Posts Tagged ‘blogger’

Io bloggo, tu blogghi…

13 November 2011 - Commenti (15) »

BlogVs – caso mai ci fossero dubbi – è un blog. Un po’ sui generis, forse, rispetto ai blog di cucina, ma indubitabilmente un blog – e non è il solo, ovviamente. Anche perché non c’è dubbio che tutti conosciate seguiate consultiate CibVs, che di blog ne raccoglie qualche centinaio. Quindi, vediamo di uscire da questa fiera dell’ovvio e di capire dove voglio andare a parare.

Voglio arrivare esattamente qui: ma quanti blog ci sono? Quali sono, come si chiamano? Diciamo che saranno un millecinquecento? E se li contassimo, ci contassimo? Questo è proprio quello che vuole fare Fujiko de La ricetta della felicità: un elenco di blog – di tutti i blog – di food italiani. Chiunque può inserire il proprio blog fra quelli da lei censiti, a questo link:

http://laricettadellafelicita.blogspot.com/2011/10/censiblog-ovvero-il-censimento-dei.html

Già che c’è il censimento generale, approfittiamone…

Comunque – al di là dell’idea, simpatica, di avere una specie di “albo”, di “elenco web” dei blog (che magari potrebbe diventare un pdf, come dice Fujiko, ma anche una pagina web da qualche parte sui siti e blog di ciascuno di noi), è interessante questo passaggio dal blog personale alla ricerca di un rapporto fra blog e interessi simili: vale a dire, la rete in certi casi favorisce forme di socializzazione – scriviamoci parliamoci ritroviamoci – che spesso diventano anche rapporto fisico: vediamoci. Al di là delle iniziative dei vari sponsor, degli incontri più o meno formali, c’è proprio un desiderio di incontro, di rapporto: ad esempio, Giulia Porro di Love at first bite propone su Facebook un Rendez-vous Foodies della Lombardia, un incontro fisico ancora tutto da organizzare che si potrebbe tenere a Milano o dintorni a metà gennaio: una bella idea, ci sono già diverse adesioni, e si stanno auto-invitando, a conferma della validità dell’idea e dell’esigenza di contatti personali, foodies e blogger fin da Trieste… con un prevedibile allargamento a un’ulteriore data più spostata verso il Triveneto…

Mi piace questa idea (anche perché noi con CibVs, che è l’aggregatore da cui nasce questo blog, siamo partiti più o meno anche da questa idea: abbiamo fatto un sito in cui cercare ricette e notizie, ma poiché dietro ogni ricetta c’è un blog, e dietro ogni blog almeno una persona, anche l’idea di aggregare persone partendo dagli interessi comuni non ci è del tutto estranea – anche per questo a volte ospitiamo sul nostro blog interventi di amici e blogger…). Insomma: censiamoci, scriviamoci, incontriamoci, vediamoci, parliamoci…

Emanuele Bonati

Pubblicato in CIBVS, Milano, amici | 15 Comments »

Blog Action Day 16 ottobre 2011: ci saremo

15 October 2011 - Commenti (2) »

I Blog Action Day sono iniziati nel 2011 con l’intento di focalizzare i blogger di tutto il mondo nello stesso giorno su un argomento importante, globale – gli anni scorsi, l’acqua, il cambiamento climatico, la povertà.

Quest’anno, il Blog Action Day – il 16 ottobre, domani: lo so, dovrei mettermi un grosso calendario sul naso… – coincide con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: quindi, il tema sarà FOOD: troverete i dettagli a

http://blogactionday.org/

Per partecipare, ci si registra a

http://blogactionday.org/register-for-blog-action-day/

e il 16 si pubblica un post sull’argomento, con il tag #BAD11.

La coincidenza con la Giornata dell’Alimentazione lo rende ancor più importante – e non si può dire che manchino argomenti…

The_F_Word_Famine_is_the_Real_Obscenity_US_-_YouTube

Quindi – vado a scrivere subito un post per domani…

Un post… ehm… non è che possa semplicemente mangiare qualcosina?

Emanuele Bonati

Pubblicato in alimentazione | 2 Comments »

E il panettone?

9 January 2011 - Commenti (7) »

Fette briciole brandelli lacerti di panettone ovunque, in sacchetti contenitori piattini cestini. Penso che sia uno spettacolo comune, anche alla fine del periodo festivo (l’epifania tutti i dolciumi si porta via?), nelle nostre case. Almeno a casa mia.

Che fare?

Beh – come prima cosa, si mette via l’avanzo del panettone tagliato il giorno di Natale, e appositamente lasciato da parte (o diciamo sottratto di nascosto ai voraci commensali), da mangiare il giorno di san Biagio, il 3 febbraio, per proteggere la gola dalle varie malattie. Tradizione mi dicono viva in particolare nel milanese, dove in questo giorno, una volta, venivano venduti appunto i panettoni avanzati dai giorni di festa.

