Archivio per la categoria ’RICETTE’

E il panettone?

9 January 2011 - Commenti (7) »

Fette briciole brandelli lacerti di panettone ovunque, in sacchetti contenitori piattini cestini. Penso che sia uno spettacolo comune, anche alla fine del periodo festivo (l’epifania tutti i dolciumi si porta via?), nelle nostre case. Almeno a casa mia.

Che fare?

Beh – come prima cosa, si mette via l’avanzo del panettone tagliato il giorno di Natale, e appositamente lasciato da parte (o diciamo sottratto di nascosto ai voraci commensali), da mangiare il giorno di san Biagio, il 3 febbraio, per proteggere la gola dalle varie malattie. Tradizione mi dicono viva in particolare nel milanese, dove in questo giorno, una volta, venivano venduti appunto i panettoni avanzati dai giorni di festa.

Ma naturalmente ci sono mille altri modi per riutilizzare il panettone. In primis, quello di annegarlo in una vasca di crema al mascarpone, nella simpatica teorizzazione per cui caloria ammazza caloria, e quindi… Quindi ecco una bella cremina al mascarpone (500 grammi, con 5 rossi d’uovo e 5 cucchiai di zucchero – dosi peraltro variabili, e integrabili variamente…), per una specie di tiramisu che forse potrebbe dare il colpo finale ai bagordi festivi. Variante: tagliare a strati e farcire il panettone, usando magari anche una crema al cioccolato o vaniglia o… una bella coppetta di zabaione accanto alla fetta appena riscaldata (magari vicino al calorifero)? Magari anche una serie di coppette (mascarpone, cioccolato, zabaione, crema di ricotta, di nocciole, granella di frutta secca…) in cui intingere il panettone, magari tagliato a listarelle…

Oppure… oppure vediamo cosa troviamo su CibVs.

Anzitutto, un tiramisu vegano su Veganblog. Quindi si va dai muffin al panettone di Dolcitorte, al panettone alla frutta di Ginger and Tomato (che propone anche uno strudel di panettone e crema), riproposto anche da Gustoblog, che lo riempie di macedonia, o lo cubetta e cosparge di cioccolato fuso, o ancora ne fa un semifreddo; Pianetaricette lo farcisce di ricotta e mascarpone; The gustibus ci fa un pudding; un po’ più complesse le delizie al panettone di La tana del coniglio; notevoli direi il tortino di panettone di Scatti di gusto e la creme brulée al panettone di Feel cook, e le coppe di panettone e crema di ricotta del Giardino dei golosi. E via elaborando destrutturando ricomponendo.

Dolcitorte propone un concorso, Ricicliamo il Natale, fino al 31 gennaio: chissà se arriveranno altre ricette col panettone…

E poi… ci sono anche i panettoni in saldo, gli invenduti, che vengon via con poche lire e vanno avanti fino ad aprile inoltrato…

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Un buon Natale? O un Natale buono?

20 December 2010 - Commenti (4) »
Un’occasione buona proprio da Natale, che vi segnalo usando le parole di Antonella del blog “Il Luppolo Selvatico“. Inutile dire che CibVs progetta non tanto di metterci le mani, quanto di impiastricciarsi proprio completamente di marmellata…
Nei mesi scorsi, ho organizzato sul mio blog un contest intitolato “Le mani nella marmellata“, riservato ai foodblogger e dedicato, appunto, a ricette di marmellate e sciroppi.
Ora il contest si è chiuso e grazie alla collaborazione di tutti i partecipanti ho realizzato una raccolta che comprende una sessantina di ricette, completateda notizie sui prodotti, aneddoti, immagini, link …
A differenza di quanto succede normalmente in questi casi, la raccolta non è disponibile gratuitamente ma, con l’accordo degli autori, è stata messa in vendita anche se in modo un po’ particolare. Infatti, per ricevere la raccolta via e-mail, non è necessario pagarema è sufficiente fare una piccola donazione a favore dell’Unicef edirettamente all’UNICEF e farmi avere il riscontro che la donazione è stata fatta.
Tutte le indicazioni sono reperibili qui
http://illuppoloselvatico.wordpress.com/le-mani-nella-marmellata/
La raccolta, secondo me, pur senza voler essere un prodotto di livello professionale, è molto carina ed è un’ottima scusa per fare un piccolo regalo a chi la marmellata non sa nemmeno che cos’è – ma tutto sommato anche a chi lo sa benissimo…!
Ripeto basta davvero una piccolissima offerta che, per di più, è anche detraibile fiscalmente! E soprattuttonon deve essere inviato nulla a me – solo direttamente all’Unicef!
Fate un giro alla pagina indicata e fateci un pensiero … sono sicura che renderà più bello anche il vostro Natale.
Tanti cari Auguri di Buone Feste!
Antonella
-Il Luppolo Selvatico-
…e auguriamoci, invece che un Buon Natale, un Natale buono…
Emanuele
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Cosa fai se ti regalano…

19 November 2010 - Commenti »

…un pacco di pane carasau da 10 kg?

