In bianco? N’est pas possible!
Bianco, purezza e candore. Bianca è una parete, una tenda – o una serata programmata in modo piccante e conclusa male…
E a tavola, quante volte riusciamo a conquistare un piatto di riso in bianco?
Superata una notte burrascosa tra bagno e stanza da letto, la mattina seguente – pallidi e mosci – capita di non aver appetito, tanto che si pensa a una tazza di tè o al massimo… a un brodino. Ma le sorprese, nella vita, non mancano mai. Verso le 13, in orario di pausa, ecco farsi avanti un’incontenibile acquolina, che regala buonumore e vitalità. L’inappetenza mattutina si trasforma ipso facto in un irrefrenabile desiderio di pappa. Che si mangia? Meglio stare leggeri, non si sa mai. Un piatto di pastasciutta “in bianco” potrebbe essere una portata appropriata. Ricetta morigerata, di facile digestione, con poco olio d’oliva e un’irrinunciabile grattugiata di parmigiano. Detto, fatto!
Poco dopo, in trattoria, tra persone affamate e il via vai dei camerieri, si attende con trepidazione di ordinare. Quanto chiasso! Sembra di trovarsi nel traffico congestionato di una metropoli. Pazienza, per un piatto di pasta si sopporta questo e altro. Finalmente arriva il locandiere.
“Buongiorno, leggo trenette al pesto, potrei averne una porzione in bianco?”
Un silenzio irreale scende nella sala da pranzo e precede quella che ha tutte le sembianze di esser una sentenza.
“No, mi spiace.”
Abbacchiati, non rimane che fare retromarcia – un cappuccino, un caffè, una cupa tisana dalle dubbie proprietà…
Come mai è così difficile ottenere un piatto di pasta al burro o all’olio fuori casa?
Tracce… di un riso in bianco (una non salsa)
Un modo simpatico per rendere gustoso un riso (o una pasta) destinati a restare single. Ogni tanto, può far piacere un primo piatto leggero, senza necessariamente soffrire di digestione rallentata o iperacidità gastrica.
Cucinare il riso in abbondante acqua salata. Raffreddarlo sullo scolapasta senza usare acqua fredda. A parte, preparare una vinaigrette “monca” con olio d’oliva extravergine, limone filtrato, foglie di basilico tagliate sottili, prezzemolo tritato, qualche goccia di Worcester Sauce, un paio di carote private della buccia, lessate e tagliate in dadolata piccolissima, sale e pepe qb. Con questi ingredienti, condire il riso a crudo (o la pasta) amalgamando bene. Far riposare un’oretta, quindi servire a temperatura ambiente su un piatto piano, guarnito con foglioline di basilico e un crostone di pane aromatizzato al burro e salvia.
Vino: chi ha detto che a un piatto di riso all’olio non sia possibile abbinare un vino? Un vino bianco giovane, morbido, fresco e profumato: un Trebbiano d’Abruzzo.
Stefano Buso
Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato. I campi segnalati con (*) sono obbligatori
Partiamo alla rovescia,dall’abbinamento:un bianco é obbligatorio,l’unico possibile,il Trebbiano é l’ideale,con una pietanza tanto spartana e monocorde ci vuole un vino non molto complesso e neppure con forte persistenza aromatica che,meno male,andrà pur sempre un po’ “sopra” il piatto,servendo quasi da ulteriore condimento,rendendo meno gramo il nostro pasto.
Per mangiare un bel piatto di pasta ben al dente non c’é bisogno d’esser malati:un bel giro d’olio d’oliva di quello buono,una bella informaggiata,qualche granello di pepe nero e di noce moscata….il tocco finale sarebbe se per dopo ci preparassimo una braciola in gratella,quello di far cadere il suo sughetto sul piatto “in bianco” Ciao Dr.Otremam
Te l’ho già messo….ma quanti commenti vuoi!!??
Ciao collega! Pasta in bianco e Trebbiano of course
Che dirti… i maccheroni di Toscana della Martelli (che saluto) sono ottimi con tutto, ma con pecorino, pepe appena macinato e olio extravergine sono un piatto ghiotto
Spesso mi preparo un cibo in bianco (ottima la ricettina semplice e salutare, grazie).
Uso ad esempio riso integrale, cotto i suoi cinquanta minuti in poca acqua salata, raffreddato, tostato poi senz’olio in padella antiaderente, servito infine con extravergine a crudo e salsa di soia; accompagnato, magari, da verdure cotte e saltate in padella con solo un po’ d’olio e cipolla.
(Ieri sera ho cenato così, per dire
Oppure, per essere meno orientali, sostituendo la salsa di soia con una buona colatura di alici (ma qui va forse meglio un riso brillato o almeno semintegrale, così, a naso).
Oltre all’opportunità di un pranzo in bianco derivante della necessità di compensare pranzi e cene pantagrueliche, devo dire che lo trovo opportuno anche per riuscire ad apprezzare adeguatamente le sfumature sottili e i sapori semplici. Un buon olio si riesce ad stimare così, una buona pasta o un buon riso si gustano diversamente da soli.
Credo che da questo punto di vista mangiare in bianco sia in effetti anche una buona scuola per conferire elasticità al gusto, per renderlo capace di valutare meglio anche piatti sintetici e complessi.
Sono quindi d’accordo che andare in bianco, di tanto in tanto, non sia poi così male!
Ciao Marco
Per me è quasi una consuetudine.. Non sono rare le volte in cui mi preparo della pasta o del riso in bianco!! Dopo tante ore passate davanti ai fornelli, degustando tutto ciò che è previsto in menù, mi viene istintivo pensare a qualcosa di leggero e soprattutto semplice. In Sicilia, in molti ristoranti, non c’è alcun problema se si richiede un piatto in bianco, mentre in altri la prendono come un’offesa tremenda.. Io dico che ogni cuoco al mondo dovrebbe assolutamente, nel limite delle sue possibilità, accontentare il proprio commensale…
Leggo con piacere i contributi portati a questa sorta di benigno “pour parler” lontano dai soliti sofismi culinari che oramai hanno scocciato…
Ah che bello qui! Pasta in bianco, un bicchiere di vino e qualche risata. Un giorno il mio piccolo, appassionato di pasta in bianco, chiese al cameriere di poterne avere un piatto “e con un burro che sappia di burro”….
. Una richiesta illuminante più di tanti sofismi. Buona domenica.
Idee di candore, di purezza convogliate da questa ‘fiera del bianco’…
Devo dire che anch’io, al di là delle eventuali indisposizioni, amo concedermi risottini o paste in bianco, con uno o due ingredienti – olio, o burro, parmigianoreggiano, magari sulla pasta due o tre pomodorini crudi… salvo poi farmi prendere la mano, e vai con le aggiunte: alla pasta, all’olio, ai pomodorini, la ricotta al forno spezzettata, qualche foglia di basilico…
@Emanuele, tutte aggiunte molto soft…
…volevo mantenere il candore di partenza…
sapidissimo e goloso riso in bianco
bianco è purezza e bontà…detto da me è un must
“Mangiare in bianco” – senza sughi né droghe: all’olio, al burro; “condimento in bianco” o “il bianco” -salsa a base di burro, farina e qualche odore per lasciare alle vivande un colore chiaro e un sapore leggero (Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, che peraltro non fornisce attestazioni letterarie se non una frase della Morante: mi sarebbe piaciuto sapere da dove nasce)