Archivio per la categoria ’cibo sostenibile’

Seconda settimana europea della pesca

4 June 2011 - Commenti »

Questo link:

http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/settimana-del-pesce/index-pesce.html?ref=HREC1-9

porta a un test pubblicato on line da Repubblica: sai che pesce mettere nel piatto? (l’ho fatto… quasi perfetto!)

Inizia oggi infatti la seconda settimana europea della pesca, di cui parla Valeria Pini in un articolo su Repubblica appunto. Durante la settimana si celebrerà, l’8 giugno, la giornata mondiale degli oceani. E a luglio verrà pubblicata la proposta di riforma della Politica comune della pesca della Commissione Europea.

Cito qualche dato dall’articolo:

Le riserve ittiche sono sempre più in difficoltà: più del 70% degli stock europei risulta impoverito dalla pesca eccessiva e la piccola pesca artigianale è in grande difficoltà. Sui banchi dei mercati  arrivano pesci allevati nelle acque del Sud-est asiatico, dove la regolamentazione dei prodotti chimici e antibiotici è meno rigida.
Il volume d’affari delle importazioni sul mercato europeo di prodotti derivanti dalla pesca illegale a livello mondiale è di circa 10 miliardi di euro.
Trasformare la politica europea per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute è l’obiettivo di OCEAN 2012.

OCEAN2012 è una coalizione di organizzazioni unite dalla volontà di trasformare la Politica europea della Pesca per fermare il prelievo eccessivo, mettere fine alle pratiche distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute. In Italia fanno parte della coalizione: CTS Ambiente, Green Life, GRIS, Fondazione Cetacea, Legambiente, Marevivo, MedSharks, Oceanus onlus, Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, Tethys Research Institute.

Tethys pubblica un interessante post qui – cito qualche dato sulla situazione europe:

• Fino a pochi decenni fa, la lunghezza media del merluzzo sbarcato nel Mare del Nord era di 1-1.5 metri, e l’età media era di 8-10 anni – oggi la lunghezza media del merluzzo è di 50 centimetri e l’età media è inferiore ai tre anni

• Nel 1949 la pesca del tonno rosso nel nord Europa registrava un picco di 5.485 tonnellate di catture annue – oggi, nel nord Europa, la pesca al tonno rosso è scomparsa

• Un tempo la flotta olandese comprendeva 700-800 imbarcazioni per la pesca alle aringhe con 11.000-12.000 persone di equipaggio e una cattura annuale di circa 50.000 tonnellate – oggi un solo peschereccio a strascico con 10-11 persone di equipaggio, pesca la stessa quantità di pesce.

Insomma, la situazione generale è difficile, da tenere sotto controllo.

Dobbiamo ricordare le grandi qualità del pesce? Sappiamo che aiuta a prevenire l’ictus, che è fondamentale per le donne in gravidanza e in allattamento.

Il pesce azzurro (alici, sardine, sgombri, tonno, lanzardi, aguglie, suri) è un’ottima fonte di proteine di elevata qualità, e di acidi grassi polinsaturi che – spiega Elena Orban, coordinatore dell’Area alimenti dell’Inran – “entrano nella costituzione delle membrane cellulari dell’uomo, sono essenziali per lo sviluppo cerebrale e della retina, ma soprattutto sono  precursori di molecole chiamate eicosanoidi che migliorano la fluidità del sangue prevenendo la formazione di trombi, hanno importanti funzioni nelle reazioni infiammatorie ed in numerose altre funzioni. Il pesce azzurro è anche una buona fonte di Ferro, selenio, fosforo”.

Emanuele Bonati

Culurgiones da Tiffany’s

24 August 2010 - Commento (1) »

Forse se l’amico (perché possiamo definirlo tale, direi, viste le disgrazie che gli sono capitate…) Ivan Puddu, giovane imprenditore sardo, dell’Ogliastra, avesse chiamato così il suo negozietto di culurgiones appunto, non sarebbe successo niente…

Invece ha usato il nome McPuddu’s, che evidentemente già dal suono evoca un hamburger gigante madido di salsa barbecue grondante bacon e insalata conpatatinegrandicocacolagrande… – o per lo meno lo evoca alle orecchie e agli occhi di McDonald’s International e dei suoi avvocati, che peraltro possiamo supporre che abbiano una visione leggermente distorta dal vedere le prime lettere del logo sulle loro bustepaga, e che quindi lo hanno diffidato…

