Archivio per la categoria ’CIBVS’

Che cos’è fiddme?

21 September 2010 - Commenti (5) »

Che cos’è fiddme?
fiddme è una guida ai ristoranti, è un gioco, è una comunità di amici, è… fiddme. eat drink & tell the world

fiddme è nato per caso, dall’ispirazione di un giovane israeliano, Yosi Taguri, a Parigi: appena arrivato in città, ha mangiato una meravigliosa millefoglie presa in una brasserie, e ha mandato la foto del dolce agli amici – e quando gli è stato chiesto cos’era, e dov’era – ecco che è nata l’idea, lo startup di fiddme.
Si tratta quindi di un social network che unisce gli amanti del cibo  in tutto il mondo e consente loro di scambiarsi informazioni ed esperienze pubblicando su fiddme le foto dei piatti direttamente e istantaneamente dai ristoranti o dal luogo in cui si trovano, con una descrizione del piatto, o anche la ricetta, o un giudizio, e il nome del luogo o del locale, e condividerli con la comunità.
Le segnalazioni aiutano i membri della comunità a orientarsi fra i locali e i piatti (sul sito è possibile visualizzare ad es. tutti i piatti postati dal singolo utente, ma anche i piatti proposti in un dato locale, in una sorta di menu per immagini, con gradimento e informazioni utili).

Chi è fiddme?
fiddme nasce in Israele dall’iniziativa di un gruppo di giovani che lavorano nel campo dell’informatica:

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Yosi Taguri
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Eran Kampf
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Udi Milo
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Naor Suki

Ma fiddme è anche italiano: la versione nella nostra lingua dell’app di fiddme 1.5 (disponibile – gratuitamente – sull’iTunes Store) è curata dal team di CibVs:

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Emanuele Bonati
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Kumi Matsuda
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Christian Sarti

fiddme viene presentata in questi giorni a Milano all’Urban Center del Comune in Galleria Vittorio Emanuele nell’ambito della Social Media Week Milano.

Emanuele Bonati

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L’AntipatiCibVs: Uffa

16 September 2010 - Commenti (5) »

Uffa. Comincio a essere stufo delle imprecisioni, delle approssimazioni, del dire tanto per dire, di questa tendenza generale – in tutti i campi – che ci sta ormai inesorabilmente trascinando verso il basso…

Questo è un blog che parla di food, alimentazione, enogastronomia e quant’altro. E allora segnaliamo le approssimazioni imprecisioni in cui ci si imbatte di continuo…

Ricevo da Poinx la mail con l’offerta giornaliera (si tratta di un sito che ogni giorno ti propone un’offerta di sconto molto interessante su locali negozi ristoranti e altro): oggi sconto del 55% al Bar Brando, in via Washington 52 – “nel pieno centro di Milano”. In pieno centro di Milano? No, mi spiace: “in pieno centro” vuol dire piazza del Duomo, le vie circonvicine, diciamo la circonvallazione più interna – e via Washington è mooolto più in là. Questo non mi impedirà di andarci, ovvio…

Un’altra mail, dal ristorante Bassa Marea (questo sì in centro, in via Anfiteatro), un buon locale – che in occasione delle prossime festività comunica che rimarrà aperto tutto il mese di dicembre. Prossime festività? A parte il fatto che ora di dicembre dubito di ricordarmene (e comunque, se volessi andare, e fosse chiuso una sera, cambierei semplicemente data), che senso ha parlare di prossime festività? Capisco si riferissero al 4 ottobre, che ai miei tempi era festa, o a un’altra data più o meno imminente… ma Natale?

Uffa

Emanuele Bonati

Il Marchesino a Milano e l’iPad

4 September 2010 - Commenti (5) »

La notizia è di questi giorni: il Marchesino, il (relativamente) nuovo ristorante di Gualtiero Marchesi a Milano, nell’edificio del Teatro alla Scala, propone il suo menu (anche) su iPad.

