchiaino
zenzero in polevere 1/2 cucchiaino
noce moscata in polvere 1/2 cucchiaino
chiodi di garofano in polvere un pizzico
sale un pizzico

per la pasta
farina 165gr
burro 115 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una lezione di dolci americani tenuta alla Scuola della Cucina Italiana dal pasticcere Gabriele Magni.</p>
<p><em><strong>Ingredienti</strong></em></p>
<p>panna liquida 474ml</p>
<p>zucca (bollita) in purea 250gr</p>
<p>zucchero di canna 130gr</p>
<p>noci pecan in pezzetti 40gr</p>
<p>uova 3</p>
<p>cannella in polvere 1 cucchiaino</p>
<p>zenzero in polevere 1/2 cucchiaino</p>
<p>noce moscata in polvere 1/2 cucchiaino</p>
<p>chiodi di garofano in polvere un pizzico</p>
<p>sale un pizzico</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/851pumpkin.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3211" title="851pumpkin" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/851pumpkin-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><em>per la pasta</em></p>
<p>farina 165gr</p>
<p>burro 115 gr</p>
<p>acqua fredda 30-45ml</p>
<p>sale 1/2 cucchiaino</p>
<p><em><strong>Procedura</strong></em></p>
<p>Scaldare il forno a 220°C.</p>
<p>Preparare la pasta: setacciare la farina e il sale in un recipiente, unire il burro e lavorare grossolanamente. L&#8217;impasto non dovrà risultare liscio e omogeneo, ma un po&#8217; granuloso.</p>
<p>Unire un po&#8217; d&#8217;acqua all&#8217;impasto, piano piano, sufficiente per formare una palla.</p>
<p>Stendere l&#8217;impasto (dopo avere passato un po&#8217; di farina sulla spianatoia) a uno spessore di 5mm e disporlo in una tortiera da 23 cm.</p>
<p>Tagliare i bordi in eccesso e cospargere il fondo con le noci pecan tritate.</p>
<p>Lavorare insieme la purea di zucca, la panna, lo zucchero, il sale, le spezie e le uova.</p>
<p>Versare il composto sulla pasta.</p>
<p>Infornare per 10&#8242; a 220°C, poi abbassare la temperatura a 180° e cuocere per altri 45&#8242;.</p>
<p>Fra raffreddare sformare e servire.</p>
<div id="attachment_3210" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/298797751_b9818f4098.jpg"><img class="size-medium wp-image-3210" title="298797751_b9818f4098" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/298797751_b9818f4098-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">PHOTO ENDLESS BEAUTY/FLICKR.COM</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Buona!!!</p>
<p><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele Bonati</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Victoria&#8217;s Secrets</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/10/26/victorias-secrets/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/10/26/victorias-secrets/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 10:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Victoria's Secrets]]></category>
		<category><![CDATA[crumble]]></category>
		<category><![CDATA[cucina britannica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[DOLCI]]></category>
		<category><![CDATA[English custard]]></category>
		<category><![CDATA[fragole]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[mirtilli]]></category>
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		<category><![CDATA[pere]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[prugne]]></category>
		<category><![CDATA[rabarbaro]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[torte]]></category>

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		<description><![CDATA[Come spesso accade, a un piatto - anzi, a un dolce - sono legati i più cari ricordi d'infanzia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;"><strong><em>Un dolce ricordo: <span style="color: #ff00ff;">Crumble di Mele</span></em></strong></span><span style="color: #ff00ff;"> </span></span><span style="color: #ff00ff;"><strong><em><span style="font-family: Times New Roman; font-size: medium;">e  More</span></em></strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Questo semplice ma gustosissimo dolce a base di mele cotte e    frolla sbriciolata riesce sempre al primo boccone a catapultarmi nel passato,    quando ero ancora una bambina e tutta la famiglia abitava  sotto lo    stesso tetto nella campagna inglese sulle rive del Tamigi.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Mi veniva servito regolarmente alla mensa del collegio nella    sua versione più economica, ma la sua esecuzione migliore potevo gustarmela la    domenica quando tutta la famiglia, cani compresi, si recava al <em>Red Lion Pub</em> per il tradizionale Sunday Lunch. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/Inghilterra.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3149" title="Inghilterra" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/Inghilterra-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><br />