Insomma, la nota vicenda (ne parla Manuele Berti su dissapore, e la stampa, dall’Unione Sarda all’Unità alla Nuova Sardegna a Repubblica, e anche a Portorico: il giovane imprenditore ha usato il nome McPuddu’s – dall’evidente ovvia assonanza – per il proprio locale di cibo pronto, da strada, sardo, in particolare culurgiones, sfoglie di pasta ripiene di formaggio pecorino patate menta, proposti in versione da passeggio) si ammanta di toni seriotragici, probabilmente fuori luogo (nessuno penso entri da McPuddu’s cercando Ronald McDonald o il burger king, o da McFruttu’s, locale similare in cui penso carne non ce ne sia un gran che, visto che si tratta di frullati e simili – Fruttu è il cognome della mamma di Puddu), anche se è evidente la volontarietà della citazione. Ovvero, McDonald poteva probabilmente evitare l’intervento degli avvocati – così come Puddu poteva pensare a qualcos’altro.

Due note positive: il buon Puddu ne ricava un po’ di pubblicità, che mi sembra un’ottima cosa, soprattutto per l’idea imprenditoriale dei culurgiones da passeggio (così buoni a tavola, chissà come sono in piedi…), e comunque del fast food di origine e produzione locale, veramente a kilometro zero come si usa dire oggi; dall’altra, la Regione Sarda si è schierata a fianco di McPuddu’s…

Commenta infatti l’assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, Andrea Prato: “L’Italia subisce ogni anno danni per 70 miliardi di euro a causa di falsi e imitazioni alimentari: diffidare un commerciante di tipicità sarde per il solo suffisso ‘Mc’ suona perciò come una beffa. Per questo la Regione Sardegna offrirà tutta l’assistenza in favore del signor Puddu e dei suoi ‘culurgiones’ per portare avanti la battaglia legale contro McDonald’s”.

“McPuddu’s – aggiunge Prato – è uno dei simboli di una cultura alimentare identitaria che si sposa con i ritmi veloci del nostro tempo. I culurgiones esistono da molto più tempo dei cheeseburger: rappresentano da decenni un pasto veloce e salutare in linea con la dieta mediterranea, oggi ritenuta anche dall’Unesco quale patrimonio mondiale dell’umanità. Non si vede quindi perché si debba negare l’integrazione di un’identità tutta sarda nelle abitudini al consumo ‘fast’. I culurgiones, proposti oggi dal signor Puddu e da decine di negozi tipici sardi, sono il pasto veloce sardo per eccellenza: una sfoglia di pasta di semola di grano duro ripiena di pecorino sardo fresco, patate e menta naturale, che richiede solo due minuti di cottura ed è ideale da mangiare anche come street food. Un prodotto sano perché fatto con i prodotti genuini e soprattutto made in Sardegna. Per questo – ha concluso Prato – da oggi il ‘Davide’ sardo avrà un alleato in più contro il ‘Golia’ americano”.

Bravo assessore…

E ripeto bravo a Ivan Puddu, a McPuddu’s (ora peraltro ribattezzato De Puddu’s, con una striscia nera con scritto CENSORED sull’Mc famigerato…), e soprattutto ai culurgiones…

...e ci sono anche le seadas...

Emanuele Bonati

Mercato della Terra a Milano…

19 July 2010 - Commento (1) »

Un rapido giro al Mercato della Terra di Milano del 17 luglio: un sole cocente (beh… se ci vado a mezzogiorno…), gente, ma soprattutto prodotti, frutta verdura formaggi vini uova di quaglia marmellate conserve fiori biscotti pane col lievito madre torte… cose buone insomma. Assaggiate mangiate comprate.

La Bella di Garbagna, ciliegia sotto spirito prodotta da Massimo Pisacco (massimopisacco@tiscali.it)  a Garbagna, Alessandria – una varietà di ciliegia poco coltivata, perché molto delicata e tendente a spaccarsi con l’umidità.

Il Lambrusco secco di Mantova, con il melone, dei Contadini Biologici appunto mantovani…

I meravigliosi formaggi di capra dell’Azienda Agricola Sciarè a Montegrino Valtravaglia nel Varesotto…

I “piccoli frutti” dell’Azienda Agricola “I Giardineè” di Lecco – mammamia che bontà le more i mirtilli – ok, deformazione mia, amo alla follia tutta la frutta estiva, albicocche ciliege meloni angurie mirtilli more gelsi fragole fragoline (anche oggi, domenica, scorpaccita di fragoline di bosco sotto il Penice…).