Non è il primissimo, mi sembra di capire leggendo in giro (carta dei vini da Gordon Ramsay…, ad esempio) – ed è abbastanza evidente che non sarà l’ultimo. Data la celebrità del locale e dello chef, e la ‘novità’ della novità, se ne parla già molto in rete e nei media. E ovviamente nei blog, nei commenti dei lettori…

Anche se non avessi letto i primi commenti, avrei potuto scriverne uno-tipo: “Ah, no, ma come, il piacere di leggere, di toccare la carta, scorrere con gli occhi le lunghe liste di piatti, girare avanti e indietro le pagine alla ricerca di non si sa cosa… La sorpresa del piatto che arriva… La tecnologia rovina il gusto il sapore la convivialità… ci serviranno i robot…”. Non avevo messo in conto il rimpianto per l’ineffabile piacere dell’attesa, trascorsa a immaginarsi come saranno mai i piatti ordinati, come saranno disposti i singoli elementi, che colore e forma avranno, che ho letto in un commento a un post su dissapore (sembra che sia questa un’occupazione comune fra i commensali – io in tanti anni l’ho praticata soltanto -e per poco tempo, peraltro- in attesa di piatti indicati sul menu come “sorpresa dello chef” -cosa sarà? boh-, anziché parlare di sé, della propria vita e di quelle altrui, del mondo, di politica arte letteratura gossip…). Si ipotizzano tavolate di commensali in questi nuovi locali ipertecnologici intenti a chatteae e quant’altro con iPhone iPad iPod e iChissàcosa (ma dove? se esco con i miei amici, dubito che essi sopportino più di un paio di telefonate o sms – eliminandomi dai loro addressbook alla terza chiamata…).

Insomma, come già per il cellulare, ad esempio. Sembrava che dovesse essere la fine della civiltà occidentale, la morte di ogni tipo di comunicazione orale e non, la decadenza dei rapporti interpersonali – ma non mi sembra sia avvenuto nulla di tutto questo, anzi, incrocio anche alle due di notte gente attaccata al telefonino che parla parla parla… e se parla immagino lo faccia con qualcuno…

Lasciamo perdere. L’idea mi piace, è una novità, è una cosa in più, diversa. Non mi impedirà di usare menu cartacei, e di godere della sorpresa di un piatto nuovo. Vedere i piatti prima non toglie né aggiunge un gran che (e immagino si possano lasciare le icone relative in piccolo anziché ingrandirle, se proprio…); è una possibilità, un’opportunità.


Dice Gualtiero Marchesi, intervistato da Claudia Bellante per c6.tv: “Abbiamo voluto dare al cliente l’opportunità di vedere il piatto prima che arrivi”, garantendogli quindi che quello che arriverà sarà proprio come è stato stabilito, e permettendogli di fare una scelta precisa, anche basandosi sugli ingredienti, e sulle eventuali allergie, che l’ipad evidenzierà appunto per ogni piatto. Alla faccia degli ottant’anni, festeggiati con una bella mostra al Castello Sforzesco poche settimane fa.

Proprio per questo vorrei accennare a Marchesi di un’altra novità, di cui peraltro parlerò in un prossimo post: fiddme.com. Si tratta di un sito israeliano, il cui slogan è “eat drink & tell the world”: attraverso un’applicazione (disponibile per iPhone, iPod e iPad a tutt’oggi) è possibile fotografare i piatti che si stanno mangiando, identificare il locale in cui ci si trova attravero la geolocalizzazione, inserire una descrizione, un commento o un  giudizio e inviare il tutto a fiddme, che lo pubblica e lo rende disponibile per tutta la comunità. All’inverso, si può usare fiddme per avere informazioni su cosa si può trovare nei locali, su cosa pensano i clienti dei vari piatti, per vedere che locali ci sono nelle vicinanze, sempre con i relativi piatti…

Dell’applicazione è uscita la versione 1.5, disponibile su iTunes – e tra le novità più importanti – anzi, a parer mio, la più importante – c’è la versione in italiano dell’applicazione stessa, curata dal team di CibVs – cioè da noi, tanto per essere chiari… Siamo felici e orgogliosi di aver potuto collaborare con gli amici di fiddme, e di partecipare con loro a questa avventura…

Emanuele Bonati

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Un anno di CibVs

13 July 2010 - Commenti (8) »

Un anno fa, più o meno a quest’ora, CibVs andava online – o meglio, c’era già, ma diventava finalmente pubblico. Finalmente il primo post che avevamo preparato su BlogVs già in giugno – una frase di Brillat-Savarin, “Gli animali si nutrono, l’uomo mangia, e solo l’uomo intelligente sa mangiare” (la prima di 55 porzioni di “CibVs per la mente”… – poteva essere letto anche da altri, oltre che da noi…

E gli “altri” sono stati, siete stati veramente tanti. Tantissimi. Quanti? 133.990 visitatori unici, per 264.599 pagine viste; le news indicizzate dall’aggregatore di CibVs sono 87.587, con 41.588 foto, tutte provenienti dai 264 blog indicizzati.

Su BlogVs ci sono 228 post, con più di 300 commenti (non moltissimi, è vero – del resto, non si può non essere d’accordo con quello che postiamo, ed è un fatto così ovvio che non è nemmeno necessario ribadirlo postando un commento…).

