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	<title>BLOGVS &#187; RICETTE</title>
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	<description>il blog di CIBVS</description>
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		<title>Ricetta per fare un cuoco di successo</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2012/01/22/per-fare-un-cuoco/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 07:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[chef cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Dissapore]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Tommasi Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Raethia Corsini]]></category>
		<category><![CDATA[Spiriti bollenti]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per fare un cuoco... ci vuole un fiore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quali sono gli ingredienti fondamentali di uno chef per avere successo oggi? Questa domanda l&#8217;ho trovata su <a href="http://www.dissapore.com/cucina/dissapore-e-guido-tommasi-editore-regalano-spiriti-bollenti/">Dissapore</a>, e ho risposto: riporto qui, leggermente rimaneggiata, la mia risposta, sia per vanagloria, sia perché ci ho vinto una delle tre copie in palio del libro di Raethia Corsini, <em>Spiriti bollenti</em>, pubblicato da Guido Tommasi Editore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-20-a-11.02.11.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6280" title="Schermata-2012-01-20-a-11.02.11" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-2012-01-20-a-11.02.11.png" alt="" width="220" height="424" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">1. Procurarsi una filosofia, che contenga (in dosi variabili): un kilometraggio  ridotto, tra zero e dieci; qualcosa di slow, qualcosa di food, qualcosa di eco-bio,  qualcosa di chimico-ma-etico; qualcosa molto ma molto di nicchia (l&#8217;unico – nel senso di solo – fagiolo zolfino di Courmayeur, la papaya selvatica di Carugate, il branzino lanoso del lago di Tovel)</p>
<p style="text-align: justify;">2. Dimostrare un legame più o meno profondo con l’arte degli ultimi  25 secoli, ma soprattutto delle avanguardie storiche o perlomeno delle post-avanguardie, da riproporre nei  propri piatti; sconsigliato il ricorso all&#8217;arte povera, che fa tanto <em>cheap</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Controllo manipolatorio degli ingredienti e degli attrezzi: il bravo cuoco di successo deve sapere sifonare la lattuga, emulsionare i cardi, impastare i girelli, esfoliare  le acciughe, postergare i cosciotti, sublimare le coratelle, cotonare  le aragoste, sfilettare gli aironi, inalare montoni, sinterizzare pepe di cayenna, vaporizzare  il ragù, caramellare le fave di fuca, brasare la papaya, intarsiare le  croste di grana: sono tutti dei must per la cucina del cuoco di successo oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">4. Inventare, o autoattribuirsi l’invenzione di, una moda – che so, la frutta bollita servita prima del pesce –, un piatto – il panettone ripieno di aringhe, le meringhe in salamoia –, o meglio di un  ingrediente da far diventare di una popolarità nauseante: che so, erbe e  fiori di campo nella cassoeula, nei pizzocccheri, nella bouillabasse;  gusci di noce spezzettati nelle vellutate, nei budini, nei knodeln…</p>
<p style="text-align: justify;">5. Corsi di dizione, recitazione, trucco e parrucco, mimica e  gestualità, belle maniere, <em>savoir</em> <em>faire</em>, galateo; stage allo Iulm,  seminari di telegenia, piacionerismo, affettazione, comunicazione tout  court, con master in “Storia delle cucine in Tv dagli eroici Soldati  alle parodie di Parodi”, “Cucinare e impedire alle presentatrici paffute  di mangiarsi la preparazione prima che sia cotta”, “Piacioneria  applicata&#8221;, &#8220;Come fare della mezzaluna il vostro alter-ego”. Se possibile, presentarsi frequentemente in tv senza trascurare  trasmissioni come Lo Zucchino d’Oro, Portata a Portata, Linea  Tè Verde, Pianeta Fritto di Mare, Mangia con me, C&#8217;è pasta per te, Grande Frittello, I Migliori Pani della Nostra Vita, …</p>
<p style="text-align: justify;">6. Proporre menu in cui le descrizioni dei piatti, lunghe almeno  sedici righe, siano scritte da Cruscanti dislessici, mentre le carte dei  vini devono essere estremamente dettagliate, con riferimenti incrociati ai nonni del vitigno e del vignaiolo, e con attenzione al rapporto qualità  prezzo (e riportare i prezzi alla bottiglia, ma anche al bicchiere, al  bicchierino, al ditale).</p>
<p style="text-align: justify;">7. Un ingrediente fondamentale è un amico foodblogger, a cui offrire pranzi e cene, che scriva disinteressatamente dello chef, esaltandone le doti vuoi fisiche vuoi morali vuoi culinarie, che non sia più giovanissimo (per ispirare più fiducia), che non sia magrissimo (per far vedere che si tratta di persona affidabile in quanto abituata a mangiare bene e tanto), e che abbia un blog che finisca in -Vs e un nome che finisca in -manuele.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em><strong>-manuele Bonati </strong></em></span></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Ossobuco Day: oggi!!!</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2012/01/17/ossobuco-day-oggi/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2012/01/17/ossobuco-day-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[chef cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
		<category><![CDATA[cucian internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina milanese]]></category>

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		<description><![CDATA[Si celebra oggi in tutto il mondo la 5a Giornata Internazionale delle Cucine Italiane (IDIC – International Day of Italian Cuisines), protagonista quest’anno l’Ossobuco in Gremolata, uno dei piatti italiani più conosciuti nel mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si celebra oggi in tutto il mondo la <strong>5a Giornata Internazionale delle Cucine Italiane</strong> (IDIC – International Day of Italian Cuisines), protagonista quest’anno l’Ossobuco in Gremolata, uno dei piatti italiani più conosciuti nel mondo (quasi 2 milioni di risultati solo in inglese). In tutto il mondo, centinaia, migliaia di cuochi, blogger, ristoratori, foodlover prepareranno questo piatto, seguendo la ricetta tradizionale, autentica, codificata sul sito del Gruppo Virtuale Cuochi Italiani, che raccoglie appunto i cuochi italiani (o meglio, un network di oltre 1200 professionisti culinari italiani, in 70 Paesi del mondo: chef, ristoratori, manager di ristoranti, sommelier, manager del food&amp;beverage, altri manager del settore, importatori, distributori, rivenditori e giornalisti) sparsi sul globo terracqueo, e che invita tutti – compresi cuochi dilettanti, casalinghe, e passanti vicino ai fornelli – a eseguire questo piatto, fotografarlo e inviarlo (il file della foto, non il piatto) a loro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Volete la Vera Ricetta? Eccola – ma prima qualche raccomandazione preliminare, sempre tratta dal sito:</p>
