Archivio per la categoria ’pesce’

Una salumeria ittica: Anikò

29 December 2011 - Commenti »

Interminabile il viaggio da Milano a Teramo e ritorno, a 90-100km/h con un mezzo tipo jeep che trainava un carrello con moto… Ci è venuta un po’ fame. Essendo bene o male nello stesso emisfero, abbiamo ho pensato bene di fare un salto a visitare una delle creature di Moreno Cedroni a Senigallia: Anikò. Come la possiamo definire, o come è stata definita? Trattoria marinara, bistrot di mare? No! “Salumeria ittica”.

È  un vero e proprio chiosco fisso, su una piazza, con sedute al banco e una zona con tavolini. È uno scrigno di legno e acciaio che nessuno immaginerebbe contenere tante cose tanto deliziose.

Ci sono tutti i prodotti di Moreno Cedroni – e non solo – in vendita, quindi scatolette di pesce pronto, confetture, libri, salumi di pesce a peso….

Ci sediamo ai tavolini e nonostante l’aria fresca, il sole ci scalda ben bene.

Le gentilissime fanciulle che ci accolgono, molto professionali ed easy allo stesso tempo, ci illustrano un po’ il contenuto del menù, perché noi proprio non sapremmo scegliere. Troppe cose buone = scelta difficile.

Optiamo per una condivisione di piatti – tra cui:

• bresaola di pesce spada da guarnire con senape Cedroni e salsa Cedroni ai lamponi – si scioglie in bocca…

• prosciutto “san daniele” di tonno da ungere con del buon olio marchigiano – tosto

• scatoletta di pesce nella sua gelatina – ottima

• guance di pesce con cipolla e pomodoro – delicatissime. Se tutte le scatolette fossero come questa…

• tonno crudo con insalata, senape e mandorle tostate – scioglievole

• Fusilloro Verrigni al salmone affumicato con salmone marinato, mayonese di rapa rossa salsa di cocco e lime e polvere yuso– pazzeschi

• panino con egg and bacon – spaziale

• insalata, tonno affumicato, uovo, salsa lamponi e zenzero MC, in un box di cartone bianco opaco marchiato Moreno Cedroni – mi sa che ho finito gli aggettivi che mi ero preparato…

Accompagniamo il pasto con un bicchiere di Lacrima di Morro d’Alba, che sarà pure un vino da signorine, ma a me piace.

Non contenti, vorremo terminare in bellezza con un dolce, ma una delle fanciulle di cui sopra ce ne porta tre! – tre assaggi di:

• una mousse di cioccolato con olio alle clementine e fiore di sale di Cipro MC

• una mousse di cappuccino con lingue di gatto

• una sofficissima crostata di confettura extra di fichi e mandarini

Una vera libidine: è proprio valsa la pena farsi ore e ore di “trattore” per arrivare fin qui!

Tutte le creature di Cedroni sono delle vere opere d’arte; questa è un’installazione a cielo aperto.

Non posso non citare qui la descrizione del locale che si trova sul sito: «Un’installazione. Una marittima pizzicheria, uno spaccio di bengodi. Una eaterie al passo con i tempi. Che ci si fermi per far la spesa, per celebrare l’ora dell’aperitivo o estenuare sine die l’happy hour della ricreazione fin alle soglie della cena nei tavolini adiacenti, Anikó teme pochi confronti per invogliare alla riflessione. Prendetelo come vi pare, luogo d’appuntamenti, smercio domestico, platform, dove baloccarsi di stuzzichini e ettate d’affettati di pesce, per noi il vero modello del luogo non è tanto la botteguccia né l’estensione del ristorante, ma una sorta di proiezione della Haute Couture (la Madonnina del Pescatore) che trova qui la più giusta ridefinizione in un prêt-à-porter/prêt-à-manger. Le radici d’Anikó stanno ovviamente nella tradizione senza frontiere dello Street Food.»

