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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Thursday, June 24th, 2010

Eataly in festa

Milano mi scorre intorno, affrettata e accaldata. Sono qui da Coin in 5 giornate. Allora… se mi tolgo il golf, e magari cerco di raccogliere i capelli sotto questo berretto da baseball… senza occhiali… magari non mi riconoscono, e posso comprare ancora qualcosa a 1 euro o 2… poi… invece del bancomat uso la carta di credito… i contanti… e se chiedo in prestito questo bambino e faccio prendere qualcosa a lui? però non può prendere la birra, il vino… e… beh… entro dall’altra porta, giusto caso…

E insomma – Eataly festeggia (il suo compleanno, mi sembra) con una serie di offerte di prodotti a 1 o 2 euro, appunto – dalle mozzarelline agli yogurt, al dolcetto, alla pasta, ai biscottini di Novara…

Le uova biologiche prodotte da una gallina in una nursery sul retro… I tagliolini tagliati lì in diretta… Le acciughe convinte a diliscarsi e a infilarsi nel vasetto in modo etico e biosensibile…

E la soddisfazione di dire ho speso 20€ ma ne avrei spesi 35, o 42… anche se poi ne spendi di più perché c’è lì anche quel formaggio unico fatto a mano dalle mucche d’alpeggio, quella cremina marmellatosa…

Scherzi a parte, prodotti ottimi, scontati – e io, in preda a shopping compulsivo, che mi aggiro con aria famelica…

Emanuele Bonati

foto www.eataly.it

Tuesday, May 4th, 2010

CibVs ComicVs

Saturday, April 24th, 2010

Il CibVso della Domenica

Maître à penser alle prese con le pentole

L’arte culinaria. Così creativa, imprevedibile e mutevole nel corso del tempo. Eppure, nonostante la sempre crescente attenzione di cui è oggetto, sembra destinata a trasformarsi in un ricordo, confinato nell’immaginario collettivo. Perché? Perché probabilmente si parla troppo di cibo, senza che da ciò consegua l’azione più coerente, il cucinare…

Ci hanno insegnato che la cucina è una consuetudine concreta. Diamine se lo è.

Eppure, parlando di cucina, leggiamo di amore, lussuria, edonismo, fantasia, tecnica, gossip, comunicazione, gelosia. Troppe cose, troppe parole, persino per una materia duttile come l’art culinaire, che sin dal suo passato ancestrale si è occupata, e dovrebbe continuare a occuparsi, di preparazione del cibo. Chiacchierare è meraviglioso – ma al desinare non si deve mancare!

Anticamente, nutrirsi corrispondeva a mitigare i morsi della fame più che sbandierare un bel girotondo di concetti più o meno interessanti, e certamente non commestibili. L’a-b-c della cucina parte dai soffritti e arriva ai dessert: rammentate?

Indubbiamente ci sarà qualcuno che farà presente al vostro umile scriba che non si vive di solo pane. Ma è altrettanto vero che tutti i concetti (anche quelli più settoriali), seppur stimolanti, rincorrono artifici astratti, e alla fine l’appetito rimane lì… La cucina attuale è troppo presa da se stessa, dalla propria rappresentazione, dalla comunicazione pressante, dai ricettari e manuali culinari orditi da illustri sconosciuti, dove si confondono astrazioni con grammature, ingredienti con ciance impertinenti.

E c’è dell’altro. La foga di mettere in discussione ogni ingrediente e procedimento culinario. La cipolla non si usa più. L’aglio? C’è di meglio. Il pomodoro? Un ortaggio superato. Il purè di patate? Roba da mensa ospedaliera. Il ragù? Troppo unto, difficile da digerire. Perché mettere la sauce bechamel nelle lasagne o ammollare i fagioli una notte intera prima di bollirli?