<p style="text-align: justify;">* L’ossobuco può essere servito con un classico risotto alla milanese ma anche un risotto con un formaggio grana (Grana Padano o Parmigiano Reggiano) può andare bene. Un purè di patate o la polenta sono alternative altrettanto valide.</p>
<p style="text-align: justify;">* L’ossobuco non può nè deve essere riscaldato. E’ uno di quei piatti da preparare e servire.</p>
<p style="text-align: justify;">* Non usare demi-glace. Chi la usa dimostra di non capire cosa sia l’ossobuco.</p>
<p style="text-align: justify;">* Non servire l’ossobuco con gli spaghetti come si vede in troppo hotel a 5 stelle in giro per il mondo e scrivere il suo nome correttamente. Liberiamo il mondo dagli ossobbucco e osso bucco.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ricetta (per 2)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’ossobuco</p>
<p style="text-align: justify;">4 tranci di stinco di vitello posteriore alti 4-5 cm e larghi 9-10</p>
<p style="text-align: justify;">100 g sedano a brunoise</p>
<p style="text-align: justify;">100 g carote a brunoise</p>
<p style="text-align: justify;">100 g cipolla tritata</p>
<p style="text-align: justify;">200 g burro</p>
<p style="text-align: justify;">800 ml brodo di vitello</p>
<p style="text-align: justify;">300 ml vino bianco</p>
<p style="text-align: justify;">120 g Prosciutto di Parma DPO, con il grasso, tagliato a cubetti</p>
<p style="text-align: justify;">200 g pomodori pelati e tritati</p>
<p style="text-align: justify;">150 ml olio extra vergine di oliva</p>
<p style="text-align: justify;">Per la gremolata</p>
<p style="text-align: justify;">3 g bucce di limone a brunoise</p>
<p style="text-align: justify;">6 g foglie di prezzemolo tritate</p>
<p style="text-align: justify;">3 g spicchio d’aglio pelato e tritato</p>
<p style="text-align: justify;">sale e pepe bianco</p>
<p style="text-align: justify;">Preparazione</p>
<p style="text-align: justify;">1. Mettere la metà dell’olio e del burro a scaldare in una casseruola a fuoco medio.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Condire i pezzi di vitello con sale e pepe e metterli nella casseruola, farli rosolare 5 minuti per lato fino a che sono ben dorati.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Rimuovere il vitello dalla casseruola e metterlo da parte.</p>
<p style="text-align: justify;">4. Eliminare dalla casseruola il grasso eccedente, aggiungere il resto del burro e dell’olio, aggiungere le carote, il prosciutto, il sedano e le cipolle.</p>
<p style="text-align: justify;">5. Cuocere a fiamma bassa fino a che il composto sia morbido.</p>
<p style="text-align: justify;">6. Alzare la fiamma.</p>
<p style="text-align: justify;">7. Aggiungere il vino e far evaporare.</p>
<p style="text-align: justify;">8. Aggiungere i pomodori e il brodo di vitello e portare a ebollizione.</p>
<p style="text-align: justify;">9. Sistemare con attenzione i tranci di vitello nella casseruola e versargli alcune cucchiaiate di brodo con i vegetali. Il liquido deve coprire la superficie dei pezzi di vitello. Aggiungere altro brodo se necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">10. La casseruola deve essere di dimensione giusta per contenere i pezzi di vitello. Se è troppo grande si produrrà eccessivo sugo di cottura.</p>
<p style="text-align: justify;">11. Coprire la casseruola con un foglio di alluminio e metterla in un forno preriscaldato a 180 gradi e far cuocere per due ore.</p>
<p style="text-align: justify;">12. Togliere il foglio di alluminio per gli ultimi 30 minuti per far caramellizzare la superficie degli ossobuchi.</p>
<p style="text-align: justify;">13. Allo stesso tempo preparare la gremolata mescolando le bucce di limone tagliate a brunoise, il prezzemolo e l’aglio tritati.</p>
<p style="text-align: justify;">14. A questo punto il vitello è tenero al punto che si può tagliare solo con la forchetta e il midollo ben cotto dimostra tutta la sua opulenta consistenza e il suo sapore senza eguali.</p>
<p style="text-align: justify;">15. Per servire togliere il vitello dalla casseruola e metterlo in un piatto caldo di servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">16. Rimuovere l’olio eccessivo dalla salsa, aggiungere altro brodo se necessario, portare a ebollizione, condire e versare la salsa sulla carne.</p>
<p style="text-align: justify;">17. Spargere la gremolata sugli ossobuchi e servire immediatamente.</p>
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		<title>Le Italie a tavola: la torta di Giuseppe Mazzini</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/12/04/le-italie-a-tavola-la-torta-di-giuseppe-mazzini/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 22:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[DOLCI]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Unità]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricetta dalla storia dell'Unità d'Italia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1835, dall&#8217;esilio svizzero, Giuseppe Mazzini, lontano per un breve momento dal   pensiero e dall&#8217;ispirazione dei moti rivoluzionari, inviò la ricetta di una torta alla madre Maria Drago:</p>
<p style="text-align: justify;"><span>«Eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste e provaste, perché a  me piace assai [...] alla meglio, perché di cose di cucina non  m&#8217;intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese.  Pestate tre once di mandorle, altrettante di zucchero. Sbattete il succo  d&#8217;un limone e due tuorli d&#8217;uovo, montate a neve gli albumi e mescolate  il tutto. Unta di burro una tortiera, mettete sul fondo pasta sfoglia.  sulla quale verserete il miscuglio suddetto. Zuccherare e mettere in  forno».</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Citato in <a href="http://www.terramadre.org/pagine/leggi.lasso?id=C2744B8807b7b1B092oXW1D28F1D&amp;ln=it&amp;tp=3&amp;-session=terramadre:42F9425507c4329FFAjvI3C2E500">terramadre.org</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prendi un panettone Loison e un maiale&#8230;</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/11/25/prendi-un-panettone-loison-e-un-maiale/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 08:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[DOLCI]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
