Archivio per la categoria ’CIBVS’

Anno nuovo, CibVs nuovo

30 December 2010 - Commenti (5) »

Un altro anno è passato, un altro anno si avvicina. Auguri, abbracci, sorrisi, rimpianti, bilanci, previsioni, propositi, dolori, dolcezze. Tutto quanto passa fra di noi, viene reciprocamente scambiato.

Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa /

Sicuramente l’anno nuovo arriverà, carico di chissà cosa.

Per CibVs arriverà carico di doni – un nuovo vestito, una nuova faccia, anzi, tante facce nuove, nuovi amici e amiche – nuove parole, anche, che speriamo vi piacciano.

Auguri a voi, che il nuovo anno sia come avreste voluto che fossero gli anni passati e non sono stati; auguri a noi, che CibVs diventi sempre più come vorreste che fosse, e come noi lo vorremmo, sempre più bello e grande e appetitoso…

Emanuele

Christian

Kumi

Tags:
Pubblicato in CIBVS | 5 Comments »

BUON NATALE

25 December 2010 - Commenti »

Auguri di buon Natale

di un Natale di amicizia e d’amore

di un Natale che mitighi il dolore

di un Natale tranquillo e generoso

di un Natale dolce e gustoso

di un Natale di buon cibo e di buon vino

di un Natale con i tuoi cari vicino

di un Natale ben apparecchiato

di un Natale rosso e dorato

Auguri di un Natale buono

Auguri da CibVs

Tags:
Pubblicato in CIBVS | Comments »

Un anno di CibVs… con Stefano Buso

1 November 2010 - Commenti (3) »

Un anno e passa fa nascevano CibVs e BlogVs Il blog di CibVs. Dopo qualche tempo le nostre esplorazioni enogastronomiche si incrociavano con quelle di un poliedrico enogastroscrittore giornalista freelance blogger autore e quant’altro – Stefano Buso. Un incontro fortunato, perché ha permesso a CibVs di ospitare interventi autorevoli; un incontro peraltro inevitabile, visto che Stefano spazia e imperversa in lungo e in largo sulla rete, e non potevamo non incrociarci.

Stefano è mangiaeabbina – un blog su “l’Espresso” il cui sottotitolo recita “Gola e vanità, due passioni che crescono con gli anni – etnofood e cultura gastronomica”; ma è anche l’autore di articoli di storia, di culinaria, di costume, di enologia, e di un sacco di altre cose – suoi scritti e interviste sono apparsi, tra l’altro, su Officina Enoica, sul Wineblog di Luciano Pignataro, qua e là sul web, assieme ad alcuni ebook (il più recente? Enrico VIII l’insaziabile monarca, e il precedente è vino…).

Insomma, Stefano spazia a tutto campo – e ha trovato un ulteriore spazio sul nostro blog, per il quale ha curato Il CibVso della domenica - come dice il titolo, una rubrica domenicale, quindicinale, che unisce ricette e curiosità, osservazioni e polemiche. In breve tempo, un appuntamento atteso e apprezzato, una delle colonne del nostro sito, che ci ha portato visitatori e contatti e lettori.

Giusto un anno fa – il 3 novembre, per l’esattezza – pubblicavo un’intervista con Stefano, e pochi giorni dopo uscivano le prime Considerazioni al dente del CibVso

Devo dire, dobbiamo dire che è stata una bella esperienza, che ha toccato gli argomenti più disparati, aprendo ai nostri lettori scorci inaspettati, o riportando loro alla memoria piatti forse vicini a cadere nel dimenticatoio, o suggerendo spunti e idee interessanti e appetitose – fino all’intervista a Filippo La Mantia, che ci ha avvicinato un poco di più a un cuoco dei più famosi, e al pezzo sugli spaghetti al nero di seppia (buonissimi).