Insomma, cose ottime – non ho testato tutti e 45 gli espositori, ma solo alcuni, oltre a quelli qui sopra… per gli altri tornerò!… il 18 SETTEMBRE!!!

Parentesi: il Mercato della Terra a Milano è presente dal dicembre 2009 (non è quindi il primo, come diceva l’articolo su Repubblica Milano di domenica…): c’è ogni terzo sabato del mese, tranne che in agosto, sempre ai giardini di Largo Marinai d’Italia (sede peraltro del vecchio mercato ortofrutticolo, el verzèe, spostato lì dalla vecchia sede in centro…).

Emanuele Bonati

Mercati della Terra: il 17 luglio a Milano

16 July 2010 - Commenti (2) »

A Milano, il 17 luglio, in Largo Marinai d’Italia, dalle 9 alle 14: Mercato della Terra. Si terrà negli spazi dove era ospitato l’antico verziere, lo storico mercato ortofrutticolo milanese nei dintorni della Palazzina Liberty – zona famosa anche per aver dato i natali, ottant’anni fa, a Gualtiero Marchesi…

Dunque: quarantacinque produttori provenienti dal Parco Agricolo Sud Milano, ma anche dalle aree agricole di Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza e Brianza, Pavia, all’interno di un raggio di 40 km dalla città; ad arricchire l’offerta ci saranno ospiti dalle province di Brescia, Mantova e Varese. Tutti quanti metteranno in vendita i loro prodotti: frutta e ortaggi di stagione, pane, birra, formaggi, salumi e molto altro ancora.

La migliore qualità del territorio si propone alla città, con la più sicura delle garanzie e delle certificazioni esistenti: la faccia del produttore.

Inoltre, la Comunità di contadini biologici del Viadananese Casalasco e la Condotta Slow Food Mantova ci presenteranno il loro territorio attraverso i mitici meloni e il lambrusco!

La patata e il suo utilizzo e il gelato fatto in casa saranno gli argomenti degli “assaggi” di Laboratori del Gusto.

Beh… CibVs ci sarà… assaggerà… e vi racconterà…

Giusto per saperlo – il Mercato della Terra di Milano fa parte del più ampio progetto Nutrire Milano, energie per il cambiamento, realizzato da Slow Food in collaborazione con Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, sostenuto dal Parco Agricolo Sud Milano, dalla Fondazione Cariplo e dal Comune di Milano.

Emanuele Bonati

Orti-giardini, energie rinnovabili, contadini-blogger, orto 2.0…

2 July 2010 - Commento (1) »

Se a qualcuno fosse sfuggito, HO VINTO una cassetta con kili e kili di verdure messa in palio da Agrycult ecc – leggete pure qua.

Ma chi è cos’è Agrycult? Un gruppo di persone che vive e lavora “nel primo villaggio agricolo della rete”, che – continuando a citare – “respira aria pura, incontaminata”, “gode delle cose belle e buone della terra” – e che soprattutto vuole condividerle con me (e magari anche con voi…) attuando “un rivoluzionario modello di distribuzione e consumo dei migliori prodotti dei contadini italiani” – quindi cassette di prodotti coltivati lì, incassettati, venduti in rete e spediti in ogni dove.

Tutto parte da pochi semplici elementi.

Un nonno, ad esempio – nonno Marino, 85 anni.

Un orto che per lui è come un giardino – e come dargli torto? Ricordo ancora l’orto dei miei nonni, giardino di delizie…

Un orto-giardino-parco che si chiama Parco dei Buoi, perché i buoi non ci sono ma ci sono gli orti gli olivi le pecore – in Molise, l’antico Sannio, che si allunga fra le montagne e il mare.

Il desiderio di coltivare l’orto-giardino, e di continuare a farlo in modo economicamente dignitoso, evitando di trasformarlo (come ormai spesso accade) in un giardino di pale eoliche, o un orto dove si coltivano pannelli fotovoltaici (belli bellissimi, o meglio utili utilissimi – ma non di più né di meno, e soprattutto non a discapito, dei contadini, dei loro orti, delle loro vite).

