<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BLOGVS &#187; il ciBVSO della domenica</title>
	<atom:link href="http://blog.cibvs.com/category/il-cibvso-della-domenica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.cibvs.com</link>
	<description>il blog di CIBVS</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Sep 2010 06:37:51 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Formaggio e primi: not politically correct</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/07/24/formaggio-e-primi-not-politically-correct/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/07/24/formaggio-e-primi-not-politically-correct/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 21:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=2481</guid>
		<description><![CDATA[Primi di pesce: con o senza formaggio? Il dilemma del parmigiano
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre vagabondavo sotto il sole cocente della <em>Carsia Giulia</em> ho approfittato per pranzare in una trattoria vicino al confine. Tutto era lindo e ordinato, e il profumo che giungeva dalla cucina era seducente. La lista delle vivande era varia e curata. Proponeva, infatti, diverse preparazioni a base di pesce, molluschi e crostacei. Una sfilata di antipasti freddi, caldi, primi piatti, risotti di pesce, cabaret di molluschi, e ancora fritture di pesce, grigliate e insalate pelagiche. Un vero <em>nirvana</em> per gli amanti dei menu di mare.</p>
<p>Per “dovere di cronaca” ho degustato <em>capesante </em>alla griglia, spaghettini bianchi cozze&amp;pepe, una frittura di sarde da manuale con polenta calda e insalata fresca.</p>
<p>Durante il pasto ho avuto modo di osservare più di qualche ospite aspergere con il parmigiano i primi piatti di pesce. La cosa non mi ha certo scandalizzato (<em>de</em> <em>gustibus</em>…), tuttavia ha scatenato nel mio fragile cervello una sequenza di ragionamenti simili a un fortunale estivo. Su tutte, una considerazione, forse lapidaria ma necessaria. In alcune realtà ristorative manca il confronto-dialogo con il cliente, e se questo ordina una porzione di tagliolini agli scampi e quindi chiede (poveraccio) la formaggiera, ci si guarda bene dall’avanzar consiglio avverso o diniego.</p>
<p>Si assiste sempre più a una sorta di becera autonomia a tavola, con scelte contraddittorie e banali. Il versante dei vini è quello messo peggio. È il terreno dove maggiormente si inciampa, causa la mancanza di cultura enologica nell’abbinare il vino e il piatto, mortificando così  entrambi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/RavoliFish.jpg"><img class="size-medium wp-image-2482 aligncenter" title="RavoliFish" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/RavoliFish-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a></p>
<p>Rompere le regole è una cosa esaltante, ma deve essere fatta con intelligenza, gusto e un <em>quid</em> di razionalità.  Il coraggio aiuta gli audaci, spesso li premia – nondimeno se i temerari alla fine storpiano o rovinano la pietanza, meglio seguir la <em>philosophia</em> <em>vitae</em> di <em>don Abbondio…</em></p>
<p><em><strong>Stefano Buso</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/07/24/formaggio-e-primi-not-politically-correct/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un giorno a elBulli: la cucina di Ferran Adrià</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/07/18/2448/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/07/18/2448/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[elBulli]]></category>
		<category><![CDATA[Ferran Adriá]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[locali]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=2448</guid>
		<description><![CDATA[Il volume che rivela per la prima volta i processi creativi, la filosofia innovativa e le straordinarie tecniche del pluri-premiato ristorante elBulli e del suo leggendario chef Ferran Adrià...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2449" title="un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/07/un_giorno_a_elbulli_la_cucina_di_ferran_adria.jpg" alt="" width="400" height="500" /></a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Dopo il successo della prima edizione pubblicata a marzo 2009 ed esaurita in meno di un mese,<em> Phaidon</em> annuncia una nuova edizione in brossura del bestseller <em>Un giorno a elBulli</em>, il volume che rivela i processi creativi, la filosofia innovativa e le straordinarie tecniche del pluri-premiato ristorante <strong>elBulli</strong> e del suo chef <em><strong>Ferran Adrià</strong></em>.</p>
<p>Situato in un’isolata baia sulla costa nord-est della Spagna, elBulli è famoso per essere meta di pellegrinaggio degli appassionati di cibo, tanto che è quasi impossibile riuscire a prenotare una cena. Il locale infatti è aperto per soli sei mesi l&#8217;anno e riceve più di due milioni di richieste per soli 8.000 coperti disponibili.</p>
<p>Il ristorante è rinomato per il suo menù degustazione di 30 portate, che viene annualmente modificato e aggiornato con nuovi e originali piatti. Negli ultimi 10 anni le pionieristiche tecniche culinarie di <em>Ferran Adrià</em> sono state applaudite – e imitate – dai migliori cuochi del mondo e <em>Ferran</em> è stato nominato dalla rivista “<em>Time”</em> una delle 100 persone più influenti dei nostri tempi. Dal 2006 al 2009 elBulli è stato nominato per quattro anni consecutivi il <em>“Number One Best Restaurant in the World”</em> nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo stilata da San Pellegrino.</p>
<p><em>Un giorno a elBulli</em> alla scoperta delle idee e della creatività di <em>Ferran Adrià</em> – nuova edizione in brossura (<strong>limited edition – edizione limitata</strong>) – 632 pagine, 1100 illustrazioni a colori, grafica elegante, raffinata – come  Phaidon da sempre propone i suoi libri. Un libro che ogni gourmet dovrebbe avere nella propria <em>cucinolibroteca</em> per comprendere sino a dove possa arrivare l’esplorazione gastronomica</p>
