Archivio per la categoria ’DOLCI’

Arriva la Banda Biscotti

12 July 2010 - Commenti (2) »

L’ultimo numero di Terre di Mezzo parla di una iniziativa che merita interesse – se non altro per l’assoluta completa totale genialità del nome (ok – anche per l’iniziativa in sé e tutto quello che significa e può significare e così via). Vediamo – che nome potreste dare a un gruppo di detenuti – quindi una BANDA – che produce dolci a forma di biscotto – quindi, BISCOTTI? Ma è ovvio – o forse non così ovvio, ma quando lo si legge diventa più ovvio dell’ovvio: la BANDA BISCOTTI!

BANDA BISCOTTI” è il nome di un progetto nato nel 2008, sul mercato da settembre 2009, collegato alla produzione di biscotti all’interno del laboratorio di pasticceria della Casa Circondariale di Verbania – parte di una serie di progetti (promossi dal C.F.P.P. Casa di Carità Onlus e dalla Cooperativa Divieto di Sosta) che vogliono contribuire in maniera concreta a dare un senso all’esperienza della carcerazione, contenendone il potenziale di inutilità: “Quello che ci piace è la possibilità di stupire le persone dimostrando che altri modi di concepire la vita, il mondo, sono possibili passando attraverso la pratica assidua e convinta di dimensioni quali impegno, motivazione, costanza, fiducia, passione.”

Il sito della Banda Biscotti (veramente bello, semplice, ordinato… complimenti) espone con chiarezza intenti e obiettivi di questa iniziativa: il  loro slogan è “Liberi di fare cose buone”, ovvero libertà di stupire per la qualità, la bontà, la cura, il valore di quello che può essere realizzato anche all’intero di un piccolo laboratorio artigianale di un carcere di provincia; obiettivo primario, quello di consentire alla Banda Biscotti di esistere, offrendo lavoro qualificato all’interno dell’istituto di pena.

Quindi – bello il nome, bello il sito, belli gli slogan (da “il sapore che ti rapisce” a “colpevoli della bontà dei nostri prodotti”…) – e i prodotti? Belli anche loro – li potete vedere qui. Damotti (Frolla bianca e nera condannate a restare insieme!), lingue di gatta (Il sapore delicato che vi rapirà!),  polentine (Un crimine non assaggiarle!), apucce realizzate con il miele di Cavandone (VB) (Un delitto non inzupparle!) e altri ancora…

INSOMMA: vale la pena di sforzarsi un poco per procurarseli… e se proprio è difficile trovarli, si potrebbe aiutarli a distribuirli!

Mi auguro proprio che vadano a ruba!!!!!!!

Emanuele Bonati

http://www.bandabiscotti.it/images/stories/cartolina01.jpg

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Gelati famosi delusi :(

10 July 2010 - Commento (1) »

Serata bleah – microlitigio con la ragazza (fatto tutto lei…),  cià che mi vado a prendere un gelato…

Prima tappa: Delice, in via Beato Angelico, qui a Milano. Posto relativamente nuovo, aperto da un ex ibm che ha cambiato vita: già stato, molto buono, attenzione agli ingredienti bio-eco-natur, e così via. Alcuni gusti ottimi.

Marroni di cuneo stracciatella crema millegusti, grazie.

Uhm… crema millegusti davvero, non se ne sente uno. Stracciatella così, buono il cioccolato, ma il resto anonimo, poco comunicativo. Marroni non male…

Peccato – ma sarò io che ho la bocca storta…

Pochi passi e sono da Rossi, viale Romagna: un tempio del gelato milanese, un pannafiocco che fa venire l’acquolina solo al pensiero…

Tutto pannafiocco, grazie.

Un qui pro quo con la ragazza che mi porge il gelato mentre io le do i soldi, un sorriso – la parte migliore della serata.

Un gelato freddo, anonimo, insapore, lontano le mille miglia dal trionfo di sapore dolcezza scioglievolezza gusto dell’ultima volta e cioè sempre…

Che tristezza…

Emanuele Bonati

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I macaron di Ladurée

27 May 2010 - Commenti (4) »

Gnam.