Bene. Ho preso 2 disconi di questo pane e li ho bagnati con un po’ di brodo freddo.
Li ho stesi sopra un canovaccio in modo che il brodo venisse assorbito ed il pane si insaporisse per bene.
Nel frattempo ho sbollentato delle cime di rapa e poi le ho saltate in padella con aglio olio peperoncino ed ho aggiunto anche dei cubetti di cotechino che mi era avanzato dal giorno prima.
Ho messo una fetta di carasau in una teglia, poi ho aggiunto le verdure saltate con il cotechino, poi un’altra fetta di carasau, ed ho infornato per alcuni minuti. Giusto per scaldare un po’ il tutto.
Christian Sarti
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Victoria’s Secrets

10 November 2010 - Commenti (5) »

Irlanda 1973: Gingerbread

Era l’estate del ‘73 quando mia mamma, appena maggiorenne, lasciò per la prima volta l’Italia per andare a studiare l’inglese in Irlanda, au pair presso le suore dell’ordine del Cenacolo, a Killiney, paesino incantato affacciato sul mare. Quando non era a scuola, aiutava l’anziana cuoca in cucina. Sister Patsy era uno chef fenomenale, con la passione soprattutto per i dolci. Famoso e ineguagliato il suo gingerbread, di cui la mamma mi parla ancora adesso – morbido e speziato al punto giusto.
Ma vediamo in cosa consiste questo dolce, così amato nei paesi anglosassoni.
Il gingerbread è un dolce speziato a base di zenzero, golden syrup (o melassa) e bicarbonato di sodio (al posto del lievito per dolci). Il suo colore scuro è proprio dovuto a questi ultimi due ingredienti.
La sua particolarità è di migliorare con il passare dei giorni, diventando via via sempre più “sticky“, appiccicoso e saporito. Per questo vi consiglio di lasciarlo riposare almeno 2 giorni.
Se poi volete gustarlo al meglio, fate come le suore del Cenacolo: spalmateci sopra un filo di burro leggermente salato. In Irlanda si usa il Kerrygold, noi accontentiamoci del Lurpack, accompagnandolo magari con una buona tazza di tè forte. Una vera delizia..

La ricetta che vi propongo oggi è la mia versione preferita perché contiene anche pezzetti di zenzero candito e un pizzico di pepe, il mio trucco per renderlo più speziato.
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Gingerbread

Ingredienti

300g farina
1 cucchiaino di  bicarbonato di sodio
3 cucchiaini di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella
2 chiodi di garofano macinati
2 pizzichi di pepe
1 pizzico di sale
180g di burro
100g di zucchero di canna o Muscovado
200g di Golden Syrup o melassa (io la trovo da NaturaSì)
2 uova
180 ml di latte
80g di zenzero candito a cubetti
Procedimento
Preriscaldare il forno a 180°C.
Setacciare insieme farina, bicarbonato e spezie, tranne il pepe e i chiodi di garofano.
Far sciogliere il burro con lo zucchero e le spezie rimanenti e far intiepidire.
Aggiungere le uova e il latte mescolando bene e versare pian piano sulla farina. Mescolare accuratamente per eliminare eventuali grumi e infine aggiungere lo zenzero.
Versare il composto in una teglia quadrata di circa 22 cm e cuocere per 40-50 minuti.
Sfornare e dopo che la torta si è raffreddata completamente conservarla in una scatola di latta o avvolta in alluminio per almeno due giorni, mi raccomando! Non siate tentati di assaggiarla prima, ha bisogno di tempo per “maturare”.
Servitela con del burro salato e una buona tazza di tè.
Cheers!

Vittoria Bortolazzo

Gelato Giusto

Foto di Alessandro Iamone

La Pumpkin Pie: la torta di zucca americana

31 October 2010 - Commenti (13) »

Da una lezione di dolci americani tenuta alla Scuola della Cucina Italiana dal pasticcere Gabriele Magni.

Ingredienti

panna liquida 474ml

zucca (bollita) in purea 250gr

zucchero di canna 130gr

noci pecan in pezzetti 40gr

uova 3

cannella in polvere 1 cucchiaino

zenzero in polevere 1/2 cucchiaino

noce moscata in polvere 1/2 cucchiaino

chiodi di garofano in polvere un pizzico

sale un pizzico

per la pasta

farina 165gr

burro 115 gr

acqua fredda 30-45ml

sale 1/2 cucchiaino

Procedura

Scaldare il forno a 220°C.

