Archivio per November, 2011

Ho visto un Re (Panettone…)

29 November 2011 - Commenti »

“Dai dai, conta su…ah be, sì be….”
“Ho visto un re.”
“Sa l’ha vist cus’è?”
“Ha visto un re!”
“Ah, beh; sì, beh.”
Cominciava così una vecchia canzone di Dario Fo. Bellissima.
Anch’io ho visto un re. Un grande re, che regna incontrastato, e il cui regno, inizialmente limitato a Milano e Lombardia, si è via via esteso al resto d’Italia, e al mondo.
Si tratta di Re Panettone, celebrato con una due giorni qui a Milano, sabato e domenica scorsi all’ex-Ansaldo di via Tortona: schiere di pasticceri che proponevano la loro idea di panettone, che era sempre quella tradizionale ma arricchita, approfondita, integrata e resa nuova e diversa lasciandone inalterato lo spirito profondo, l’origine. Così, alle uvette e canditi si sostituivano il cioccolato, i marroni, i frutti di bosco, le mandorle e la frutta secca, l’ananas; le cupole si innalzavano più o meno, a volte erano cosparse di granella di zucchero, o mandorle; gli impasti erano arricchiti con limoncello, spumante, birra…

Arrivo alle 11: non c’è molta gente, man mano ne arriva un po’: entriamo, e in poco tempo il salone si affolla, gente famelica si assiepa ai banchi dove solerti indaffarati cuochi pasticceriaffettano spezzettano sminuzzano panettoni di ogni forma o meglio di un’unica forma  declinata in decine di varianti più o meno cupolose rigonfie arrotondate decorate. Il bello e il brutto di queste manifestazioni è che sei a contatto con prodotti e produttori anche lontani – e che non siete tu e loro, ma tu e tutto il mondo…

Tanti panettoni, altrettanti pasticceri. Non era una gara, ma un’esposizione degustazione: li ho assaggiati pressoché tutti, ma non per farne una classifica, né una recensione. Per questo mi piace riportare qui l’elenco delle pasticcerie partecipanti:

BACILIERI, Marchirolo VA

BONTÀ (S. Minuz), Nerviano MI

BOUTIQUE DEL DOLCE (A. Zoia), Concorezzo MB, Cologno Monzese MI

BULETTI, Airolo, Canton Ticino, SVIZZERA

CAPRICE (F. Camplone), Pescara

COMI, Missaglia, Merate LC

DOLCECCETERA (A. Magri) Settimo Milanese MI

DOLCE VITA (A. Del Trotti), Costigliole d’Asti AT

CRISTALLI DI ZUCCHERO (M. Rinella), Roma

DALL’OMO, Verona

DE RISO, Tramonti SA

FORNO DELLA BONTÀ (R. Mattavelli), Palazzago BG

GIAMBERLANO (V. Tagliazucchi), Pavullo nel Frignano MO

GOLOSI DI SALUTE (L. Montersino), Alba CN e, co. Eataly, Torino, Tokio, New York

LIVIERO, Santa Maria della Versa PV

MARIGLIANO, San Gennarello di Ottaviano NA

MARRA, Cantù CO

MARTESANA (V. Santoro), Milano

MERLO (M. Bonanomi), Pioltello MI

MORANDIN, Saint-Vincent AO

NATALE, Lecce, San Cesario LE

NUOVO MONDO (P. Sacchetti), Prato

OL PASTISSER (D. Duci), Clusone BG

PAN DELL’ORSO (A. Di Masso), Scanno AQ

PEPE, Sant’Egidio Monte Albino SA

PERBELLINI, Bovolone VR

PREGIATA FORNERIA LENTI, Grottaglie TA

RAFFAGHELLI (M. Peruzzini), Mortara PV

SARTORI, Erba CO

SERDOLCE (S. Pontoni jr.), Remanzacco UD

SERVI, Roma

TABIANO (C. Gatti), Tabiano Terme PR

VECCHIA MILANO (O. Parisi), Milano

ZAGO (M. Chiaradia), Prata di Pordenone PN

Possiamo notare la presenza di numerose pasticcerie del centro-sud: e le loro riletture del dolce milanese per definizione non avevano assolutamente niente da invidiare a quelle per così dire autoctone. Anche le versioni più dissacranti avevano al loro fianco quelle più tradizionali. E tutti i panettoni – del nord come del sud – nella versione-base erano buoni, con punte di meraviglia, mentre due o tre delle versioni “nuove” forse lasciavano un po’ a desiderare.