<p>Il primo volume che svela il retroscena del miglior ristorante al mondo e indaga la mente del suo creatore, <em>Ferran Adrià</em>. Un’opera elegante  che apre le porte ad un mondo peculiare e originale.</p>
<p>Grazie a Michela Beretta e all’ufficio stampa Italy Phaidon</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></span></p>
<p><strong><em>Press and Publicity in Italy Phaidon</em></strong><em> </em><em><br />
</em><em>Corso Sempione, 33</em><br />
20145 Milano<br />
T  + 39 02 43994680<br />
Fax +39 02 43990450<br />
<a href="mailto:mberetta@phaidon.com">mberetta@phaidon.com</a><br />
www.phaidon.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/07/18/2448/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CiBvSo della domenica</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/06/06/il-cibvso-della-domenica-6/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/06/06/il-cibvso-della-domenica-6/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 22:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina veneta]]></category>
		<category><![CDATA[fagioli]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Boscarato]]></category>
		<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[polenta bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Raboso Piave]]></category>
		<category><![CDATA[radicchio]]></category>
		<category><![CDATA[radici e fasioi]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante dall'Amelia]]></category>
		<category><![CDATA[valle del Piave]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1865</guid>
		<description><![CDATA[“Radici e fasioi” (radicchi e fagioli) sono un piatto frugale della vallata del Piave. Ricetta umile, icona di genuinità. Ottimi nelle torride serate estive, quando l’appetito comincia a fare i capricci…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ff0000;">Serate estive in compagnia di <em>radici e fasioi</em></span></h1>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>“Radici e fasioi” (radicchi e fagioli) sono un piatto frugale della vallata del Piave. Ricetta umile, icona di genuinità. Ottimi nelle torride serate estive, quando l’appetito comincia a fare i capricci…</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">La gastronomia straripa di ricette altisonanti, che però non riescono a “congedare” i piatti delle cucine locali. Infatti, il significato del cibo è proprio racchiuso nelle esecuzioni semplici, talvolta composte da pochi ingredienti, tuttavia foriere di infinita bontà.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso dei <em>radici e fasioi</em> (radicchio e fagioli) piatto della valle del Piave, apprezzato in molte località del Triveneto. Pochi elementi per questo piatto, preparati con necessario artificio. Fagioli secchi che vanno ammollati la sera precedente, radicchio rosso (anche verde, campestre), olio, sale e pepe nero. I fagioli dopo una notte trascorsa “sotto acqua” vanno adagiati in una marmitta con soffritto di cipolla, affettata e rosolata in olio. Una volta uniti i fagioli, coprirli con acqua calda. Proseguire la cottura, aggiungendo un po’ per volta l’acqua lasciata in ebollizione. Alla fine, passare al setaccio la metà dei legumi &#8211; creando una crema densa. A questo punto amalgamare ai fagioli passati quelli lasciati interi. Togliere la pentola dal fuoco e fare raffreddare almeno fino a sera poiché i <em>radici e fasioi</em> sono per antonomasia un <em>piatto vespertino</em>.</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT36001.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1874" title="PICT3600" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT36001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di cena, lavare con cura il radicchio. In una fondina sistemare le foglie di radicchio e napparle con la purea di fagioli. Irrorare di olio, aceto, sale, pepe e servire. Ripetere lo stesso procedimento per altri eventuali piatti da distribuire. Un tempo era prassi condirli con lardo precedentemente rosolato a fuoco basso senza l’aggiunta di olio, ovviamente. Nella ricetta attuale si utilizza l’olio extravergine d’oliva o di semi.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT3603.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1873" title="PICT3603" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT3603-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>È possibile accompagnare i <em>radici e fasioi</em> con pane caldo o fette di polenta bianca grigliata. Come vino, abbinare un Raboso Piave &#8211; che contribuirà a inebriare il palato regalando un bel momento gustativo.</p>
<div id="attachment_1870" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT3599.jpg"><img class="size-full wp-image-1870" title="PICT3599" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/PICT3599.jpg" alt="" width="461" height="614" /></a><p class="wp-caption-text">Radici e fasioi preparati per noi al Ristorante dall&#39;Amelia di Mestre - grazie!</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Con l’arrivo dell’estate, se trovare il radicchio diventa un problema è possibile usare dell’insalata novella o della misticanza – consapevoli che la ricetta madre è con il radicchio.</p>
<p><em>Durante l’estate questa rubrica sarà aggiornata con un po’ meno frequenza, per ritornare a “pieno regime” a settembre. Grazie ai tanti lettori che seguono CibVs e che lo rendono migliore giorno dopo giorno. </em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></span></p>
<p><em>Si ringrazia per le foto <span style="color: #ff0000;">Marco Boscarato</span> &#8211; <a href="http://www.cucinaveneziana.net/it/ristorante-amelia/">Ristorante dall’Amelia</a>, Mestre, VE</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/06/06/il-cibvso-della-domenica-6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CibVso della domenica</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/05/23/il-cibvso-della-domenica-5/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/05/23/il-cibvso-della-domenica-5/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 22:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[gratin]]></category>
