Archivio per la categoria ’alimentazione’

Le Italie a tavola: la torta di Giuseppe Mazzini

4 December 2011 - Commenti »

Nel 1835, dall’esilio svizzero, Giuseppe Mazzini, lontano per un breve momento dal pensiero e dall’ispirazione dei moti rivoluzionari, inviò la ricetta di una torta alla madre Maria Drago:

«Eccovi la ricetta di quel dolce che vorrei faceste e provaste, perché a me piace assai [...] alla meglio, perché di cose di cucina non m’intendo, ciò che mi dice una delle ragazze in cattivo francese. Pestate tre once di mandorle, altrettante di zucchero. Sbattete il succo d’un limone e due tuorli d’uovo, montate a neve gli albumi e mescolate il tutto. Unta di burro una tortiera, mettete sul fondo pasta sfoglia. sulla quale verserete il miscuglio suddetto. Zuccherare e mettere in forno».

Citato in terramadre.org

Per tutti i gusti: Il Giro d’Italia a tavola

3 December 2011 - Commenti (2) »

Allora: se ho capito bene leggendo i miei appunti, Feltrinelli trasformerà le sue librerie in ristoranti, gli Hotel Starwood cucineranno solo ricette di blogger de Le stelle si incontrano, i cuochi leggeranno i libri tolti dalle librerie Feltrinelli, usandoli poi per accendere il fuoco, i cuochi regionali saranno assunti da Style.it con i lettori di libri che scriveranno di cucina senza mangiare. Oppure, gli hotel verranno riconvertiti in librerie gastronomiche, Feltrinelli pubblicherà solo libri di cucina che verranno venduti con una blogger allegata, e sul sito della Condé Nast ci saranno concorsi di cuochi che leggeranno brani dei loro libri dal vivo. O magari lo Sheraton Malpensa aprirà le sue cucine agli scrittori, di regioni diverse, che cucineranno assistiti dai giovani cuochi le ricette che avranno inserito nei loro libri, scritti rinchiusi in una camera del Westin Palace avendo come unico contatto col mondo il portale Style.it; i libri naturalmente saranno venduti solo ai clienti delle librerie Feltrinelli che si presenteranno con il cappello da cuoco, con una lettera di raccomandazione di una blogger, e con una prenotazione allo Sheraton Diana Majestic effettuata da una regione diversa dalla Lombardia.

No – devo rivedere i miei appunti, o buttarli. Meglio andare a memoria. E ricordo distintamente una bella idea – anzi, un insieme di belle idee, un sistema di idee e di persone che ruotano, questo sì, attorno ad alcuni dei concetti che ho appuntato: chef, giovani provenienti dalle diverse regioni, cucine, gli Starwood Hotel, Le stelle si incontrano, le Librerie Feltrinelli, Style.it, e Carlo Vischi, sopraffino cuoco di iniziative, che mi sembra di capire ha raccolto una serie di idee spunti e stimoli, li ha inseriti in un gran calderone (non so di quale delle cucine degli Starwood), e ci ha servito, venerdì 2 dicembre al Westin Palace qui a Milano, introdotto da Alessandro Pinna, questo ricco piatto.

Carlo Vischi e Alessandro Pinna.

..

Si tratta di uno di quei piatti in cui tutti gli ingredienti legano perfettamente. Vediamoli.

Giovani chef provenienti dalle diverse regioni, a cominciare dalla Toscana (a gennaio), a seguire Puglia, Campania, e con una escursione oltreconfine (l’Istria) proporranno menu che uniranno tradizione, regionalità e innovazione al Westin Palace, con la collaborazione dello chef Augusto Tombolato e dell’Associazione Italiana Sommelier; il tutto avverrà attraverso cooking class aperte a blogger e appassionati, e i piatti verranno riproposti in una cena serale. Inoltre, la Starwood Hotel premierà il migliore fra questi giovani cuochi, attraverso il giudizio di esperti e dei partecipanti ai vari eventi.

