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L’AntipatiCibVs: ma io sono una foodblogger?

20 January 2012 - Commenti (5) »

Ormai è ora: amichetti maschietti, riprendiamoci il mestolo dalla parte del manico, tiriamo fuori i nostri attributi culinari, rivendichiamo il diritto al fornello, riappropriamoci dei nostri cetrioli, non dico di sovvertire la grammatica culinaria e arrivare al bagnomario, al leccardo, al planetario, ma se i termini sono per loro natura anglofona neutri, non decliniamoli necessariamente al femminile… “Foodblogger” è un  ibrido, né uomo né donna, neutro appunto: non solamente femminile.

Eppure, nei discorsi sui giornali nei convegni nei corsi nei blog, foodblogger è sempre e soltanto lei: ma non è pensabile che il mondo del cibo cucinato e raccontato e condiviso non possa esserlo anche al maschile.

“Care amiche foodblogger” è una frase comune all’inizio di incontri  e convivi – anche di fronte a personaggi panciuti e barbuti (ma non voglio farne un caso personale), per loro natura sicuramente appartenenti alla misconosciuta specie del foodblogger maschio, ormai oggetto di studio da parte della comunità scientifica,  descritto con toni elegiaci da Alberto Angela in sahariana nella sua cucina, conculcato da foodbloggeresse armate di frullini elettrici, pronte a spargere semi di cardamomo sui miseri resti dei (pochi invero) maschietti che si allontanano dalla postazione dei lavapiatti. Liberiamoci! Usiamo anche noi nei post e nei commenti aggettivi come carino, dolce, grazioso, chiamiamoci fra noi tesoro, amore, e togliamo il predominio all’eterno femminino!

PS ad ogni buon conto mi sto facendo crescere i capelli – per i baffi, beh, donna baffuta…

Emanuele Bonati

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Io bloggo, tu blogghi…

13 November 2011 - Commenti (15) »

BlogVs – caso mai ci fossero dubbi – è un blog. Un po’ sui generis, forse, rispetto ai blog di cucina, ma indubitabilmente un blog – e non è il solo, ovviamente. Anche perché non c’è dubbio che tutti conosciate seguiate consultiate CibVs, che di blog ne raccoglie qualche centinaio. Quindi, vediamo di uscire da questa fiera dell’ovvio e di capire dove voglio andare a parare.

Voglio arrivare esattamente qui: ma quanti blog ci sono? Quali sono, come si chiamano? Diciamo che saranno un millecinquecento? E se li contassimo, ci contassimo? Questo è proprio quello che vuole fare Fujiko de La ricetta della felicità: un elenco di blog – di tutti i blog – di food italiani. Chiunque può inserire il proprio blog fra quelli da lei censiti, a questo link:

http://laricettadellafelicita.blogspot.com/2011/10/censiblog-ovvero-il-censimento-dei.html

Già che c’è il censimento generale, approfittiamone…

Comunque – al di là dell’idea, simpatica, di avere una specie di “albo”, di “elenco web” dei blog (che magari potrebbe diventare un pdf, come dice Fujiko, ma anche una pagina web da qualche parte sui siti e blog di ciascuno di noi), è interessante questo passaggio dal blog personale alla ricerca di un rapporto fra blog e interessi simili: vale a dire, la rete in certi casi favorisce forme di socializzazione – scriviamoci parliamoci ritroviamoci – che spesso diventano anche rapporto fisico: vediamoci. Al di là delle iniziative dei vari sponsor, degli incontri più o meno formali, c’è proprio un desiderio di incontro, di rapporto: ad esempio, Giulia Porro di Love at first bite propone su Facebook un Rendez-vous Foodies della Lombardia, un incontro fisico ancora tutto da organizzare che si potrebbe tenere a Milano o dintorni a metà gennaio: una bella idea, ci sono già diverse adesioni, e si stanno auto-invitando, a conferma della validità dell’idea e dell’esigenza di contatti personali, foodies e blogger fin da Trieste… con un prevedibile allargamento a un’ulteriore data più spostata verso il Triveneto…

Mi piace questa idea (anche perché noi con CibVs, che è l’aggregatore da cui nasce questo blog, siamo partiti più o meno anche da questa idea: abbiamo fatto un sito in cui cercare ricette e notizie, ma poiché dietro ogni ricetta c’è un blog, e dietro ogni blog almeno una persona, anche l’idea di aggregare persone partendo dagli interessi comuni non ci è del tutto estranea – anche per questo a volte ospitiamo sul nostro blog interventi di amici e blogger…). Insomma: censiamoci, scriviamoci, incontriamoci, vediamoci, parliamoci…