Anikò
Piazza Saffi, 10 – 60019 Senigallia (An)
Tel. e Fax +39 071.7931228

Christian Sarti

Rolli’n'Stokke a Genova

23 May 2011 - Commenti »

Di passaggio a Genova…

Ok, lo ammetto: volevo raggiungere la Titti – che si inerpicava sul monte di Portofino – andando in treno a Rapallo per andarle poi incontro ecc ecc, senza tenere nel debito conto lo sciopero dei treni (tratto in inganno dall’annuncio della partenza del treno, e dalla disponibilità del biglietto nell’emettitrice automatica, che si è guaradta bene dall’avvisarmi dello sciopero, e dall’assenza, mi sembra, di annunci di sciopero nella mezzoretta passata in Lambrate Station…), sciopero che mi ha costretto a scendere a Genova Principe (col rischio di restare sul treno… il controllore, passato qualche decina di minuti prima, non mi ha avvisato guardi che ci fermiamo a Genova… visto che erano scesi tutti quanti dal treno, un dubbio m’assalse…), da dove potevo forse sperare di proseguire, ma chissà poi se tornare…

Insomma, ho preferito abbandonare Titti e l’amica Sandra ai sentieri portofini e in attesa di un possibile treno alle 14.19 mi sono dedicato a un giretto per Genova, città sempre bella… Scoprendo che questo week end era dedicato ai “Rolli”, i palazzi patrizi seicenteschi che Andrea Doria aveva iscritto nella lista delle case che dovevano ospitare reganti ambasciatori alti prelati di tutta Europa di passaggio per la città. Tutti i palazzi (ora di proprietà dell’università, o di banche) aperti e visitabili. Come sempre Genova nasconde nei suoi cortili tesori inaspettati…

E fra i tesori c’era anche una deliziosa scatolina colorata – distribuita all’ingresso di Palazzo Rosso – con lo stesso nome di questo post: Rolli’n'Stokke, Rolli (i palazzi…) and baccalà. E all’interno, una delizia: un assaggio di “Baccalà ai sapori di Liguria”…

Purtroppo la delicata natura del pesce e della preparazione hanno impedito che esso potesse figurare in questa (peraltro non eccelsa…) foto: la mia macchina fotografica è ahimé defunta, il cellulare era semiscarico… e non si è trattato, come si potrebbe pensare, di un attacco di voracità, dovuto al profumo meraviglioso, all’aspetto invitante del merluzzo così preparato.

E allora… Ecco la ricetta, dovuta all’idea dell’Associazione Culturale dei Palatifini.

Baccalà completamente rinvenuto tagliato in pezzi marinati nel limone per 24 ore.

Condito con basilico, pinoli, olive e timo.

Abbondantemente bagnato con olio extravergine di oliva.


Tonno totonno

24 August 2010 - Commenti »

Ricettina veloce: filetti di tonno, si possono marinare in olio e limone, oppure no, e a piacere, e cuocerli sulla griglia o in padella (con un filo d’olio…).

Ho spolverato il primo con un trito di erbe miste liguri (non ho mai chiesto cosa c’è… direi basilico salvia prezzemolo rosmarino magari timo maggiorana e quant’altro) che compro a Rapallo (da Gianello in via Mazzini).

Il secondo (seguendo un consiglio di Lamberto Sposini a Chef per un giorno su La7) con un trito di aglio e menta.

Su entrambi un filo d’olio e qualche grano di sale di Cervia.

Emanuele Bonati

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Sarde al forno alla pugliese

12 October 2009 - Commento (1) »

Sarde o sardine o alici o alacce o altro pesce azzurro…

Quando uno si trova con delle alacce in freezer e niente in casa… beh… ho provato questa ricetta tradizionale, magari da lavorare un po’… ma buona-

Dunque: per 6 persone ci vogliono 1,2 kg di sarde (da pulire) -

Composto di:

200 gr pangrattato

4 cucchiai prezzemolo tritato

2 cucchiai origano fresco

1 cucchiaio di verde di finocchio selvatico

1 cucchiaio di menta romana tritata

150 gr pecorino grattugiato

Mescolare tutti gli ingredienti, salare e pepare il composto

Cospargere di sale una tortiera, oliarla, disporre alternativamente uno strato di pesce e uno di composto; finire con il composto