		<category><![CDATA[gratinatura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica di cottura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1784</guid>
		<description><![CDATA[Può succedere che per raffreddare una pietanza servita troppo calda occorra… una provvidenziale caraffa di acqua fresca!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Pietanze… a 212°F </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Può succedere che per raffreddare una pietanza servita troppo calda occorra… una provvidenziale caraffa di acqua fresca!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la portata: è rovente&#8230; chi ha il coraggio di addentarla?</p>
<p style="text-align: justify;">Esperienza diffusa, quella di attendere a lungo un piatto e, una volta arrivato, pazientare per scongiurare traumatizzanti ustioni alla bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scritto odierno &#8211; un po’ demenziale (ma sincero) &#8211; prende le mosse da esperienze personali, avventure di altri sfortunati golosi, racconti di sala rubacchiati girovagando da un capo all’altro della penisola.</p>
<p style="text-align: justify;">Anzitutto – quali sono le preparazioni di solito servite arroventate? I primi gratinati, perciò <em>crespelle</em>,<em> cannelloni</em>,<em> gnocchi alla parigina</em>, le<em> lasagne</em> &#8211; una squadra di leccornie nappate spesso da una <em> bassamella</em> &#8211; per dirla con l’Artusi &#8211; lavica. Altre portate servite esageratamente calde: <em>timballi</em>,<em> sformati</em>,<em> polenta pasticciata</em>,<em> polpette al sugo</em>, il <em>purè </em>e le <em>crocchette di patate</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Lasagna.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1806" title="Lasagna" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/Lasagna-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno vuol suggerire altro?</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa buffa è osservare gli avventori soffiare sul cibo come ventilatori. Un calvario terribile, visto che in realtà l’acquolina ha quasi sempre il sopravvento sul buon senso, così tra una soffiata e… una scottata, il boccone è incautamente ingurgitato &#8211; seguito all’istante da un bicchierone d’acqua gelata, tracannato per coccolare il gentil becco e le pareti esofagee. Chiudendo questo grottesco siparietto &#8211; è pur vero che pazientare e poi mangiare in serenità è magnifico, a patto che la pietanza non sia… bruciante.</p>
<p style="text-align: justify;">In fin dei conti basterebbe un pizzico di destrezza, ad esempio, togliere la portata dalla fonte di calore, lasciandola qualche istante sul<em> pass</em> prima di affidarla allo scalpitante personale di sala. Oppure dotare la clientela di ghiaccio a volontà, o di simpatici ventaglietti&#8230; Ironia a parte, sono aspetti senz’altro risolvibili, per permettere agli avventori di gustare il cibo alla temperatura opportuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni buon conto, attendere qualche minuto prima di andare all’arrembaggio della pappa fumante non è una tragedia, anzi, stimola ancor più l’appetito!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Gratinare</strong>: <em>technique de cuisine</em> che consiste nell’aspergere la pietanza (di solito pasta, ortaggi, raramente carne e pesce) di condimento e passarla al forno per qualche minuto, finché la superficie non risulti dorata e lievemente croccante. Per l’appunto gratinata&#8230; Allo scopo vengono adoperati riccioli di burro, pane grattugiato, formaggi, salsa besciamella, panna da cucina, sugo di carne e altre <em>sauces</em>. Non è proprio una cottura completa, giacché quasi sempre la preparazione da gratinare è già cotta o parzialmente. La tecnica citata regala la denominazione a molti piatti: i pomodori al gratin, i maccheroni gratinati, gnocchi gratinati, i peperoni e melanzane gratinate, e via discorrendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/05/23/il-cibvso-della-domenica-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CibVso della domenica</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/05/09/il-cibvso-della-domenica-4/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/05/09/il-cibvso-della-domenica-4/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 22:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[aglio]]></category>
		<category><![CDATA[carota]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[soffritto]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Buso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1673</guid>
		<description><![CDATA[Ricordate?L’ultima volta si parlava di vivande naufragate nel mare dell’oblio gastronomico. Ecco un esempio eclatante di cosa vuol dire giubilare una tecnica culinaria, anzi, un rito solenne al quale tutti abbiamo assistito: il soffritto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong><em>Missing</em></strong><strong>: il soffritto</strong><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><em>Ricordate?L’ultima volta si parlava di vivande naufragate nel mare dell’oblio gastronomico. Ecco un esempio eclatante di cosa vuol dire giubilare una tecnica culinaria, anzi, un rito solenne al quale tutti abbiamo assistito: il<strong> soffritto!</strong></em></span></p>
<p>Usi e costumi culinari volatilizzati? Forse il primo e più evidente è proprio il soffritto – perciò <em>necesse est</em> muovere alla sua difesa!</p>
<p>Fino a ieri, il soffritto era indispensabile per una buone mole di preparazioni &#8211; negli ultimi tempi&#8230; è scomparso. Più che l’ausilio di un cuciniere servirebbe un grande detective per comprendere le ragioni della sua latitanza.</p>
<p>Questo è in pratica un urlo straziante in memoria del più famoso dei fondi, purtroppo <strong><span style="text-decoration: underline;">quasi </span></strong>snobbato dalla cucina attuale.</p>