Ehi, calma, fermi tutti – mi sto accorgendo che il tono di questo pezzo sta scivolando un po’ sul patetico-nostalgico – non sto tessendo un elogio “funebre” per la nostra collaborazione, anzi, tutto questo era per annunciare un nuovo tipo di collaborazione con Stefano: una rubrica più libera ed estemporanea, a cadenza assolutamente e liberamente casuale, che non abbia ritmi precisi e scadenze se non quelli dell’urgenza personale, dell’avere qualcosa da dire – qualsiasi cosa – di interessante…

Quindi state all’erta… Stefano piomberà di nuovo qui… e intanto… leggetelo qui!!

Il ciBVSO della Domenica

Emanuele Bonati

Pubblicato in CIBVS, amici | 3 Comments »

CibVs @ Le Grand Fooding

18 October 2010 - Commenti (8) »
Devo assolutamente disintossicarmi dall’uso della parola “top“. Quindi per descrivere questa serata conierò un nuovo termine: occhi bianchi. Avete presente quando assaggiando qualcosa di particolarmente delizioso, si tende a socchiudere gli occhi e a rivoltarli all’indietro facendo intravedere il bianco della pupilla? Ecco gli occhi bianchi…

Già sulla carta Le Grand Fooding Milano mi aveva entusiasmato. Il Manuale di sopravvivenza illustrato di Paolo Ulian lo trovo geniale (e divertenti i ritratti de Le Grtand Casting.) L’evento era ben organizzato. Gli ingressi erano quelli,  1500. Non di più. In effetti chi si è presentato all’ingresso convinto di poter acquistare il biglietto  sul posto, ha dovuto abbandonare il campo. La coda di sfortunati era davvero lunga…
Io e Vittoria siamo entrati appena hanno aperto i cancelli – alle 19.10. L’atmosfera ci è piaciuta subito – gente molto easy. Calice di Veuve Clicquot in mano.
Abbiamo approfittato del fatto che non ci fosse coda ed abbiamo rotto il ghiaccio iniziando il nostro Grand Tour dalla sfoglia di nocciole e rosmarino cubi di fassone, sale affumicato e aceto tradizionale di Cesare Battisti del Ratanà, a Milano, mangiata a morsi, come da manuale – occhi bianchi al primo assaggio.

Sfoglia Battisti - Ratanà

Polpetta Momofuku

Subito dopo ci  siamo fiondati  da David Chang del Momofuku New York. Ho assaporato la sua polpetta di riso arrosto con nori e  subito la memoria ha richiamato l’intera cena che mi ero gustato nel suo noodle bar di New York lo scorso Aprile. WOW. Spero di tornarci presto. Occhi bianchi.

Da Cracco abbiamo provato la tartare di rognone alle ostriche. Non posso dire di essermi lasciato prendere completamente, come da manuale, perché il mio limite è quello di non amare particolarmente il rognone né le ostriche. A giudicare dai volti soddisfatti che mi circondavano credo proprio sia piaciuto. Ho visto anche facce diciamo non molto soddisfatte. Credo che Cracco abbia voluto un po’ provocare…

Tartare di rognone - Cracco

Intanto, qua e là si vedevano passare volti noti – fra i tanti, Elvio Gorelli di IWCA Suisse, Fiammetta Fadda, Paolo Marchi, Danilo Ingannamorte, Sara Porro… Personaggi ai quali, un po’ per timore reverenziale (sentendomi un “pivello” del settore), un po’ perché impegnati a conversare, non sono riuscito ad avvicinarmi più di tanto.

Abbiamo continuato il nostro percorso, col sorriso sulle labbra, contenti di esserci.

Dopo aver seguito attentamente la brochure illustrativa fornitaci col kit , abbiamo versato il condimento, agitato il tutto e mangiato la Shake pizza margherita di Scabin. Ogni tanto riguardo i filmati di alcuni piatti preparati da lui e lo trovo davvero un grande. Divertente.

Shake pizza Scabin

Una tavola verde, completamente coperta di foglie di acetosa, quella di Renè Redzepi. Interessante. Ho mangiato la foglia… che avvolgeva i sei cereali dimenticati mantecati con piante selvatiche e  salsina di calamaro. Gnam. Per la cronaca, non sapevo dell’esistenza della foglia di acetosa.