Questo probabilmente è il succo di tutto il post. Posso specificare che Ladurée ha aperto una sua boutique a Milano alla fine di aprile, in via Spadari, ma ne hanno già parlato tanti, tutti, qualcuno magari in modo approssimativo: qualcuno l’ha collocata nel cuore del quadrilatero della moda, che però è da tutt’altra parte, Montenapo-Manzoni-Spiga-Venezia, ed è riuscito a non dire che cosa sono i macaron… a parte che sono dei dolci, almeno quello…; secondo alcuni c’è la sala da tè, secondo altri ci sarà, secondo altri ancora non saranno mai consumati in loco, come nelle pasticcerie parigine, che assolutamente non hanno posti a sedere, ma peraltro alcuni commentano avere distese di tavolini; sulla composizione (meringa o pasta di mandorle?) altre versioni contrastanti, e per il prezzo si parla di 8 euro al kg (in realtà 80, ovvero circa 1.60€ cad); si danno ricette (in diverse versioni, anche una filmata) e nomi di produttori alternativi, in altre città…

E allora – qualche notizia su Ladurée, pasticceria (anzi originariamente panificio) fondata nel 1862, che ben presto si specializza nei macaron, diventati suo prodotto-simbolo e grande successo internazionale (oltre a Parigi e Milano, negozi a Londra, Monaco, Tokyo, Dublino, Nagoya, Zurigo Losanna Ginevra…). Sembra che i macaron milanesi arrivino da Monaco.

I macaron peraltro sono di origine medievale (e italiana, come suggerisce il nome); citato da Rabelais (1552), fu dolce di corte sin dal 1682, e il dolce preferito di Maria Antonietta (si veda il bel film omonimo di Sophia Coppola).

E allora – a una prima veloce occhiata nessuno li ha mangiati e descritti. Io sì. Diversi macaron, diversi gusti – meraviglia vaniglia, gustosa mimosa, delizia liquirizia (e a me la liquirizia piace ma come dire solo a volte, a tratti)…

Non credo siano descrivibili più di tanto, in realtà – si metta insieme sulle papille gustative della memoria il dolce, la consistenza della meringa e quella del ripieno morbido e consistente a un tempo, perfettamente amalgamato al contenitore, e il gusto riconoscibile del ripieno con le sue sfumature diverse…

Insomma – gnam.

Emanuele

Chiacchiere

24 November 2009 - Commenti »

Che tristezza. che orrore, che angoscia, che disgusto, che…

Stamattina sono passato davanti a una panetteria, andando al lavoro. In vetrina faceva bella mostra di sé un vassoio di chiacchiere – sapete quei dolci dai vari nomi regionali (frappe, bugie, galani, o come diceva mia nonna, nel piacentino, sprelle…) che costituiscono una caratteristica del carnevale? Appunto: caratteristica del carnevale. Secondo Wikipedia è una tradizione che “probabilmente risale a quella delle frictilia, dei dolci fritti nel grasso di maiale che nell’antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo dell’odierno carnevale”. Perché ora?

Ormai mi ero abituato a vederle nelle vetrine il 7 gennaio, e a volte addirittura fra Natale e Capodanno: dopo la Befana, che tutte le feste si porta via, inizierebbe tecnicamente il periodo carnevalesco, e quindi le chiacchiere ci starebbero: ma ora?

Ora no: è triste, è una commercializzazione ulteriore di tutto quanto si può commerciare vendere, va nella stessa direzione delle fragole a Natale, delle albicocche a marzo: soddisfare dei desideri creati ad arte, creare il bisogno di avere sempre tutto subito quando si vuole… Uno dei vantaggi della globalizzazione, della modernità in senso lato, è la disponibilità di beni, di merci, di alimenti in tempo reale, le aragoste del Maine possono arrivare in giornata da noi, e noi possiamo mandare le nostre in breve tempo in Argentina, lo scambio di esperienze anche alimentari è possibile a chiunque – e mi vabene mangiare l’anguria sudamericana in gennaio, se ne ho voglia – ma il sovvertimento delle tradizioni alimentari è un po’ snaturare se stessi e la propria storia, è come spostare la Pasqua a luglio così si può andare al mare…

Era così bello aspettare il tempo delle chiacchiere, come quello delle caldarroste, come il ritorno dei cioccolatini negli scaffali, come le ciliegie (da mangiare prima di san Giovanni, il 24 giugno, ché dopo avevano il verme…); aspettare che il gelo gelasse le verze per fare la cassoeula, la macellazione del maiale per il sanguinaccio e i ciccioli…

No, così non mi piace.