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		<category><![CDATA[La cucina di qb]]></category>
		<category><![CDATA[panettone]]></category>
		<category><![CDATA[pasticceria]]></category>
		<category><![CDATA[prosecco]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendi un panettone Loison, del maiale, del prosecco...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutto parte dalla mia scoperta – un po’ tardiva – del panettone – cioè, meglio, non del solito panettone, ma di un “Insolito panettone”: quello di <a href="http://www.loison.com/">Loison</a>. Già un paio d’anni fa ero rimasto colpito da una proposta di Anna Maria Pellegrino, uno <a href="http://www.lacucinadiqb.com/2009/12/il-panettone-di-loison-chinotto-baccala.html">sformato di panettone</a> – e fin qui tutto bene – al chinotto – beh&#8230; – con baccalà e radicchio tardivo – questa poi&#8230; Niente: sono immediatamente corso alla ricerca del panettone al Chinotto Loison, che ho divorato (senza baccalà: iniziamo a esplorare le materie prime, no?).</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma: da lì è partita una mail per la richiesta di autorizzazione all’inserimento del blog di Loison – <a href="http://www.insolitopanettone.com/">“Insolito panettone”</a> appunto – su <a href="www.cibvs.com">CibVs</a>, ed ecco che il signor Loison in persona mi risponde dandomi il consenso e inviandomi un kit degustazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho degustato – e i suoi prodotti sono buoni buonissimi ottimi. Non parlo solo dei panettoni, ormai universalmente riconosciuti come “cose buone dal Veneto”: parlo anche della piccola pasticceria secca, i biscotti: <a href="http://www.loison.com/index.php?modulo=prodotti&amp;smodulo=3&amp;lang=it">favette al cacao, canestrelli, frollini, caffettini, fior di mais, risini, limone, pera</a> ecc. (26 articoli confezioni diverse, in pacchetti o monodose). Bere un caffè ed accompagnarlo con una di queste delizie è davvero un’impresa (nel senso che una non ti basta, ce ne vogliono almeno due o tre, sei, undici&#8230;) – indubitabilmente meglio della spesso orribile caramellina che viene proposta con la tazzina, un  vago surrogato di caffeina che spesso mi rovina il gusto del caffè&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5731" title="1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/11.jpg" alt="" width="478" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho aperto, incuriosito, anche il panettone al prosecco. No canditi, solo uvetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, è accompagnato da libretto esplicativo che contiene anche alcune ricette, e da una simpatica scheda di degustazione da compilare e spedire in azienda: analisi visiva, gustativa, tattile, olfattiva hanno superato il test alla grande. La sintesi emozionale è di punteggio elevato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/21.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5732" title="2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/21.jpg" alt="" width="478" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora provo anch&#8217;io a inventarmi una ricettina&#8230;. vediamo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Vai dal tuo macellaio, fatti dare un tòcco di maiale tipo pancetta dicendogli che vuoi farne una piccola porchetta. Lo porti a casa (il pezzo di carne, non il macellaio) e lo spolveri di pepe, sale, rosmarino e le spezie che ti piacciono, nella parte in cui c’è la carne. Lo arrotoli, possibilmente con le spezie dentro e la cotenna fuori, e lo leghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Pentola, olio, aglio a rosolare, poi aggiungi il tuo meraviglioso cilindro di carne. Crocca la cotenna su tutti i lati per un po’, sfumando con un vinello bianco genuino, e dopo cuoci sul serio coprendo a metà la “porca” con del brodo. Lascia cuocere per circa 2 orette a fuoco medio dandole un&#8217;occhiata e rigirandola spesso. Frustala con il rosmarino e il brodino per ingentilirla.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ti sembra cotta, la togli e la metti in forno ad asciugare un po’. Nel frattempo tagli delle fette di panettone al prosecco Loison, le fai andare sulla piastra in modo da dorarle bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando tutto è pronto, porchetta compresa, si impiatta: fetta di panettone, porchetta fumante, fettina di provolone piccante sopra così si ammorbidisce, e infine un po’ di chutney di mele e albicocche, fatto e regalatomi dall’amica Vittoria (sì, quella di <a href="http://www.gelatogiusto.it/">Gelato Giusto</a>: gelataia, cioccolataia, ma anche pasticcera cuoca&#8230; per la ricetta chiedete a lei).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/PORCH.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5733" title="PORCH" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/11/PORCH.jpg" alt="" width="640" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ci abbini un calice di bollicine di prosecco di Valdobbiadene ed ecco che il gioco è fatto. E se il “gioco” è piaciuto anche a mio padre quasi 80enne, a livello culinario un ultraconservatore, significa che è proprio buono&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>cVs</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pane olio e acciughe di Andrea Berton a Le Grand Fooding</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/10/14/pane-olio-e-acciughe-berton-a-gr-fooding/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 06:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Grand Fooding]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[chef cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Berton]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Puglisi]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Tomei]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Passerini]]></category>
		<category><![CDATA[Le Grand Banchetto]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Tortona Locations]]></category>

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		<description><![CDATA[  
 
La terza serata di Le Grand Fooding a Milano (Tortona Locations, Via Tortona 31), sabato 22, vedrà alternarsi sulle tavole le creazioni di Cristiano Tomei, Giovanni Passerini, Christian Puglisi e Andrea Berton. Quest&#8217;ultimo proporrà una sua creazione&#8230; a tutto tondo, di cui vi anticipiamo qui la ricetta (per 4 persone).