</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Conoscevo benissimo la tattica da adottare, sedersi vicino a papà e    a mio fratello Enrico, non grandi amanti dei dolci, e il più lontano possibile    da mamma, che sicuramente avrebbe tentato un &#8220;Me ne dai una cucchiaiata?&#8221;. A malincuore – e con la certezza che se avessi detto no, avrei sicuramente    ricevuto un rimprovero dal papà, – cedevo parte del mio dolce alla mamma, ma in    fin dei conti le porzioni erano sempre così abbondanti che non sarei mai    riuscita a finirlo tutta sola.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Al pub veniva tradizionalmente servito con    la English Custard, sorella della crema pasticcera, meno densa    perché priva di farina o fecola, che la fa addensare durante la cottura.    Si ha cosi il contrasto fra il caldo dell&#8217;apple crumble e il freddo della salsa (che può    anche essere sostituita con del buon gelato alla vaniglia).</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">Di crumble ce ne sono molti, in base alla stagione si    possono usare tipi di frutta diversi, ad esempio in estate delle buone    varianti sono pesca e granella di amaretti, oppure fragole e rabarbaro,    mentre d&#8217;inverno pere e prugne, o mirtilli e mele e more o altri frutti di    bosco.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">La ricetta che vi propongo oggi, fatta e strafatta, è    con mele e more. Un&#8217;accoppiata vincente, dove il sapore dolce della    mela viene bilanciato dalla nota un po&#8217; più acidula della    mora. </span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">La sua semplice esecuzione e il limitato numero di ingredienti    fa sì che anche il più inesperto di voi sia in grado di realizzarla,    conquistando il palato di tutti i commensali.</span></div>
<h1><span style="color: #ff00ff;"><span style="font-size: x-small;"><em><strong>Crumble di mele e    more</strong></em></span></span></h1>
<div><em><span style="font-size: x-small;">dosi per 6 persone</span></em></div>
<div><em><strong><span style="font-size: x-small;">Per il ripieno:</span></strong></em></div>
<div><span style="font-size: x-small;">4 mele grosse tagliate a    cubotti</span></div>
<div>
<div><span style="font-size: x-small;">225 g more</span></div>
<p><span style="font-size: x-small;">1 noce di burro </span></p>
</div>
<div><span style="font-size: x-small;">3 cucchiai pieni di    zucchero</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">cannella    q.b.</span></div>
<div><strong><em><span style="font-size: x-small;">Per il    crumble:</span></em></strong></div>
<div><span style="font-size: x-small;">180 g    farina</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">100 g burro freddo tagliato a    cubetti</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">100 g    zucchero</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">scorza di    limone q.b.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><em><strong>Esecuzione</strong></em><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Riscaldare il forno a    180°C.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Far sciogliere il burro in una padella,    aggiungere  mele, zucchero e cannella e far  cuocere fin quando le    mele diventano morbide. Correggere di zucchero qualora le mele fossero un    po&#8217; acerbe. Fare intiepidire a aggiungere le    more.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Trasferire il composto in una pirofila o    in contenitori monoporzione.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Per fare il crumble lavorare il burro    freddo con le mani insieme alla farina fino a quando non assume una    consistenza sabbiosa; aggiungere lo    zucchero.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Sbriciolare il crumble sulla frutta in    modo da coprirla tutta, mettere in forno e cuocere per 30-45 minuti per la    pirofila oppure 20 minuti per le monoporzioni. Il crumble sarà    pronto quando la superficie sarà ben dorata e il sughetto della frutta    incomincerà a fuoriuscire e sobbollire ai bordi della    pirofila.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Servire caldo con la English Custard    oppure con del gelato alla vaniglia.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/12.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3138" title="-1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/12-172x300.jpg" alt="" width="172" height="300" /></a><br />
</span></div>
<div>
<p><span style="color: #ff00ff;"><strong><em><span style="font-size: x-small;">English    Custard</span></em></strong></span></p>
</div>
<div><strong><em> </em></strong></div>
<div><em><span style="font-size: x-small;">dosi per 4-6    persone</span></em></div>
