Archivio per la categoria ’RICETTE’

Mafalde in insalata

8 June 2010 - Commenti »

È arrivato il caldo, l’estate è qui! Ormai è ufficiale: io ho inaugurato la stagione con la prima pasta fredda.

Non amo molto il riso e le paste freddi con le solite barattolate di “cose a caso” – quindi cerco sempre di inventarmi qualcosa di nuovo. Sempre.

Mafalda corta – anche detta «’o mariuolo» – con crema di sedano, zucchine (dove -ine sta proprio per piccole piccole), pomodorini, asparagi, sgombro, e dadolata di provolone piccante.

Pulire il sedano e privarlo degli odiosi fili (qualcuno mi insegni un metodo infallibile che non mi faccia distruggere il gambo…). Sbollentarlo e frullarlo al minipimer con olio sale e pepe.

Zucchine a rondelle saltate in padella con scalogno, sfumate col vino bianco, salate e pepate. Poi scottate sulla griglia.

Sbollentare gli asparagi e tagliarli a tocchetti.

Pomodorini tagliati, disposti nella teglia microonde con sale grosso, zucchero, origano, semi di sesamo, scorza di limone grattuggiata ed olio evo. Cuocere nel microonde per circa 30 minuti finché non appassiscono per bene.

Scolare lo sgombro al naturale e tagliare a dadini il formaggio.

Una volta cotta la pasta, raccogliere un po’ di acqua di cottura e metterla assieme alla crema di sedano, condire la pasta ed unire anche tutti gli altri ingredienti.

Raffrrrrreddaaaaaaaa &… enjoy it!

Christian

Pubblicato in RICETTE | Comments »

Le ricette di famiglia e Olio Dante

3 June 2010 - Commento (1) »

Segnaliamo una iniziativa patrocinata dall’Olio Dante: una raccolta di ricette “di famiglia”, che ovviamente vedono fra i protagonisti questo olio…

Le migliori saranno pubblicate in un ricettario – apprendo dal loro sito che Olio Dante, assieme a Paneangeli, è stato uno dei primi marchi alimentari, alla metà degli anni Cinquanta, a pubblicare un proprio ricettario; ora che il marchio è tornato italiano, grazie al Gruppo Mataluni Oleifici, si è pensato di rinnovare questa tradizione, raccogliendo ricette direttamente dai consumatori, e rivolgendosi a coloro che amano rinnovare le tradizioni culinarie della propria famiglia e del proprio territorio.

Siamo leggermente in ritardo: per la prima pubblicazione c’è tempo per inviare le proprie ricette fino alla fine di giugno… ma è prevista la pubblicazione di due ricettari l’anno, quindi…

Le ricette dovranno essere redatte secondo il seguente schema:
- breve storia
- ingredienti
- preparazione
- come servire la portata
- fotografia del piatto “finito”
- fotografia dell’autore

e andranno inviate all’indirizzo: ricettedifamiglia@oliodante.com

Mi piace l’idea che questo olio sia “tornato italiano”, e sia fatto con olive italiane: nato nel 1854 a Genova, era stato acquistato dalla multinazionale Unilever nel 1985, e dal 2009 è passato a una nuova società, il Gruppo Mataluni.

Andrò a rispolverare i miei vecchi appunti…

Emanuele Bonati

La pasticceria secca di Tenuta Montelaura: caprese alla nocciola

10 April 2010 - Commenti »

La caprese alla nocciola con fonduta di cioccolata all’arancia

Ingredienti: 500gr di burro, 500gr di zucchero, 500gr di nocciole tostate, 18 uova (per lievitare useremo gli albumi montati a neve), 70gr di farina 00, 150gr di cacao, 300gr di cioccolato fondente, la buccia di un’arancia.

In una ciotola, unire il burro con lo zucchero e lavorare fino a quando il composto non diventa cremoso, quindi unire i tuorli d’uovo tenendo da parte gli albumi  e continuare nella lavorazione per circa dieci minuti. Successivamente aggiungere il cacao, le nocciole tostate e tritate, e continuare la lavorazione per altri 5 minuti. In un pentolino a parte sciogliere metà del  cioccolato con mezzo bicchiere di latte e mezza buccia d’arancia.

Unire all’impasto la cioccolata sciolta e continuare a lavorare per altri 10 minuti, quindi unire gli albumi montati a neve per la lievitazione, e versare in una teglia imburrata e infarinata. Cuocere in forno per 45 minuti  a 150°C.

Prima di servire sciogliere l’altra metà del cioccolato avanzato, aggiungere la buccia d’arancia grattugiata finemente  e cospargere la caprese con il composto ottenuto.

Per l’abbinamento preciso ci starebbe un Barolo chinato, ma qualcuno qui in Irpinia non faceva un passito di Aglianico?