Ma naturalmente ci sono mille altri modi per riutilizzare il panettone. In primis, quello di annegarlo in una vasca di crema al mascarpone, nella simpatica teorizzazione per cui caloria ammazza caloria, e quindi… Quindi ecco una bella cremina al mascarpone (500 grammi, con 5 rossi d’uovo e 5 cucchiai di zucchero – dosi peraltro variabili, e integrabili variamente…), per una specie di tiramisu che forse potrebbe dare il colpo finale ai bagordi festivi. Variante: tagliare a strati e farcire il panettone, usando magari anche una crema al cioccolato o vaniglia o… una bella coppetta di zabaione accanto alla fetta appena riscaldata (magari vicino al calorifero)? Magari anche una serie di coppette (mascarpone, cioccolato, zabaione, crema di ricotta, di nocciole, granella di frutta secca…) in cui intingere il panettone, magari tagliato a listarelle…

Oppure… oppure vediamo cosa troviamo su CibVs.

Anzitutto, un tiramisu vegano su Veganblog. Quindi si va dai muffin al panettone di Dolcitorte, al panettone alla frutta di Ginger and Tomato (che propone anche uno strudel di panettone e crema), riproposto anche da Gustoblog, che lo riempie di macedonia, o lo cubetta e cosparge di cioccolato fuso, o ancora ne fa un semifreddo; Pianetaricette lo farcisce di ricotta e mascarpone; The gustibus ci fa un pudding; un po’ più complesse le delizie al panettone di La tana del coniglio; notevoli direi il tortino di panettone di Scatti di gusto e la creme brulée al panettone di Feel cook, e le coppe di panettone e crema di ricotta del Giardino dei golosi. E via elaborando destrutturando ricomponendo.

Dolcitorte propone un concorso, Ricicliamo il Natale, fino al 31 gennaio: chissà se arriveranno altre ricette col panettone…

E poi… ci sono anche i panettoni in saldo, gli invenduti, che vengon via con poche lire e vanno avanti fino ad aprile inoltrato…

Pubblicato in DOLCI, RICETTE | 7 Comments »

Dura la vita del blogger

30 September 2010 - Commenti (3) »

Già uno deve lavorare nottetempo, sottraendo ore al sonno al riposo alle letture alla famiglia agli svaghi – ma se poi ci si mette anche Ariel…

Pubblicato in CIBVS | 3 Comments »

…è arrivato l’ambasciatore…

22 April 2010 - Commenti (3) »

Wow! Una notizia che ci riempie di gioia e di orgoglio, di soddisfazione e di ammirazione… Insomma: Anna Maria (la – anche – nostra Anna Maria Pellegrino – va bene, anche quella di lacucinadiqb) è diventata Ambasciatore dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica: “Interessata all’attività di promozione dei giacimenti enogastronomici italiani quali strumento di sviluppo culturale, economico e turistico”.

BENE! BRAVA! EVVIVA!

Gli amici di CibVs

Pubblicato in CIBVS | 3 Comments »

il ciBVSO della domenica: intervista a Stefano Buso

3 November 2009 - Commenti (9) »

Stefano Buso. È un nome che ho già orecchiato da qualche parte… va bene, tanto ormai chi si fida più della propria memoria, tanto vale googlizzare il nome e vedere cosa viene fuori. Ecco qua: mangiaeabbina, un blog sull’Espresso… ecco cosa non mi rendevo conto di ricordare… L’avevo notato seguendo le tracce di un’altra blogger dell’Espresso, Laura Rangoni, che avevo trovato su Linkedin, e che ho scoperto prolifica scrittrice, esperta, ecc ecc… Allora, Stefano: mangiaebbina, poi Assaporando su Il Cronista del Vino, Edamus su www.vinit.net e Taccuini Storici rivista multimediale dell’Accademia Italiana Gastronomia Storica. Le tracce che Stefano ha disseminato dentro e fuori dal web sono innumerevoli, articoli interventi interviste e quant’altro possa essere pubblicato, compreso anche qualche buon vecchio libro a stampa. E presto – come se non bastasse – inizierà a tenere una sua rubrica settimanale di “Considerazioni al dente” su CIBVS… il ciBVSO della domenica.

Ma insomma – chi è Stefano Buso? Lo chiediamo direttamente a lui. Come si definisce?

Ecco una domandina da un milione di dollari! Oltre ogni definizione, probabilmente un semplice osservatore e sperimentatore del gusto. Uno che talvolta si fa gli affari gastronomici degli altri…

Come è iniziata la tua carriera enogastronomica? Da piccolo volevi fare il pilota l’astronauta il calciatore o il sommelier?

L’ultima cosa che immaginavo era quella di occuparmi di cucina e ristorazione. Per un periodo ho addirittura scritto recensioni musicali andando a concerti per pub e garage. Inoltre, alla mia età, ho imparato che progetti e pianificazioni servono a poco o a nulla.

Sei un bravo cuoco? Vai a fare la spesa scegli con cura ti metti regolarmente davanti ai fornelli a preparare menu elaborati oppure due spaghetti pomodoroebasilico e via?

La spesa – certo che sì, al mercato. Mi piace cucinare ma sono un pasticcione per cui evito di imbrattare la cucina di casa e di far incavolare la mia compagna.

