La frutta è meglio della verdura – 1
Un frutto è una verdura con il look e con i soldi.
P.J. O’Rourke
La frutta è meglio della verdura – 1
Un frutto è una verdura con il look e con i soldi.
P.J. O’Rourke
Le pere volpine fanno parte di quei frutti “di una volta” che, grazie all’opera di pochi appassionati, stanno tornando sulle nostre tavole. Si tratta di un tipo di pere piccine, sode, rugose e bruttine. Un mio amico romagnolo, Pietro, lo scorso weekend è stato a Brisighella e me ne ha portate 1 kilo.
Ricetta di Alessandra Negri di La Grancia, Settala MI tel. 0295375135…
Per la pastella 100 gr farina bianca, 50 gr grana grattugiato, 2 uova, latte sale, pepe: preparare una pastella e lasciar riposare.
Grattugiare 3 o 4 zucchine, salarle e metterle in uno scolapasta per far eliminare l’acqua di vegetazione per circa un’ora.
Strizzarle e unirle alla pastella, mescolando bene.
Friggere l’impasto in olio caldo a piccole cucchiaiate.

Parlavo di insetti cucinati…
In realtà… in realtà, se proprio vogliamo vedere, nello yogurt ci sono dei batteri, che magari non sono insetti, ma diciamo che suonano abbastanza preoccupanti (yogurt ai frutti di bosco con streptococco…) – e chi di noi non ha assaggiato il formaggio (pecorino) sardo con i vermi – su casu martzu, il formaggio marcio – di cui parla ad esempio, con dovizia di particolari, Ginger & Tomato nell’articolo: Il formaggio con i vermi o casu marzu ?
Io l’ho assaggiato, anni fa, in una casa di un paesotto dell’entroterra sardo, Villagrande Strisaili… o meglio, ho assaggiato quella che forse era una versione locale della cosa, un pecorino che aveva dentro i vermini, non come descritto dagli amici di gingerandtomato.
Ospite di amici di amici, durante una vacanza sarda, una sera a cena arriva in tavola una bella forma di formaggio, l’assaggio subito… e vedo che dal pezzo di formaggio che sto portando alle labbra spunta un puntino nero su un corpicino filiforme bianco quasi trasparente… sapevo di cosa si trattava, ovvio – ma devo dire che non ho esitato un attimo… E dopo pochi bocconi ero lì che correvo dietro ai vermini che erano usciti dal formaggio e se ne andavano in giro per il tavolo, invitandoli a rientrare nel loro habitat… Il fatto che poi il loro habitat potesse venire inglobato in un ecosistema più grande, il sottoscritto, beh… non fa di me un eroe altruista salvatore di vermini, lo so…
Inutile dire della bontà di questa cosa… non che i vermini avessero un sapore particolare – conferivano al formaggio un che di acidulompiccante -meraviglioso…
Devo aggiungere che il soggiorno sardo di quell’anno ormai lontano, fu segnato da una serie di esperienze culinarie importanti e interessanti… Magari ne riparleremo…

Il golfo di Orosei visto da Villagrande, in una foto di THE ONE su flickr

Vi propongo una ricetta di Davide Oldani, che ho trovato su un numero di Tuttomilano (l’allegato di “la Repubblica” su tutto quello che succede a Milano) del maggio 2007: ANANAS ARROSTITO, SORBETTO AL COCCO E NOCI
Levare il torsolo a 4 fette di ananas sbucciate, metterle in padella con 80 gr di burro e 70 gr di zucchero scaldati, farle arrostire dolcemente da ambo i lati.
Mettere in una pemtola 380 gr di acqua, 125 gr di zucchero e portare a bollore, aggiungere 50 gr di cocco in polvere, bollire per 1 minuto e far riposare per 1 ora, passare al colino fine e mettere in congelatore.
Mantecare con la sorbettiera.
Marinare 24 ore in acqua e zucchero 150 gr di gherigli di noce, caramellarli nello sciroppo ridotto sul fuoco, infornarli a 90° per circa 2 ore.
Mettere il sorbetto sulle fette d’ananas e le noci sul sorbetto.
Ricettina / esperimento, rielaborazione di un piatto cucinato dalla cugina Donatella – che magari avrà un ingrediente segreto, ma mi sembra (e mi dicono gli assaggiatori, ancora tutti vivi e vitali) che non venga male…
Niente dosi – a gusto, a piacere…
Diciamo due etti e mezzo di conchiglioni, un kilo abbondante di fave (da pulire), menta, pecorino fresco e stagionato, magari qualche foglia di basilico e un po’ di parmigiano.
Da un lato, cuocere la pasta al dente.
Dall’altro, far bollire le fave (volendo qualche aroma), in acqua o brodo vegetale, con un po’ di menta. Io non le sbuccio, né prima né dopo…
Frullare le fave aggiungendo pecorino fresco.
Riempire i conchiglioni e metterli in una pirofila leggermente imburrata.
Cospargere di pecorino (stagionato) grattugiato, volendo anche di parmigiano, qualche foglia di basilico e/o di menta, qualche ricciolo di burro.
Infornare fino alla doratura voluta.
Che ve ne pare? come vi è venuto? avete suggerimenti? fatemi sapere…