&#8230;
Pane olio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La terza serata di <a href="http://www.legrandfooding.com/milano/">Le Grand Fooding</a> a Milano (Tortona Locations, Via Tortona 31), sabato 22, vedrà alternarsi sulle tavole le creazioni di Cristiano Tomei, Giovanni Passerini, Christian Puglisi e Andrea Berton. Quest&#8217;ultimo proporrà una sua creazione&#8230; a tutto tondo, di cui vi anticipiamo qui la ricetta (per 4 persone).</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ffffff;">&#8230;</span></h3>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Pane olio e acciughe<br />
</strong></em></span></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>Per la pasta di pane:</strong></p>
<p style="text-align: center;">500 g farina”00”</p>
<p style="text-align: center;">260 g acqua</p>
<p style="text-align: center;">60 g olio</p>
<p>PROCEDIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Unire gli ingredienti in una bastardella da planetaria  e con l’ausilio del  gancio lavorare  sino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.</p>
<p>Lasciar riposare  per 5 ore alla temperatura di 4°.</p>
<p>Stendere la pasta allo spessore di 5 mm e con il sifone ricavare le sfere.</p>
<p>Cuocere in forno secco alla temperatura di 160 ° per 8 minuti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per la spuma di olio:</strong></p>
<p style="text-align: center;">150 g di olio</p>
<p style="text-align: center;">150 g acqua a 60°</p>
<p style="text-align: center;">3 g glice</p>
<p style="text-align: center;">2.5 g sale</p>
<p style="text-align: center;">1,5 g di colla di pesce precedentemente idratata</p>
<p style="text-align: center;">1 g sucro</p>
<p>PROCEDIMENTO</p>
<p>Unire l’olio con il glice e portare a 32°</p>
<p>Unire l’acqua con il sale, la colla di pesce e sucro</p>
<p>Unire  e caricare un sifone con due cariche di NO2</p>
<p>Lasciar riposare per ameno 4 ore a 4°</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ripieno</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong>N. 12 alici fresche</p>
<p style="text-align: center;">N. 8 acciughe del Cantabrico</p>
<p>PROCEDIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Marinare i filetti di alice su una placchetta con olio extra vergine, profumo d’aglio e basilico per circa 3 ore. Quindi tagliarli a piccoli pezzi e aggiungere le acciughe tritate insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettere all’interno delle sfere le alici, le acciughe e riempire con la spuma d’olio.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/10/6160689840_5046af044b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5436" title="6160689840_5046af044b" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/10/6160689840_5046af044b.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Grazie a Andrea Berton e a Le Grand Fooding per l’anticipazione…</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le Italie a tavola: Pollo alla Garibaldi</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/07/19/italie-a-tavola-pollo-alla-garibaldi/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2011/07/19/italie-a-tavola-pollo-alla-garibaldi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Garibaldi]]></category>
		<category><![CDATA[pollo]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova ricetta per la serie "Le Italie a tavola"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questa ricetta del pollo alla Garibaldi l&#8217;ho trovata su alcuni siti, fra cui <a href="www.placidasignora.com">www.placidasignora.com</a> di Mitì Vigliero, che racconta come questo piatto sia nato a Né, in Val Graveglia (Liguria), terra di origine della famiglia Garibaldi (peraltro riconducibile a un Grunbauer soldato di Federico Barbarossa: leggete <a href="http://www.placidasignora.com/2009/06/08/il-pollo-alla-garibaldi-di-ne/">qui</a>), e <a href="http://www.terramadre.org">terramadre.org</a> (<a href="http://www.terramadre.org/pagine/leggi.lasso?id=C2744B8807b7b1B092oXW1D28F1D&amp;ln=it&amp;tp=3&amp;-session=terramadre:42F9425507c4329FFAjvI3C2E500">qui</a>).</p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Ingredienti</span></strong><br />
Un pollo pulito e tagliato a pezzi piccoli; 150 gr di olivette nere; 2  lt di brodo di carne; 2 foglie di alloro; 1 rametto di salvia; 1 rametto  di rosmarino; 1 pomodoro maturo; 1 bicchiere di vino bianco secco;  olio; burro; sale.<br />
<span style="color: #000080;"><strong>Preparazione</strong></span></p>
<p>In una casseruola mettere burro e olio; farvi soffriggere  le olive e l&#8217;alloro, sino a quando saranno dorati. Aggiungere i pezzi di  pollo, salare e rosolare. Unire il vino bianco, le olive e i sapori  tritati insieme al pomodoro. Rosolare e mescolare velocemente. Appena il  vino sarà evaporato, unire il brodo sino a coprire completamente il  pollo: mettere un coperchio e cuocere lentissimamente per due ore circa.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://biografieonline.it/img/bio/g/Giuseppe_Garibaldi.jpg" alt="http://biografieonline.it/img/bio/g/Giuseppe_Garibaldi.jpg" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rompiamo le scatolette</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/06/24/rompiamo-le-scatolette/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 12:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura culinaria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Chef Rompiscatole]]></category>
		<category><![CDATA[cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Squizzato]]></category>
		<category><![CDATA[Sperling & Kupfer]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Chef Rompiscatole ora è anche un libro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/258577_201261853252511_179664498745580_583293_6268462_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4679" title="squizzato1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/258577_201261853252511_179664498745580_583293_6268462_o-758x1024.jpg" alt="" width="455" height="614" /></a></p>
