Un dolce baratto in virtù… dell’amore
Pranzare con il vostro amore e… scoprire che vorrebbe proporvi un baratto. Proprio così – un banalissimo scambio, mica chissà che roba: una veloce sostituzione alimentare, perpetrata senza il benché minimo pudore.
Del resto, chi l’ha detto che bisogna gustare solamente quanto scelto? Nell’era in cui ogni cosa si trasforma, qualche cambiamento a tavola ci può stare, o no?
Chissà perché scatta questo desiderio proprio mentre lei&lui sono tranquillamente a tavola? Forse per mettere alla prova il molle palato altrui, o per sondare la vulnerabilità del partner – il che la dice tutta sulla perfidia umana. Ma tutto sommato l’arcano motivo della proposta in verità non è così importante (dormiremo anche stanotte sonni tranquilli…!). Piuttosto, lo scambio delle pietanze durante un pasto è spesso uno spettacolo penoso, imbarazzante. Il tutto dovrebbe e potrebbe concludersi rapidamente, in realtà accadono spesso curiosi imprevisti. In più, come una calamita si attira l’attenzione degli altri commensali.
“Dai - insiste più frequentemente lei – assaggia questa bontà se mi ami davvero”. E così, tra sospiri e mugugni si saluta la carbonara, che sarà rimpiazzata da un’asettica insalatona mais, rape e crescione! Una goduria che farebbe brillare gli occhi a chi sbava per verdure e ortaggi, certo, ma….
In ogni caso, chapeau a quanti (quante?) riescono a persuadere la propria dolce metà a mollare il boccone opzionato…
Attenzione però: la “carbonara alternativa” descritta qui sotto, il sottoscritto non la cederebbe per nulla al mondo…
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Carbonara alternativa (ma non troppo)
Sembra insolito presentare una carbonara senza uova. In realtà è una carbonara “vorrei-ma-non-posso”, con l’ambizione un giorno di diventar completa. E diciamolo, senza il timore di una pronta lapidazione: non tutti amano le uova – e così…
Per due E.U.A. (Esseri Umani Affamati): 180 g di spaghetti, una cipolla rossa, 80 g di guanciale, uno spicchio di aglio, ½ bicchiere di vino bianco Frascati, pecorino romano, qualche foglia di salvia, poco burro, noce moscata, sale e pepe qb.
Far soffriggere nel burro lo spicchio di aglio tritato. Unire la cipolla a julienne e cucinarla con la salvia a fuoco basso, unendo quasi subito il vino bianco. Una volta cotta, unire il guanciale tagliato in dadolata piccola e rosolare. Nel frattempo cucinare gli spaghetti molto al dente. Scolare e adagiarli sul soffritto con il guanciale cotto. Iniziare a spadellare, pepare, aspergere di pecorino a scaglie e noce moscata grattugiata abbondante. Lasciare sul fuoco per circa due minuti, in modo che il tutto diventi cremoso e sugoso.
Servire gli spaghetti su piatti piani, irrorati di pepe e pecorino, con qualche foglia di salvia fresca come decorazione.
Buon appetito.
Stefano Buso