Mentre il format per lo Sheraton Diana Majestic è ancora in elaborazione (magari prenderanno spunto dai miei appunti iniziali…), allo Sheraton Malpensa lo chef Enrico Fiorentini ospiterà i più importanti colleghi da tutta Italia, e i piatti da loro creati verranno inseriti nel menu del ritorante (Il Canneto). Inutile dire quanto sia interessante il fatto che questi chef ospitino nelle loro cucine i colleghi più o meno giovani… fa parte del quadro generale: mettere insieme esperienze, tradizioni, professionalità apparentemente anche lontane, in un “piatto” unico e armonioso.

E ci sono altri ingredienti di questo “piatto”: Style.it, il portale della Condé Nast, tra l’altro rinnovato di recente, da un lato racconterà le varie serate, dall’altro promuoverà il contest fra gli chef, nel quadro di una continua interazione fra il sito e i suoi lettori, chiamati a intervenire on line in prima persona, come ci ha raccontato la direttrice Margherita Pogliani; le Librerie Feltrinelli, con il loro direttore generale Stefano Sardo, che coinvolgeranno il loro pubblico e i possessori di CartaPiù (meno male: ce l’ho!!), nell’ambito di una nuova attenzione al mondo del cibo che ha portato alla partnership con l’Antica Focacceria San Francesco di Palermo, con la quale svilupperanno la ristorazione nei loro negozi; e Le stelle si incontrano, ovvero blogger che si occuperanno di mettere in rete ricette e consigli di ispirazione regionale…

Margherita Pogliani.

..

Stefano Sardo.

..

Seguiremo anche noi questi eventi: attraverso i vari portali e siti Internet, cercando di intrufolarci nelle cucine, fingendoci camerieri, per vedere se Tombolato o Fiorentini prestano i loro mestoli agli chef ospiti, e magari di trafugare un assaggio di qualche piatto qua e là…

Emanuele Bonati

Libera Pizza in libero stato…

26 November 2011 - Commenti »

Mi piace. OK, non l’ho ancora assaggiata, ma mi piace moltissimo. E mi piacerà anche dopo che l’avrò mangiata. Sto parlando di Libera, “la pizza della legalità”, realizzata per conto dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani in occasione dell’ottava edizione delle Giornate Gastronomiche Sorrentine e con il patrocinio di Libera Terra Campania e del suo presidente don Tonino Palmese.

La realizzazione è dovuta, oltre che a questo desiderio diffuso e condiviso di legalità, di libertà anche attraverso segnali come questo, all’arte di tre pizzaiuoli – grandi pizzaiuoli anche per questo: in ordine rigorosamente alfabetico:

Enzo Coccia, della Pizzeria La Notizia di Via Michelangelo Caravaggio

Gino Sorbillo, Accademia della Pizza di Via Tribunali, 32

Antonio Starita, Pizzeria Starita di Via Materdei


I tre pizzaiuoli hanno messo assieme ricotta di bufala, ciccioli, pecorino, basilico, e una mozzarella di bufala che si fregia del marchio “Libera Terra”, prodotta, dall’ottobre scorso, nelle terre, negli stabilimenti e nei caseifici confiscati ai Casalesi e gestiti dalla cooperativa “Le Terre di don Peppe Diana”, dal nome del prete anticamorra ucciso 15 anni fa a Casal di Principe.

Sarà possibile degustare la pizza Libera dal 2 dicembre: al momento la si trova esclusivamente presso le pizzerie di Coccia, Sorbillo e Starita. Con la speranza che si diffonda su tutto il terriorio nazionale.

Ordinare “Libera” nelle tre pizzerie napoletane, sarà un’occasione per gustare un’inedita pizza d’autore, ma anche un gesto concreto nella lotta alla criminalità organizzata. Per ogni pizza della legalità, verrà, infatti, accantonato un euro destinato all’Associazione di don Ciotti, “Libera contro le mafie”.