<p>Una bella idea, quella di proporre un libro di ricette per “cucinare” le scatolette&#8230; L’ha avuta Marco Squizzato, autore di <em>Un rompiscatole in cucina</em> (Sperling &amp; Kupfer) – appunto.</p>
<p>Chef nei Colli Euganei, Squizzato ha pensato a una serie di ricette che partono dall’utilizzo del cibo in scatola, arricchito e abbellito sempre da ingredienti freschi, e le ha filmate e pubblicate su YouTube – realizzando in cinque minuti (circa&#8230;) una serie di piatti interessanti (e sicuramente scenografici&#8230;) come “Chef Rompiscatole”.</p>
<p>Come si sa, dalla rete (così come dalla televisione del resto) alla libreria il passo è breve – e anche il nostro rompiscatole ha dato alle stampe il suo bel libro di cucina, presentato l’altra sera allo spazio Cooks&amp;Books del Mondadori Multicenter in Piazza del Duomo a Milano. Interessante idea, dunque, molto simpatica, piacevole – il fatto di poter preparare – velocemente soprattutto – piatti belli ed appetitosi (e, va sottolineato, tutti controllati e bilanciati dal punto di vista nutrizionale, come testimoniato anche dalla nutrizionista che ha collaborato al volume e che era presente in sala), sicuramente attraente, e rientra nel filone “cucina utile ma sana e controllata” che sta conquistando un suo spazio negli affollati scaffali enogastronomici. Importante anche la sottolineatura della salubrità e naturalezza degli alimenti conservati in scatola, spesso visti con un occhio di sospetto decisamente ingiustificato; e tutto sommato lo “spottone” per l’industria della scatoletta, <em>Leitmotiv </em>serpeggiante per tutta la presentazione, anche se un po’ troppo insistito, è stato senz’altro utile, viste anche le richieste di chiarimenti da parte del pubblico (come si conservano le scatolette aperte?); bella l’idea di utilizzare nella presentazione scatolette vere ri-etichettate con il logo-copertina del libro (è stato anche chiesto dove si potevano comprare&#8230;).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/262360_208079752570721_179664498745580_630203_5980353_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4681" title="squizzato3" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/262360_208079752570721_179664498745580_630203_5980353_n.jpg" alt="" width="432" height="287" /></a></p>
<p>Meno indovinata forse l’idea del giocare, nei comunicati stampa, sulla contrapposizione con l’orto sotto casa, con la “cucina vera”: «Marco Squizzato smantella i miti dell’orto dietro casa, degli ingredienti scelti al mercato, delle lunghe preparazioni fedeli alla tradizione culinaria». Forse la contrapposizione non esiste, forse usarla in questo modo non è una comunicazione perfettamente corretta, forse il povero “Chef Rompiscatole” non voleva esattamente partire lancia in resta contro la natura propugnando una scatolettizzazione delle cibarie&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/261374_208079485904081_179664498745580_630202_4047166_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4680" title="squizzato2" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/261374_208079485904081_179664498745580_630202_4047166_n.jpg" alt="" width="335" height="504" /></a></p>
<p>Anche un paio di frasi della nutrizionista forse erano un po’ fuori tono (come il discorso che aiuto, che sollievo per noi povere donne che torniamo la sera stanche poter aprire una scatoletta&#8230; quindi io povero ometto non posso nemmeno pensare di aprirne una? &#8230;e quelle per il gatto? le posso aprire, o uso il libro della Rangoni <em>101 ricette per il mio gatto</em>?).</p>
<p>Qualche riserva sulla location – una saletta piccola, con alcune persone rimaste sulla soglia, compreso il sottoscritto, e tutto un po’ troppo “impiccato”, compreso il simpatico buffet finale – come sempre, una selezione di preparazioni preparate appunto seguendo il libro&#8230; (ma perché lo spumante <em>verde</em>?).</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4685" title="-1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/06/1.jpg" alt="" width="360" height="480" /></a></p>
<p><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele Bonati</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rolli&#8217;n&#039;Stokke a Genova</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/05/23/rollinstokke-a-genova/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 06:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[fiere e manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[baccalà]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[merluzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[rolli]]></category>
		<category><![CDATA[Stokke]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve soggiorno forzato a Genova, una scoperta culturale e un'avventura gastronomica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di passaggio a Genova&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, lo ammetto: volevo raggiungere la Titti – che si inerpicava sul monte di Portofino – andando in treno a Rapallo per andarle poi incontro ecc ecc, senza tenere nel debito conto lo sciopero dei treni (tratto in inganno dall&#8217;annuncio della partenza del treno, e dalla disponibilità del biglietto nell&#8217;emettitrice automatica, che si è guaradta bene dall&#8217;avvisarmi dello sciopero, e dall&#8217;assenza, mi sembra, di annunci di sciopero nella mezzoretta passata in Lambrate Station&#8230;), sciopero che mi ha costretto a scendere a Genova Principe (col rischio di restare sul treno&#8230; il controllore, passato qualche decina di minuti prima, non mi ha avvisato guardi che ci fermiamo a Genova&#8230; visto che erano scesi tutti quanti dal treno, un dubbio m&#8217;assalse&#8230;), da dove potevo forse sperare di proseguire, ma chissà poi se tornare&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, ho preferito abbandonare Titti e l&#8217;amica Sandra ai sentieri portofini e in attesa di un possibile treno alle 14.19 mi sono dedicato a un giretto per Genova, città sempre bella&#8230; Scoprendo che questo week end era dedicato ai &#8220;Rolli&#8221;, i palazzi patrizi seicenteschi che Andrea Doria aveva iscritto nella lista delle case che dovevano ospitare reganti ambasciatori alti prelati di tutta Europa di passaggio per la città. Tutti i palazzi (ora di proprietà dell&#8217;università, o di banche) aperti e visitabili. Come sempre Genova nasconde nei suoi cortili tesori inaspettati&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">E fra i tesori c&#8217;era anche una deliziosa scatolina colorata – distribuita all&#8217;ingresso di Palazzo Rosso – con lo stesso nome di questo post: <em><strong>Rolli&#8217;n'Stokke</strong></em>, Rolli (i palazzi&#8230;) and baccalà. E all&#8217;interno, una delizia: un assaggio di &#8220;Baccalà ai sapori di Liguria&#8221;&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Immag023.