Emanuele Bonati

Pubblicato in CIBVS, Milano, amici | 15 Comments »

Una nuova amica: intervista a Giovanna Nobile

11 May 2011 - Commenti »
Una nuova rubrica e una nuova amica. Ai nostri amici-collaboratori si aggiunge infatti una nuova cuoca-rubrica… Che tipo di cuoca? diciamo una cuoca poliedrica, dai molteplici interessi culinari e non solo, che fa un po’ di tutto…
Ok: la nostra amica è La cuoca eclettica, alias Giovanna Nobile, autrice di centinaia di ricette raccolte in bell’ordine sul suo blog, e che si interessa anche di lettura, di fotografia, e – come vedremo – di tè.


Ma chi è Giovanna? Cosa fa, oltre a elaborare cucinare fotografare pubblicare assaggiare imbandire…?

Leggo, principalmente letteratura russa e francese. Mi piacciono tantissimo Tolstoj, Proust e Balzac. Ovviamente riviste e libri di cucina. Bevo moltissimo tè, la mia bevanda preferita. Faccio passeggiate in campagna e quando ho un po’ di tempo libero vado sul lago di Garda.

Perché un blog – anzi, questo blog?

L’idea iniziale era mettere in ordine le mie ricette. Avevo un quaderno pieno di appunti, fogli volanti, postit e foto di piatti finiti o eseguite durante le fasi di lavorazione. L’idea de La cuoca eclettica è nata in un pomeriggio di primavera: mentre sistemavo, catalogavo le foto, scrivevo un articolo di letteratura mi è venuta l’idea del blog e così l’ho sviluppata.

A una prima scorsa, al di là dell’accuratezza o dell’appetitosità delle varie ricette, si nota subito che ognuna è in qualche modo (almeno come suggerimento) abbinata, oltre che a un vino, a un tè…
E allora – quali sono i tuoi piatti preferiti, i vini del cuore, i tè d’elezione…?

Per i piatti è semplice. Ho una predilezione per i primi piatti, il pesce e i lievitati. Per il vino il discorso è più complicato. Non ho un vino preferito, non costruisco un piatto o un menù intorno al vino. Di solito lo scelgo in base al piatto e all’ispirazione e lo ritengo un importante coronamento di un pranzo. Il tè, invece, è la mia bevanda di elezione. A volte preparo un pranzo intero ispirata da un tè. Oppure creo ricette dove il tè è l’ingrediente fondamentale. Comunque, non ho un tè preferito, neri, verdi, bianchi, oolong mi piacciono tutti. Per me è più importante la qualità di un tè, la modalità di preparazione. Amo meno i tè aromatizzati. Comunque un pasto senza l’abbinamento di un buon vino o un buon tè mi sembrerebbe incompleto.

Come nasce il tuo amore per la cucina?

Dall’amore per la convivialità. Anche se cucino da sola, mi piace pensare alla cucina come un luogo di incontro fra amici,  dove fra una chiacchiera e un tè, è immancabile!, c’è chi impasta, chi prepara la pasta fresca, chi si occupa del sugo e così via. Un altro aspetto che mi fa amare la cucina è la creatività.

Vorrei un tuo parere su un argomento che ho già trattato con altri nostri amici-collaboratori. La novità nel mondo dell’enogastronomia, food e quant’altro è senza dubbio la diffusione quasi virale del popolo dei blogger – di cui peraltro facciamo parte anche noi. Secondo te si tratta di un fenomeno positivo, di diffusione della conoscenza, delle informazioni, o piuttosto di un mero affastellarsi di ricette e varianti di ricette che tendono un po’ all’autoreferenzialità?

Condensando ai minimi termini la risposta, posso dirti che dipende dallo spirito col quale si “gestisce” il blog. Se lo si fa con l’idea di mettere in rete e scambiare con altre persone appassionate di cucina le proprie conoscenze e informazioni è un fenomeno senz’altro positivo.

Un ulteriore aspetto di questo fenomeno è il passaggio dai blog alla carta stampata. Si fa tanto parlare di multimedialità, di sapere on line, di superamento del supporto cartaceo a favore dell’interattività virtuale, e poi… Insomma: quando pensi di pubblicare un tuo libro?

Mi piacerebbe, ma non è così semplice. Al momento sono concentrata sul blog, poi, chissà…

E per finire: cosa scriverai nella tua rubrica su BlogVs??