Emanuele Bonati

La cena vegetariana di Natale di Cucinando senza…

15 November 2011 - Commenti »

La nostra amica Jasmine  di Cucinando senza…, un blog dedicato alla cucina vegetariana, in collaborazione con A.Di.Ca., Associazione per la Difesa del Cane, che si trova vicino a Lodi, organizza una cena di Natale – adesso, però, per anticipare le innumerevoli iniziative natalizie che si affolleranno nelle prossime settimane.

Sarà ovviamente una cena vegetariana, e si terrà a Pieve Fissiraga (Lodi), comune che sposorizza l’iniziativa, per raccogliere fondi appunto  per l’A.Di.Ca., per la costruzione di un canile rifugio moderno, dove ricoverare i cani abbandonati in attesa di una nuova famiglia, e quelli per i quali l’affido non è più possibile perché troppo traumatizzati o malati.

Quindi…


Emanuele Bonati

cVs

Non c’è pace per noi BlogVs

5 November 2011 - Commenti »

Insomma: passato Taste of Milano, passato Le Grand Fooding – uno non fa in tempo a riposarsi che arriva Golosaria, il Milano Whisky Festival e chissà cos’altro… E ho la macchina guasta, per cui faccio fatica ad allontanarmi da Milano, se no chissà come farei a sopravvivere alla girandola di eventi food e mica food…

Comunque: oggi andiamo al MIlano Whisky Festival e poi a Golosaria: io col mio taccuino moleskino, Bruno con i suoi obiettivi e grandangoli (e spero anche le sei o sette macchine fotografiche che di solito si porta dietro…): vi faremo sapere.

Emanuele Bonati

Prendi un dolce?

17 October 2011 - Commenti »

Mettiamo di trovarci in Inghilterra, anzi per la precisione nel Lake District, la regione lacustre cantata da Wordsworth, percorsa da tutti i letterati inglesi, abitata da Beatrix Potter… Meta ricercata, dunque – e per aggiungere ricercatezza ed esclusività al proprio soggiorno, si può passare al Lindeth Howe Country House Hotel,  Windermere, dove lo chef Marc Guibert ha creato per i suoi ospiti un dessert veramente unico.

Si tratta di un pudding – tipico dolce inglese peraltro – che non si segnala per l’abile mescola degli ingredienti o la presenza di prodotti locali esaltati dalla maestria dello chef, bensì per il prezzo. Per soli 35.000 dollari (22.000 sterline) potrete infatti gustare un pudding fatto con quattro diversi tipi di cioccolato amaro belga, aromatizzato con pesca, arancia e whisky,  con un biscuit Joconde, perle di caviale di gelatina di champagne, foglie d’oro, e un diamante di due carati, servito nella copia, dorata, edibile,m di un uovo Fabergè – e dove, se no?

Emanuele Bonati

#BAD2011 – Blog Action Day: parliamo di Food

16 October 2011 - Commenti (4) »

Oggi in tutto il mondo (80 paesi almeno, se non sbaglio) i blogger sono invitati a parlare di questo argomento – anche perché oggi, 16 ottobre, è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Anche BlogVs partecipa. Già – ma cosa scrivere? Sono tanti i pensieri, gli spunti, gli argomenti che si affollano fra le lettere della mia tastiera.

La fame nel mondo. Può essere una buona partenza, classica. Una volta, quand’ero più giovane, si parlava dei bambini del Biafra – mangia la verdura, pensa ai poveri bambini del Biafra che muoiono di fame! – che effettivamente, a causa della guerra civile in quella regione (siamo alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso), morivano come mosche – e la televisione ci proponeva immagini di questa piaga, in una spettacolarizzazione – per quanto ancora rudimentale – che aveva un suo scopo, di sensibilizzazione innanzitutto, un fine, un’etica.

La televisione. Anche dell’alimentazione la allora giovane tv fece materia di spettacolo, con le inchieste di Mario Soldati, e a seguire con il garbo e la passione di Veronelli e di Ave Ninchi, che sono (ahimé? o grazie al cielo?) all’origine della pletora di programmi e programmini e show e reality che allietano o affliggono, a seconda dei punti di vista, le nostre serate, popolate ormai da tanti cappelli da cuoco quante ballerine tangate…

Gli chef. Cuochi che spuntano dappertutto, su tutti i canali, concorrenti giudici testimonial protagonisti comprimari esperti. Cuochi che sponsorizzano pubblicizzano creme, brodi, elettrodomestici, che propongono gelati surgelati scatoline scatolette. Che propongono hamburger da fast food.