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Emanuele Bonati

Le pere volpine

2 November 2009 - Commenti »

Le pere volpine fanno parte di quei frutti “di una volta” che, grazie all’opera di pochi appassionati, stanno tornando sulle nostre tavole. Si tratta di un tipo di pere piccine, sode, rugose e bruttine. Un mio amico romagnolo, Pietro, lo scorso weekend è stato a Brisighella e me ne ha portate 1 kilo.

Non avendole mai assaggiate, e nemmeno cucinate, sono andato a cercare ricette e consigli e ho trovato un bel blog, Les madeleines di Poust, che parlava di questo frutto e di come utilizzarlo in cucina.
La ricetta delle pere volpine al vino rosso richiede:
kg 1 di pere volpine possibilmente con il picciolo
gr 600 di zucchero
1 cucchiaio colmo di miele di castagno
2 stecche da circa 10cm l’una di cannella
1 cucchiaio di chiodi di garofano
1/2 litro di vino rosso Sangiovese
1/4 di litro di acqua
bucce di arancia.
Naturalmente, potete leggere la ricetta per intero su Les madeleines di Proust.
Ho seguito la ricetta, aggiungendo solo un po’ di scorza di arancia, e le ho cotte in una pentola alta. Ho anche fatto il sugo più denso rispetto a quello della ricetta, proseguendo più a lungo la cottura.
Mi sono piaciute molto. Volendo si possono arricchire con del cioccolato fuso ma credo che così al vin brulè come una volta siano proprio il massimo.
Grazie a Pietro per avermele portate, e a Sabrina do Les madeleines per la ricetta…
Christian

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Tiramisù di Manu

23 October 2009 - Commenti »

Un dolce semplice, al cucchiaio, sul cui contenuto calorico è meglio stendere un velo (di zucchero?): il tiramisu. Come dice con sottile allusione il nome, dolce molto energetico, anzi rinvigorente…

Il tiramisu è un dolce di origine incerta: la sua paternità è contesa fra Veneto (Treviso), Toscana e Lombardia, anche se sembra che la prima testimonianza risalga a una visita a Siena del granduca Cosimo III di Toscana, in occasione della quale gli venne preparato un “dolce del duca” molto apprezzato, che in seguito – con l’aggiunta del mascarpone, nato fra il XVI e il XVII secolo in Lombardia – si diffuse ovunque, diventando uno dei dolci che identificano l’Italia culinaria.

Ci sono molte varianti della ricetta-base; questa che vi propongo mi è stata passata dalla mia amica Manu.

Allora: sbattere i rossi di 5 uova con 5 cucchiai colmi di zucchero, fino a quando non diventano soffici e spumosi; unire 500 gr di mascarpone fresco e amalgamare bene; montare a neve ferma le 5 chiare delle uova e unirle al composto di mascarpone.

Sbriciolare un po’ di amaretti secchi e in un contenitore fare uno strato di amaretti e bagnarli con del buon marsala; alternare strati di mascarpone e strati di amaretti, concludendo con questi ultimi. Un po’ in frigo e….

Naturalmente, anche qui possiamo inserire varianti: un solo strato di amaretti sopra e uno sotto, qualche scaglia di cioccolato, ..

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Il tè Lapsang Souchong

19 October 2009 - Commenti (3) »

Una tazza di tè  propriamente consiste in un infuso di foglie di Camelia sinensis, una pianta legnosa coltivata soprattutto in Cina, in India, nello Sri Lanka, ma anche in Giappone e in Kenya. A seconda dei diversi processi di fermentazione e trattamenti si distinguono sei tipi principali di tè: il tè nero e il tè rosso (a fermentazione completa), il tè blu o oolong e il tè bianco (a fermentazione parziale), il tè verde (a fermentazione non avvenuta) e il tè giallo (a fermentazione moderata).

In Cina quelli che noi chiamiamo “tè neri” sono classificati come “tè rossi” (sono i tè che hanno subito un completo processo di ossidazione), mentre i “tè neri” sono quelli che hanno subito un processo di vera e propria fermentazione.