La crudaiola di Arturo e Roberto Maggi della Latteria (Milano) ci ha realmente abbeverati di natura fresca. Un piatto semplice ma davvero squisito. Da riprodurre! Occhi bianchi…

Crudaiola

Dopo questa parentesi vegetariana, siamo tornati ad abbandonarci ai piaceri della carne. Però trovare Bottura è stata un’impresa. Si era ben nascosto. Un piccolo passaggio con tenda di velluto nera. Il cartello con il suo nome era barrato con lo scotch e quindi quasi illeggibile. Entriamo, buio. Religioso silenzio. Come dei minatori, lui e lo staff, indossano una torcia sulla testa per illuminare il tavolo di creazione. Decanta  tutta la sua poesia mentre compone la lingua del mondo. E noi tutti assorti. Un vero nighiri con lingua di vitello mostarda di mele campanine kren e sale nero. Quest’uomo non affascina solo me: vedo tutti quasi in adorazione davanti a lui. Una cosa inspiegabile. Occhi bianchi.

La lingua del mondo di Bottura

Intanto fuori comincia ad esserci coda un po’ ovunque. Seguo Vittoria per andare da Aimo e Nadia che sono accanto a Aizpitarte – focalizzo la mia attenzione sul fattoc he Aizpitarte non è in divisa bensì veste in modo informale, molto parigino, molto cool. Mi piace.

Non so come abbia fatto,  ma mentre aspettiamo in coda per assaggiare la bombetta di maiale vitello e frattaglie con pomodoro marinato al timo, limone e focaccia di grano arso dei coniugi Moroni, ed immergerci nei sapori senza pentircene -confermo-, mi ritrovo in mano il piatto di noce di vitello con crema di fegato di baccalà ed erbe di Aizpitarte. Non perdiamo tempo noi.

Bombetta di Aimo e Nadia

Mi guardo attorno e vedo solo facce contente, sorridenti. Chi canta, chi trotterella in giro, chi gioca, chi muove la testa a ritmo grazie alla colonna sonora di un altro mito, una vecchia conoscenza: Nicola Guiducci del Plastic. Una musica perfetta. Bravissimo Nicola, bravi anche i Crookers! Molti non ci pensano, ma essendo anch’io Dj, posso dire che certamente la serata è riuscita così bene anche grazie al contorno musicale. Non ci sarebbe stata la stessa atmosfera solo con il vocìo o con due casse gracchianti orrenda musica commerciale…

Terminiamo gli assaggi  “salati” con la carrellata di formaggi francesi molto molto buoni.

Le gentilissime ragazze del “Cipria Cafè” di Arabeschi di latte offrivano cocktail elisir di San Bitter o Chinò accompagnati con spezie o erbe. Ho scelto il Chinò con il rametto di timo – interessante (mi spiegano che gli antichi romani usavano il timo in varie forme prima delle loro orge…).

A questo punto, il desiderio di dolce si fa prepotente e ci dedichiamo agli assaggi dei dolci di Galdina della Seta, con una bavarese con le arance amare che trovo semplicemente divina. Anche i muffin cioccolato, zenzero e quello al limone sono davvero buoni. Segue un assaggio di cioccolato bianco di Cioccolati italiani – Vittoria assaggia il loro sorbetto al cioccolato (deformazione professionale?). Chiudiamo con un Nespresso; mentre mi godo il mio buon caffè fingo di non sentire “qualcuno” che chiede alla ragazza dello stand… “Ma scusa… George non è venuto?”.

Complimenti agli organizzatori, agli operatori, ai partner, che hanno anche deciso di devolvere il 40% del ricavato al Centro di aiuto al bambino maltrattato ed alla famiglia in crisi http://www.caf-onlus.org/. Chi volesse contribuire, pur non avendo partecipando all’evento, può inviare un sms al 45502 al costo di 2€.