Basta: che trionfi ancora una volta la cucina vera, quella delle ricette lette e cucinate sopra i fornelli, e non al computer. Insomma, parliamone pure, ma con costrutto, senza precipitare in osservazioni paludate. E non scordiamo di mettere la pentola sul fuoco…

Stefano Buso

Thursday, October 15th, 2009

CIBVS a Moggio

Ormai io e i miei amici aspettiamo tutto l’anno la festa di Moggio – e quest’anno ci portiamo dietro una persona in più, perché Laura è in dolce attesa…

Moggio è una meta perfetta per una gita fuori porta domenicale, il paese è grazioso e non lontano da Milano; per di più, oggi il tempo è bello – ma soprattutto si possono degustare ottimi piatti con abbinati ottimi vini, e a soli € 2,50 l’uno: non male, vero?

paesaggio
Moggio

Appena arrivati in piazza ci muniamo di pettorina, programma e calice – e subito, come ogni volta, ritrovo Redento, l’organizzatore, che ci consiglia di partire proprio dal primo ristorante, perchè “i tortellini al ragù sono ottimi…”.

Christian e Redento
Christian e Redento

Partiamo quindi dal bar ristorante Paul’s: c’è un po’ di coda, come in quasi tutte le stazioni di degustazione, ma basta armarsi di un po’ di pazienza, e si viene ripagati: i miei cappelletti al ragù sono fantastici (sembrano quelli di mamma), ed è buono anche il lambrusco da marzemino abbinato. Anche l’erbazzone, che assaggio ogni anno, è fatto molto bene, e si sposa a meraviglia con la malvasia dei colli di Canossa. Mi accorgo in ritardo che dalla cucina stanno uscendo dei tortelloni giganti agli spinaci con burro fuso e salvia… finiscono in tempo zero. In compenso, intravedo la cucina (mi ero intrufolato nelle retrovie per scattare qualche foto, senza successo): la signorona che vi lavora mi ispira fiducia. La pasta è fatta in casa ed è effettivamente buona – è un posto da tenere in considerazione per una futura visita, secondo me.

Proseguiamo e ritorniamo nella piazza principale perché al ristorante Invernizzi c’è la trippa in brodo e io me ne sparo un bel piatto, con spolverata di pepe e formaggio. Ha un sapore equilibrato, non eccessivamente carico. Si sente la consistenza ed il gusto della trippa, si sentono i sapori delle verdure. Per me è un pieno!

Slurp...
Slurp…

Ah come sono felice, sorseggiando il mio lambrusco mantovano doc Loghino Dante - mentre gli altri, che odiano la trippa, degustano i loro formaggi con confetture.

Dopo una breve pausa di riflessioni filosofiche sulla trippa – “Ah, vedi… è più scura rispetto a quella che facciamo noi… ah… ci sono i pezzettini di verdure… ah… ma che verdure sono?” – ci dirigiamo verso il panificio Invernizzi perché non posso assolutamente rinunciare ai pezzi del loro pane con pasta di salame, lardo e caprino spalmati, alla focaccia con la salsiccia e la crescenza… sono un MUST-EAT! Sì può dire??

Il vino scelto è un rosso di Valtellina doc della az. Agricola Alberto Marsetti.

Durante il percorso ho visto diverse torte molto invitanti. Devo dire che mi sento quasi sazio e salterei a piè pari tutto il resto per deliziarmi il palato con un dessert. Ma non prima di aver assaggiato la salsiccia alla brace con la polenta col suo bel bicchiere di Nero d’Avola D’Istinto.

Laura invece ha una gran voglia di polenta taragna con i formaggi locali fusi – a dire il vero, ha voglia di due piatti… Beh – vuol dire che piace anche al bimbo nel pancione. Niente vino per lei, ma per dovere di cronaca devo segnalare che abbinato al suo piatto c’era della Garganega veneta – Le Franghe.

polenta-salamella-formaggio
Polenta, formaggio, salsiccia…

Proseguendo troviamo L’Ile Market che è il più gettonato, come sempre. Le postazioni gastronomiche sono all’interno di una deliziosa corte tipica. Qui fanno sul serio: polenta taragna, pizzoccheri fumanti, cazzoeula, risotto ai funghi, cestino di polenta con i porcini, torta Artavaggio, ciabaldini e dolci tipici e krapfen alla crema… tutto questo mi passa davanti agli occhi e ne sento il profumo inebriante. Ma c’è troppa coda ed alcuni di noi iniziano ad essere insofferenti.