Qualche segnalazione di gusto molto personale: il panettone alla birra di Zago non era niente male, interessante; Cristalli di Zucchero e Servi da Roma, ottimi; e De Riso, e Tabiano, Merlo, e Ol Patisser buonissimi… Sartori Vecchia Milano Golosi di salute Sal De Riso… Bontà, Ma forse è meglio vedere qualche foto.

Emanuele Bonati

Pubblicato in DOLCI | Comments »

Il Gran Trofeo della Ristorazione Italiana 2012

28 November 2011 - Commenti »

Fra il 25 e il 28 febbraio 2012 si svolgerà a Brescia il Gran Trofeo della Ristorazione italiana, giunto ormai alla sesta edizione. Le scuole alberghiere di tutta Italia si sfideranno in una gara spettacolo composta da diverse prove, dalla cucina alla mise en place, fino alla sommellerie, tutte con un denominatore comune, la dieta mediterranea.

Un campionato importante per il settore enogastronomico, perché permette agli studenti di incontrare i grandi maestri della cucina (negli anni scorsi, Gualtireo Marchesi, ad esempio), e li mette alla prova attraverso il confronto con i loro compagni provenienti da realtà d’Italia diverse.

Ne riparleremo: nei prossimi giorni sarà on line il sito www.grantrofeodoro2012.it. Intanto ci si può iscrivere: c’è tempo fino al 12 dicembre.


Emanuele Bonati

Pubblicato in chef cuoco, concorsi | Comments »

La frase della settimana

28 November 2011 - Commenti »

Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.

Andrea Camilleri, La prima indagine di Montalbano

Libera Pizza in libero stato…

26 November 2011 - Commenti »

Mi piace. OK, non l’ho ancora assaggiata, ma mi piace moltissimo. E mi piacerà anche dopo che l’avrò mangiata. Sto parlando di Libera, “la pizza della legalità”, realizzata per conto dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani in occasione dell’ottava edizione delle Giornate Gastronomiche Sorrentine e con il patrocinio di Libera Terra Campania e del suo presidente don Tonino Palmese.

La realizzazione è dovuta, oltre che a questo desiderio diffuso e condiviso di legalità, di libertà anche attraverso segnali come questo, all’arte di tre pizzaiuoli – grandi pizzaiuoli anche per questo: in ordine rigorosamente alfabetico:

Enzo Coccia, della Pizzeria La Notizia di Via Michelangelo Caravaggio

Gino Sorbillo, Accademia della Pizza di Via Tribunali, 32

Antonio Starita, Pizzeria Starita di Via Materdei


I tre pizzaiuoli hanno messo assieme ricotta di bufala, ciccioli, pecorino, basilico, e una mozzarella di bufala che si fregia del marchio “Libera Terra”, prodotta, dall’ottobre scorso, nelle terre, negli stabilimenti e nei caseifici confiscati ai Casalesi e gestiti dalla cooperativa “Le Terre di don Peppe Diana”, dal nome del prete anticamorra ucciso 15 anni fa a Casal di Principe.

Sarà possibile degustare la pizza Libera dal 2 dicembre: al momento la si trova esclusivamente presso le pizzerie di Coccia, Sorbillo e Starita. Con la speranza che si diffonda su tutto il terriorio nazionale.

Ordinare “Libera” nelle tre pizzerie napoletane, sarà un’occasione per gustare un’inedita pizza d’autore, ma anche un gesto concreto nella lotta alla criminalità organizzata. Per ogni pizza della legalità, verrà, infatti, accantonato un euro destinato all’Associazione di don Ciotti, “Libera contro le mafie”.

Emanuele Bonati

Prendi un panettone Loison e un maiale…

25 November 2011 - Commenti »

Tutto parte dalla mia scoperta – un po’ tardiva – del panettone – cioè, meglio, non del solito panettone, ma di un “Insolito panettone”: quello di Loison. Già un paio d’anni fa ero rimasto colpito da una proposta di Anna Maria Pellegrino, uno sformato di panettone – e fin qui tutto bene – al chinotto – beh… – con baccalà e radicchio tardivo – questa poi… Niente: sono immediatamente corso alla ricerca del panettone al Chinotto Loison, che ho divorato (senza baccalà: iniziamo a esplorare le materie prime, no?).

