Archivio per June, 2010

Il panino, la coppa, i mondiali…

11 June 2010 - Commenti (3) »

Bella, la cerimonia di inaugurazione ieri sera… suggestione, molta emozione, qualche bella canzone, musica e Africa, artisti coristi musicisti… colori rumori umori…felicità… e Mandela (povero grande incredibile tragico glorioso uomo-popolo…) anche se non c’era…

Insomma, emozioni sensazioni… una sensazione anzi.. che so, lo sport, la folla – qualcosa che ti prende alla gola, alla bocca dello stomaco… Stomaco, pancia, ventre – ma certo: ho fame!!!

E allora? Cosa mangio? non saprei… un panino… ecco, sì: un PANINO CON LA COPPA!!!


Ebbene, sì – mi riferisco proprio al contest organizzato dall’amica Anna Maria (lacucinadiqb), che si è ormai chiuso – o meglio è terminata la raccolta delle ricette concorrenti. Quindi, essendo del tutto casulamente e fortuitamente membro della giuria (e non certo ahimè per mertiti sportivi), dovrò darmi da fare per giudicare appunto… Lo so che i giudici di questi tempi non godono di un grande favore, e proprio per questo, sfido chiunque a provare a corrompermi: su, chiunque, vieni qui, portami qualcosa per corrompermi, banconote, pagherò, una cessione del quinto dello stipendio, o meglio ancora di tutti i premi in palio, un invito a cena… Insomma, io sono qui, vedete un po’…

OK, scherzi a parte – ho già iniziato il lavoro… preparatevi!

Emanuele Bonati

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La cataplana: una moda in arrivo?

11 June 2010 - Commenti (3) »

La cataplana è una pentola in rame a chiusura ermetica (una specie di progenitrice della moderna pentola a pressione) usata in Portogallo, dove è stata introdotta dai Mori, che permette una cottura quasi a vapore, esaltando il gusto degli alimenti. Il nome è passato poi a indicare la preparazione culinaria realizzata con questo recipiente, che unisce prodotti della terra (cipolle, pomodori), dell’allevamento (prosciutto lardo salsiccia piccante) e del mare – le vongole.

Ne sentiremo parlare spesso… Intanto, una ricetta presa dal web.

Ingredienti:

- 1,5 kg di vongole veraci delle più grosse che potete trovare
- 50 g di prosciutto crudo
- 50 g di lardo o pancetta grassa
- 50 g di “chourico” salsiccia piccante
- 2 cipolle bianche
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva

- 2 pomodori perini
- sale e pepe
- farina q.b
- peperoncino q.b.
- 2 rametti di prezzemolo
- 2 di coriandolo

- 1 foglia d’alloro
- 1 limone

Esecuzione:

Sistemate in una ciotola coprendole di acqua fredda 1,5 kg di vongole veraci, unite 2 cucchiai di sale grosso e lasciate spurgare per 2 ore.
Sbucciate 2 cipolle bianche e riducetele a fettine; pelate uno spicchio d’aglio e tritatelo; lavate e asciugate 2 rametti di prezzemolo. Scaldate poi in una padella 4 cucchiai di olio di oliva, unite le cipolle, l’aglio, il prezzemolo e una foglia di alloro: fate soffriggere a fuoco medio per 3-4 minuti, eliminate foglia d’alloro e prezzemolo e fate raffreddare. Versate metà del soffritto sul fondo della cataplana, disponetevi sopra la metà delle vongole sciacquate sotto acqua corrente e scolate, proseguite con 50 g di prosciutto crudo a strisce, 50 g di salsiccia piccante a fettine e 2 pomodori perini scottati in acqua bollente, pelati, privati dei semi e ridotti a dadini. Insaporite il tutto con un cucchiaio di coriandolo e una macinata di pepe nero e ripetete gli strati dal soffritto fino ai pomodori. In una ciotola battete 1/2 cucchiaio di farina con 3 cucchiai di vino bianco secco e 1/2 d’aceto bianco, versate la pastella nella pentola, chiudete e cuocete a fuoco basso per 15 minuti. Portate la cataplana in tavola, apritela, profumate con un cucchiaio di prezzemolo tritato e servite.

Potete leggere la ricetta originale anche nel sito www.rgmania.com, un’azienda che propone prodotti per bar e ristoranti, fra cui appunto la cataplana (padella…): oltre alla presentazione del prodotto-padella, viene specificato che cos’è esattamente, le istruzioni per utilizzarla, e vengono proposte alcune ricette, oltre a quella riportata qui sopra. Ci sono in rete diverse ricette (questa deve essere una ricetta-base, riportata anche da http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi/2005/03/202373.shtml), con ingredienti i più disparati…

Lo stesso sito www.rgmania.com correda ogni articolo con una descrizione, e spesso con consigli sull’utilizzo ottimale e a volte anche con ricette: mi sembra un’ottima idea commerciale (customer care si chiama, se non sbaglio…). Bravi!