<p>Sembra incredibile: un palato ben allenato soffre quando un piatto difetta del profumato trito. Per quale motivo allora eliminarlo da ricette e avventure mangerecce? Forse per indolenza, poca voglia di realizzarlo, o per stolta convinzione che non sia così rilevante nella struttura di una pietanza?</p>
<p>In verità, la ghiotta sequenza di ortaggi-tagliati-soffritti serve eccome, in cucina. Aglio, cipolla, sedano e la carota: è vero, non sono un quartetto da <em>hit parade</em>, né attori di <em>soap opera</em> in grado di alzare lo<em> share -</em> tuttavia fanno sì che leccornie e manicaretti possano portare a testa alta i loro ridondanti titoli.</p>
<p>Si inizia dalla carota, col suo colore giallo-arancio la più insolente &#8211; e, in successione, il resto delle verdure. Come è bello osservare un <em>chichibio </em>moderno con il suo enorme trinciante affettare i sapori essenziali sul piano di legno&#8230;</p>
<p>E la rosolatura, con olio o burro spumeggiante, che diffonde nell’aere umori e rumori&#8230;</p>
<p>Anatema &#8211; dunque &#8211; per quanti perfidamente ostracizzano il battuto dalla cucina. Noi golosi continueremo a considerarlo “essenziale”, ad amarlo perdutamente, desiderando di sentire il suo profumo solleticarci il naso ancora per molto tempo…</p>
<p><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/754px-Mirepoixcuisine-2009-04-061.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1672" title="754px-Mirepoix(cuisine)-2009-04-06" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/05/754px-Mirepoixcuisine-2009-04-061-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Soffritto come, quando… perché!</strong></span></p>
<p>Delicato punto di partenza per salse semplici e composte, per sughi, intingoli e fondi per carne, pesce, legumi e verdure. Pur essendo una preparazione rudimentale è soggetta a grossolane interpretazioni, errori di procedimento, e non poche bruciature causate dal fuoco troppo elevato.</p>
<p>Ci sono soffritti “solitari” e famiglie allargate. Solo aglio, solo cipolla, solo carota e… via discorrendo. Il <em>non plus ultra</em> è una comunità di ortaggi pronti al trito e all’uso.</p>
<p>Tritare le verdure iniziando dalla carota, la verdura più impegnativa da affettare.</p>
<p>Evitare di rosolare le verdure (specie aglio e cipolla) a fuoco alto. Si rischia infatti di dover gettare via tutto: una sfortuna all’ennesima potenza.</p>
<p>Per evitare di rovinare le verdure servono fuoco mite, mestolo continuo e, se c’è, un po’ di brodo oppure acqua. Versare però poco liquido e solo a rosolatura avvenuta, consumando a fiamma bassa.</p>
<p>Si può conservare il soffritto in frigo? Certo che sì &#8211; ma è opportuno sapere che in frigo “inonderà” del suo profumo intenso le altre pietanze e ingredienti presenti; inoltre, ha dei limiti di durata. È preferibile realizzarlo sul momento, in fin dei conti prepararlo è molto divertente.</p>
<p>Le verdure possono essere tritate nel mixer, oppure usando la mezzaluna in alternativa al coltello? Questa è una domanda alla quale c’è solo una sola risposta e tutta al negativo &#8211; tuttavia sui metodi e sui gusti…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/05/09/il-cibvso-della-domenica-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CibVso della Domenica</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/04/24/il-cibvso-della-domenica-3/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/04/24/il-cibvso-della-domenica-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 22:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[arte culinaria]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1641</guid>
		<description><![CDATA[Maître à penser alle prese con le pentole
 
L’arte culinaria. Così creativa, imprevedibile e mutevole nel corso del tempo. Eppure, nonostante la sempre crescente attenzione di cui è oggetto, sembra destinata a trasformarsi in un ricordo, confinato nell’immaginario collettivo. Perché? Perché probabilmente si parla troppo di cibo, senza che da ciò consegua l’azione più coerente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><em>Maître à penser</em></strong><strong> alle prese con le pentole</strong></h1>
<p><em> </em></p>
<p>L’arte culinaria. Così creativa, imprevedibile e mutevole nel corso del tempo. Eppure, nonostante la sempre crescente attenzione di cui è oggetto, sembra destinata a trasformarsi in un ricordo, confinato nell’immaginario collettivo. Perché? Perché probabilmente si parla troppo di cibo, senza che da ciò consegua l’azione più coerente, il cucinare…<em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Ci hanno insegnato che la cucina è una consuetudine concreta. Diamine se lo è.</p>
<p>Eppure, parlando di cucina, leggiamo di amore, lussuria, edonismo, fantasia, tecnica, gossip, comunicazione, gelosia. Troppe cose, troppe parole, persino per una materia duttile come l’<em>art culinaire</em>, che sin dal suo passato ancestrale si è occupata, e dovrebbe continuare a occuparsi, di preparazione del cibo. Chiacchierare è meraviglioso &#8211; ma al desinare non si deve mancare!</p>
<p>Anticamente, nutrirsi corrispondeva a mitigare i morsi della fame più che sbandierare un bel girotondo di concetti più o meno interessanti, e certamente non commestibili. L’a-b-c della cucina parte dai soffritti e arriva ai dessert: rammentate?</p>
<p>Indubbiamente ci sarà qualcuno che farà presente al vostro umile scriba che non si vive di solo pane. Ma è altrettanto vero che tutti i concetti (anche quelli più settoriali), seppur stimolanti, rincorrono artifici astratti, e alla fine l’appetito rimane lì&#8230; La cucina attuale è troppo presa da se stessa, dalla propria rappresentazione, dalla comunicazione pressante, dai ricettari e manuali culinari orditi da illustri sconosciuti, dove si confondono astrazioni con grammature, ingredienti con ciance impertinenti.</p>
