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	<title>BLOGVS &#187; coperto</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[coperto]]></category>
		<category><![CDATA[locali]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[trattorie]]></category>

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		<description><![CDATA[Stretti stretti, praticamente incollati
Ad un locale si può perdonare tutto, persino un pasto poco riuscito o un servizio distratto &#8211; tutto, tranne i tavolini appiccicati, che impediscono ogni movimento e la necessaria intimità…
 
Non ho mai tollerato pranzare &#8220;attaccato&#8221; alle persone &#8211; ascoltando i loro discorsi e guardando nei loro piatti. Senza sforzare troppo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #003300;"><em>Stretti stretti, praticamente incollati</em></span></h1>
<p><em>Ad un locale si può perdonare tutto, persino un pasto poco riuscito o un servizio distratto &#8211; tutto, tranne i tavolini appiccicati, che impediscono ogni movimento e la necessaria intimità…</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Non ho mai tollerato pranzare &#8220;attaccato&#8221; alle persone &#8211; ascoltando i loro discorsi e guardando nei loro piatti. Senza sforzare troppo la vostra memoria, ricorderete certamente che anche a voi sarà capitata una simile avventura. Probabilmente in pausa pranzo, o in vacanza, o per qualche altra necessità&#8230;</p>
<p>È ovvio che mangiare dove capita non è mai il risultato di una ricerca programmata: a un certo punto, l’importante è trovare una realtà sufficientemente accogliente, dove spendere il giusto.</p>
<p>Così, dopo aver spalancato la porta della trattoria, trovi l’oste che ti accoglie con un saluto cerimonioso. Senza perdere minuti preziosi, gli chiedi la disponibilità di un tavolo. La risposta è immediata: ma certo signore – s’accomodi!</p>
<p>Il titolare della <em>maison</em> ci precede tra camerieri affannati e traballanti vassoi in fase d’atterraggio. Il brusio in sottofondo è infernale, uguale a quello di uno sciame di vespe, del pubblico alla partita.</p>
<p>Ecco il tavolo signore, menu e pane arrivano subito.</p>
<p>Tutto sembra perfetto, ma ciononostante il bel sogno dura poco. Effettivamente la stanza ricorda un girone infernale. I tavolini sono talmente attaccati da suscitare non poco imbarazzo: un enorme desco unico, a mo’ di refettorio aziendale. Senza troppa fatica è possibile curiosare nei piatti e nelle pappe degli altri commensali!</p>
<p>Pranzare in queste condizioni potrebbe essere davvero stressante. La voglia di darsela a gambe è incontenibile. Già – ma andare dove? E a quest’ora!</p>
<p>Non rimane che rassegnarsi, sperando che almeno il rancio sia decente. Mentre i “balletti conviviali” tra piatti camerieri portate gente che va e che viene hanno inizio, inizi a fantasticare, e nella fantasia fa capolino persino un regista con tanto di troupe e attrezzatura per girare uno spot gastronomico… Ma il celebre cineasta (o il vip dell’ultima ora) non entrerà mai in posto così lillipuziano, perciò meglio dare una pedata a qualsiasi sogno e masticare la cruda realtà…</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>E alla fine si ripropone la <em>vexata</em><em> quaestio</em><em>&#8230; </em></p>
<p>C’è stato un periodo in cui si è scritto e discusso copiosamente sul coperto, in particolare relativamente al suo costo. La cronaca gastronomica gareggiava nell’evidenziare i locali che nel loro listino non contemplavano questa voce! A parte questo, è congruo pagarlo?</p>
<p>Bisogna dire che esso rappresenta senza dubbio un servizio elargito. Se curato in ogni dettaglio, perché non onorarlo nel conto finale?</p>
<p>Ma tornerò sull’argomento coperto, ci potete scommettere il prossimo pranzo di Natale!</p>
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