Emanuele Bonati

Ristoranti I menù dell’estate Milano

10 June 2010 - Commenti »

In edicola con il Corriere della Sera un’agile guida di Vivimilano, il supplemento settimanale del quotidiano milanese.

Si tratta di un centinaio di pagine, con una prima parte dedicata ai locali (divisi in categorie – tradizionali, pizzerie, carne, pesce…), con una descrizione sintetica del locale e della cucina, il punto di forza e il prezzo – e senza cappellini forchettine e quant’altro, che forse forse non è del tutto sbagliato…

I ristoranti riportati sono più o meno quelli che tutti conoscono, ma la presentazione è veramente gradevole e rapida – e interessante.

La seconda parte invece è dedicata ai menu: vengono proprio riportati i menu (anche con una certa estensione) di una serie di ristoranti già presentati, con i prezzi, tutti i dati del locale, e qualche indicazione particolare.

Una bella idea, utile – anche per farsi un’idea prima di cosa si potrebbe mangiare, e magari anche di quali piatti è necessaria l’ordinazione anticipata… – e originale, anche rispetto alla pletora di guide che al contrario abbondano di stelle cappelli e asterischi e mezze forchette, in un gioco quasi autoreferenziale, che a volte lascia un po’ il tempo che trova…  Mentre la tendenza a trovare qualcosa di nuovo, come in questo caso, o come nella guida di Identità Golose l’attenzione, che so, a pasticcerie o locali di altro tipo…

Emanuele Bonati

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Tanto CibVs QuantoBasta

10 June 2010 - Commenti (3) »

Mi si sono rotte le acque…

«L’acqua è fonte di vita e rappresenta il nesso che lega tutti gli esseri viventi su questo pianeta. È connessa direttamente a tutti gli obiettivi delle Nazioni Unite: il miglioramento delle condizioni di salute di donne e bambini e dell’aspettativa di vita, emancipazione femminile, sicurezza alimentare, sviluppo sostenibile, adattamento e attenuazione del cambiamento climatico. Il riconoscimento di questi legami ha portato a dichiarare il periodo 2005-2015 come Decennio Internazionale dell’Acqua per la vita».

Queste sono le parole di Ban Ki-Moon, Segretario generale dell’Onu. Ma allora perché in Italia l’acqua è diventata una merce?

Nelle ultime settimane ha avuto inizio una raccolta di firme per il referendum abrogativo della liberalizzazione (che in realtà è una vera e propria privatizzazione) dell’acqua pubblica. Si può dire che la collettività, nuovamente distante anni luce dalla politica, ha dichiarato guerra alle multinazionali e alle banche che, con il pretesto di liberalizzare, intendono approffittare della situazione. Infatti la legge Galli prima ed il decreto Ronchi poi dispongono la «liberalizzazione dei servizi pubblici»; in base ciò, per quanto ci riguarda, si prevede la cessione ai privati della gestione di servizi (che possono essere acquedotti, fognature, pulizia e trattamento dei reflui…) legati a questa risorsa con l’istituzione di bandi di concorso entro il 31 dicembre 2011.

E quindi? E quindi il decreto Ronchi apre le porte alle multinazionali dell’acqua: per intenderci, Bruxelles (le cui disposizioni hanno ispirato il decreto) impone soltanto una gara per la gestione dei servizi, ma non ha specificato quali. E quindi, come suggerisce Luca Martinelli – giornalista e redattore del mensile «Altreconomia», autore del libro L’acqua è una merce. Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione, ed. Alacràn – per non dover essere obbligati, come il decreto Ronchi impone, a far entrare aziende private nella gestione del sistema idrico integrato, basta dichiarare tale servizio «privo di interesse economico» – e c’è chi lo ha già fatto. Il Comune di Torino, tra gli altri.

E perché opporsi a tutto questo? Vediamo di spiegarci: un’azienda che impiega delle persone ed offre dei servizi deve fare degli utili per poter restare sul mercato: il conto economico non è un terno al lotto ed i numeri, se gestiti male, alla fine mettono di fronte gli amministratori ai loro fallimenti. Ma gli esempi delle varie società PRIVATE? alle quali alcuni Comuni italiani si sono affidati per la gestione delle acque è quanto mai desolante, e la Corte dei Conti è stata chiarissima: ha infatti stabilito che rispetto alla privatizzazione la redditività è aumentata, cioè sono aumentati gli utili delle società di gestione, ma non si è avuto un miglioramento del servizio al cittadino, che continua a nuotare in cattive acque.