Cospargere bene con olio extravergine d’oliva

Sbattere tre uova con sale e pepe e versarle uniformemente sulla superficie

In forno a 170° per 45′ se avete fatto tre strati, 35′ se gli strati sono due; lasciar riposare fuori dal forno per 5′ e servire.

io ho usato le alacce di cui sopra (e non avevo finocchio selvatico), e ho usato un misto di erbe liguri tritate…

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Filetti di rombo al forno

25 August 2009 - Commento (1) »

Ricettina semplice: gli ingredienti sono dei filetti di rombo (uno per commensale direi che va benissimo diciamo un etto e mezzo / due etti a testa), olio, limone, pangrattato, sale, pepe.

Marinare i filetti di pesce in olio limone sale pepe per almeno un’oretta; sgocciolarli dal liquido di marinatura e impanarli. Versare un po’ del liquido in una teglia, adagiarvi i filetti di rombo impanati, e sopra il resto del liquido – che useremo durante la cottura per ammorbidire il pesce.

Si potrebbero aggiungere in teglia capperi, o pomodorini, o olive. Anche l’impanatura potrebbe essere arricchita con qualche aroma, prezzemolo, ecc. – ma anche così è ottimo…

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A tavola con… MURIEL BARBERY

4 August 2009 - Commenti (2) »

Una pagina di Estasi culinarie, il primo romanzo di Muriel Barbery, autrice francese de L’eleganza del riccio. Parlerò di entrambi i volumi in un prossimo post: per ora voglio trascrivere una paginetta del romanzo (pubblicato l’anno scorso dalle edizioni e/o). Il protagonista, un critico gastronomico sul letto di morte, ricorda le sensazioni provate da ragazzino mangiando sardine alla griglia.

Nella carne del pesce alla griglia, dallo sgombro più umile al salmone più raffinato, c’è qualcosa che sfugge alla cultura. è così che gli uomini devono aver preso coscienza per la prima volta della loro umanità, imparando a cuocere il pesce, confrontandosi con quella materia che a contatto con il fuoco rivelava al contempo una purezza e una selvatichezza intrinseche. Dire che questa carne è delicata, che ha un gusto sottile ed esuberante insieme, che solletica le gengive in un incontro di forza e dolcezza, dire che il lieve amarognolo della pelle grigliata, unito all’estrema tenerezza dei tessuti compatti, solidali e corposi, riversa in bocca il sapore dell’altrove e rende la sardina alla griglia un’apoteosi culinaria, dire tutto questo equivale né più né meno a evocare le virtù soporifere dell’oppio. L’elemento decisivo, infatti, non è la delicatezza né la dolcezza, non è la forza né la tenerezza, ma la selvatichezza. Bisogna essere anime forti per affrontare quel gusto che cela in sé, con estrema precisione, la brutaltà primitiva al cui contatto si forgia la nostra umanità. Bisogna anche essere anime pure, capaci di masticare con vigore escludendo ogni altro alimento: disdegnavo le patate e il burro salato che mia nonna mi metteva accanto al piatto e divoravo senza sosta brandelli di pesce.

La carne è virile, vigorosa, il pesce è strano e crudele. Viene da un altro mondo, da un mare misterioso che non si svelerà mai; dimostra l’assoluta relatività della nostra esistenza, eppure si concede a noi nell’effimera rivelazione di territori sconosciuti. Degustavo quelle sardine alla griglia come un autistico che in quel momento niente poteva turbare, e sapevo che a rendermi uomo era proprio lo straordinario confronto con una sensazione venuta da altrove, una sensazione da cui per contrasto apprendevo la mia essenza di uomo. Oh mare infinito, crudele, primitivo e raffinato, con le nostre bocche azzanniamo avidi i prodotti della tua misteriosa attività. La sardina alla griglia mi avvolgeva il palato con il suo aroma immediato ed esotico; a ogni boccone io diventavo adulto e, mentre le ceneri marine di quella pelle squamata mi carezzavano la lingua, io mi elevavo.

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