E via a parlare di slow food, fast food, consapevolezza, impronta biologica degli hamburger. La dieta mediterranea vs quella di Beverly Hills. Il ristorante la trattoria, lounge bar e trani. E tutti i posti i luoghi le persone che ti danno ti fanno ti comunicano il mangiare, il bere.

Fast food contrapposto a slow food, come se non si potesse essere fast e slow allo stesso tempo, brancicare patatine bisunte e sgranocchiare cuori di finocchio ecocompatibili e carotine biodinamiche, alette di pollo frittolente e petti di pollo biodinamici.

E grazie al cielo per i food slow, da amare e proteggere, i cibi di strada da mangiare per strada e nei salotti, il salottiero parlare di cibo mentre si mangia cibo discettando sul cibo mangiato e pregustando verbalmente quello che si mangerà, in una bulimia da anoressici in pectore ma gargantuelici in ore.

E di tutto questo cibo mangiato parlato – che fare di quello che avanza? Di quello parlato, libri libretti tomi volumoni, alla morte del libro stampato a favore dell’ebook multimediale si contrappone infatti una valanga di libri a stampa, di cuochi ed esperti, di personaggi e di programmi televisivi. La carta stampata, destinata sembrava a incartare pesci al mercato, si ricompatta in pagine colori formati sempre più attraenti e appetitose, in volumi voluminosi e riviste rivistaiole. Parole spese scritte parlate che forse spiegano ma forse non dicono il piacere del food, il cibo come cultura e culture.

E di quello mangiato? Il cibo che c’è e quello che è in più, e cosa farne e dove metterlo, meglio buttarlo che elaborarlo, che impacchettarlo e usarlo per bombardare la denutrizione, la fame, la miseria. E in Africa nel mondo, e a casa nostra, in Italia, le file dei poveri alle mense francescane, gli spigolatori di scarti alla fine del mercato settimanale, e i bancarellai che allungano una busta un sacchetto un frutto un sorriso ai vecchini labili e flebili che si aggirano fra le golosità del mondo. E dire grazie, dentro, perché il cibo ti nutre il corpo e l’anima, se lo mangi, se lo cucini, se lo dai.

E a voler rivedere questo mio post – affabulazione affamatoria e affamata, delirante e polimorfa – magari mi vien fame. Ma anche questo è food.

Emanuele Bonati

Pubblicato in alimentazione | 4 Comments »

Blog Action Day 16 ottobre 2011: ci saremo

15 October 2011 - Commenti (2) »

I Blog Action Day sono iniziati nel 2011 con l’intento di focalizzare i blogger di tutto il mondo nello stesso giorno su un argomento importante, globale – gli anni scorsi, l’acqua, il cambiamento climatico, la povertà.

Quest’anno, il Blog Action Day – il 16 ottobre, domani: lo so, dovrei mettermi un grosso calendario sul naso… – coincide con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione: quindi, il tema sarà FOOD: troverete i dettagli a

http://blogactionday.org/

Per partecipare, ci si registra a

http://blogactionday.org/register-for-blog-action-day/

e il 16 si pubblica un post sull’argomento, con il tag #BAD11.

La coincidenza con la Giornata dell’Alimentazione lo rende ancor più importante – e non si può dire che manchino argomenti…

The_F_Word_Famine_is_the_Real_Obscenity_US_-_YouTube

Quindi – vado a scrivere subito un post per domani…

Un post… ehm… non è che possa semplicemente mangiare qualcosina?