E in qualche centinaio ci seguite su Facebook, su Twitter

Certo, ci sono i lati negativi.

Su CibVs ci sono tante ricette, ma nessuno ci ha invitato mai a cena.

In un anno di BlogVs, sono comunque ingrassato di 5 o 6 kili.

Fra noi compagni d’avventura non parliamo più di cose “normali” – hai visto quel film, cosa c’è stasera in tv, non sembra anche a te che il trend dell’economia mondiale si avvii verso una china pericolosa, hai notato che bel colore azzurro il cielo, certo che quel Brad Pitt, hai visto che coda al casello, la moda quest’anno consiglia il rosa, ma sì è lì all’angolo fra via tale e via talaltra – ma di argomenti diciamo così meno personali – hai visto quel post, cosa c’è stasera su quel blog, non sembra anche a te che il trend della nuova cucina italiana si avvii verso una china pericolosa, hai notato che bel colore azzurro le mozzarelle sequestrate, certo che quel Davide Oldani, hai visto che coda alla vaccinara, la moda quest’anno consiglia il rosè, ma sì è lì all’angolo fra il macellaio che vende carne di scottona chianina palpeggiata a mano fino ai sei mesi  da un allevatore massaggiatore tailandese e il negozietto che vende il fagioletto umbropiceno di fossato cantabrico

Però – però… però è bello, è divertente, è piacevole sapere che ci siete e ci seguite, è bello star lì a scrivere un post, o a correggere un intervento, alle due di notte, sistemare un qualche bug del sito di domenica, cercare di scrivere un post sui popcorn dei cinema multisala, o sulle saliere usate nelle pizzerie coi pizzaioli arabi, svegliarsi e vedere che il sito non è più online né offline ma si può vedere solo staccando il decoder e attaccandolo al computer, rileggere la Divina Commedia per vedere se c’era qualcuno che mangiava qualcosa (a parte il povero conte Ugolino) e metterlo in un post chefatantointellettuale…

Insomma, siamo contenti di essere qui – anche se forse un po’ schizzati – e che ci siate anche voi. E speriamo che ci siate sempre di più – consultando il sito, commentando i post, intervenendo in prima persona – se volete anche collaborando con noi, scrivendo articoli per BlogVs, segnalandoci ristoranti, locali, fiere, iniziative… Da parte nostra, noi continueremo a lavorare per migliorare il sito, per offrirvi sempre qualcosa di più – e per i prossimi mesi abbiamo già alcune novità in preparazione…

E per dimostrare la nostra contentezza vi regaliamo Un anno di CibVs - no, non buoni pasto per un anno, o una fornitura di vettovaglie – ma una raccolta delle suddette porzioni di CibVs per la mente…

Emanuele Bonati, Christian, Kumi, Mauro e Bruno

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Qual è il piatto più difficile?

13 July 2010 - Commenti »

No, non intendo il piatto dalla preparazione più lunga e complessa, o quello con il maggior numero di ingredienti, o con quelli più rari e introvabili… no, la mia domanda è un’altra – penso alla tragica oliva che rotola per i piatti di fantozziana memoria, o agli escargot che tanto divertivano Julia Roberts in Pretty Woman: qual è secondo voi il piatto più difficile “tecnicamente” da mangiare?

Il mio non è un concorso, né un sondaggio – un amico me lo ha chiesto, e dopo un attimo di incertezza ho pensato di girare la domanda a voi lettori di BlogVs: conoscete, avete provato, avete sentito dire di un piatto che presenta questo tipo di complicazione?

Un altro esempio – anzi due, in foto: da Indiana Jones e il tempio maledetto - che non rappresentano se non in minima parte il tipo di difficoltà che intendo io (qui la difficoltà più che pratica è proprio di approccio culturale, diciamo, ma insomma…

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CibVs, Agrycult, Emanuele, Twitter…

1 July 2010 - Commenti (7) »

Anzitutto, prima di dire cosa c’entrano gli uni con l’altro, diciamo chi sono.

Emanuele – e posso dirlo senza false modestie, anzi con piena cognizione di causa, e senza tema di essere smentito – sono io. lo scrivente. Il tenutario di BlogVs, o blogger, bloggatore… L’arguto attento estensore e postatore di questi altrettanto arguti post postati qui. Lo chef che cucina parole in modo da farle diventare discorsi – a volte un po’ come certi pranzi rinascimentali, che nascondevano dietro la pletora della rappresentazione del cibo una certa qual povertà di idee e di sapori primari…

CibVs… beh, chi non lo conosce? tutti, direi (anche perché, se siete qui a leggermi, di là dovete essere in qualche modo passati…).