Chissà se hanno già previsto un nuovo evento per il prossimo anno… e soprattutto… se questa edizione era chiamata extra vergine – la prossima? Occhi bianchi!

Christian Sarti

Fast Food

8 October 2010 - Commenti »

Ecco il tavolo da pranzo in grado di superare i 200 orari: ha un motore 3500 V8 e il pilota a capotavola è un manichino. Il vero pilota guida semistradaiato, con la testa che sporge sotto un piatto di pollo arrosto…

Sembra uno scherzo, un fotomontaggio o il solito trabiccolo di cartone buono per fare pochi metri, invece questo tavolo da pranzo, apparecchiato con forchette, coltelli e bicchieri corre davvero. Al punto di aver appena stabilito un nuovo record del mondo di velocità sfrecciando a 182 km/h.

Un articolo di Vincenzo Borgomeo su Repubblica Motori.

Pubblicato in CIBVS | Comments »

Dura la vita del blogger

30 September 2010 - Commenti (3) »

Già uno deve lavorare nottetempo, sottraendo ore al sonno al riposo alle letture alla famiglia agli svaghi – ma se poi ci si mette anche Ariel…

Pubblicato in CIBVS | 3 Comments »

CibVs @ Taste of Milano: e allora?

28 September 2010 - Commento (1) »

Ho letto un po’ quel che si dice in giro su Taste of Milano – su i vari blog e siti e… Giudizi di vario tipo, da così così a pessimi.

A me non è dispiaciuto, invece.

Ho trovato un’assurda rapina il biglietto d’ingresso, 22€ per comprare piattini e quant’altro (ne ho parlato qui) – a quando il biglietto d’ingresso all’Esselunga o alla Coop? Pessima l’organizzazione, i pochissimi tavolini, e sedie, se i 22€ fossero serviti per avere un posto a sedere…

Dopo di che: ho mangiato un sacco di cose, in quantità ridotte, ma anche a prezzi ridotti; ho fatto delle code, niente di impossibile o insopportabile; ho mangiato in piedi, ma non è una cosa che mi turbi più di tanto… Il gioco era questo, uno lo sapeva in partenza, io non mi aspettavo certo gli stucchi del Savini o la raffinata eleganza del Park Hyatt – speravo certo in qualche tavolo in più, ma pazienza; l’idea di fondo mi piaceva, una specie di mostra delle eccellenze gastronomiche con la possibilità di assaggiarle, a prezzi modici. Una delle cose che sembrano ovvie e scontate parlando di alta cucina è che spendere 100, 200 € per una cena siano una cosa normale – non lo è, non per me almeno: posso anche decidere di andare una o più volte al mese a mangiare in un grande ristorante, ma questo comporta una serie di tagli di budget al resto della mia vita (per carità, spendo troppo, in libri ad esempio, in cd, benzina…). Con Taste ho potuto in un colpo solo avere un’idea, approssimativa per carità (probabilmente le cose cucinate al ristorante sono migliori, mangiate sedute hanno un altro gusto, ma va bene lo stesso), di cosa vuol dire cucinare per Cracco, Sadler, Aimo e Nadia e così via. Con la spesa di un pranzo  in uno di questi locali ho assaggiato una quindicina di portate, e la prossima volta che andrò da Oldani, o da Alice, potrò dire questo l’ho già mangiato, mangio quest’altro, oppure voglio riprovarlo… Ci sono andato con le mie amiche e amici, abbiamo parlato, gustato assieme, fatto code diverse, scambiato assaggi di assaggini, in modo piacevole. Alcune cose mi sono piaciute moltissimo, altre un po’ meno, altre meno meno – per carità, non sono un esperto, un buongustaio, un gourmet gourmand, ma solo uno che mangia e dice buonocattivocosìcosì. C’era gente contenta, altra meno (come sempre, come dappertutto), gente con evidente puzza sotto il naso, gente normale, terribili gay con la borsa da uomo (dice Enrico Sola su Suzukimaruti), qualche bambino, gastroconsapevoli, gastrofanatici, blogger e bloggeresse, passanti e curiosi, habituè e varia umanità…