E allora – quali sono i tuoi piatti preferiti, i vini del cuore?

I risotti – specie di molluschi o funghi. Un pensierino per le bavette al nero di seppia, polenta e baccalà, e come vino il Bianco di Custoza.

Ora facciamo un po’ di filosofia della ristorazione, se ti va. Senza dubbio il tuo è un osservatorio privilegiato: puoi dirci dove sta andando secondo te la ristorazione italiana diciamo così “media”, quella che tutti possiamo più o meno permetterci? Nel tempo la abbiamo vista andare tutta dietro il tiramisù, poi i piatti si sono riempiti di rucola, la nouvelle cuisine si è tradotta/tradita spesso in astrusi minimalismi di pura scenografia e poca sostanza, la panna cotta e il sorbetto al limone sono diventati comuni come i grissini a tavola, ultimamente ogni minimo pezzo di roba cucinata viene adagiato su un “letto” di qualsiasi cosa che possa essere frullata impappettata…

La ristorazione italiana non è né un movimento né una realtà omogenea. È espressione oggettiva di lavoro, cultura e creatività. Le idee e le sfumature per fortuna sono infinite, e in gran parte meritevoli! Da quello che vedo siamo in una fase di transizione. C’è chi continua nella  ricerca alimentare senza sosta, e chi altresì ritorna a forme e colori d’antan. Solo il tempo ci darà il corretto responso. Se posso fare un pronostico ritengo che la fase delle cotture ad effetto sbalordimento sia tramontata senza appello…

La novità nel mondo dell’enogastronomia, food e quant’altro è senza dubbio la diffusione quasi virale del popolo dei blogger – di cui peraltro facciamo parte anche noi. Secondo te si tratta di un fenomeno positivo, di diffusione della conoscenza, delle informazioni, o piuttosto di un mero affastellarsi di ricette e varianti di ricette che tendono un po’ all’autoreferenzialità?

La comunicazione è generalmente sempre un evento positivo, vitale e necessario. Certo, il cibo e il vino potrebbero apparire un fenomeno totale, massivo, ma non è così. Restando ai blog tematici – alcuni sono genuini, comunicativi ricchi di nozioni ed esperienza. Altri sono pura emulazione destinata a sgonfiarsi nel giro di breve tempo. Il lettore è maturo, selettivo, attento, perciò il giudizio finale spetta proprio a lui. Sulle ricette bisognerebbe andar cauti. On line ne ho trovate di ottime e altre molto empiriche, fantasiose ma di dubbia praticità.

A volte si leggono post di gente che sembra scriva solo per parlare male di qualcuno, per dimostrare un’inesistente e non richiesta originalità indipendenza di giudizio e anticonformismo – quelli che si indignano perché nel tal e talaltro ristorante bisogna prenotare mesi e mesi prima,”ma chi si credono di essere, e non è vero che è sempre pieno perché il cognato del dentista di mio fratello c’è stato e non c’era nessuno”, o che insorgono contro la cucina molecolare in nome di possibili e probabilmente improbabili inconvenienti per la salute (e intanto si leggono – raramente per fortuna – notizie di morti o di ricoveri per persone che hanno ingerito inavvertitamente alimenti entrati in contatto con ad esempio delle nocciole, di sequestri nei soliti magazzini e ristoranti cinesi di alimenti, ma una decina di giorni fa anche in una normalissima panetteria milanese…). Forse anche i blog iniziano a risentire dell’atmosfera generale, di derivazione televisiva, per cui si deve parlare comunque, più forte degli altri e contro gli altri comunque, pur di farsi sentire, di esserci, di dire qualcosa senza nemmeno il bisogno di pensarlo?

Capita in Internet di leggere notizie aleatorie. Viene da chiedersi se prima della pubblicazione sia stata attuata una verifica approfondita e mirata. Nei Blog, portali o forum, quando viene dato troppo spazio a posizioni personali, battibecchi e contumelie, si rischia di non essere più credibili (e godibili). Questo è il nocciolo della questione. La rete è uno strumento eccezionale, ma talvolta diventa mezzo per virtuosismi personali o posizioni celebrative. In ogni caso, parlare o scrivere tanto non significa avere feedback e lettori, sia chiaro…

Gli interventi che hai postato nei tuoi vari blog toccano gli argomenti più svariati, dalla storia di un piatto o una vivanda alla ricetta, dalla recensione di vini cibi libri alla stravaganza letteraria, dall’osservazione di usi e costumi all’excursus storico-culturale. E allora: cosa scriverai nelle tue Considerazioni al dente su il ciBVSO della domenica?

Ti dirò, è mia precisa intenzione trovare soprattutto sintonia con i lettori. Non necessariamente per  raccontar loro che ho pranzato nell’ennesimo posto figo, o quante copie del mio libro ho venduto. Riflettere assieme sui numerosi contenuti del rancio senza essere lezioso. Compito impegnativo, ma vale la pena provarci…

Grazie Stefano… e in bocca al lupo – o meglio, ai lettori…

Emanuele