Preparare la pasta: setacciare la farina e il sale in un recipiente, unire il burro e lavorare grossolanamente. L’impasto non dovrà risultare liscio e omogeneo, ma un po’ granuloso.

Unire un po’ d’acqua all’impasto, piano piano, sufficiente per formare una palla.

Stendere l’impasto (dopo avere passato un po’ di farina sulla spianatoia) a uno spessore di 5mm e disporlo in una tortiera da 23 cm.

Tagliare i bordi in eccesso e cospargere il fondo con le noci pecan tritate.

Lavorare insieme la purea di zucca, la panna, lo zucchero, il sale, le spezie e le uova.

Versare il composto sulla pasta.

Infornare per 10′ a 220°C, poi abbassare la temperatura a 180° e cuocere per altri 45′.

Fra raffreddare sformare e servire.

PHOTO ENDLESS BEAUTY/FLICKR.COM

Buona!!!

Emanuele Bonati

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Gnocco fritto u.v.a. di mamma Andreina

11 October 2010 - Commenti (7) »
Mi rendo conto che la foto non è proprio il massimo… ma quando si torna a casa dal lavoro e si trova pronta in tavola una cosa del genere, non si ha il tempo di pensare alla qualità delle foto – si pensa solo a mangiare…
Questo non è proprio uno gnocco fritto – ma lo chiamerò gnocco fritto u.v.a., dove u.v.a. non sta ad indicare i raggi ultravioletti bensì proprio l’uva – quella americana per la precisione, ed è stato preparato dalla mia mamma Andreina – proprio quella che giusto un anno fa ha preparato la “pinza onta” di cui ho parlato qui su BlogVs.
Mamma Andreina ha preso un bel grappolo di uva americana (o uva fragola), lo ha messo in un tegame di coccio e pigiato – con le mani e non coi piedi – facendone uscire il succo. Ha lasciato riposare per 48 ore, nell’arco delle quali il ‘blob’ si è messo simpaticamente a “bollire”, creando il mosto.
Passati questi 2 giorni ha pigiato ancora un po’ per far uscire dell’altro succo e poi ha filtrato il tutto, quindi ha impastato il mosto con della farina e un po’ di sale e ha lasciato riposare un paio d’ore questa massa, coprendola con un canovaccio.
Ha poi steso l’impasto, e l’ha tagliato in quadretti che poi ha fritto nell’olio bollente.
Questi fagottini sono stati mangiati… anzi, divorati con dell’ottimo fiocchetto di maiale e del Parmigiano Reggiano 30 mesi acquistati nell’azienda agricola casearia Montecoppe di Collecchio, che ho visitato martedì scorso (di questo parlerò magari in un altro articolo).
Sì, lo so, il Parmigiano è stato cubettato e non sfogliato. Non me ne vogliano i puristi ma non sono ancora riuscito ad “educare” nel modo corretto i miei genitori, quasi 80enni, che di mangiare delle foglioline sottili, non ne vogliono proprio sapere.
Christian Sarti
p.s. nel bicchiere c’è un vinello gentile creato dal mio babbo Bruno utilizzando sempre la stessa uva – per la serie… non si butta via niente.
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Tonno totonno

24 August 2010 - Commenti »

Ricettina veloce: filetti di tonno, si possono marinare in olio e limone, oppure no, e a piacere, e cuocerli sulla griglia o in padella (con un filo d’olio…).

Ho spolverato il primo con un trito di erbe miste liguri (non ho mai chiesto cosa c’è… direi basilico salvia prezzemolo rosmarino magari timo maggiorana e quant’altro) che compro a Rapallo (da Gianello in via Mazzini).

Il secondo (seguendo un consiglio di Lamberto Sposini a Chef per un giorno su La7) con un trito di aglio e menta.

Su entrambi un filo d’olio e qualche grano di sale di Cervia.

Emanuele Bonati

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Timballo di penne e melanzane

1 August 2010 - Commenti »

La ricetta, molto estiva, è stata segnalata da Marinella Tanzarella in un vecchio numero di Repubblica (pagine milanesi), e viene da Kilometrozero in via Donatello, a Milano appunto. Un locale interessante, a partire dal nome, che evoca appunto la territorialità dei prodotti utilizzati…

Ma vediamo come fare questo timballo, per quattro persone…

Friggere 200 gr di melanzane a cubetti.

Cuocere le penne al dente.

Saltarle con salsa di pomodoro e con le melanzane, e basilico fresco.

Mettere penne salsa melanzane basilico in un tegamino imburrato e cosparso di pangrattato, e foderato con fette sottilissime di melanzana cruda (io la griglierei leggermente…).

Aggiungere mozzarella a cubetti, parmigiano, un filo d’olio.