Insomma: da lì è partita una mail per la richiesta di autorizzazione all’inserimento del blog di Loison – “Insolito panettone” appunto – su CibVs, ed ecco che il signor Loison in persona mi risponde dandomi il consenso e inviandomi un kit degustazione.

Ho degustato – e i suoi prodotti sono buoni buonissimi ottimi. Non parlo solo dei panettoni, ormai universalmente riconosciuti come “cose buone dal Veneto”: parlo anche della piccola pasticceria secca, i biscotti: favette al cacao, canestrelli, frollini, caffettini, fior di mais, risini, limone, pera ecc. (26 articoli confezioni diverse, in pacchetti o monodose). Bere un caffè ed accompagnarlo con una di queste delizie è davvero un’impresa (nel senso che una non ti basta, ce ne vogliono almeno due o tre, sei, undici…) – indubitabilmente meglio della spesso orribile caramellina che viene proposta con la tazzina, un  vago surrogato di caffeina che spesso mi rovina il gusto del caffè…

Ho aperto, incuriosito, anche il panettone al prosecco. No canditi, solo uvetta.

Come sempre, è accompagnato da libretto esplicativo che contiene anche alcune ricette, e da una simpatica scheda di degustazione da compilare e spedire in azienda: analisi visiva, gustativa, tattile, olfattiva hanno superato il test alla grande. La sintesi emozionale è di punteggio elevato.

E allora provo anch’io a inventarmi una ricettina…. vediamo…

Vai dal tuo macellaio, fatti dare un tòcco di maiale tipo pancetta dicendogli che vuoi farne una piccola porchetta. Lo porti a casa (il pezzo di carne, non il macellaio) e lo spolveri di pepe, sale, rosmarino e le spezie che ti piacciono, nella parte in cui c’è la carne. Lo arrotoli, possibilmente con le spezie dentro e la cotenna fuori, e lo leghi.

Pentola, olio, aglio a rosolare, poi aggiungi il tuo meraviglioso cilindro di carne. Crocca la cotenna su tutti i lati per un po’, sfumando con un vinello bianco genuino, e dopo cuoci sul serio coprendo a metà la “porca” con del brodo. Lascia cuocere per circa 2 orette a fuoco medio dandole un’occhiata e rigirandola spesso. Frustala con il rosmarino e il brodino per ingentilirla.

Quando ti sembra cotta, la togli e la metti in forno ad asciugare un po’. Nel frattempo tagli delle fette di panettone al prosecco Loison, le fai andare sulla piastra in modo da dorarle bene.

Quando tutto è pronto, porchetta compresa, si impiatta: fetta di panettone, porchetta fumante, fettina di provolone piccante sopra così si ammorbidisce, e infine un po’ di chutney di mele e albicocche, fatto e regalatomi dall’amica Vittoria (sì, quella di Gelato Giusto: gelataia, cioccolataia, ma anche pasticcera cuoca… per la ricetta chiedete a lei).

Ci abbini un calice di bollicine di prosecco di Valdobbiadene ed ecco che il gioco è fatto. E se il “gioco” è piaciuto anche a mio padre quasi 80enne, a livello culinario un ultraconservatore, significa che è proprio buono…

cVs

Pubblicato in DOLCI, RICETTE, amici, prodotti | Comments »

The Silver Spoon in libreria

24 November 2011 - Commenti »

Da pochissimi giorni in libreria, la nuova edizione di The Silver Spoon (in inglese: 1464 pagine di grande formato, 400 illustrazioni a colori, 450.000 parole, 39,95 euro, Phaidon) propone più di 2000 semplici ricette della tradizione, rivisitate nelle procedure e negli accorgimenti di realizzazione (tenendo presenti ad esempio le nuove e sofisticate attrezzature disponibili oggigiorno), e accompagnate da nuove ricette dei più famosi chef di casa nostra.

Le ricette, descritte e spiegate con estrema semplicità, sono in inglese (ma vengono riportati anche i titoli in italiano), e fa un certo effetto leggere la spiegazione della borage frittata (frittata alla borragine) o delle Milanese veal chops (costolette alla milanese) – “Only chops should be used, but nowadays this dish is often made with slices of thickly cut rump roast. Pound the meat to an even thicknes…”.

Eppure, proprio questo è un segno della validità della nostra cucina regionale, del fatto che abbia ancora qualcosa da dire, e non solo a noi, ma al mondo.

Come titola l’introduzione al volume, “Eating Is a Serious Matter” – e trattiamola seriamente e portiamola, seriamente, nel mondo.