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4460" title="Immag023" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Immag023-768x1024.jpg" alt="" width="461" height="614" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo la delicata natura del pesce e della preparazione hanno impedito che esso potesse figurare in questa (peraltro non eccelsa&#8230;) foto: la mia macchina fotografica è ahimé defunta, il cellulare era semiscarico&#8230; e non si è trattato, come si potrebbe pensare, di un attacco di voracità, dovuto al profumo meraviglioso, all&#8217;aspetto invitante del merluzzo così preparato.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora&#8230; Ecco la ricetta, dovuta all&#8217;idea dell&#8217;<a href="http://www.pestochampionship.it/it/associazione.html">Associazione Culturale dei Palatifini</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Baccalà completamente rinvenuto tagliato in pezzi marinati nel limone per 24 ore.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Condito con basilico, pinoli, olive e timo.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Abbondantemente bagnato con olio extravergine di oliva.</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Immag024.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-4461" title="Immag024" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Immag024-768x1024.jpg" alt="" width="461" height="614" /></a><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La tuma all&#8217;argentiera di Simonetta Agnello Hornby</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/05/23/tuma_all_argentiera/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 23:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[cucina siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[Sellerio]]></category>
		<category><![CDATA[tuma]]></category>

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		<description><![CDATA[Un breve brano da]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;La tuma è il primo pecorino senza sale, umido e di consistenza elastica; quella di qualità migliore si riconosce perché zirria – stride – sui denti. è scipita, ma si marita benissimo a una infinita quantità di sapori e di ingredienti nei piatti poveri. A casa nostra la si cucinava solo in quella pietanza dal nome affascinante – tuma all&#8217;argentiera – che evocava in me immagini di bagliori di candelabri, porcellana fina e tovaglie impreziosite di merletti. Ricordo ancora la mia delusione quando la mia amica Chicchi mi raccontò che quel piatto doveva il suo nome a un argentiere caduto in bassa fortuna; per nascondere la propria indigenza ai vicini curtigghiari, li gabbava cucinando sapientemente una fetta di modestissima tuma come se fosse un succulento filetto, con tutti gli aromi, e quelli ci cadevano! Ma a quel punto anche Chiara e io cominciammo a immaginare di prendere in giro i vicini, nel nostro caso inesistenti, e a divertirci moltissimo ogni volta che ci trovavamo nel piatto la tuma all&#8217;argentiera.</p>
<p style="text-align: justify;">Caterina soffriggeva una cipolletta tritata con una cucchiaiata abbondante d&#8217;olio, sua personale variante alla ricetta. Quando diventava rosata adagiava le fette di tuma, alte un centimetro, nella padella e dopo averle fatte bruciacchiare da un lato le girava dall&#8217;altro; quindi aggiungeva dell&#8217;aceto di vino bianco, alzando la fiamma per farlo sventare velocemente, e all&#8217;ultimo, sale, pepe e una spruzzata di origano. A quel punto copriva la padella con il coperchio per mantenere calore e aromi, prima di portarla a tavola e servirci.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Un-filo-dolio-di-Simonetta-Agnello-Hornby.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4470" title="Un-filo-dolio-di-Simonetta-Agnello-Hornby" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/05/Un-filo-dolio-di-Simonetta-Agnello-Hornby.jpg" alt="" width="200" height="280" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">S. Agnello Hornby,  <em><strong>Un filo d&#8217;olio</strong></em>, Sellerio 2011</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CibVs intervista&#8230; Laura Rangoni</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2011/03/07/cibvs-intervista-laura-rangoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 06:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura culinaria]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[a-mici]]></category>
		<category><![CDATA[Cavolo Verde]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Rangoni]]></category>
		<category><![CDATA[Newton Compton]]></category>