<div><span style="font-size: x-small;">250ml latte intero</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">250ml panna liquida</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">6 tuorli d’uovo</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">90g zucchero</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">1 bacca di vaniglia    aperta</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Portare latte, panna e i semi    di vaniglia ad ebollizione.<br />
</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Mischiare bene i tuorli d’uovo    con lo zucchero. Aggiungere 1/3 del composto liquido sui tuorli e mescolare    bene.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Versare il composto con i tuorli    sul latte rimanente e cuocere delicatamente fin quando si addensa    sufficientemente da velare il cucchiaio.</span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Filtrare bene con un colino    grande per rimuovere eventuali grumi.</span><span style="font-size: x-small;"> </span></div>
<div><span style="font-size: x-small;">Coprire con pellicola trasparente a contatto e lasciar    raffreddare.</span></div>
<p><span style="color: #ff00ff;"><em><strong>Vittoria Bortolazzo</strong></em></span></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=113256518128#!/group.php?gid=113256518128">Gelato Giusto</a></p>
<p>Foto di Alessandro Iamone</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il libro delle tapas</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/10/25/il-libro-delle-tapas/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 19:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[letteratura culinaria]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina spagnola]]></category>
		<category><![CDATA[Inés Ortega]]></category>
		<category><![CDATA[José Andrés]]></category>
		<category><![CDATA[Mauricio Salinas]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Ortega]]></category>
		<category><![CDATA[tapas]]></category>

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		<description><![CDATA[Un (bellissimo) libro sulle tapas edito da Phaidon]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.phaidon.com/store/">Phaidon</a> pubblica in questi giorni <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Il libro delle tapas</strong></em></span>, una raccolta di oltre 250 ricette di <strong><em>Simone </em>e <em>Inés Ortega</em></strong>, madre e figlia.<em> Simone Ortega</em> ha scritto opere di culinaria per oltre 50 anni  ed è considerata la più grande esperta di cucina tradizionale della  Spagna – intere generazioni di spagnoli hanno imparato a  cucinare grazie ai suoi libri. Sua figlia <em>Inés Ortega</em> ha iniziato a collaborare con lei fin dalla più tenera età e porta avanti la tradizione materna.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/2.jpg"><img class="size-full wp-image-3165 aligncenter" title="-2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/10/2.jpg" alt="" width="151" height="200" /></a></p>
<p>Il volume, dalla grafica raffinata, con una raccolta inedita di ricette, è arricchito dalle  foto, veramente bellissime (come è del resto caratteristico dei volumi Phaidon), firmate da <a href="http://www.mauriciosalinas.com/"><em>Mauricio Salinas</em></a>. La prefazione è firmata da <a href="http://www.thinkfoodgroup.com/"> </a><em><a href="http://www.thinkfoodgroup.com/">José Andrés</a>,</em> lo chef che, partito dalle Asturie, è approdato in America, portando con sé, e svelando agli &#8220;indigeni&#8221;, la cultura e i segreti delle tapas.</p>
<p>Nel <span style="color: #ff0000;"><em><strong>Libro delle tapas</strong></em></span> madre e figlia si cimentano in quella che viene considerata una delle specialità più tipiche della cucina ispanica, proponendo ricette semplici e genuine, che esaltano i sapori, la praticità e la bontà delle tapas.</p>
<p><!-- @font-face {   font-family: "Times New Roman"; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }p { margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; } --></p>
<p>Il volume, in formato 18&#215;27, consta di 432 pagine e costa 35€ (ISBN 9780714859682).</p>
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		<title>Tanto CibVs QuantoBasta</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/05/07/tanto-cibvs-quantobasta-5/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 12:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tanto CibVs QuantoBasta]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Pellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[La cucina di qb]]></category>

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		<description><![CDATA[Contaminiamoci
Un rito che mi riconcilia con il mondo è andare in bicicletta a prendere il latte crudo al distributore: con le bottiglie sbatacchianti nello zaino, affronto incosciente una giungla di guidatori schizofrenici – ma tant’è: qualche sorso di latte che ti avvolge la bocca vale il pericolo corso!