Nella mia rubrica – Buon CibVs col tè! – mi  occuperò della mia grande passione, il tè. Partendo dalla classificazione e modalità di preparazione, parlerò del tè sia come bevanda, quindi abbinata ai cibi dolci e salati,  che come ingrediente di piatti dolci e salati e poi…. vedremo. Ho già qualche idea.

Benissimo… sono impaziente di leggerti. Io lo prendo con un velo di latte, grazie!


Emanuele Bonati

…è arrivato l’ambasciatore…

22 April 2010 - Commenti (3) »

Wow! Una notizia che ci riempie di gioia e di orgoglio, di soddisfazione e di ammirazione… Insomma: Anna Maria (la – anche – nostra Anna Maria Pellegrino – va bene, anche quella di lacucinadiqb) è diventata Ambasciatore dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica: “Interessata all’attività di promozione dei giacimenti enogastronomici italiani quali strumento di sviluppo culturale, economico e turistico”.

BENE! BRAVA! EVVIVA!

Gli amici di CibVs

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Soppressa con polenta

9 March 2010 - Commento (1) »

Un’interessante ricetta pubblicata dall’amico Stefano Buso sul suo blog mangiaeabbina: soppressa all’aceto e salvia su polenta condita.

La soppressa è un salume veneto, molto molto buono, saporito… e questa versione, che prevede che sia cucinata anziché consumata direttamente, al taglio, è molto interessante, semplice da preparare ma di sicuro effetto… da provare!!

Emanuele

Una nuova amica di BlogVs

8 March 2010 - Commenti (4) »

Una nuova amica, una nuova rubrica. Oltre ai contributi di noi di CibVs – Emanuele, Christian, Kumi, Mauro e Bruno – e di Stefano Buso, siamo felici di annunciare una nuova collaborazione, quella con “La cucina di qb” – e con Anna Maria Pellegrino, che pubblicherà su BlogVs i suoi interventi – diciamo una volta ogni tanto, “quanto basta”…


Ma chi è Anna Maria? Oltre ad avere un bellissimo blog, naturalmente, e a pubblicare ottime ricette, con intuizioni particolari, a scattare belle foto, anch’esse con un tocco in più, e a scrivere post particolarmente interessanti… Lo chiediamo direttamente a lei. La prima domanda che mi viene in mente è – ma a casa tua si mangia così come appare dal tuo blog tutti i giorni?

Non esageriamo! Qualche volta si mangia anche la pizza! Ma in genere è proprio così: cucino “ispirata” (a volte invasata), ed i miei familiari sono i miei critici più severi (compresi Agata, la gatta e Lucky, un cagnolino che si crede un cane da guardia, due trovatelli che si sono trovati molto bene, a quanto pare!).

C’è una differenza da quando ho deciso di “aprire” il blog (il mio ristorante virtuale): ora, oltre ad appunti appesi ovunque, pile di libri, fogli strappati da quotidiani e riviste, fotocopie spiegazzate, sottolineate, corrette, macchiate, ci sono un pc e un mac (mi sto convertendo) sempre accesi, e ovviamente una macchina fotografica, quando il cellulare si rifiuta di funzionare!

Le frasi storiche dei miei “critici”?

Roberto, mio marito, in genere verso le 20.00: “In questa casa si scrive, si cucina, si fotografa, si posta… e non si mangia mai!”

Edoardo, il piccolo di casa: “Ma in questa casa non si può mangiare normale una volta?”

Enrica, la figlia globetrotter: “Che ne dite di mangiare cinese?”.

E allora – quali sono i tuoi piatti preferiti, i vini del cuore…?

In realtà non ho piatti preferiti, nel senso che le mie preferenze, quasi maniacali, si sono indirizzate nel tempo verso i singoli ingredienti. Mio nonno materno abitava in campagna ed ho ancora dei ricordi vividi: profumati, chiassosi, colorati. Le uova direttamente dal pollaio, il latte appena munto, i fichi gustati a cavallo dell’albero… ecco, credo tutto parta da qui. Un concetto etico di allevamento, coltivazione, integrazione tra specie: la nostra e quella del mondo animale. Perché se è vero che siamo quello che mangiamo, nutrirsi di un cibo che è stato ottenuto torturando gli animali, inquinando le falde acquifere, avvelenando la terra, affamando i contadini piuttosto che gli allevatori, non credo ci faccia un gran bene, nel lungo periodo.

Per quanto riguarda il vino, ho imparato ad apprezzarlo piuttosto tardi, dopo la nascita del secondo figlio. Amo il Franciacorta ed anche il Prosecco, il Vulcaia Fumè, la Ribolla Gialla, i Rossi che hanno bisogno di qualche ora di ossigenazione prima di essere gustati, il Sauternes e tutti i passiti in generale.

