Archivio per July, 2010

Qual è il piatto più difficile?

13 July 2010 - Commenti »

No, non intendo il piatto dalla preparazione più lunga e complessa, o quello con il maggior numero di ingredienti, o con quelli più rari e introvabili… no, la mia domanda è un’altra – penso alla tragica oliva che rotola per i piatti di fantozziana memoria, o agli escargot che tanto divertivano Julia Roberts in Pretty Woman: qual è secondo voi il piatto più difficile “tecnicamente” da mangiare?

Il mio non è un concorso, né un sondaggio – un amico me lo ha chiesto, e dopo un attimo di incertezza ho pensato di girare la domanda a voi lettori di BlogVs: conoscete, avete provato, avete sentito dire di un piatto che presenta questo tipo di complicazione?

Un altro esempio – anzi due, in foto: da Indiana Jones e il tempio maledetto - che non rappresentano se non in minima parte il tipo di difficoltà che intendo io (qui la difficoltà più che pratica è proprio di approccio culturale, diciamo, ma insomma…

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Arriva la Banda Biscotti

12 July 2010 - Commenti (2) »

L’ultimo numero di Terre di Mezzo parla di una iniziativa che merita interesse – se non altro per l’assoluta completa totale genialità del nome (ok – anche per l’iniziativa in sé e tutto quello che significa e può significare e così via). Vediamo – che nome potreste dare a un gruppo di detenuti – quindi una BANDA – che produce dolci a forma di biscotto – quindi, BISCOTTI? Ma è ovvio – o forse non così ovvio, ma quando lo si legge diventa più ovvio dell’ovvio: la BANDA BISCOTTI!

BANDA BISCOTTI” è il nome di un progetto nato nel 2008, sul mercato da settembre 2009, collegato alla produzione di biscotti all’interno del laboratorio di pasticceria della Casa Circondariale di Verbania – parte di una serie di progetti (promossi dal C.F.P.P. Casa di Carità Onlus e dalla Cooperativa Divieto di Sosta) che vogliono contribuire in maniera concreta a dare un senso all’esperienza della carcerazione, contenendone il potenziale di inutilità: “Quello che ci piace è la possibilità di stupire le persone dimostrando che altri modi di concepire la vita, il mondo, sono possibili passando attraverso la pratica assidua e convinta di dimensioni quali impegno, motivazione, costanza, fiducia, passione.”

Il sito della Banda Biscotti (veramente bello, semplice, ordinato… complimenti) espone con chiarezza intenti e obiettivi di questa iniziativa: il  loro slogan è “Liberi di fare cose buone”, ovvero libertà di stupire per la qualità, la bontà, la cura, il valore di quello che può essere realizzato anche all’intero di un piccolo laboratorio artigianale di un carcere di provincia; obiettivo primario, quello di consentire alla Banda Biscotti di esistere, offrendo lavoro qualificato all’interno dell’istituto di pena.

Quindi – bello il nome, bello il sito, belli gli slogan (da “il sapore che ti rapisce” a “colpevoli della bontà dei nostri prodotti”…) – e i prodotti? Belli anche loro – li potete vedere qui. Damotti (Frolla bianca e nera condannate a restare insieme!), lingue di gatta (Il sapore delicato che vi rapirà!),  polentine (Un crimine non assaggiarle!), apucce realizzate con il miele di Cavandone (VB) (Un delitto non inzupparle!) e altri ancora…

INSOMMA: vale la pena di sforzarsi un poco per procurarseli… e se proprio è difficile trovarli, si potrebbe aiutarli a distribuirli!

Mi auguro proprio che vadano a ruba!!!!!!!

Emanuele Bonati

http://www.bandabiscotti.it/images/stories/cartolina01.jpg

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CibVs per la mente

12 July 2010 - Commenti »

Il cibo spazzatura ti uccide se diventa una regola ma è ancora più buono se è un’eccezione.

Roberto Bolle

    Gelati famosi delusi :(

    10 July 2010 - Commento (1) »

    Serata bleah – microlitigio con la ragazza (fatto tutto lei…),  cià che mi vado a prendere un gelato…

    Prima tappa: Delice, in via Beato Angelico, qui a Milano. Posto relativamente nuovo, aperto da un ex ibm che ha cambiato vita: già stato, molto buono, attenzione agli ingredienti bio-eco-natur, e così via. Alcuni gusti ottimi.

    Marroni di cuneo stracciatella crema millegusti, grazie.