Emanuele Bonati

Pubblicato in alimentazione | 2 Comments »

Nuovi amici, nuove cucine: CookHunter

10 October 2011 - Commenti (4) »

I tag potrebbero essere: cucina, cuoco/cook, hunter/cacciatore, social, amici, cibo, menu, condivisione, luoghi, business… Ma forse è meglio iniziare dall’inizio – da CookHunter. The Social Kitchen: Cacciacuochi? Avventori col fucile alla ricerca di cuochi manchevoli? O semplici ricercatori di cuochi, magari stanchi dei rituali stellati, delle toque, delle forchettate? E una cucina sociale, popolare, come i “Cusinn economich” del Nost Milan di Bertolazzi?

No, non esattamente: è una (bella!) idea nata per caso, ma non per caso arrivata fino a oggi, rimbalzando in giro per la rete. Come raccontano gli stessi ideatori nell’About del sito www.ccokhunter.net, è nata “Circa un anno fa a Natale, chiacchierando con amici e parenti intorno alla passione italiana verso la cucina, alla volontà più o meno recondita di aprire un ristorante e ai limiti soprattutto burocratici dell’impresa. Nasce così l’idea, analizzando anche un fenomeno molto diffuso all’estero, le cene ‘con gli amici’ dove ognuno mette una quota e poi i più bravi cucinano. Allora perché non trasformare questo modo di incontrarsi in qualcosa di più… più social ancora se possibile. Perché non trasformarlo in uno strumento che renda possibile a tutti coloro che risiedono in una città, ma anche che vi si trovano per lavoro, turismo, studio, di incontrare nuova gente e conoscere nuove cucine, magari in luoghi in cui mai avremmo pensato di arrivare… quella casa con vista… sul Louvre, quel terrazzino sui tetti di Praga… e chissà dove ci si potrebbe trovare seguendo le strade del gusto di CookHunter.”

Già così la cosa sembra interessante: ma leggendo – anzi, cercando di capire qualcosa di più andando in giro per il sito (a proposito, ragazzi: una bella videata in evidenza con cosa vogliamo fare chi siamo, invece delle notizie celate negli angoli?) la cosa si fa molto interessante: CookHunter, veniamo a sapere, “È un Market Place delle abilità culinarie che offre la possibilità sia a cuochi professionisti, sia soprattutto a coloro che vedono nella cucina una passione, di mostrare agli altri le proprie abilità culinarie.”

Quindi: ci si iscrive come cuoco (Cook) o come cercatore di sapori (Hunter), o entrambi; il cuoco cucina, a casa propria, e decide se accettare o meno ciascun Hunter come ospite. L’ospite Hunter arriva, paga la sua quota, mangia. I cuochi sono tendenzialmente dilettanti, appassionati, che possono far diventare la propria passione un business, come si dice oggi – cioè guadagnarci, anche solo pubblicizzandosi come appunto cuochi, o propagandando i propri prodotti.

Come funziona? Citiamo di nuovo: “Facciamo un esempio classico. Io, Hunter, sono in giro. Devo pranzare/cenare. Che faccio? Mi affido a una guida? Vado ad sensum? Se io sono registrato a CookHunter vi accedo mediante mobile device e individuo i Cook disponibili (attraverso un menu con criteri di selezione); il Cook nel frattempo avrà pubblicato la propria disponibilità e il proprio menu. Se l’Hunter avrà individuato l’offerta consona invia la richiesta al Cook, che a sua volta potrà controllare i feedback relativi all’Hunter, se il Cook da l’ok, avviene la transazione tramite carta e il gioco è fatto! Siamo pronti ad aprire la porta su una nuova esperienza culinaria!”

Chiaro, no? e anche se vogliamo appetitoso… Il tutto sta partendo adesso: vado subito a vedere, ehi cooks, apparecchiate!!

Emanuele Bonati

Sapori buoni a SaporBio 2011 a Milano

8 October 2011 - Commenti »

Sapori e profumi si confondono nelle sale del Palazzo dei Giureconsulti a Milano per questa edizione 2011 di SaporBio: gusto fitness benessere e cultura – come recita il sottotitolo della manifestazione – si fondono fino a domenica negli antichi spazi per un pubblico numeroso e attento – fra cui c’ero anch’io…