Comunque, lungo il percorso cerco scorciatoie tra vie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003300;"><strong><em>Contaminiamoci</em></strong></span></p>
<p>Un rito che mi riconcilia con il mondo è andare in bicicletta a prendere il latte crudo al distributore: con le bottiglie sbatacchianti nello zaino, affronto incosciente una giungla di guidatori schizofrenici – ma tant’è: qualche sorso di latte che ti avvolge la bocca vale il pericolo corso!</p>
<p>Comunque, lungo il percorso cerco scorciatoie tra vie silenziose, sulle quali si affacciano case con giardini ordinati e altalene colorate, e piccoli condomini con palloni e tricicli in terrazza.</p>
<p>I giochi dei bimbi si assomigliano tutti: potreste dargli una nazionalità, dire che quello è un gioco di un bimbo portoghese, quello di una bimba tunisina, quell’altro di un ragazzino pakistano? Direi di no.</p>
<p>Girovagando in bici annuso l’aria e scopro le carni grigliate nel barbecue, il fischio profumato della pentola a pressione, il curry che sta soffriggendo con le cipolle.</p>
<p>E quello che i bimbi mangiano? I loro cibi si assomigliano?</p>
<p>Qui si apre un mondo, tanto complesso quanto è complesso il nostro mondo, tanto antico quanto il primo piatto cotto nella storia. Un mondo, una cultura, una storia in ogni cucina: mentre i nostri figli  – Michele e Margherita, Mohamed e Shamila e José – sono a scuola, e imparano a diventare grandi, anche pranzando insieme nelle mense scolastiche, le loro mamme, silenziose e  invisibili, lavorano, e si prendono cura della casa e della famiglia, e soprattutto della cucina. Ciascuna a suo modo, chi mettendo a bollire speghetti di grano duro, chi spaghetti di soia, chi preparando falafel, chi invece polpette&#8230;</p>
<p>Che c’è di strano? È così da sempre – ma mai come in questo nuovo millennio ci è data la possibilità di arricchire quella che potrebbe diventare la nostra storia ed anche parte della nostra cultura, “contaminando” positivamente ciò che siamo diventati. Perché non penserete davvero che già ai tempi dei romani “noi” mangiavamo spaghetti al pomodoro, bevendo spremute d’agrumi o caffè&#8230;! Se non ci fossero state le esplorazioni, la voglia di vedere cosa c’era dall’altra parte delle Colonne d’Ercole, ora la nostra dieta sarebbe quantomeno monotona. E quindi perché non approfittare di questa ulteriore, nuova esplorazione “al contrario”? Non “noi” che andiamo al di là del mondo conosciuto ma noi che accogliamo di qua persone, esperienze, storie, colori, ma anche aromi e sapori, che vengono da un mondo che ci è ancora largamente sconosciuto&#8230;</p>
<p>Mi piace pensare al sorriso di una donna indaffarata con spezie colorate nella mia cucina, intenta a insegnarmi un piatto che potrei preparare per suo figlio che fa merenda con il mio, mentre io le confido la mia ricetta segreta per il brasato&#8230; Prendete carta e matita anche voi?</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Falafel.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1694" title="Falafel" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Falafel-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="color: #003300;"><em><strong>Anna Maria Pellegrino</strong></em></span></p>
<p><span style="color: #003300;"><a href="http://www.lacucinadiqb.com/">lacucinadiqb</a><em><br />
</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2009/11/08/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 06:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina vietnamita]]></category>
		<category><![CDATA[garum]]></category>
		<category><![CDATA[nuoc-mam]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[salsa]]></category>
		<category><![CDATA[sauce]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Buso]]></category>

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		<description><![CDATA[Intraprendere un viaggio emotivo che accarezzi il cuore e oltrepassi la soglia del razionale è davvero possibile. Come? Grazie al cibo! Gustoso, stuzzicante, saporito, tiepido o freddo o bollente, dolce o salato – ovunque suscita le stesse gratificazioni e lo stesso godimento…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em>Percorsi, confini&#8230; cibo!</em></span><em> </em></h2>
<p style="text-align: justify;"><em>Intraprendere un viaggio emotivo che accarezzi il cuore e oltrepassi la soglia del razionale è davvero possibile. Come? Grazie al cibo! Gustoso, stuzzicante, saporito, tiepido o freddo o bollente, dolce o salato – ovunque suscita le stesse gratificazioni e lo stesso godimento…</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo come un’unica grande piazza. Perciò poco importa trovarsi a Jakarta, a Miami, a Mombasa o a Nagasaki, su una spiaggia assolata oppure nelle regioni più buie e gelide, in balìa delle intemperie. Ogni villaggio, città o contrada ha la potenzialità di animare la fantasia, annullando all’istante affanni e malinconie, grazie alla formidabile regia del cibo!</p>