E allora? Allora loro coltivano il loro orto, per dimostrare che la produzione di energia dal vento o dal sole non sono l’unica coltivazione, l’unica possibilità, l’unico modo per impiegare queste terre. E noi? Noi possiamo abbonarci all’orto (3kg x 10 settimane = 120 € = 4€/kg; 5 x 10 = 180€ = 3,60€/kg; 7 x 10 = 230€ = 3,30€/kg…) – e da poco anche alle ricotte (ricordate le pecore?) – che arrivano in 24 ore (è vero!, la famosa cassetta-regalo…), fresche e belle (è vero!!, vedi sopra, e vedi la foto…), sono buone (e anche questo è vero!!!! – esperienza direttissima…).

Poverina... non c'è più...

Emanuele Bonati

Eataly in festa

24 June 2010 - Commenti (6) »

Milano mi scorre intorno, affrettata e accaldata. Sono qui da Coin in 5 giornate. Allora… se mi tolgo il golf, e magari cerco di raccogliere i capelli sotto questo berretto da baseball… senza occhiali… magari non mi riconoscono, e posso comprare ancora qualcosa a 1 euro o 2… poi… invece del bancomat uso la carta di credito… i contanti… e se chiedo in prestito questo bambino e faccio prendere qualcosa a lui? però non può prendere la birra, il vino… e… beh… entro dall’altra porta, giusto caso…

E insomma – Eataly festeggia (il suo compleanno, mi sembra) con una serie di offerte di prodotti a 1 o 2 euro, appunto – dalle mozzarelline agli yogurt, al dolcetto, alla pasta, ai biscottini di Novara…

Le uova biologiche prodotte da una gallina in una nursery sul retro… I tagliolini tagliati lì in diretta… Le acciughe convinte a diliscarsi e a infilarsi nel vasetto in modo etico e biosensibile…

E la soddisfazione di dire ho speso 20€ ma ne avrei spesi 35, o 42… anche se poi ne spendi di più perché c’è lì anche quel formaggio unico fatto a mano dalle mucche d’alpeggio, quella cremina marmellatosa…

Scherzi a parte, prodotti ottimi, scontati – e io, in preda a shopping compulsivo, che mi aggiro con aria famelica…

Emanuele Bonati

foto www.eataly.it

Mercato della Terra a Milano

19 February 2010 - Commenti (2) »

SABATO 20 FEBBRAIO

A MILANO IN LARGO MARINAI D’ITALIA

DALLE 9 ALLE 15

MERCATO DELLA TERRA

I Mercati della Terra sono mercati contadini creati secondo linee guida che seguono la filosofia Slow Food. Mercati gestiti collettivamente, che sono luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l’ambiente. Inoltre, preservano la cultura alimentare delle comunità locali e contribuiscono a difendere la biodiversità.

locandina_20_20_17 copia

www.mercatidellaterra.it

Di tutto un CIBVS

29 July 2009 - Commenti »

Che dire? Di tanto in tanto si leggono sui giornali notizie come questa…

“La produzione e il consumo eccessivo di carne, pesce e formaggi mettono a serio rischio l’ambiente”, questa la convinzione del ministro dell’agricoltura olandese, Gerda Verbug. La soluzione proposta? Puntare su cibi alternativi per non esaurire le risorse a nostra disposizione. In fondo che ci vuole? Si tratta solo di prenderci gusto. Ecco quindi che durante la presentazione all’Aia del rapporto sul “Cibo sostenibile” è stata organizzata una presentazione appetitosa: cavallette fritte e tortini di larve tutte da mangiare. C’è da dire che l’Olanda è già all’avanguardia per quanto concerne il consumo di piatti inusuali, almeno per la cultura occidentale . Esistono 5 ristoranti dove vengono serviti involtini primavera con cavallette, ravioli con insetti, polpette di larva, mentre due siti internet vendono lecca-lecca al gusto di scorpione e cavallette glassate di cioccolata. A questi si è aggiunto un macellaio di Zaanstad, a nord di Asterdam, che accanto alle cosce di pollo e ai filetti di vitello, offre ai suoi clienti barattoli da 50 grammi di locuste e larve della farina; lui assicura: “Con un bicchiere di vino bianco le locuste sono davvero eccellenti” [http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/insetti-cucina/1.html]

Si apre un’infinita schiera di possibilità: un giro di ricette su come arrostire i lepidotteri, se gli zoratteri  sono meglio bolliti, se nell’impanatura delle cetonie ci voglia o meno la birra, se le dorifore sanno di patata…

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