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		<description><![CDATA[Enogastronoma, autrice di successo, foodblogger, responsabile di Cavolo Verde, amante degli animali... un'intervista di Laura Rangoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E va bene. Giornalista scrittrice di enogastronomia, può andare. Con un <em>penchant</em> per il mondo delle wicca, delle erbe misteriosofiche, nonché della storia, insomma, ci può stare. Una passionaccia per gatti cani animalini di ogni genere – lodevole, anzi, doverosa, comprensibile. Autrice di scaffali di libri in ciascuno di questi campi, e per scaffali intendo proprio scaffali e scaffali, a questo punto è comprensibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/150819_1643373775067_1558541291_1485222_4346964_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3954" title="150819_1643373775067_1558541291_1485222_4346964_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/150819_1643373775067_1558541291_1485222_4346964_n.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma un libro di ricette – anzi, due libri di ricette – per cani e gatti&#8230; “Per cani e gatti” non nel senso di “per chiunque, per chicchessia”: proprio per gatti, e per cani. 101. Cioè 202, 101 per volume. Non gatti e cani: ricette. <span style="color: #800000;"><em><strong>101 ricette da preparare al tuo gatto almeno una volta nella vita</strong></em></span> e <span style="color: #800000;"><em><strong>101 ricette da preparare al tuo cane almeno una volta nella vita</strong></em></span>, editi da Newton Compton. Da non capacitarsi. Da porsi delle domande.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/12/978-88-541-2259-8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3510" title="978-88-541-2259-8" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/12/978-88-541-2259-8.jpg" alt="" width="236" height="360" /> <img class="aligncenter size-full wp-image-3511" title="978-88-541-2258-1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/12/978-88-541-2258-1.jpg" alt="" width="233" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anzi, le domande facciamole direttamente a lei.<a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/150819_1643373775067_1558541291_1485222_4346964_n.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>La prima domanda sorge spontanea: perché? L’amore per i quattrozampe, l’insoddisfazione per i cibi per animali in commercio, il desiderio di occupare un eccesso di tempo libero, il bisogno di nutrire animali inappetenti?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Sicuramente un amore enorme, profondissimo, materno per i miei 7 gatti e 3 cani. I cibi animali in commercio sono i più disparati, come composizione e come prezzo, e se ne trovano di ottimi. Anche i miei amori pelosi a volte mangiano la classica scatoletta, quando “mamma non c’è” o non ha tempo. Tuttavia, poiché ho lo studio in casa, trovo gradevole e divertente occuparmi personalmente della loro pappa.</strong></span></p>
<div id="attachment_3963" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/188481_1798586575290_1558541291_1772160_5053065_n.jpg"><img class="size-full wp-image-3963" title="188481_1798586575290_1558541291_1772160_5053065_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/188481_1798586575290_1558541291_1772160_5053065_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Pisolino prima di cena</p></div>
<p><span style="color: #ffffff;">a</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Immagino che tutte le ricette siano state testate su cavie più o meno volontarie: erano proprio cavie, cioè animali del genere Cavia (noti anche come porcellini d’india), oppure gatti e cani scelti fra quelli che vivono con te, o  fra quelli di amici e parenti, o hai fatto i tuoi esperimenti direttamente sul tuo compagno?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Un po’ tutte le cose assieme. Già dai titoli delle ricette vedi che, pur essendo pensate per gli animali, possono essere adattate anche agli umani. Scommetto che anche tu mangeresti le alicette alla griglia su fonduta di parmigiano… è quello che preparerò stasera ai gatti.</span></strong></p>
<div id="attachment_3956" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/65780_1676403280784_1558541291_1546458_4365238_n.jpg"></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/156656_1674622396263_1558541291_1543206_8059005_n.jpg"><img class="size-full wp-image-3955" title="156656_1674622396263_1558541291_1543206_8059005_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/156656_1674622396263_1558541291_1543206_8059005_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><img class="size-full wp-image-3956" title="65780_1676403280784_1558541291_1546458_4365238_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/65780_1676403280784_1558541291_1546458_4365238_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /><p class="wp-caption-text">Allora... è pronto?</p></div>
<p><span style="color: #ffffff;">a</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Piacerebbero al mio gatto Ariel&#8230; Ma naturalmente io dovrei assaggiarle per sentire se vanno bene per lui&#8230; Ok – puoi dirmelo: di quanto sono ingrassati i tuoi cani e i tuoi gatti durante l’elaborazione dei rispettivi ricettari?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Morgana, la mia lupetta, è da sempre inappetente, ed è per lei che ho inventato la quasi totalità delle ricette per cani. I gatti solitamente gradiscono un po’ di tutto, ma alcune, le più anziane, necessitano di cibi morbidi perché hanno la dentatura malandata. E comunque i miei gatti sono belli cicciotti, direi in splendida forma. E qualcuno in sovrappeso, perché più goloso degli altri. Ma non sono, in generale, ricette studiate per far aumentare di peso.</span></strong></p>