Gratinare in forno caldo a 220° per 9 minuti…

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Il brodo per i tortellini…

27 July 2010 - Commenti »

Lucarelli mi obbliga a scriverti anche la ricetta per il brodo, che non ti venga in mente di mangiarli asciutti [i tortellini], magari con la panna. Dice che è come li fa la sua mamma: un po’ di muscolo di manzo, un po’ di gallina (non di cappone perché se no viene troppo saporito, deve restare leggero per non coprire i tortellini), un pezzetto di lingua, ossa, sedano e carota. E schiumarlo ogni tanto.

Camilleri-Lucarelli, Acqua in bocca, minimum fax 2010


Un giallo scritto a quattro mani da due grandi autori, con qualche incursione gastronomica – oltre ai tortellini, inviati da Grazia Negro, il personaggio creato da Lucarelli (che peraltro nella finzione romanzesca si occupa della loro spedizione in quanto ‘amico’ di Grazia), al Montalbano di Camilleri, ci sono (ovviamente, diciamolo) cannoli e cassata che fanno il percorso inverso…

L’idea di fondo – il giallo a quattro mani – non è forse delle più nuove, ma sembra funzionare – ma solo a livello di idea, la realizzazione mi sembra un poco approssimativa, mi ha lasciato un po’ freddino. Forse è l’idea dello scambio epistolare fra i due personaggi a essere un po’ debole, ci si aspetterebbe o auspicherebbe un’interazione più diretta fra i due… E forse anche la trama ne risente un po’.

Emanuele Bonati



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La cataplana: una moda in arrivo?

11 June 2010 - Commenti (3) »

La cataplana è una pentola in rame a chiusura ermetica (una specie di progenitrice della moderna pentola a pressione) usata in Portogallo, dove è stata introdotta dai Mori, che permette una cottura quasi a vapore, esaltando il gusto degli alimenti. Il nome è passato poi a indicare la preparazione culinaria realizzata con questo recipiente, che unisce prodotti della terra (cipolle, pomodori), dell’allevamento (prosciutto lardo salsiccia piccante) e del mare – le vongole.

Ne sentiremo parlare spesso… Intanto, una ricetta presa dal web.

Ingredienti:

- 1,5 kg di vongole veraci delle più grosse che potete trovare
- 50 g di prosciutto crudo
- 50 g di lardo o pancetta grassa
- 50 g di “chourico” salsiccia piccante
- 2 cipolle bianche
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

- 2 pomodori perini
- sale e pepe
- farina q.b
- peperoncino q.b.
- 2 rametti di prezzemolo
- 2 di coriandolo

- 1 foglia d’alloro
- 1 limone

Esecuzione:

Sistemate in una ciotola coprendole di acqua fredda 1,5 kg di vongole veraci, unite 2 cucchiai di sale grosso e lasciate spurgare per 2 ore.
Sbucciate 2 cipolle bianche e riducetele a fettine; pelate uno spicchio d’aglio e tritatelo; lavate e asciugate 2 rametti di prezzemolo. Scaldate poi in una padella 4 cucchiai di olio di oliva, unite le cipolle, l’aglio, il prezzemolo e una foglia di alloro: fate soffriggere a fuoco medio per 3-4 minuti, eliminate foglia d’alloro e prezzemolo e fate raffreddare. Versate metà del soffritto sul fondo della cataplana, disponetevi sopra la metà delle vongole sciacquate sotto acqua corrente e scolate, proseguite con 50 g di prosciutto crudo a strisce, 50 g di salsiccia piccante a fettine e 2 pomodori perini scottati in acqua bollente, pelati, privati dei semi e ridotti a dadini. Insaporite il tutto con un cucchiaio di coriandolo e una macinata di pepe nero e ripetete gli strati dal soffritto fino ai pomodori. In una ciotola battete 1/2 cucchiaio di farina con 3 cucchiai di vino bianco secco e 1/2 d’aceto bianco, versate la pastella nella pentola, chiudete e cuocete a fuoco basso per 15 minuti. Portate la cataplana in tavola, apritela, profumate con un cucchiaio di prezzemolo tritato e servite.

Potete leggere la ricetta originale anche nel sito www.rgmania.com, un’azienda che propone prodotti per bar e ristoranti, fra cui appunto la cataplana (padella…): oltre alla presentazione del prodotto-padella, viene specificato che cos’è esattamente, le istruzioni per utilizzarla, e vengono proposte alcune ricette, oltre a quella riportata qui sopra. Ci sono in rete diverse ricette (questa deve essere una ricetta-base, riportata anche da http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2005/03/202373.shtml), con ingredienti i più disparati…

Lo stesso sito www.rgmania.com correda ogni articolo con una descrizione, e spesso con consigli sull’utilizzo ottimale e a volte anche con ricette: mi sembra un’ottima idea commerciale (customer care si chiama, se non sbaglio…). Bravi!

Emanuele Bonati