Twitter – anche questo, chi non lo conosce? Un modo veloce per far sapere e tutti quello che stai facendo in questo momento (a proposito, ora scrivo che sto scrivendo… un attimo… ecco fatto), oppure quello che vuoi far credere che stai facendo (“Sto leggendo ora l’ultimo capitolo de Il tempo ritrovato, l’ultimo volume della Recherche…”).

Resta Agrycult – che cosa sarà mai? Un qualche ‘culto’, magari esotericamente raffinato, che prevede l’uso di procaci contadinotte o baldi braccianti… No: è un sito, un’azienda agricola, un villaggio agricolo… e altro ancora.

Si tratta di una realtà nuova, giovane, innestata sul web 2.0 – parte di quel piccolo universo in movimento di produttori distributori a metà fra i contadini i commercianti e i blogger, cui ha dedicato un articolo un paio di giorni fa (martedì 29) anche DNews (uno dei migliori quotidiani free press…). E cosa vogliono questi? Citiamo: “Abbiamo un obiettivo ambizioso, vogliamo realizzare il chilometro zero della comunicazione e fare in modo che questo si concretizzi in un rivoluzionario modello di distribuzione e consumo dei migliori e più rari prodotti dei contadini italiani.” Quindi, commercio di prodotti agricoli, inviati freschi di giornata ecc ecc. Mi piace – e ci torneremo.

Ma cos’è che tiene insieme tutto questo, sottoscritto compreso? Semplice: Agrycult ha contattato CibVs facendo presente di essere presente, come CibVs, su Twitter; CibVs sono (anche) io; io sono (anche) su Twitter; Agrycult su Twitter ha indetto un concorso per farsi conoscere (retwitta questo tweet ecc); io ho retwittato su Twitter lo tweet di Agrycult; Agrycult ha estratto fra tutti i retweet su Twitter i vincitori; IO (che sono Emanuele di CibVs) sono uno dei vincitori del concorso di Agrycult su Twitter

Ecco che tutto sta assieme – e soprattutto ecco il premio, arrivato fresco e veloce ieri mattina:

Emanuele Bonati

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“Gourmet”: un ritorno?

23 June 2010 - Commento (1) »

Abbiamo parlato qualche mese fa della chiusura di una storica rivista statunitense, “Gourmet” – e abbiamo sfogliato con tristezza l’ultimo numero.

I media statunitensi parlano in questi giorni di un ritorno della testata, non in edicola ma sulla rete: la Condé Nast infatti annuncia il lancio di un sito, Gourmet Live, che “brings together content, social and location-based technology, a variety of engagement options all around cooking, travel, entertaining, special occasions, fine dining, holidays and more!” – insomma, un po’ di tutto: il marchio viene ripensato essenzialmente in chiave di cucina e viaggi. Al sito (che dovrebbe andare a regime in autunno) si affiancherà un’app per l’iPad… Ottima idea, ovviamente…

A quanto pare l’editor Ruth Reichl non è stata coinvolta in questa nuova avventura – in un feed su Twitter afferma che stanno riportando in vita il marchio, non tanto la rivista.

A CibVs piace…

12 June 2010 - Commenti »

Una serata all’insegna della sicilianità mercoledì 16 giugno 2010: due spettacoli, con inizio alle ore 21,00,  al Piccolo Teatro Studio, provenienti dal Teatro Garibaldi di Palermo:  Lucio, di e con Franco Scaldati, sotto forma di lettura, un testo visionario e poetico in lingua siciliana, e Sutta Scupa di Giuseppe Massa, immerso nella realtà del precariato e della disoccupazione. Gli spettacoli, della durata di un’ora circa l’uno, sono ad ingresso gratuito, e fanno parte del progetto Masterclass 2010 – La casa delle scuole di teatro.

Da segnalare la proposta per il dopo teatro del Ristorante Bassa Marea, in via Anfiteatro, che propone dalle 23 un buffet di specialità siciliane. Si tratta di una sinergia interessante, intelligente, che unisce la cultura teatrale e quella materiale, culinaria, che probabilmente potrà fornire spunti ulteriori di riflessione…

A CibVs piace l’unione, la mescolanza di linguaggi e media diversi, ma con una cultura comune, come in questo caso…

Emanuele Bonati

Il panino, la coppa, i mondiali…

11 June 2010 - Commenti (3) »

Bella, la cerimonia di inaugurazione ieri sera… suggestione, molta emozione, qualche bella canzone, musica e Africa, artisti coristi musicisti… colori rumori umori…felicità… e Mandela (povero grande incredibile tragico glorioso uomo-popolo…) anche se non c’era…

Insomma, emozioni sensazioni… una sensazione anzi.. che so, lo sport, la folla – qualcosa che ti prende alla gola, alla bocca dello stomaco… Stomaco, pancia, ventre – ma certo: ho fame!!!