<p>E c’è dell’altro. La foga di mettere in discussione ogni ingrediente e procedimento culinario. La cipolla non si usa più. L’aglio? C’è di meglio. Il pomodoro? Un ortaggio superato. Il purè di patate? Roba da mensa ospedaliera. Il ragù? Troppo unto, difficile da digerire. Perché mettere la <em>sauce bechamel</em> nelle lasagne o ammollare i fagioli una notte intera prima di bollirli?</p>
<p>Basta: che trionfi ancora una volta la cucina vera, quella delle ricette lette e cucinate sopra i fornelli, e non al computer. Insomma, parliamone pure, ma con costrutto, senza precipitare in osservazioni paludate. E non scordiamo di mettere la pentola sul fuoco…</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong> Stefano Buso</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/04/24/il-cibvso-della-domenica-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il CibVso della Domenica</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/04/11/il-cibvso-della-domenica-2/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/04/11/il-cibvso-della-domenica-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 22:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[pasta al burro]]></category>
		<category><![CDATA[pasta in bianco]]></category>
		<category><![CDATA[riso in bianco]]></category>
		<category><![CDATA[trebbiano d'Abruzzo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1572</guid>
		<description><![CDATA[In bianco? N’est pas possible!
 
Bianco, purezza e candore. Bianca è una parete, una tenda &#8211; o una serata programmata in modo piccante e conclusa male&#8230; 
E a tavola, quante volte riusciamo a conquistare un piatto di riso in bianco?
 
Superata una notte burrascosa tra bagno e stanza da letto, la mattina seguente &#8211; pallidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In bianco?</strong> <strong><em>N’est pas possible!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Bianco, purezza e candore. Bianca è una parete, una tenda &#8211; o una serata programmata in modo piccante e conclusa male&#8230; </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E a tavola, quante volte riusciamo a conquistare un piatto di riso in bianco?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Superata una notte burrascosa tra bagno e stanza da letto, la mattina seguente &#8211; pallidi e mosci &#8211; capita di non aver appetito, tanto che si pensa a una tazza di tè o al massimo… a un brodino. Ma le sorprese, nella vita, non mancano mai. Verso le 13, in orario di pausa, ecco farsi avanti un’incontenibile acquolina, che regala buonumore e vitalità. L’inappetenza mattutina si trasforma <em>ipso facto</em> in un irrefrenabile desiderio di pappa. Che si mangia? Meglio stare leggeri, non si sa mai. Un piatto di pastasciutta “in bianco” potrebbe essere una portata appropriata. Ricetta morigerata, di facile digestione, con poco olio d’oliva e un’irrinunciabile grattugiata di parmigiano. Detto, fatto!</p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo, in trattoria, tra persone affamate e il via vai dei camerieri, si attende con trepidazione di ordinare. Quanto chiasso! Sembra di trovarsi nel traffico congestionato di una metropoli. Pazienza, per un piatto di pasta si sopporta questo e altro. Finalmente arriva il locandiere.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Buongiorno, leggo trenette al pesto, potrei averne una porzione in bianco?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un silenzio irreale scende nella sala da pranzo e precede quella che ha tutte le sembianze di esser una sentenza.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>No, mi spiace.” </em></p>
<p style="text-align: justify;">Abbacchiati, non rimane che fare retromarcia – un cappuccino, un caffè, una cupa tisana dalle dubbie proprietà&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Come mai è così difficile ottenere un piatto di pasta al burro o all’olio fuori casa?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/04/CIMG0373.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1573" title="CIMG0373" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/04/CIMG0373-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tracce… di un riso in bianco (una non salsa)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un modo simpatico per rendere gustoso un riso (o una pasta) destinati a restare single. Ogni tanto, può far piacere un primo piatto leggero, senza necessariamente soffrire di digestione rallentata o iperacidità gastrica. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Cucinare il riso in abbondante acqua salata. Raffreddarlo sullo scolapasta senza usare acqua fredda. A parte, preparare una <em>vinaigrette</em> “monca” con olio d’oliva extravergine, limone filtrato, foglie di basilico tagliate sottili, prezzemolo tritato, qualche goccia di <em>Worcester Sauce,</em> un paio di carote private della buccia, lessate e tagliate in dadolata piccolissima, sale e pepe qb. Con questi ingredienti, condire il riso a crudo (o la pasta) amalgamando bene. Far riposare un’oretta, quindi servire a temperatura ambiente su un piatto piano, guarnito con foglioline di basilico e un crostone di pane aromatizzato al burro e salvia.</p>
<p style="text-align: justify;">Vino: chi ha detto che a un piatto di riso all’olio non sia possibile abbinare un vino? Un vino bianco giovane, morbido, fresco e profumato: un Trebbiano d’Abruzzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano Buso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/04/11/il-cibvso-della-domenica-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/03/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-8/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/03/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-8/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 22:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[ragù]]></category>
		<category><![CDATA[ragù alla bolognese]]></category>
		<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[scarpetta]]></category>
		<category><![CDATA[tagliatelle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1476</guid>
		<description><![CDATA[ Una scarpetta…  bloccata!