<div id="attachment_3957" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/168971_1766058522109_1558541291_1717201_8338545_n.jpg"><img class="size-full wp-image-3957 " title="168971_1766058522109_1558541291_1717201_8338545_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/168971_1766058522109_1558541291_1717201_8338545_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Vedi? Il peso è sempre quello...</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong><em>a</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Scherzi a parte, mi sembra un’ottima idea – e per quello che posso giudicare un’idea di successo, visto che nei giorni precedenti il Natale in diverse librerie i volumi scarseggiavano già, quando non erano addirittura terminati. In effetti, non è raro che si cucini per i propri animali, anche se per lo più buttando in pentola un po’ di ingredienti a caso. Nei tuoi libri invece è tutto calibrato dosato studiato soppesato. Sei andata a naso, a intuito, basandoti sulla tua esperienza, o ti sei anche consultata con esperti, veterinari e simili?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">A parte l’esperienza ormai trentennale in fatto di cucina casalinga per gatti, ho intervistato molti veterinari e mi sono attenuta in particolare ai consigli dei due dottori che seguono i miei piccini.</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000080;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/75891_1652008790937_1558541291_1501087_6781324_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3959" title="75891_1652008790937_1558541291_1501087_6781324_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/75891_1652008790937_1558541291_1501087_6781324_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000080;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/75891_1652008790937_1558541291_1501087_6781324_n.jpg"></a><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/150511_1669601230737_1558541291_1533928_2447151_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3960" title="150511_1669601230737_1558541291_1533928_2447151_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/150511_1669601230737_1558541291_1533928_2447151_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a></span></strong></p>
<div id="attachment_3961" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/165584_1678958184655_1558541291_1551180_1301629_n.jpg"><img class="size-full wp-image-3961 " title="165584_1678958184655_1558541291_1551180_1301629_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/165584_1678958184655_1558541291_1551180_1301629_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Lasciami leggere il menu</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;"><br />
</span></strong></p>
<div id="attachment_3962" class="wp-caption aligncenter" style="width: 372px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/154345_1649807135897_1558541291_1496328_4053077_n.jpg"><img class="size-full wp-image-3962 " title="154345_1649807135897_1558541291_1496328_4053077_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/154345_1649807135897_1558541291_1496328_4053077_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><p class="wp-caption-text">Ti ho detto che ci voglio uno spumante dell&#39;Oltrepo...</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong><em>a</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Ci sono alimenti che sono dannosi per i nostri amici pelosi?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Sicuramente sì. Anzitutto i cibi speziati. Spesso si pensa che nella ciotola del cane possa finire qualsiasi avanzo della cucina, e questo è un errore madornale. Poi il cioccolato, che è decisamente tossico per i cani. Ti parlo di cani perché sono più di “bocca buona” rispetto ai gatti, che invece solitamente sono più schizzinosi, e quindi rifiutano cibi con odori troppo penetranti, o pepati, ecc.</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000080;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/164301_1710830901453_1558541291_1605189_8276115_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3958" title="164301_1710830901453_1558541291_1605189_8276115_n" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2011/03/164301_1710830901453_1558541291_1605189_8276115_n.jpg" alt="" width="362" height="272" /></a><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong><em>a</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Come in tutti i tuoi libri di ricette, quello che impressiona, oltre alla quantità delle ricette stesse, è anche la fantasia. Anche perché non credo che tu abbia riciclato ricette da un volume all’altro&#8230;</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Difficilmente. In realtà può capitare che una ricetta come quella della pasta e fagioli, un classico, finisca in due libri diversi. Io adoro i sapori, e adoro combinarli come fossero note musicali. Le note sono solo sette ma le musiche che puoi suonare sono infinite. È così anche per i cibi. Mi piace osare, sperimentare. E consigliare abbinamenti anche azzardati.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><strong><em>Ma c’è anche un&#8217;altra cosa che rende questi libri un ottimo acquisto – oltre alla gioia evidente dei destinatari ultimi. Che cos’è?</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Ho deciso di devolvere l’intero ricavato della vendita ad associazioni che si occupano di animali in difficoltà. Solamente con i proventi di alcune presentazioni che ho fatto personalmente in varie parti d’Italia sono riuscita a spedire la prima modesta cifra per l’acquisto di cibo e vaccini destinati a un canile dove vengono tenuti e curati magnificamente cagnolini anziani. Lo slogan è: un libro una scatoletta. È infatti mia ferma intenzione regalare, per ogni copia venduta, una scatoletta di cibo per cani o per gatti ai poveri sfortunati che non sonnecchiano tutto il giorno su un comodo divano, come fanno i miei “ragazzi”, e che hanno sicuramente bisogno di un pensiero, una pappa buona, una coperta per difendersi dal freddo o qualche medicina.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">OK – ora bando alle ciance e parliamo d&#8217;affari: ho in mente una joint venture commerciale che potremmo mettere su con <a href="www.cibvs.com">CibVs</a>, con il tuo sito dedicato ai ragazzi a quattro zampe, <a href="http://a-mici.myblog.it/">a-mici</a>,  e naturalmente la tua cucina: pensavo a una linea &#8220;LAURA RANGONI – CIBVS PER CAGNONI&#8221; e magari un&#8217;altra linea &#8220;RANGONI E CIBVS &#8211; PER IL TUO GATTVS&#8221;&#8230; cioè&#8230; no, dunque, vediamo &#8211; RANGONI PRELIBATEZZE PER GATTI DI RANGO&#8230; no magari&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><em><strong>Emanuele Bonati</strong></em><br />
</span></p>
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