E allora noi cosa possiamo fare? Innanzittutto firmare il referendum L’acqua non si vende. C’è tempo fino alla metà di luglio e nel sito http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/ ci sono tutte le informazioni del caso: ricordiamo che una cosa è liberalizzare ed un’altra è privatizzare.

Come ultima cosa vi ricordo il Decalogo per la tutela delle risorse idriche, tratto dal libro Oro blu di Maude Barlow (Arianna Editrice).

1. L’acqua appartiene alla terra e a tutte le specie.

2. L’acqua dovrebbe essere lasciata dove si trova ogni qualvolta sia possibile.

3. L’acqua deve essere conservata per sempre.

4. L’acqua inquinata deve essere risanata.

5. L’acqua è meglio protetta nei suoi bacini idrografici naturali.

6. L’acqua è un bene pubblico e deve essere tutelata a ogni livello da autorità governative.

7. L’accesso a una quantità adeguata di acqua pulita è un diritto umano fondamentale.

8. I migliori difensori dell’acqua sono le comunità locali e i cittadini.

9. I cittadini devono avere lo stesso peso decisionale dei governi nella tutela dell’acqua.

10. Le politiche della globalizzazione economica nei confronti dell’acqua non sono sostenibili.

Anna Maria Pellegrino

lacucinadiqb

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Mafalde in insalata

8 June 2010 - Commenti »

È arrivato il caldo, l’estate è qui! Ormai è ufficiale: io ho inaugurato la stagione con la prima pasta fredda.

Non amo molto il riso e le paste freddi con le solite barattolate di “cose a caso” – quindi cerco sempre di inventarmi qualcosa di nuovo. Sempre.

Mafalda corta – anche detta «’o mariuolo» – con crema di sedano, zucchine (dove -ine sta proprio per piccole piccole), pomodorini, asparagi, sgombro, e dadolata di provolone piccante.

Pulire il sedano e privarlo degli odiosi fili (qualcuno mi insegni un metodo infallibile che non mi faccia distruggere il gambo…). Sbollentarlo e frullarlo al minipimer con olio sale e pepe.

Zucchine a rondelle saltate in padella con scalogno, sfumate col vino bianco, salate e pepate. Poi scottate sulla griglia.

Sbollentare gli asparagi e tagliarli a tocchetti.

Pomodorini tagliati, disposti nella teglia microonde con sale grosso, zucchero, origano, semi di sesamo, scorza di limone grattuggiata ed olio evo. Cuocere nel microonde per circa 30 minuti finché non appassiscono per bene.

Scolare lo sgombro al naturale e tagliare a dadini il formaggio.

Una volta cotta la pasta, raccogliere un po’ di acqua di cottura e metterla assieme alla crema di sedano, condire la pasta ed unire anche tutti gli altri ingredienti.

Raffrrrrreddaaaaaaaa &… enjoy it!

Christian

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CibVs per la mente

7 June 2010 - Commenti »

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.

Virginia Woolf

Milano Food Week

7 June 2010 - Commenti »

Sabato scorso è partita la Milano Food Week, che andrà avanti fino al 13 giugno.

Food & Beverage, arte, shopping, cinema, prodotti biologici, nightlife, lusso, internet, fotografia…

Ne parleremo!

…e ci andremo…

Il CiBvSo della domenica

6 June 2010 - Commenti (8) »

Serate estive in compagnia di radici e fasioi

“Radici e fasioi” (radicchi e fagioli) sono un piatto frugale della vallata del Piave. Ricetta umile, icona di genuinità. Ottimi nelle torride serate estive, quando l’appetito comincia a fare i capricci…

La gastronomia straripa di ricette altisonanti, che però non riescono a “congedare” i piatti delle cucine locali. Infatti, il significato del cibo è proprio racchiuso nelle esecuzioni semplici, talvolta composte da pochi ingredienti, tuttavia foriere di infinita bontà.