 
La porzione di tagliatelle al ragù  sopraggiunge fumante. Sono bellissime, irresistibili. Non è possibile  resistere al ricatto della gola. Sarebbe da matti indietreggiare  dinnanzi a questa cuccagna. 
La prima forchettata s’infila decisa attraverso la pasta, senza prestare troppa attenzione agli sguardi altrui. La mossa successiva è trasportare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: large;"> </span></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: large;">Una scarpetta…  bloccata!</span></strong></span></span></p>
<p style="margin: 0pt; color: #ff0000;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">La porzione di tagliatelle al ragù  sopraggiunge fumante. Sono bellissime, irresistibili. Non è possibile  resistere al ricatto della gola. Sarebbe da matti indietreggiare  dinnanzi a questa cuccagna. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">La prima forchettata s’infila </span></span><span style="color: #000000; font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">decisa attraverso la pasta, senza prestare troppa attenzione agli sguardi altrui. La mossa successiva è trasportare il carboidrato alla bocca. Il dado è tratto! Spariscono ansie, tensioni e ogni sorta di tormenti.</span></span><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">È la magia del cibo, a cui ho già accennato qualche  mese fa in queste <em>Considerazioni </em>qui su CibVs. In  un mondo in cui imperversano problematiche e noie all’ennesima  potenza, il cibo diventa un antidoto necessario. Anzi, fondamentale. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ma – sorvolando sulle tragiche  vicissitudini umane e ritornando al cruciale piatto di tagliatelle, dopo  diverse forchettate arriva l’inesorabile fine. Ciò che resta della  pasta è qualche frantumato rimasuglio e un bel po’ di ragù. Un peccato  abbandonarlo, per poi pentirsene – e così si prospetta una scelta  amletica: lasciare o mangiare? Afferrato un tocco di pane uno subito  s’immagina di lì a poco il succoso ragù tra le fauci… </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Nemmeno il tempo di toccare il piatto  che uno zelante cameriere lo afferra e sparisce in direzione della  cucina. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Poi, flemmatico, torna indietro e con un sorriso chiede: prende  qualcos’altro signore? </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">Come concludere al meglio questo pezzo? beh&#8230; ma è ovvio.. con un</p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;">
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong><span style="font-size: small;">Ricettario minimo&#8230;</span></strong></em></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong><span style="font-size: small;"><br />
</span></strong></em></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Ragù alla bolognese</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: small;">Carne macinata di manzo, di maiale  (proporzione 3 e 1), sedano, carota, cipolla, concentrato di pomodoro o  pelati, vino rosso, olio d’oliva, burro, sale e pepe.</span></em></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Tritare le verdure al coltello,  iniziando dalla carota perché è la più coriacea. In una casseruola di  terracotta imbiondire il fondo con poco burro e l’olio, quindi  aggiungere la carne macinata con la precauzione di schiacciare bene  eventuali grumi che potrebbero formarsi durante la prima rosolatura.  Bagnare con il vino rosso ed evaporare. In seguito, aggiungere i pelati  e/o il pomodoro concentrato. Utilizzando i pomodori pelati spezzettarli  con una frusta quando si uniscono alla carne macinata. Cucinare il ragù  per circa un’ora e mezza a fuoco molto basso, tenendo ben mescolato.  Alla fine salare e pepare. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Con questa salsa senza tempo, dalle caratteristiche  inconfondibili, si possono condire paste di varia forma e misura, usarla  come saporito ingrediente per lasagne, cannelloni e crespelle… e  persino fare semplicemente scarpetta, senza paura di essere interrotti…</span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1481" title="-1" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/03/11-300x283.jpg" alt="-1" width="300" height="283" /></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;">
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: small;">Ragù (alla mia moda)</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Uguale a quello alla ricetta </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: small;">felsinea</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> come  ingredienti e <em>modus operandi</em></span></span><em> </em><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">, con la  differenza di un trito di salvia e rosmarino assieme alle carote, al  sedano e cipolla e una spolverata di farina 00 alla carne macinata  durante la rosolatura. In più – tocco proibito finale – una copiosa  spruzzata di noce moscata grattugiata. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;">Ah, sono in vena di elargire segreti.  Nella salsa sia pelati che concentrato di pomodoro – questo per rendere  il ragù più tentatore dal punto di vista estetico…</span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><em>foto di Barbara Torresan</em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/03/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-8/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/03/14/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-7/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/03/14/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-7/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 23:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta veloce]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti nottetempo]]></category>
		<category><![CDATA[spuntino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1414</guid>