Il Lapsang Souchong è un tè nero (rosso in Cina), affumicato e ossidato; si abbina a pesci robusti (tonno, merluzzi nordici) o carni alla brace, alla piastra, al vapore; a piatti speziato o molto saporiti; ai formaggi; rinvigorente, è ideale dopo una lunga passeggiata o un’intensa attività fisica; può accompagnare, al posto dell’acqua, uno Scotch Single Malt.

Oltre alla ricetta del riso mantecato http://blog.cibvs.com/2009/10/16/riso-mantecato-al-lapsang-souchoung-e-mela/ segnalo i maccheroncini di Campofilone con pesto e salmone affumicato al LS, da Senza Panna (http://senzapanna.blogspot.com/2009/07/maccheroncini-di-campofilone-con-pesto.html) e da Un tocco di zenzero i gamberi al LS con asparagi (http://www.untoccodizenzero.it/index.php/ricette/appetizer/gamberi-al-lapsangpurea-di-asparagi-al-vapore-e-olio-evdi-pianogrillo/).

Volendo, ci si può iscrivere al gruppo dedicato a LS su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Lapsang-Souchong/22031541839#/pages/Lapsang-Souchong/22031541839?v=wall

Qualche negozio dove comprare il tè? A Milano, templi, boutique, meravigliose teierie: L’arte di offrire il the in via M. Melloni 53 (www.artedelricevere.com), L’essenza del the, Via Cerva 12  (www.essenzadelthe.it), La teiera eclettica in p.le Bacone 2 (www.teieraeclettica.it) e Montresor in viale Montenero 5 (www.montresor.mi.it).

lapsang-souchong

Emanuele Bonati

DE GUSTIBVS 2

7 August 2009 - Commenti »

Ancora gelato. Potrei fare delle prove comparate di gelato: l’altro giorno, da Grom via Boccaccio, fiordilatte e cioccolato all’arancia; oggi, dal Massimo del gelato via Castelvetro (Milano sempre…), fiordilatte e fiji (cioccolato con arancia e…). Meglio il fiordilatte di Massimo, più ‘lattoso’ forse; con qualche differenza i due cioccolati, non mi sembra il caso di fare classifiche…

Cioccolato – anzi, cioccolati. Notato la crescita esponenziale di tipi di cioccolato, non solo in gelateria? Per restare in questo ambito – bianco, nero, bacio, al 70%, 90%, all’arancia, con pagliuzze d’oro, con le pere, alla cannella, allo zenzero, con noci macadam e quant’altro… Rispetto al ‘cioccolato’ e basta dei miei tempi, una proliferazione (in qualche caso eccessiva) di gusti sapori varianti più o mneo fantasiose originali… Non sto parlando di nostalgia dell’antico – ma forse a volte il gusto di stupire attrarre vendere viene in parte a distogliere in qualche modo l’attenzione, a giustificare abbinamenti di ogni tipo… Non so, mi fa un effetto strano…

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CIBVS comicvs

3 August 2009 - Commenti »

COME FARE LA TORTA ROVESCIATA
COME FARE LA TORTA ROVESCIATA

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Una ricetta di Davide Oldani

20 July 2009 - Commenti »

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Vi propongo una ricetta di Davide Oldani, che ho trovato su un numero di Tuttomilano (l’allegato di “la Repubblica” su tutto quello che succede a Milano) del maggio 2007: ANANAS ARROSTITO, SORBETTO AL COCCO E NOCI

Levare il torsolo a 4 fette di ananas sbucciate, metterle in padella con 80 gr di burro e 70 gr di zucchero scaldati, farle arrostire dolcemente da ambo i lati.

Mettere in una pemtola 380 gr di acqua, 125 gr di zucchero e portare a bollore, aggiungere 50 gr di cocco in polvere, bollire per 1 minuto e far riposare per 1 ora, passare al colino fine e mettere in congelatore.

Mantecare con la sorbettiera.

Marinare 24 ore in acqua e zucchero 150 gr di gherigli di noce, caramellarli nello sciroppo ridotto sul fuoco, infornarli a 90° per circa 2 ore.

Mettere il sorbetto sulle fette d’ananas e le noci sul sorbetto.