A Natale, regalerò The Silver Spoon a qualche amico straniero… Alla Libreria Gastronomica qui a Milano c’è…

Emanuele Bonati

La frase della settimana

21 November 2011 - Commenti »

Fame. Quando eravamo più magri stavamo più vicini.

Georg Kaiser

Diego Rigotti Miglior Chef Emergente per il Nord

17 November 2011 - Commenti »

Tempo di guide di stelle di cappelli di bicchieri di ruote d’oro, che incoronano realtà consolidate, certezze confermate, blasoni sicuri. La cronaca di questi giorni ne è piena. A lato, ma neanche tanto, di tutto ciò, ci sono giovani scalpitanti un po’ in tutta Italia, che iniziano a mettersi in gioco. Gioco ormai vuol dire anche partecipazioni televisive, certo; ma soprattutto sfide, come quelle organizzate da Witaly con Luigi Cremona per trovare, ogni anno, il miglior chef emergente. Sfide vere e proprie: giovani chef (devono avere meno di trent’anni) incrociano i mestoli in una serie di scontri prima a livello regionale, poi per grandi aree geografiche, fino ad arrivare alla finale nazionale (che sarà nell’ottobre 2012).

La prima tappa del Premio Miglior Chef Emergente 2012, che riguardava il Nord, si è svolta fra il 12 e il 14 novembre a Casteggio, in provincia di Pavia, presso la Certosa Cantù, con la collaborazione della Camera di Commercio di Pavia, presentata da Luigi Cremona. La giuria, presieduta da Fausto Arrighi, il direttore della Guida Michelin, era composta da giornalisti del settore.

Riporto qui l’elenco dei partecipanti: mi sa che sarà il caso di tenerli d’occhio, nei prossimi anni.

Lombardia: Nicola Locatelli dell’ “Opera Restaurant” a Mozzo (BG); Andrea Mainardi di “Officina Cucina” a Brescia; Luca Sacchi del  “Ristorante Cracco” a Milano;  Andrea Bertarini del  “Conca Bella” a Vacallo Canton Ticino (che non è proprio Lombardia in senso stretto, ma più in senso lato… ah ah)

Piemonte: Davide Odore  “Io e Luna” a Guarene (CN); Enrico Zanirato del “Tajut” a San Mauro (TO);

Val D’Aosta: Enrico Facco del “AD Gallias di Bard” ad Aosta;

Liguria: Gaya Molino “Trattoria del Falco” a Finale Ligure (SV);

Emilia Romagna: Lorenzo Barsotti “Barsotti Trattoria Enoteca” a Marzabotto (BO); Andrea Molinelli “La Palta” a Piacenza; Angelo Durante dell’ “Antica Corte Pallavicina” di Parma; Giacomo Amicucci del  “Vicolo Santa Lucia” a Cattolica (RN);

Trentino Alto Adige: Julian Seeber dell’”Alpine Dolomites” in Alpi di Siusi;

Veneto: Alessandro Dal Degan del “La Tana” ad Asiago (VC), Francesco Massenz della “Dolada” di Pieve d’Alpago (BL).

C’è qualcosa che non mi torna… ah, sì, certo, manca il vincitore! Eccolo qui a sinistra, con Arrighi e Cremona:

Si tratta del trentino Diego Rigotti del “Castel Toblino” di Sarche, Trento (dove lavora come sous-chef con Stefano Bertoni), che si è aggiudicato la vittoria con questi due piatti:

Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

Chissà se avrà voglia di raccontarci qualcosa di sè… Noi ci proviamo, e nel caso vi faremo sapere…

Emanuele Bonati

..

Riso mantecato con coda di vitello, marmellata di radicchio e gorgonzola

Mousse di riso alla vaniglia con lamponi e germogli.

Pubblicato in chef cuoco, concorsi | Comments »

La cena vegetariana di Natale di Cucinando senza…

15 November 2011 - Commenti »

La nostra amica Jasmine  di Cucinando senza…, un blog dedicato alla cucina vegetariana, in collaborazione con A.Di.Ca., Associazione per la Difesa del Cane, che si trova vicino a Lodi, organizza una cena di Natale – adesso, però, per anticipare le innumerevoli iniziative natalizie che si affolleranno nelle prossime settimane.

Sarà ovviamente una cena vegetariana, e si terrà a Pieve Fissiraga (Lodi), comune che sposorizza l’iniziativa, per raccogliere fondi appunto  per l’A.Di.Ca., per la costruzione di un canile rifugio moderno, dove ricoverare i cani abbandonati in attesa di una nuova famiglia, e quelli per i quali l’affido non è più possibile perché troppo traumatizzati o malati.