Anche nelle citiche più puntuali non mi ritrovo. Nelle mie code non c’era nessuno ‘imbufalito’, né minacciante ritorsioni; nessuno di noi è andato a mangiare la porchetta fuori dal recinto del Taste (e se anche fosse?), magari era gente che si sfogava dopo aver partecipato alla festa della libertà lì a fianco…  Da aimo e Nadia hanno esaurito la noce di vitella ecc, come racconta Christian nel suo commento: succede, 3500 porzioni forse non se lo immaginavano, spero che le abbiano procurate per il giorni seguenti…

In tutti i ‘locali’ dove sono stato c’era una persona alla cassa, a ritirare i famigerati ducati, e almeno un paio a servire, e le attese non sono mai state eccessivamente lunghe, né giovedì né venerdì. Certo, al ristorante aspetti comodamente seduto, ma qui, forse lo si è capito, non siamo al ristorante.

E poi – gli chef si sono venduti per offrire copertura con la loro celebrità a un evento commerciale? può darsi, fanno anche la pubblicità, e allora? Magari non lo sapevano. Magari faceva loro comodo il ritorno d’immagine. Non mi cambia la vita, però.

Insomma, una cosa normale, prevedibile, non un insulto alla sacralità o alla convivialità dell’atto del mangiare, all’alta cucina…

Speriamo che l’anno prossimo lo rifacciano, ma meglio.Se hanno bisogno di un consulente su quante sedie mettere, dove, e così via…

Emanuele Bonati


Taste of Milano: abbiamo assaggiato…

27 September 2010 - Commenti (6) »

Alice Ristorante

Viviana Varese

Baccalà confit, trippa di baccalà e latte di baccalà scarola e olive

Polpo su crema di patate e granita di patata arrostita

Cracco

Carlo Cracco

Crema di riso allo zafferano con cioccolato al riso croccante

D’O

Davide Oldani

Legume al cucchiaio, stracciatella di bufala e fichi cotti

Il Liberty

Andrea Provenzani

Ravioli di patate arrosto ripieni di Grana Padano 27 mesi, aceto balsamico tradizionale e noci

Ganassino di maiale al ristretto di Marsala e fico caramellato

Il Luogo Di Aimo E Nadia

Aimo Moroni

Noce di vitella di montagna marinata con zenzero melissa timo limone in sala di pomodoro camone sardo

Tortelli di grano bruciato con melanzane burrata e cicale di mare

Dolci ortaggi: tortina di farina di castagne, composta di finocchi e arance, cioccolato rio caribe, crema al bergamotto

Ristorante Bianca

Omar Allievi

Parmigiana “bianca” flan di melanzane, consommè di pomodoro e spuma di mozzarella di bufala

Ristorante Sadler

Claudio Sadler

Fogliette di tonno rosso di Carloforte in salsa tonnata, fiori di cappero e cristini di pane

Stecco di riso giallo alla milanese croccante con salsa di ossobuco

The Park Restaurant – Park Hyatt

Filippo Gozzoli

Rigatoni trafilati al bronzo con carbonara di mare           

Trussardi Alla Scala

Andrea Berton

Raviolo di stinco di vitello con consommè al lemongrass

Insalata liquida con sfera di baccalà al nero

…e ne parleremo!