    Uhm… crema millegusti davvero, non se ne sente uno. Stracciatella così, buono il cioccolato, ma il resto anonimo, poco comunicativo. Marroni non male…

    Peccato – ma sarò io che ho la bocca storta…

    Pochi passi e sono da Rossi, viale Romagna: un tempio del gelato milanese, un pannafiocco che fa venire l’acquolina solo al pensiero…

    Tutto pannafiocco, grazie.

    Un qui pro quo con la ragazza che mi porge il gelato mentre io le do i soldi, un sorriso – la parte migliore della serata.

    Un gelato freddo, anonimo, insapore, lontano le mille miglia dal trionfo di sapore dolcezza scioglievolezza gusto dell’ultima volta e cioè sempre…

    Che tristezza…

    Emanuele Bonati

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    La Rava e la Fava

    9 July 2010 - Commenti »

    Mi piace segnalare il terzo compleanno della trattoria La Rava e la Fava in via Principe Eugenio a Milano – non si sono ancora stato, ma amici miei sì – purtroppo i festeggiamenti stanno concludendosi, ma… ci si può provare. La cucina è sul piemontese… interessante, con rivisitazioni e interventi anch’essi interessanti, mi dicono.

    A quanto pare, non hanno un sito… ma, a quanto pare, hanno un’ottima cucina!

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    CibVs comicVs

    9 July 2010 - Commenti »

    PENSIAMO CHE SIA VERAMENTE IMPORTANTE CHE VOI INCONTRIATE LE PERSONE RESPONSABILI PER IL CIBO CHE MANGIATE STASERA.

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    CibVs legge…

    7 July 2010 - Commento (1) »

    Ingredienti:
    • un cuoco inglese di un ristorante italiano a Londra: Jacob Kenedy di Bocca di Lupo
    • un designer: Caz Hildebrand di Here Design

    Prendere e mescolare, quindi spalmare il composto su 288 pagine: otterrete The Geometry of Pasta.

    Scienza, storia, filosofia della pasta italiana: più di un libro, un’enciclopedia alfabetica di 100 tipi di pasta (si calcola che i diversi tipi possano essere oltre 300) con altrettante ricette, originali, ideate da Kenedy. Il tutto illustrato da Hildebrand con degli strepitosi disegni in bianco e nero, di estrema eleganza e sinteticità, come potete vedere…

    Ma c’è anche un filmato..[Vimeo-8864263] The Geometry of Pasta

    Emanuele Bonati

    Il Premio Giacomo Casanova a Spessa di Capriva del Friuli

    6 July 2010 - Commenti »

    Nel 1773 l’avventuriero e scrittore veneziano Giacomo Casanova fu ospite del Castello di Spessa di Capriva del Friuli, e fu particolarmente colpito, come scrive nelle sue Memorie, dai vini locali.

    Per ricordare questo soggiorno dai tratti – anche – enologici, a Casanova è stato dedicato un vino – un Pinot nero, da un vitigno nobile e aristocratico, che incarna quelle caratteristiche di eleganza, classe e intensità che possono sedurre anche i palati più raffinati.

    Inoltre nel 2003 è stato istituito un Premio Giacomo Casanova, consistente in un trofeo di golf tra i vigneti del Castello di Spessa Resort (che si è svolto il 27 giugno), e nell’assegnazione di un Premio Cinematografico (9 luglio) alla scena più seduttiva di un film italiano dell’ultima stagione, scelta fra le dieci selezionate dal critico cinematografico Gianni Canova.

    I vincitori saranno premiati con alcune selezioni dei prestigiosi vini prodotti nei 30 ettari di vigneti dal Castello di Spessa.

    Emanuele Bonati

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    Dall’Osteria del Treno alla Gelateria Paganelli: 300 metri di gusto…