Quindi…


Emanuele Bonati

cVs

Ricordi d’estate a inizio autunno… Ristorante Andrea Sapori Montani a Palazzolo Acreide

15 November 2011 - Commenti »

“Oh… sono le 13.00… abbiamo appuntamento alle 17 con gli altri per andare al mare. Che si fa?”
“Boh”
“Ok – decido io. Palazzolo Acreide!”
“Eh? Che c’è?”
“A parte che è bello il paese, e a parte che ieri sera non siamo andati alla festa di S. Sebastiano per quel cavolo di Calici di Stelle a Marzamemi… che ancora mi frullano… a Palazzolo c’è la salsiccia di Palazzolo. Si dicono cose fantastiche su di lei, sai?”
“Miii – la sausizza. Andiamo!”
Così siamo partiti con la nostra Smart in direzione Palazzolo Acreide – anzi, Ristorante Andrea.
Erano quasi le 15 quando siamo riusciti a trovarlo, visto che si era spostato da poco e la nostra guida non era aggiornata.
Saliamo le scalette ed entriamo. Ad accoglierci Lucia, la moglie del patron Andrea.
In modo molto gentile ci dice che non ci sono problemi anche se l’orario sarebbe quasi di chiusura. Del resto, l’ho quasi supplicata, dicendo che venivo apposta da Siracusa per mangiare da loro e che il mio amico Davide, piuttosto magro, era denutrito ed aveva bisogno di buon cibo per recuperare le energie…
Siamo gli unici avventori, e quindi ci permettiamo un giro per le sale di questa costruzione storica. Lucia ci fa visitare quella che era l’alcova degli sposi, con il pavimento originale del Settecento, dove ora riposano, indisturbati dietro un vetro, i vini. I colori delle sale sono caldi senza essere opprimenti, ai muri gli acquerelli di Fabrizio Foti, che ho deciso di adorare. Sono paesaggi di Sicilia, molto puliti e semplici.

Ma passiamo al pranzo, che accompagniamo con una buona birra artigianale di Vittoria “Paul Bricious”  special Ale, finemente amara e frutto-camomillosa.

• Tartara di Vitello con salsa della piccola (inventata dalla loro bimba) e frutta fresca, una piccola e dolce pera
• Crema di Maiorchino, cipolla Giarratana e salame croccante
• Sono entrambi eccezionali. Ma il top arriva con la Variazione di Salsiccia di Palazzolo. Un trittico:
– salsiccia cotta sotto cenere accompagnata da cipolla giarratana gratinata
– salsiccia cotta nel nero d’Avola, con cavolo cappuccio
– salsiccia con crosta di caffè e semi di papavero, con verdure in agrodolce.
• Finiamo il pasto con una crema cotta alla carruba.
Alterniamo i piatti con delle piacevoli chiacchierate con Lucia, che ci racconta un po’ l’evoluzione del locale, ci racconta della festa di S. Sebastiano della sera prima e di quanta atmosfera suggestiva ci siamo persi…
Rosico abbastanza.
Facciamo un giro dalle parti della cucina per conoscere lo chef Andrea, e ci complimentiamo con lui per i piatti e per il locale.
Troviamo inoltre altro argomento di conversazione: l’olio di oliva Terraliva, che lui utilizza e che io uso persino a colazione, talmente mi piace.
Ci ripromettiamo di tornare nei giorni seguenti, ma in realtà ci risulta difficile.
Sarà per l’anno prossimo, magari per la notte di S. Sebastiano stavolta.
Ce ne andiamo forse un po’ appesantiti perché il caldo si fa sentire e la salsiccia non è proprio un piatto estivo, ma riusciamo ad arrivare in tempo per il nostro appuntamento con amici siracusani per andare al mare.
“Spero di non restarci secco in mare oggi… ho appena mangiato mezzo kg di salsiccia di Palazzolo…”
“Minghia… a sausizza ti manciasti in agosto??”
Sono salvo! Il mare oggi è troppo mosso, niente bagno.

cVs

Ristorante Andrea – Sapori Montani

Corso Vittorio Emanuele, angolo via Gabriele Judica n.4

Chiuso il martedì. Contatti 338 8519092

info@ristoranteandrea.it

Palazzolo Acreide (Siracusa)