Emanuele Bonati

CibVs @ Taste of Milano

24 September 2010 - Commenti (6) »

Finalmente è iniziato Taste of Milano, al Parco Sempione: una bella area recintata, piena di tende tendine tendoni leccornie negozietti produttori tavolini (pochini) (ma pochini) sedioline (pochine di più) e quant’altro…

Naturalmente CibVs è andato, e vi racconterà con calma come cosa e tutto quanto – ma prima di tutto un’osservazione. Bello il sistema dei ducati per comprare i vari piattini nei vari ristorantini (a che pro però? a parte il consumo di carta per stampare i ducati, se io invece di dare 5 biglietti da un ducato ne davo solo uno, cartaceo anch’esso, ma già esistente, con scritto su “5€”, non era lo stesso? e visto che non sono rimborsabili, se sbaglio i calcoli e me ne rimane uno o due, devo comprarne altroi dieci per fare un piatto da 6 + uno da 5 o due da 6… – ok, magari ci sono profonde motivazioni fiscali, o la necessità di pagare l’affitto dello spazio, delle tensostrutture, dell’elettricità, il gas, o che so io, ma insomma…). E allora: perché pagare 22€ solo per entrare? Capisco che probabilmente (non ho controllato, la mia è stata un’incursione rapida) i vari “eventi” (dalle presentazioni di libri alle dimostrazioni degli chef, alle degustazioni di vini) sono gratuiti (anche se il libro, ad esempio, si fa pubblicità),  ma perché devo pagare per andare a un banco del cioccolataio o del pastaio che magari mi fanno sì assaggiare qualcosa, ma che comunque vogliono vendermi (o presentarmi in vista di una futura possibile vendita) il loro prodotto?

Ormai questa cosa si sta diffondendo – si paga per andare a Orticola, in cui espositori di piante e fiori vendono gli stessi), ho pagato per una fiera del biologico a Villa Necchi (un tendone con una ventina di banchetti che vendevano i loro prodotti: pago per comprare!) – non ho pagato al Mercato della Terra, strano…?

Ma il fatto che l’abitudine si diffonda non la rende meno sgradevole – è vero che si paga l’ingresso alla Fiera Campionaria (ricordo quando ci andavo da bambino), e forse lo capisco (si paga anche all?Artigiano in Fiera? non ricordo), e che si è sempre pagato, e che insomma le cose si fanno e organizzano sì per diffondere l’alta cucina il gusto e tutto ma anche per fare soldi… ma!

Emanuele Bonati

Che cos’è fiddme?

21 September 2010 - Commenti (5) »

Che cos’è fiddme?
fiddme è una guida ai ristoranti, è un gioco, è una comunità di amici, è… fiddme. eat drink & tell the world

fiddme è nato per caso, dall’ispirazione di un giovane israeliano, Yosi Taguri, a Parigi: appena arrivato in città, ha mangiato una meravigliosa millefoglie presa in una brasserie, e ha mandato la foto del dolce agli amici – e quando gli è stato chiesto cos’era, e dov’era – ecco che è nata l’idea, lo startup di fiddme.
Si tratta quindi di un social network che unisce gli amanti del cibo  in tutto il mondo e consente loro di scambiarsi informazioni ed esperienze pubblicando su fiddme le foto dei piatti direttamente e istantaneamente dai ristoranti o dal luogo in cui si trovano, con una descrizione del piatto, o anche la ricetta, o un giudizio, e il nome del luogo o del locale, e condividerli con la comunità.
Le segnalazioni aiutano i membri della comunità a orientarsi fra i locali e i piatti (sul sito è possibile visualizzare ad es. tutti i piatti postati dal singolo utente, ma anche i piatti proposti in un dato locale, in una sorta di menu per immagini, con gradimento e informazioni utili).

Chi è fiddme?
fiddme nasce in Israele dall’iniziativa di un gruppo di giovani che lavorano nel campo dell’informatica:

*
Yosi Taguri
*
Eran Kampf
*
Udi Milo
*
Naor Suki

Ma fiddme è anche italiano: la versione nella nostra lingua dell’app di fiddme 1.5 (disponibile – gratuitamente – sull’iTunes Store) è curata dal team di CibVs:

*
Emanuele Bonati
*
Kumi Matsuda
*
Christian Sarti

fiddme viene presentata in questi giorni a Milano all’Urban Center del Comune in Galleria Vittorio Emanuele nell’ambito della Social Media Week Milano.

Emanuele Bonati

Pubblicato in CIBVS, ristorazione | 5 Comments »