    5 July 2010 - Commento (1) »
    L’Osteria del Treno a Milano, si sa, è un’istituzione – è stata una delle prime osterie, se non la prima in assoluto, a sposare la filosofia Slowfood, e quindi a proporre tutti prodotti appartenenti ai presidi.
    Si mangia bene, si sta bene. L’oste, di cui non ricordo il nome perché ci chiamiamo con vari aggettivi e simpatici insulti, poi è una sagoma. Risate, grandi risate. Ha sempre la battuta pronta.
    Grazie a loro ho conosciuto la Gelateria PAGANELLI, distante poche centinaia di metri: alla fine di ogni pasto all’Osteria, pressoché sempre, mangio un gelato al pistacchio e peperoncino – un vero elisir! – e parlando mi hanno svelato chi fosse il fornitore.
    Potevo non andare a vedere di persona?
    Una volta lì, conosco la signora Natalia, la quale, a sua volta, mi presenta Francesco, il figlio nonché il “Maestro” del gelato – e la moglie di Francesco, Elena. Molto simpatici tutti. Deve essere la zona che sforna gente così forte.
    Mi accorgo subito che sono stati da poco premiati da Paolo Massobrio e quindi sono stati recensiti sul Golosario. La cosa mi fa molto piacere!
    Mi fanno assaggiare diversi gusti, prima di scegliere quelli che saranno i gusti che finiranno sul mio cono.
    Dalla frutta, ottima, alle meravigliose creme che Francesco crea. Alla fine vado con una crema di riso e zafferano e l’ormai rodato pistacchio al peperoncino.
    Buono, cremoso ma non troppo, direi… leggero. Adoro. Ecco che subito diventa il MIO gelato.
    Resto un po’ a chiaccherare con loro e mi emoziono perché, come dico sempre, non ci si può non emozionare di fronte a degli artigiani che parlano del loro mestiere con un amore smisurato.
    Mi raccontano la loro storia. Il nonno che girava le vie di Milano col carrettino dei gelati, il padre che a sua volta apre il negozio ed ecco il prosieguo della storia, lì in quel momento.
    Mi raccontano dei loro gusti, delle materie prime, delle ispirazioni che traggono durante i loro viaggi nel mondo, di quante varietà si possano creare e di come si possono abbinare ai cibi salati, cioè ai nostri pasti quotidiani.
    Meravigliosi anche i sorbetti di vino, Lacrima di Morro d’Alba (peraltro il mio vino preferito), Moscato giallo dell’Alto Adige…
    Insomma, bisogna provare per credere.
    Andate da Francesco, Elena e Natalia.
    Sono sicuro che vi entusiasmerà.
    Fatemi sapere.
    Christian Sarti
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    Addio Pietro Taricone

    5 July 2010 - Commento (1) »

    E così Taricone se ne è andato. Muor giovane colui che al cielo è caro, e così via.

    Una delle prime cose da notare è la grande partecipazione popolare, specie attraverso la rete, a questo evento. Frasi auguri preghiere e quant’altro sulla sua pagina di Facebook, e un po’ ovunque. In effetti, era un personaggio atipico. La sua partecipazione al GF1 è stata segnata soprattutto da una marcata simpatia (e a proposito – che differenza fra GF1 e tutti i GF successivi… e soprattutto fra i concorrenti… le ultime edizioni  hanno proposto personaggi veramente inguardabili…), e dal gran rifiuto a entrare a far parte del grande circo che ha bene o male inglobato il peggio del GF e delle trasmissioni consimili, iniziando un percorso ‘dissonante’ rispetto alla maggioranza degli altri fratellini – cosa riuscita a pochi, Marina La Rosa, Luca Argentero…

    E via fiction film programmi tv – e Tutti pazzi per amore, che si distingue per alcune partecipazioni assolutamente deliziose – Piera degli Esposti su tutte – e Taricone nel ruolo del macho che si finge intellettuale, imbeccato da Neri Marcorè, per conquistare Carlotta Natoli – e che ravvedutosi e convertitosi (tanto da farsi tatuare una poesia sul polpaccio) conquista l’algida tedescheggiante Sonia Bergamasco… Che bellezza, che simpatia…

    E poi – e poi era giovane e bello (e si unisce alla schiera dei giovani e belli che se ne sono andati più o meno colpevolmente, da Cobain a Dean, a River Phoenix, Heath Ledger…) e simpatico – e aveva una bella e brava compagna, una bimba piccina, era uno di noi…

    E – non ultimo – sapeva cucinare. La sua partecipazione a Chef per un giorno su La7 (riproposta la sera della sua morte) è stata divertente e interessante – la ricorda Leonardo Romanelli, uno dei giudici, sul suo blog – e della sua passione per la cucina conosciamo l’amore per il timballo di maccheroni, per la genovese, per i bucatini all’amatriciana…

    Addio Pietro. Hai accompagnato con grazia, con intelligenza – e soprattutto con un grande sorriso aperto e cordiale – una piccola parte della nostra vita. Te ne siamo grati.

    Emanuele Bonati

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