<p style="text-align: justify;">Hanoi: capitale del Vietnam. Qui, una porzione di riso servita con involtini e tè ti rianima e ti dà energia; in più, tutto attorno, la gente sorride con simpatia e spontaneità. In svariate realtà del mondo si pranza per strada, in piedi o seduti, contemplando la vita che borbogliando scivola via. Una prospettiva allettante per qualsiasi essere umano&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">In Asia (e altrove) una caratteristica specifica dei pasti è la presentazione: le pietanze sono tagliate a pezzi abbastanza uguali tra loro, disposti in ordine accanto alle bacchette. È raro che le vivande non siano accompagnate da salse e intingoli, da colori e ornamenti bizzarri.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra caratteristica che il viandante gusta è la tranquillità delle persone mentre mangiano. E la loro disinvoltura suscita non poco stupore. Purtroppo dalle nostre parti è un ricordo che ormai risale alla storia, seppure non troppo lontana.</p>
<p style="text-align: justify;">È incredibile cosa scateni il cibo e quanto sia inarrestabile il suo bisogno. Anche nelle zone più inospitali della terra, il pasto diventa un indispensabile antidoto contro i malumori della giornata, un istante atteso che oltre a placare la fame rasserena l’animo. E per il viaggiatore anche essere ai confini del mondo, lontani migliaia di chilometri da amici, casa e benessere non è più un cruccio. Con una pietanza tipica – estranea al menu abituale – è possibile non solo apprezzare il sorriso dell’occasionale compagno di ristoro, ma essere travolti dalla bellezza della vita. Socchiudere gli occhi assaporando un boccone, senza necessariamente doverne carpire simbologie feticiste o modaiole, è paragonabile a un itinerario completo di sensazioni piacevoli. Se questa non è magia o un sortilegio – cos&#8217;altro può essere?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Nuoc mam</strong>: salsa piccante – protagonista della cucina vietnamita, realizzata con pesce fermentato di mare (o di acqua dolce) e sale. È adoperata su molti piatti locali – iniziando dalle insalate fino alle preparazioni di carne – maiale compreso! – e ovviamente pesce. Un </em><em>must che molti accostano all’antico Garum dei romani, e alla nostra moderna colatura di alici di Cetara, in Campania. Il sapore di questa sauce è intenso, sferzante, difficilmente paragonabile ad altri prodotti gastronomici. Persino un frugale riso bollito diventa più saporito con la salsa nuoc mam. Da provare alla prima occasione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Addio Gourmet</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2009/11/06/addio-gourmet/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIBVS]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Gourmet]]></category>
		<category><![CDATA[Kevin Demaria]]></category>
		<category><![CDATA[riviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Una storica rivista americana chiude: Gourmet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #800000;">Gourmet</span></strong></em>, la bibbia delle riviste enograstromiche del mondo, edita da Condè Nast e pubblicata dal 1941, non c&#8217;è più. Il numero di novembre sarà l&#8217;ultimo: caduta del mercato pubblicitario.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502320511150333_big.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-737" title="esterne051502320511150333_big" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502320511150333_big.jpg" alt="esterne051502320511150333_big" width="304" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;art director, Kevin Demaria, ha fotografato gli ultimi giorni della rivista, e ha pubblicato le foto nel blog  <a href="http://www.lastdaysofgourmet.com/" target="_blank">Last Days of Gourmet</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502340511150335_big.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-744" title="esterne051502340511150335_big" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502340511150335_big.jpg" alt="esterne051502340511150335_big" width="434" height="319" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un giornale che chiude è sempre una cosa triste: si sopravvive, <em><strong>Life</strong></em> non c&#8217;è più e ce ne siamo fatti una ragione &#8211; ma spesso, come dire?, se ne vanno i migliori, e quelli che restano non sempre riescono a raccoglierne l&#8217;eredità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502420511150346_big1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-745" title="esterne051502420511150346_big" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/esterne051502420511150346_big1.jpg" alt="esterne051502420511150346_big" width="434" height="326" /></a></p>
<p>Avevo &#8211; chissà dove &#8211; un numero di <span style="color: #800000;"><em><strong>Gourmet</strong></em></span>: cercherò di procurarmi l&#8217;ultimo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/last-days-statement21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-747" title="last-days-statement2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2009/11/last-days-statement21.jpg" alt="last-days-statement2" width="850" height="572" /></a></p>
<p>Addio, addio.</p>
<p><em>Le foto sono di Kevin Demaria.</em></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong><span style="color: #333399;">Emanuele Bonati</span><br />
</strong></em></span></p>
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