Come nasce il tuo amore per la cucina?

Fino a 15 anni praticamente non mangiavo nulla, ricordo la rassegnazione di mia madre ogni volta che mi sedevo a tavola e mi occupavo di sistemare posate e tovaglioli piuttosto che occuparmi di ciò che avevo nel piatto. Adoravo il candelabro acceso! Poi ho iniziato ad accostarmi al cibo con curiosità, ma la cucina di mia madre era interdetta! Appena sposata mi contendevo l’utilizzo della cucina con Roberto, anche lui appassionato di pentole e fornelli. Dopo un po’, però, i tanti impegni familiari e di lavoro mi hanno allontanata, temporaneamente, da questa passione, sino a quando, da qualche anno a questa parte, ho deciso di dedicarmici a tempo pieno: mi sono messa a studiare, ho fatto stage nel ristorante di un mio carissimo amico, Carlo Vidali, chef cosmopolita, e ho dato vita al mio personale progetto, qb, una cuoca quanto basta, dando libero spazio alla parte più creativa, ed anarchica, di me.

La novità nel mondo dell’enogastronomia, food e quant’altro è senza dubbio la diffusione quasi virale del popolo dei blogger – di cui peraltro facciamo parte anche noi. Secondo te si tratta di un fenomeno positivo, di diffusione della conoscenza, delle informazioni, o piuttosto di un mero affastellarsi di ricette e varianti di ricette che tendono un po’ all’autoreferenzialità?

C’è un po’ di tutto, come un po’ di tutto si trova nelle cucine di ognuno di noi, o nelle diverse cucine che esistono, per esempio in un condominio di 12 piani!

Il fenomeno dei blog enogastronomici (ed il successivo trasloco su Facebook), che ho osservato per un anno prima di decidermi a farne parte, mi ha sempre ricordato un esercizio che facevo con i bimbi che avevano dei problemi di relazione, durante gli anni di volontariato: tutti gli ingredienti (oppure tutti i pennelli, colori e carta) al centro del tavolo comune di lavoro per dar vita a qualcosa tutti insieme, condividendo. È ovvio che non è sempre tutto così idilliaco, ci mancherebbe! I bimbi si colpiscono con i pennarelli mentre gli adulti lo fanno con le parole, non saremmo il genere che siamo. Visito tantissimi blog e mi piace molto farlo, anche se faccio fatica a lasciare i commenti perché fondamentalmente la mia congenita timidezza mi mette sempre i bastoni fra le ruote. È un po’ da voyeur, un po’ da sessione d’esame, un po’ tè (o birretta) con le amiche: osservare, curiosare, scambiare, sottolineare, criticare, condividere ed anche rifiutare, perché no. L’importate, sempre e comunque, il reciproco rispetto. Ma questa è un’altra storia.

Un ulteriore aspetto di questo fenomeno è il passaggio dai blog alla carta stampata. Si fa tanto parlare di multimedialità, di sapere on line, di superamento del supporto cartaceo a favore dell’interattività virtuale, e poi… Ma ne parleremo su BlogVs. Intanto: quando pensi di pubblicare un tuo libro?

Un mio libro ce l’ho nel cuore, e nell’hard disk, da tantissimo tempo: una raccolta di racconti che hanno come tema principale la cucina, anzi l’atmosfera che si respira nelle cucine, tra gli ingredienti, gli strumenti di lavoro, le intolleranze… la sensualità del cioccolato, l’arcobaleno delle spezie, la magia di una lievitazione. E la trasformazione, che passa anche attraverso la morte. Forse un giorno, chissà.

E per finire: cosa scriverai nella tua rubrica su BlogVs??

Sarà il cibo a ispirarmi. E tutto quello che gli ruota attorno. Osservando da dentro e da fuori, dalla notte dei tempi fino all’attuale millennio. Con un po’ di sana ironia, quella che uso quotidianamente con me stessa. Un po’ come fa la mia gatta quando corro su e giù per la casa: sceglie un punto di osservazione, inclina la testa ed osserva. E quando sa che è il momento giusto, e non so come faccia ma ci riesce ogni volta, si avvicina e commenta, a modo suo: chiedendo di assaggiare, giocando a calcio con le matite usate per gli appunti, distendendosi languidamente sopra libri, appunti e tastiera quando proprio non mi sopporta più! E mi piacerebbe dialogare serenamente con chi avrà la cortesia di leggermi, ovviamente.

Credi sia troppo? ;-)

No, no, non credo proprio, anzi…

Benvenuta!!

Immagine 1

Emanuele Bonati

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