Il CibVso della domenica

23 May 2010 - Commenti (11) »

Pietanze… a 212°F

Può succedere che per raffreddare una pietanza servita troppo calda occorra… una provvidenziale caraffa di acqua fresca!


Ecco la portata: è rovente… chi ha il coraggio di addentarla?

Esperienza diffusa, quella di attendere a lungo un piatto e, una volta arrivato, pazientare per scongiurare traumatizzanti ustioni alla bocca.

Lo scritto odierno – un po’ demenziale (ma sincero) – prende le mosse da esperienze personali, avventure di altri sfortunati golosi, racconti di sala rubacchiati girovagando da un capo all’altro della penisola.

Anzitutto – quali sono le preparazioni di solito servite arroventate? I primi gratinati, perciò crespelle, cannelloni, gnocchi alla parigina, le lasagne – una squadra di leccornie nappate spesso da una bassamella – per dirla con l’Artusi – lavica. Altre portate servite esageratamente calde: timballi, sformati, polenta pasticciata, polpette al sugo, il purè e le crocchette di patate.

Qualcuno vuol suggerire altro?

La cosa buffa è osservare gli avventori soffiare sul cibo come ventilatori. Un calvario terribile, visto che in realtà l’acquolina ha quasi sempre il sopravvento sul buon senso, così tra una soffiata e… una scottata, il boccone è incautamente ingurgitato – seguito all’istante da un bicchierone d’acqua gelata, tracannato per coccolare il gentil becco e le pareti esofagee. Chiudendo questo grottesco siparietto – è pur vero che pazientare e poi mangiare in serenità è magnifico, a patto che la pietanza non sia… bruciante.

In fin dei conti basterebbe un pizzico di destrezza, ad esempio, togliere la portata dalla fonte di calore, lasciandola qualche istante sul pass prima di affidarla allo scalpitante personale di sala. Oppure dotare la clientela di ghiaccio a volontà, o di simpatici ventaglietti… Ironia a parte, sono aspetti senz’altro risolvibili, per permettere agli avventori di gustare il cibo alla temperatura opportuna.

Ad ogni buon conto, attendere qualche minuto prima di andare all’arrembaggio della pappa fumante non è una tragedia, anzi, stimola ancor più l’appetito!

Gratinare: technique de cuisine che consiste nell’aspergere la pietanza (di solito pasta, ortaggi, raramente carne e pesce) di condimento e passarla al forno per qualche minuto, finché la superficie non risulti dorata e lievemente croccante. Per l’appunto gratinata… Allo scopo vengono adoperati riccioli di burro, pane grattugiato, formaggi, salsa besciamella, panna da cucina, sugo di carne e altre sauces. Non è proprio una cottura completa, giacché quasi sempre la preparazione da gratinare è già cotta o parzialmente. La tecnica citata regala la denominazione a molti piatti: i pomodori al gratin, i maccheroni gratinati, gnocchi gratinati, i peperoni e melanzane gratinate, e via discorrendo.

Stefano Buso

Pubblicato in: il ciBVSO della domenica

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11 Responses to “Il CibVso della domenica”

  1. Quante volte ti sei già ustionato,per poter desrivere così bene questa specie di discesa agli inferi…!?Forse mai quanto me.
    Mangio cose a temperature vulcaniche ma,dopo le prime sofferenze,tutto diventa possibile e godibile.
    Di certo il bicchier dell’acqua mi diventa ancora di salvezza,salvagente,per non dovermi ricoverare…E’ possibile che alla fine abbia fatto l’abitudine a mangiare cose troppo calde?Spero,ma non credo.
    Però,però,ti traduco in italiano ciò che gli amici partenopei raccomandano come giusta temperatura per sorbirsi un ottimo caffè:”Il caffé deve essere bevuto così caldo da daver bestemmiare!” Ciao a te ed a tutti.Dr.Otremam

  2. Sonia says:

    Amo piatti freddo o al massimo tiepidi perciò le portate calde, anzi
    di più ancora non le sopporto. Uniamoci e predichiamo la bontà del
    mangiare a temperatura naturale!

    Sonia

  3. Francesca says:

    ieri mi sono ustoniata con la focaccia, riporto ancora le ferite di guerra…ciao (e non scherzare! io sono serissima :-) )

  4. Francesca says:

    Io amo i piatti bollenti…certo sto attenta a non ustionarmi, però un primo piatto, secondo me, va mangiato caldissimo!

  5. Stefano Buso says:

    Ehi, avete presente quando servono il pomodorino rovente a Fantozzi :-) eh no ragioniere – non vorrà mica sputarlo ora… :-) povero, quando si ristorò la lingua in piscina sotto gli occhi di ‘Ivan il Terribile’ era più lunga di uno scivolo :-)

  6. Oh povero me, cosa devo sentire… Ma lo sapete voi che se vi scottate con un alimento ustionante vi giocate le vostre papille gustative… e allora addio al senso del gusto e alla vostra cena o pranzo che sia.
    Diffidate dei piatti serviti troppo caldi… sanno tanto di piatti già pronti e scaldati al forno caldo o al microonde… e poi non potrete mai gustare appieno i singoli alimenti… infatti è tipico scaldare molto per nascondere la poca freschezza degli alimenti… ovvero… la freschezza degli alimenti meritano di non essere ammazzati dall’eccessivo calore!
    Certo, la lasagna deve essere servita calda, ma fidatevi del vostro Ispettore: la teglia va tolta dal forno e lasciata a “decantare” per una decina minuti prima di servire. In questa maniera la besciamella si solidificherà quel tanto da evitare di colare dalla paletta quando la taglierete e la servirete sui piatti. Così la nobil pasta non ustionerà i vostri preziosi palati.
    Ma il vostro Ispettore, prima di salutarvi, vuole lasciarvi un piccolo segreto dei frati che elimina la scottatura dalla bocca, laddove un boccone vulcanico abbia lasciato la sua infuocata impronta: non bevete acqua, non serve a niente, ma solo un sorso di latte freddo. Lo lasciate un paio di minuti nella bocca, prima di ingurgitarlo e il gioco è fatto. La scottatura non ci sarà più!
    Alla prossima.
    De Gustibus.

  7. Da addetto ai lavori mi preoccupo sempre di servire pietanze a temperatura decente, per dar modo ai commensali di godere al massimo del piatto ordinato! Un attrezzo che suggerirei volentieri, che ormai dovrebbe essere presente in ogni cucina, professionale e non, è il termometro per alimenti! Basta controllare con attenzione che la temperatura dei cibi non superi certi limiti..e il gioco è fatto… ;)

  8. Stefano Buso says:

    aspettare un minutino :-) senza soffiare sul cibo – è altresì cosa buona e giusta :-) concordo sull’uso dei termometri!

  9. emanuele says:

    Un pensiero anche – ovviamente – al caso inverso, ben più grave, forse – quello del piatto rovente con portata freddo-tiepida…

  10. Luca Viola says:

    Ciao
    Questo lo provo subito
    Luca
    Giochi per Ragazze

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