È il caso dei radici e fasioi (radicchio e fagioli) piatto della valle del Piave, apprezzato in molte località del Triveneto. Pochi elementi per questo piatto, preparati con necessario artificio. Fagioli secchi che vanno ammollati la sera precedente, radicchio rosso (anche verde, campestre), olio, sale e pepe nero. I fagioli dopo una notte trascorsa “sotto acqua” vanno adagiati in una marmitta con soffritto di cipolla, affettata e rosolata in olio. Una volta uniti i fagioli, coprirli con acqua calda. Proseguire la cottura, aggiungendo un po’ per volta l’acqua lasciata in ebollizione. Alla fine, passare al setaccio la metà dei legumi – creando una crema densa. A questo punto amalgamare ai fagioli passati quelli lasciati interi. Togliere la pentola dal fuoco e fare raffreddare almeno fino a sera poiché i radici e fasioi sono per antonomasia un piatto vespertino.

Prima di cena, lavare con cura il radicchio. In una fondina sistemare le foglie di radicchio e napparle con la purea di fagioli. Irrorare di olio, aceto, sale, pepe e servire. Ripetere lo stesso procedimento per altri eventuali piatti da distribuire. Un tempo era prassi condirli con lardo precedentemente rosolato a fuoco basso senza l’aggiunta di olio, ovviamente. Nella ricetta attuale si utilizza l’olio extravergine d’oliva o di semi.

È possibile accompagnare i radici e fasioi con pane caldo o fette di polenta bianca grigliata. Come vino, abbinare un Raboso Piave – che contribuirà a inebriare il palato regalando un bel momento gustativo.

Radici e fasioi preparati per noi al Ristorante dall'Amelia di Mestre - grazie!

Con l’arrivo dell’estate, se trovare il radicchio diventa un problema è possibile usare dell’insalata novella o della misticanza – consapevoli che la ricetta madre è con il radicchio.

Durante l’estate questa rubrica sarà aggiornata con un po’ meno frequenza, per ritornare a “pieno regime” a settembre. Grazie ai tanti lettori che seguono CibVs e che lo rendono migliore giorno dopo giorno.

Stefano Buso

Si ringrazia per le foto Marco BoscaratoRistorante dall’Amelia, Mestre, VE

Le ricette di famiglia e Olio Dante

3 June 2010 - Commento (1) »

Segnaliamo una iniziativa patrocinata dall’Olio Dante: una raccolta di ricette “di famiglia”, che ovviamente vedono fra i protagonisti questo olio…

Le migliori saranno pubblicate in un ricettario – apprendo dal loro sito che Olio Dante, assieme a Paneangeli, è stato uno dei primi marchi alimentari, alla metà degli anni Cinquanta, a pubblicare un proprio ricettario; ora che il marchio è tornato italiano, grazie al Gruppo Mataluni Oleifici, si è pensato di rinnovare questa tradizione, raccogliendo ricette direttamente dai consumatori, e rivolgendosi a coloro che amano rinnovare le tradizioni culinarie della propria famiglia e del proprio territorio.

Siamo leggermente in ritardo: per la prima pubblicazione c’è tempo per inviare le proprie ricette fino alla fine di giugno… ma è prevista la pubblicazione di due ricettari l’anno, quindi…

Le ricette dovranno essere redatte secondo il seguente schema:
- breve storia
- ingredienti
- preparazione
- come servire la portata
- fotografia del piatto “finito”
- fotografia dell’autore

e andranno inviate all’indirizzo: ricettedifamiglia@oliodante.com

Mi piace l’idea che questo olio sia “tornato italiano”, e sia fatto con olive italiane: nato nel 1854 a Genova, era stato acquistato dalla multinazionale Unilever nel 1985, e dal 2009 è passato a una nuova società, il Gruppo Mataluni.

Andrò a rispolverare i miei vecchi appunti…

Emanuele Bonati

Wine Kiss – Eccellenze sotto le stelle

1 June 2010 - Commenti »

WINE KISS – Eccellenze sotto le stelle è il nome di una serata che si terrà il 9 giugno 2010 sulla terrazza del Boscolo Hotel Exedra, P.zza della Repubblica 47 a Roma.

La serata  prevede la degustazione di  vini e liquori italiani, accompagnati da una selezione di prodotti della nostra tradizione alimentare, e si propone, in questa prima edizione, come luogo ideale di incontro tra gourmandises, appassionati di vini, chef e aziende produttrici in un’atmosfera “Slow time”, con una finalità precisa: sostenere AMREF (www.amref.it), la principale organizzazione sanitaria privata africana, senza fini di lucro, presente in Africa Orientale dal 1957.

I protagonisti della serata, organizzata da  Agency – Eventi & Comunicazione, una società specializzata nell’organizzazione di eventi, fiere, congressi e serate, e dalle riviste LUXURYfiles e FASHIONfiles, saranno quindi case vitivinicole, cantine, produttori di distillati, produttori di raffinatezze varie – ma speriamo davvero soprattutto AMREF