Ormai siamo nel mood dolce. E allora vada per il dolce. A raffica: torta mele ed uvetta che il nostro amico Doc ha preso in un chioschetto non segnalato nel programma, poi alla gelateria Combi un gelato alla vaniglia con cioccolata calda e meringhe abbinato ad uno Zibibbo liquoroso di Pellegrino.

Da Dolci Delizie, del castagnaccio assieme ad un bicchiere di Sangue di Giuda dell’az. Dagradi; un cestino di marron glacè con panna e gianduia da leccarsi i baffi degustato con un Aleatico dell’az. Candido e infine una sfogliata ai frutti di bosco ultrapiatta con un ottimo moscato d’Asti docg.

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Ah, i dolci...

Fine. Il sole ci ha accompagnati praticamente a casa perché il cielo si stava rannuvolando proprio mentre noi raggiungevamo i nostri mezzi. Il bello di questa festa è che c’è parecchia gente, ma il posto è comunque vivibile. Redento oltre a essere un bravo sommelier è anche un grande organizzatore: non ho mai trovato intoppi a Sapori e profumi d’autunno, funziona tutto decisamente bene. Come ho detto all’inizio ci sono code, soprattutto nelle postazioni che offrono piatti che si cucinano poco in casa, come la polenta con il cervo in umido piuttosto che la cazzeoula (qui scrivono così), i mondeghili o la pasta e fagioli.

Una delle - tante - code...
Una delle – tante – code…

Però debbo dire che vale la pena aspettare perché le preparazioni sono ottime. Chiaro che la scelta è vasta e non proprio tutte sono da urlo, comunque la media è buona!

Ciao Moggio, ci vediamo nel 2010.

Christian

christian@cibvs.com

Tuesday, September 29th, 2009

Moggio – Profumi & sapori d’autunno

Domenica 11 ottobre a Moggio, nel Lecchese, si terrà – come già da qualche anno – Profumi & Sapori d’Autunno, una giornata enogastronomica che si svolge per le vie di questo bel paese di montagna.
Ho conosciuto l’organizzatore della giornata, il signor Redento, nella sua enosteria cibo…enò (www.ciboeno.it) di Milano, dove si mangia bene e si bevono vini di ottima qualità – siamo diventati amici, e mi passa sempre informazioni molto utili.
Redento organizza ogni anno questa giornata enogastrnomica per le vie di Moggio, non molto lontano da Milano: e per me andarci è diventata una piacevole abitudine.
Come funziona in pratica? è abbastanza semplice: si acquista un calice per il vino a un prezzo simbolico, dopo di che si percorre la strada principale del paese e ci si ferma nei vari bar, negozi di alimentari, ristoranti, chioschi o cortili, dove si può scegliere cosa si vuole mangiare. Ogni piatto si presenta abbinato a un vino, scelto ovviamente da Redento (che peraltro è anche titolare assieme al fratello di una enoteca a Desi, EnoPassione: www.enopassione.com): ogni degustazione costa 2,50 euro.

Troverete  la brochure con il programma sul sito del Comune di Moggio (www.comune.moggio.lc.it): ci vedremo lungo le strade di Profumi & Sapori d’Autunno – io sarò quello col bicchiere in mano…

Christian

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Thursday, September 3rd, 2009

CIBVS comicvs

Thursday, July 30th, 2009

CIBVS comicus

Ho iniziato a essere vegetariana per motivi di salute, poi è diventata una scelta morale, e ora lo faccio solo per dar fastidio alla gente.
Ho iniziato a essere vegetariana per motivi di salute, poi è diventata una scelta morale, e ora lo faccio solo per dar fastidio alla gente.