Pubblicato in RICETTE | Comments »

Crema di zucca e sedano rapa

5 April 2010 - Commenti (3) »

Un’amica – Giovanna – mi ha riempito di verdure biologiche prima di partire – e son qui con cavolo cappuccio topinambur sedano rapa e quant’altro… e io ho fatto una minestra ispirata a un piatto modenese…

Ingredienti

zucca, sedano rapa, patate, cipolla, aglio, latte, brodo vegetale

olio extravergine di oliva

sale e pepe

Preparare un soffritto con cipolla (affettata sottile) aglio e olio, rosolare bene, aggiungere zucca sedano rapa patate a cubetti e far rosolare anche le verdure, quindi aggiungere il brodo vegetale e portare a cottura.

A fine cottura aggiungere latte (un bicchiere), lasciar addensare. Salare e pepare. Frullare o passare al setaccio il tutto, e servire con parmigiano e un filo d’olio.

Emanuele Bonati

Pubblicato in RICETTE | 3 Comments »

La pasticceria secca di Tenuta Montelaura: zeppole di San Giuseppe

29 March 2010 - Commenti »

Le zeppole di San Giuseppe

Ingredienti per circa 15 zeppole:  1kg di farina 00, 500gr di patate, 5uova, 100gr di burro, 150 gr di zucchero, 50gr di criscito (pasta acida), 30gr di vaniglia, 20gr di sale, 1 bicchierino di liquore Strega, la buccia di un limone, la buccia di un’arancia.

Versare su di una spianatoia la farina a fontana e distribuire le patate lesse e schiacciate, aggiungere le uova, il burro sciolto, zucchero, sale, vaniglia, criscito e liquore. Dopo aver impastato il tutto, lasciare riposare per un’ora, quindi formare delle ciambelle e far riposare per un’altra ora.

Quando saranno raddoppiate di volume, friggerle in abbondante olio e sugna in rapporto di 1/2 e ½. Attenzione alla cottura  e quindi cospargerle generosamente di zucchero.

[NOTA: il "criscito", detto qui pasta acida, non dovrebbe essere altro che la "pasta madre" o lievito naturale - Emanuele]

Pubblicato in RICETTE | Comments »

La pasticceria secca di Tenuta Montelaura: biscotti

27 March 2010 - Commento (1) »

Riceviamo un nuovo articolo, e ricetta relativa, da Tenuta Montelaura e pubblichiamo…

La tradizione dolciaria dell’Irpinia si fonda soprattutto sulla pasticceria secca, e anche per questo c’è una spiegazione, legata alla solita motivazione della filosofia contadina: biscotti, biscottini, panettoni, torte asciutte, si conservano molto più a lungo dei dolci con la crema e delle altre lavorazioni dolciarie umide. Quindi con questi prodotti si risparmiava tempo, perché si facevano per tutta la settimana, e denaro, perché si accendeva il forno una sola volta, e soprattutto si evitava di sprecare dolci andati a male.

I biscotti all’amarena e al caramello

Ingredienti per 1kg di biscotti

per la pasta frolla: 600gr di farina 00, 2 uova, una presa di sale, 200gr di zucchero, la buccia di mezzo limone grattugiata

1 amarena sciroppata per ogni biscotto, oppure caramello

Preparare la pasta frolla, farla riposare per circa 30 minuti in frigo. Formare delle palline dal diametro di 2cm circa e schiacciarle al centro con il dito pollice formando un incavo e disporle in una teglia d’acciaio su carta-forno. Infornare  a 150°C per 5 minuti, quindi sfornare, adagiare un’amarena oppure il caramello al centro di ogni biscotto e reinfornare per altri 5 minuti.

P2280177

P2280183

P2280182

Soppressa con polenta

9 March 2010 - Commento (1) »

Un’interessante ricetta pubblicata dall’amico Stefano Buso sul suo blog mangiaeabbina: soppressa all’aceto e salvia su polenta condita.

La soppressa è un salume veneto, molto molto buono, saporito… e questa versione, che prevede che sia cucinata anziché consumata direttamente, al taglio, è molto interessante, semplice da preparare ma di sicuro effetto… da provare!!

Emanuele

Tenuta Montelaura interpreta la primavera incipiente: Risotto ortiche e menta

7 March 2010 - Commenti »

La primavera è da sempre un’esplosione di colori, odori e sapori. Specialmente in campagna, dove si può toccare con mano questo miracolo della natura. Fanno capolino le prime margheritine, si rinnovano le piante officinali e diffondono nell’aria un intenso effluvio aromatico.

P2090483

In cucina si riprova a “comporre” i piatti secondo le più antiche tradizioni, attingendo a piene mani da questa meravigliosa esplosione della natura. La mentuccia selvatica è una di questa essenze aromatiche, che abbiamo raccolto per abbinarla, insieme alla “spigolosa” ortica, al riso “Superfino” varietà Arborio.  Nel raccogliere le ortiche, mi raccomando solo le punte più tenere, fare ben attenzione a non urticarsi le mani. Usare dei guanti perché questa pianta possiede delle proprietà urticanti che peraltro perde non appena viene calata nell’acqua bollente per lessarla.