E allora? Cosa mangio? non saprei… un panino… ecco, sì: un PANINO CON LA COPPA!!!


Ebbene, sì – mi riferisco proprio al contest organizzato dall’amica Anna Maria (lacucinadiqb), che si è ormai chiuso – o meglio è terminata la raccolta delle ricette concorrenti. Quindi, essendo del tutto casulamente e fortuitamente membro della giuria (e non certo ahimè per mertiti sportivi), dovrò darmi da fare per giudicare appunto… Lo so che i giudici di questi tempi non godono di un grande favore, e proprio per questo, sfido chiunque a provare a corrompermi: su, chiunque, vieni qui, portami qualcosa per corrompermi, banconote, pagherò, una cessione del quinto dello stipendio, o meglio ancora di tutti i premi in palio, un invito a cena… Insomma, io sono qui, vedete un po’…

OK, scherzi a parte – ho già iniziato il lavoro… preparatevi!

Emanuele Bonati

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Dalle stelle al firmamento 3: Dai fornelli al territorio

31 May 2010 - Commenti »

Termina stasera alla Triennale a  Milano il ciclo di incontri Dalle stelle al firmamento.

Lunedì scorso 24 maggio l’incontro era intitolato Dai fornelli al territorio. Il ruolo dei ristoranti stellati nella propulsione del distretto territoriale eno-gastronomico, appunto sul rapporto che può e/o deve intercorrere fra un distretto eno-gastronomico e un polo ristorativo.

Una parte dell’incontro è stata dedicata a un collegamento via satellite con la “Festa a Vico” di Gennaro Esposito (Chef, Torre del Saracino) a Vico Equense, con gli interventi, coordinati da Massimo Bergami, di Stefano Bonilli (Giornalista e critico); Norbert Niederkofler (Chef, St. Hubertus, San Cassiano in Badia, BZ); Massimo Spigaroli (Chef, Antica Corte Pallavicina e Presidente Euro-Toques Italia, Presidente del Consorzio del culatello di Zibello), e Paolo Parisi. Molto interessanti, ma un po’ offuscati dal contesto e dall’occasione – pensavo, ma guardali là, belli contenti, a mangiare chissà che bontà…

Tornando a Milano, gli interventi degli economisti hanno evidenziato le difficoltà di riuscire a identificare nelle statistiche ufficiali le interazioni alta ristorazione / territorio, a parte elementi quali la presenza di ristoranti stellati in zone ricche di rodotti DOP; ed è anche stata avanzata l’obiezione – è giusto che la nicchia (il prodotto di nicchia) debba cercare di uscire dalla nicchia?

Al di là comunque dei vari interventi tecnici, sono risultate particolarmente interessanti le testimonianze di due imprenditori del centro Italia.

Riccardo Baracchi, il Patron del Relais Il Falconiere, a Cortona, provincia di Arezzo, ha illustrato la storia della sua impresa, nata dalla ristruttazione di una villa di famiglia del Seicento, bellissima, in una posizione splendida, e dalla successiva riqualificazione del territorio circostante, con la reintroduzione di vigneti (da cui vengono fra l’altro vini in purezza come lo Smeriglio Sangiovese, e Astore, un trebbiano vinificato con le sue bucce) e olivi, una spa, scuole di cucina, e insomma un centro che ha veramente influenzato il territorio intorno, e ne è stato influenzato, anche a livello economico. Baracchi poi è un bravo comunicatore, ed è riuscito a raccontare la sua storia facendoci capire soprattutto la passione che di questa storia è il filo conduttore – ho scambiato due parole, casualmente, con lui, e penso proprio che prima o poi da quelle parti ci dovrò andare…

Lo stesso discorso vale per Marco Caprai, Amministratore Delegato Azienda agricola Arnaldo Caprai a Montefalco, Perugia: artefice di una rivalutazione del Sagrantino, vino del territorio, attraverso la ricerca e la comunicazione (come si può vedere sul sito, le iniziative spaziano dalle partecipazioni e fiere ed eventi alle cantine aperte a un Motorhome, un camion ristorante su cui, operano chef di spicco…), che è stata un vero e proprio motore economico per la zona di Montefalco, divenuta Distretto del Vino.

Emanuele Bonati

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