		<description><![CDATA[
Spaghetti… nottetempo
 
Una trasgressione un po’ stramba, complice l’insonnia, o un’improvvisa fame notturna. Una porzione di spaghetti nel cuore della notte, conditi alla meno peggio, forse aumentano la ciccia, e confermano che l’appetito non dorme mai… ma&#8230; che piacere&#8230;
 
Gli spaghi by night: un’abitudine, uno sfizio occasionale, un vizio&#8230; Pastasciutta di fortuna che ha saziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1 style="margin: 0pt; text-align: justify;"><strong><span style="font-size: small;">Spaghetti… nottetempo</span></strong></h1>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Times;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><em><span style="font-size: small;">Una trasgressione un po’ stramba, complice l’insonnia, o un’improvvisa fame notturna. Una porzione di spaghetti nel cuore della notte, conditi alla meno peggio, forse aumentano la ciccia, e confermano che l’appetito non dorme mai… ma&#8230; che piacere&#8230;</span></em></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Times;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Times;"><span style="font-size: x-small;">Gli </span></span><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: small;">spaghi by night</span></em></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">: un’abitudine, uno sfizio occasionale, un vizio&#8230; Pastasciutta di fortuna che ha saziato languori gastrici di plotoni di insonni, di amanti focosi (o incapaci), e di golosi recidivi. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Condimenti classici degli spaghetti fuori orario: l’aglio e olio, il burro, la scatoletta di tonno sgocciolata, il tubetto di conserva, la panna e tante altre cosette che il frigo elargisce ai nottambuli affamati. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Forse qualche ideologo di dogmi culinari vorrà illuminarci, fornendoci l’esatta ricetta degli spaghi notturni – nel caso, </span></span><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><span style="font-size: small;">lo spuntino si ammanterebbe di una certa qual dignità, dovrebbe sottostare a una sua etichetta.</span><span style="font-size: small;"> Ma gli spaghetti antelucani non hanno citazioni nei ricettari di cucina, né si prestano a consumi modaioli, più inclini alle pappe asettiche o in qualche caso barocche. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="background-color: #ffffff;">Confesso che avevo giubilato questa &#8220;insana&#8221; consuetudine – tuttavia, incubi notturni e lavoro straordinario mi han</span>no riportato in piena notte in dispensa&#8230; Cosa dirvi? Coraggio gente, munirsi di spaghetti, pentola, scolapasta e riesumare quest’anomala prassi mangereccia. Un piatto di pasta mentre il resto della famigliola russa è quanto di più peccaminoso si possa concedere la gola! </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Fate però attenzione a non svegliare nessuno, altrimenti la vostra pasta dovrà essere divisa con la famigliola suddetta&#8230;</span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Il piatto diventa più ghiotto se spazzolato in compagnia? E chi lo ha detto, pensava il famelico avventore solitario, mentre in piena notte ingurgitava un piatto di pasta </span></span><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: small;">extralarge</span></em></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">. </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="font-family: Times;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #cc0000;"><strong><span style="font-size: small;">Spaghetti nottetempo (ricetta)</span></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: small;">per due persone </span></em></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em><span style="font-size: small;">180 g di spaghetti, uno spicchio d’aglio, 50 g di pecorino sardo, olio extravergine d’oliva, 3-4 foglie di basilico, 4 filetti di acciughe, abbondante pepe, ½ bicchiere di vino bianco, poco sale</span></em></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">Schiacciare l’aglio imbiondirlo con l’olio d’oliva in una padella. Unire le acciughe spezzettate, insaporire e sfumare con il vino bianco. Intanto cucinare la pasta. Scolarla al dente, unirla al fondo d’acciughe, aggiungere il pecorino a scaglie, il pepe, il basilico a pezzi e spadellare. Servire bollente su piatto piano o pirofila abbinando un Vermentino di Sardegna.</span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1415" title="spaghetti" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/03/spaghetti-235x300.gif" alt="spaghetti" width="235" height="300" /><br />
</span></span></p>
<p style="margin: 0pt; text-align: justify;"><span style="color: #cc0000;"><strong><em><span style="font-size: small;">Stefano Buso</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: Times;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></p>
<p style="margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/03/14/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-7/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Considerazioni al dente di Stefano Buso</title>
		<link>http://blog.cibvs.com/2010/02/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-6/</link>
		<comments>http://blog.cibvs.com/2010/02/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-6/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 01:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[RICETTE]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[il ciBVSO della domenica]]></category>
		<category><![CDATA[fusilli]]></category>
		<category><![CDATA[ghiottonerie]]></category>
		<category><![CDATA[gola]]></category>
		<category><![CDATA[golosità]]></category>
		<category><![CDATA[peperone]]></category>
		<category><![CDATA[tonno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.cibvs.com/?p=1343</guid>
		<description><![CDATA[Domani… è un altro piatto!