Intanto iniziamo a tostare il riso in un soffritto di burro, olio e cipolla. Dopo circa dieci minuti incominciare ad aggiungere brodo vegetale precedentemente preparato con cipolle, patate, carote, sedano, zucchine, e qualche pomodoro. Contemporaneamente in una padella a parte “saltate” le ortiche lesse con poco olio, cipolla e sale, e poi aggiungetele nella pentola dove state cuocendo il riso, aggiungendo sempre brodo vegetale a copertura. Dopo una ventina di minuti assaggiate e se cotto, aggiungete al risotto uma generosa manciata di caciocavallo podolico di media stagionatura (dolce, non piccante) e un’altra manciata di mentuccia selvatica appena raccolta. Rimestate il tutto per due minuti e servite in un piatto con una corona di ortiche e qualche foglia di mentuccia al centro.

P2090481

In abbinamento propongo un Fiano di Avellino annata 2007 di Ciro Picariello.

Ricetta a cura di www.tenutamontelaura.it

Pubblicato in RICETTE | Comments »

Considerazioni al dente di Stefano Buso

28 February 2010 - Commenti (5) »

Domani… è un altro piatto!

Nuova puntata dedicata ai golosi irriducibili – della serie: colazione, snack, pranzo, spuntino, aperitivo, cena in pole position, con una spiccata inclinazione per la quantità. Vitto esagerato, condito a più non posso, e spesso… di dubbio gusto!

2944605080_34140f57ee

Il ghiottone, tavola lignea, Museo Carnavalet, Parigi (docman/Ard Hesselink, flickr.com)

Smania per viveri e rimasugli d’ogni genere. È il visage del goloso conclamato, senza speranza di redenzione. La sua è acquolina senza freni per tutto ciò che è a portata di forchetta, una fame scatenata dall’alba al crepuscolo, un entusiasmo per risotti, pastasciutte, cosce di pollo, polpettine e involtini, e ancora… salse, creme, panini, tramezzini, spuntini, ciambelle e budini. Un’autostrada di fragranze, rallentata solo in qualche caso da un blocco del traffico, da un imbarazzo gastrico: insomma, il mondo dei golosi impenitenti.

Non si tratta di una rappresentazione grottesca, ma tratti di vita vissuta sul bordo del… piatto. Scelta o condanna – chi può dirlo? Dopo una sequenza di leccornie un ultimo, irrinunciabile assaggio, fino all’inevitabile senso di pienezza. Tanto, domani sarà un altro giorno, con nuove leccornie, porzioni abbondanti e via discorrendo.

È possibile definire tutto questo una dipendenza, più o meno spiacevole? Solo un esperto potrebbe farlo, valutando ogni singolo gourmande e nella sede opportuna. Quanto abbiamo scritto è solo una serie di considerazioni, benevole e un po’ divertite. Nondimeno, si potrebbe asserire che assomiglia ad uno stato febbrile – curabile a suon di maccheroni spadellati…?

Del resto, nessuno ammetterà d’essere succube della gola, ritenendosi al più un semplice ghiottone. Una sorta di hobby – come può esserlo rincorrere un’utopia irrealizzabile, collezionare francobolli o tappi di bottiglia.

Sembra impossibile ammansire questa fame senza fine. Avanti con un altro boccone, coraggio, prima che qualcuno abbia lo stesso contagioso desiderio…

4319934565_8a40247e13

Golosità d’autore a Identità Golose (foto Bruno Cordioli)

Fusilli ghiotti (ma non troppo)

Per due golosi: 200 g di fusilli, tonno sott’olio di qualità, uno spicchio d’aglio, olio d’oliva extravergine, qualche cucchiaio di panna da cucina (o di bechamel), un peperone rosso, pasta di acciughe, Worcester Sauce, noce moscata grattugiata, sale, pepe e prezzemolo trito.

In una padella larga imbiondire l’aglio schiacciato. Pulire il peperone e tagliarlo in julienne sottile. Unirlo al fondo d’aglio, e consumare con l’aiuto di un po’di acqua. Aggiungere il tonno a pezzi e la pasta di acciughe. Insaporire per qualche minuto a fuoco basso, quindi incorporare la panna, il prezzemolo tritato, poche gocce di Worcester Sauce, una grattugiata di noce moscata, il sale e il pepe. Nel frattempo lessare i fusilli al dente, scolarli e amalgamarli alla sauce. Spadellare con vigore e servire caldi nappati con prezzemolo trito.

Abbinare con un Bianco di Custoza servito fresco.

Stefano Buso

Bianchetti

21 February 2010 - Commenti »

Conosciuti in Liguria come gianchetti, cicenielli a Napoli, i bianchetti sono il novellame del pesce azzurro; la loro pesca, oggetto di forti limitazioni, è consentita solo in alcuni mesi dell’anno – questi.

Le ricette per cucinarli sono diverse (tralasciando preparazioni come la mustica calabrese, in cui vengono seccati con il peperoncino e conservati) – infarinati e fritti, oppure impastellati e fritti, in tortini, in zuppette (con i carciofi, altra delizia di stagione…). Ma anche semplicemente lavati, immersi velocemente nell’acqua bollente, scolati, olio, limone, un pochino di pepe…

DSCN3470

Emanuele Bonati

Pubblicato in RICETTE | Comments »