Nuova puntata dedicata ai golosi irriducibili – della serie: colazione, snack, pranzo, spuntino, aperitivo, cena in pole position, con una spiccata inclinazione per la quantità. Vitto esagerato, condito a più non posso, e spesso… di dubbio gusto!

Il ghiottone, tavola lignea, Museo Carnavalet, Parigi (docman/Ard Hesselink, flickr.com)

Smania per viveri e rimasugli d’ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #333399;">Domani… è un altro piatto!</span></h2>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #333399;"><em>Nuova puntata dedicata ai golosi irriducibili – della serie: colazione, snack, pranzo, spuntino, aperitivo, cena in pole position, con una spiccata inclinazione per la quantità. Vitto esagerato, condito a più non posso, e spesso… di dubbio gusto!</em></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-1344 alignnone" title="2944605080_34140f57ee" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/02/2944605080_34140f57ee-300x182.jpg" alt="2944605080_34140f57ee" width="300" height="182" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il ghiottone, tavola lignea, Museo Carnavalet, Parigi (docman/Ard Hesselink, flickr.com)<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Smania per viveri e rimasugli d’ogni genere. È il <em>visage</em> del goloso conclamato, senza speranza di redenzione. La sua è acquolina senza freni per tutto ciò che è a portata di forchetta, una fame scatenata dall’alba al crepuscolo, un entusiasmo per risotti, pastasciutte, cosce di pollo, polpettine e involtini, e ancora… salse, creme, panini, tramezzini, spuntini, ciambelle e budini. Un’autostrada di fragranze, rallentata solo in qualche caso da un blocco del traffico, da un imbarazzo gastrico: insomma, il mondo dei golosi impenitenti.<span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta di una rappresentazione grottesca, ma tratti di vita vissuta sul bordo del&#8230; piatto. Scelta o condanna – chi può dirlo? Dopo una sequenza di leccornie un ultimo, irrinunciabile assaggio, fino all’inevitabile senso di pienezza. Tanto, domani sarà un altro giorno, con nuove leccornie, porzioni abbondanti e via discorrendo.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile definire tutto questo una dipendenza, più o meno spiacevole? Solo un esperto potrebbe farlo, valutando ogni singolo <em>gourmande</em> e nella sede opportuna. Quanto abbiamo scritto è solo una serie di considerazioni, benevole e un po’ divertite. Nondimeno, si potrebbe asserire che assomiglia ad uno stato febbrile – curabile a suon di maccheroni spadellati&#8230;?</p>
<p>Del resto, nessuno ammetterà d’essere succube della gola, ritenendosi al più un semplice ghiottone. Una sorta di <em>hobby – </em>come può esserlo rincorrere un’utopia irrealizzabile, collezionare francobolli o tappi di bottiglia.</p>
<p>Sembra impossibile ammansire questa fame senza fine. Avanti con un altro boccone, coraggio, prima che qualcuno abbia lo stesso contagioso desiderio…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1347" title="4319934565_8a40247e13" src="http://blog.cibvs.com/wp-content/uploads/2010/02/4319934565_8a40247e13-199x300.jpg" alt="4319934565_8a40247e13" width="199" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Golosità d&#8217;autore a Identità Golose (foto <a href="http://www.flickr.com/photos/br1dotcom/sets/72157623197380787/">Bruno Cordioli</a>)</em></p>
<p><span style="color: #333399;"><strong>Fusilli ghiotti (ma non troppo)</strong></span></p>
<p><span style="color: #333399;">Per due golosi: <em>200 g di fusilli, tonno sott’olio di qualità, uno spicchio d’aglio, olio d’oliva extravergine, qualche cucchiaio di panna da cucina (o di bechamel), un peperone rosso, pasta di acciughe, Worcester Sauce, noce moscata grattugiata, sale, pepe e prezzemolo trito. </em></span></p>
<p><em> </em></p>
<p>In una padella larga imbiondire l’aglio schiacciato. Pulire il peperone e tagliarlo in julienne sottile. Unirlo al fondo d’aglio, e consumare con l’aiuto di un po’di acqua. Aggiungere il tonno a pezzi e la pasta di acciughe. Insaporire per qualche minuto a fuoco basso, quindi incorporare la panna, il prezzemolo tritato, poche gocce di Worcester Sauce, una grattugiata di noce moscata, il sale e il pepe. Nel frattempo lessare i fusilli al dente, scolarli e amalgamarli alla <em>sauce</em>. Spadellare con vigore e servire caldi nappati con prezzemolo trito.</p>
<p>Abbinare con un Bianco di Custoza servito fresco.</p>
<p><span style="color: #333399;"><em><strong>Stefano Buso</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.cibvs.com/2010/02/28/considerazioni-al-dente-di-stefano-buso-6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
